Imperivm Novum

  • Ecco la 72° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    È stata un’ottava ricca di spunti per i mercati, dapprima con l’esito delle elezioni europee, poi con i dati americani incoraggianti sull’inflazione e la riunione della Fed. L’esito delle urne ha mostrato uno spostamento verso destra del Parlamento europeo, con l’avanzata dei partiti nazionalisti più euroscettici a scapito di liberali e verdi. In Francia, il presidente Macron ha indetto il voto anticipato dopo la vittoria di Le Pen e in Germania i socialdemocratici del cancelliere tedesco Olaf Scholz hanno subito una disfatta record. L’azionario europeo ha scontato molto queste incertezze legate al rischio politico in Francia. Oltreoceano, i principali indici di Wall Street hanno raggiunto nuovi record dopo che mercoledì sera, la Fed ha mantenuto invariati i tassi nel range 5,25-5,50%. I dot plot, le proiezioni dei funzionari sul costo del denaro, stimano ora una sola riduzione quest’anno rispetto a tre previste a marzo. Lo stesso giorno è stato diffuso il report sull’inflazione di maggio, che ha mostrato un rallentamento al 3,3% e un dato core al 3,4%, meglio delle attese.
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vedi andre che tu mi leggi il pensiero...

proprio a proposito di questo squallido personaggio NEMICO GIURATO da sempre dell' italia ( e di Moro, di Pacelli, di Mattei... ), oggi pensavo:

' Ma ti pare che per sopravvivere agli sciacalli e agli scagnozzi mandati dal Male Assoluto la famiglia Riva sia costretta a cercarsi un socio particolare come lo Stato. Che probabilmente, per mettere sottotutela l' Ilva e non farla chiudere e deindustrializzare da chi vuole la Rovina d' Italia, ne nazionalizzerà quantomeno una parte.'

Ilva, Riva: a rischio continuità aziendale - Speciali - ANSA.it

"Da tre mesi - ribadisce il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi - continuiamo a dire che sull'Ilva si gioca una partita decisiva per il futuro del Paese". Lo ribadisce il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a margine della presentazione di 'Made Expo 2013'. "Senza una soluzione sull'Ilva - prosegue - l'Italia è destinata ad uscire da novero dei Paesi industrializzati". "L'Ilva è un caso emblematico, ci sono in ballo 40 mila posti di lavoro". Sulla nazionalizzazione invece, "non mi posso esprimere".

Da quando hanno rilevato l' Italsider ora Ilva i Riva non hanno fatto un solo cassaintegrato, l' azienda è sana e senza deficit. Eppure Vendola :rolleyes: chiede l' Amministrazione Straordinaria, ossia fallimentare. Di un' azienda sana.

Mentre il ben noto carrozzone con i maglioni infeltriti dopo 70 anni di bieco parassitismo ora si adombra anche perché li si caccia fuori dalle pall.e ( cominciò Tremonti col chiudere i cordoni della borsa e Berlusca per loro NON li riaprì più )

e poiché li cacci via con ignominia ( e nemmeno si vergognano di dire che vanno nei paradisi fiscali a portare la loro catapecchia che produce lamiera di serie B ), sono certamente lieti di veder colpiti altri ben più utili di loro

Quando viene la fine per questi ingordi e impuri predatori?
 
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vorrei far presente che l' Isola Che Non C' é per i Pochi Fortunati felici è pronta.

Chi desideri chieda lumi in privato
 
«Se si ferma un'azienda di questo tipo possiamo dire addio a tutta l'industria siderurgica e avremmo problemi con l'industria meccanica». È quanto dichiara, ospite de «L'Intervista» di Maria Latella su Sky Tg24, il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, in merito alla vicenda Ilva. «Secondo me l'acciaio deve rimanere italiano, e dobbiamo fare di tutto come governo perché lo rimanga. È una questione strategica, la meccanica ha bisogno di avere vicina la produzione dell'acciaio». Poi ha aggiunto: «Se chiudiamo l'Ilva non risolviamo il problema dell'ambiente, ma rischiamo di avere una situazione di degrado, come è avvenuto a Piombino e Bagnoli. La sola strada è risanare e continuare a produrre acciaio. Non mi pare ci siano le condizioni per il commissariamento. Domani e martedì discuteremo di tutti gli aspetti della vicenda, ma una cosa è certa, non vogliamo che questa realtà chiuda».

Zanonato: «L'Ilva? Se si ferma addio industria siderurgica» - Corriere.it
 
Ormai viene usata la magistratura come organo per distruggere gli altri non per fare giustizia, che schifo, che mer*a di gente, questi non pagano mai e mai, possono distruggere tutto indisturbata a comando e intanto gli amichetti protetti, quelli che non devono essere toccati, possono fare sempre quello che vogliono indisturbati, vedi De Benedetti l'incapace distruttore di tutto ciò che tocca, vedi gli Agnelli che sono andati avanti a forza di sussidi del popolo producendo solo schifezze con poche eccezioni, ecc...con tutti i sussidi che ha avuto la Fiat ci mettevamo a posto il debito pubblico italiano:o KO!
 
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Ormai viene usata la magistratura come organo per distruggere gli altri non per fare giustizia, che schifo, che mer*a di gente, questi non pagano mai e mai, possono distruggere tutto indisturbata a comando e intanto gli amichetti protetti, quelli che non devono essere toccati, possono fare sempre quello che vogliono indisturbati, vedi De Benedetti l'incapace distruttore di tutto ciò che tocca, vedi gli Agnelli che sono andati avanti a forza di sussidi del popolo producendo solo schifezze con poche eccezioni, ecc...con tutti i sussidi che ha avuto la Fiat ci mettevamo a posto il debito pubblico italiano:o KO!

oooohhhh finalmente

dicevamo con nicola giusto giusto... ndo cazz è andato...

guarda che abbiamo le stanze privé ti scrivo in mp

intanto ben vedi che nascosti dietro la nazionalità degli italiani, nascondono il loro doppio passaporto

e arrecano disonore all' Italia

che dai serbi viene vista come nazione schiavista...

Fiat: Serbia, operaio frustrato per la paga da 306 euro danneggia 31 500L - Il Fatto Quotidiano
 
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uhmmm... interessante

il Pacco Quotidiano mente come al solito:

scrivendo su alcune auto “mangiatori di rane (termine dispregiativo per indicare gli italiani, ndr) andate via dalla Serbia”

i mangiatori di rane non sono gli italiani ma i francesi :cool:

i serbi a quanto pare conoscono molto bene certi segretucci di casa Elkann fu Agnelli...

... da dirsi in privato...
 
vedi andre che tu mi leggi il pensiero...

proprio a proposito di questo squallido personaggio NEMICO GIURATO da sempre dell' italia ( e di Moro, di Pacelli, di Mattei... ), oggi pensavo:

' Ma ti pare che per sopravvivere agli sciacalli e agli scagnozzi mandati dal Male Assoluto la famiglia Riva sia costretta a cercarsi un socio particolare come lo Stato. Che probabilmente, per mettere sottotutela l' Ilva e non farla chiudere e deindustrializzare da chi vuole la Rovina d' Italia, ne nazionalizzerà quantomeno una parte.'

Ilva, Riva: a rischio continuità aziendale - Speciali - ANSA.it

"Da tre mesi - ribadisce il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi - continuiamo a dire che sull'Ilva si gioca una partita decisiva per il futuro del Paese". Lo ribadisce il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a margine della presentazione di 'Made Expo 2013'. "Senza una soluzione sull'Ilva - prosegue - l'Italia è destinata ad uscire da novero dei Paesi industrializzati". "L'Ilva è un caso emblematico, ci sono in ballo 40 mila posti di lavoro". Sulla nazionalizzazione invece, "non mi posso esprimere".

Da quando hanno rilevato l' Italsider ora Ilva i Riva non hanno fatto un solo cassaintegrato, l' azienda è sana e senza deficit. Eppure Vendola :rolleyes: chiede l' Amministrazione Straordinaria, ossia fallimentare. Di un' azienda sana.

Mentre il ben noto carrozzone con i maglioni infeltriti dopo 70 anni di bieco parassitismo ora si adombra anche perché li si caccia fuori dalle pall.e ( cominciò Tremonti col chiudere i cordoni della borsa e Berlusca per loro NON li riaprì più )

e poiché li cacci via con ignominia ( e nemmeno si vergognano di dire che vanno nei paradisi fiscali a portare la loro catapecchia che produce lamiera di serie B ), sono certamente lieti di veder colpiti altri ben più utili di loro

Quando viene la fine per questi ingordi e impuri predatori?


1) i Riva si sono ingozzati grazie alla parte buona dell'Italsider loro regalata, azienda che difficilmente non può fare utili anche grazie alla posizione strategica in cui fu costruita all'epoca, ed i Riva hanno portato il tesoro interamente nei paradisi fiscali, per cui ben venga che gliela portino via tutta la società

2) l'Alfa quando era statale produceva lamiera di serie b, come anche la Fiat di Romiti, non la Fiat di Marchionne

3) un'azienda come la Magneti Marelli (anch'essa della famiglia) ha un valore aggiunto irrinunciabile per l'Italia

4) non esiste azienda multinazionale al mondo che non si sia strutturata per pagare meno tasse possibili, a partire da quelle USA, per passare a quelle italiane: è la scusa con cui verrà introdotta l'armonizzazione fiscale mondiale

5) i danè col Berlusca alla Fiat sono arrivati eccome: la cassa integrazione disegnata su misura per loro, gli incentivi alle ecologiche disegnati su misura per loro (che hanno aiutato molto più delle rottamazioni dei governi di csx: con quelle la quota di mercato Fiat diminuì drasticamente)
 
1) i Riva si sono ingozzati grazie alla parte buona dell'Italsider loro regalata, azienda che difficilmente non può fare utili anche grazie alla posizione strategica in cui fu costruita all'epoca, ed i Riva hanno portato il tesoro interamente nei paradisi fiscali, per cui ben venga che gliela portino via tutta la società

2) l'Alfa quando era statale produceva lamiera di serie b, come anche la Fiat di Romiti, non la Fiat di Marchionne

3) un'azienda come la Magneti Marelli (anch'essa della famiglia) ha un valore aggiunto irrinunciabile per l'Italia

4) non esiste azienda multinazionale al mondo che non si sia strutturata per pagare meno tasse possibili, a partire da quelle USA, per passare a quelle italiane: è la scusa con cui verrà introdotta l'armonizzazione fiscale mondiale

5) i danè col Berlusca alla Fiat sono arrivati eccome: la cassa integrazione disegnata su misura per loro, gli incentivi alle ecologiche disegnati su misura per loro (che hanno aiutato molto più delle rottamazioni dei governi di csx: con quelle la quota di mercato Fiat diminuì drasticamente)


punto 5 sbagliatissimo: Marchionne e Tremonti non arrivarono mai a un tavolo di trattativa, era allora Viceministro dello Sviluppo l' On. Saglia ( dopo che il Berlusca aveva preso per sé il posto di Tremonti dimissionario ) che riferì come Marchionne fosse molto seccato per non aver ottenuto quello che per 70 anni gli era stato dato a piene mani e senza garanzie di ritorno, al punto che fece presente al Berlusca che in Italia non poteva più produrre ( titoloni da Corriere ) e infatti uscì anche da Confindustria, pensando di essere richiamato indietro ( e non lo fu, se ne fosse andato prima! )

il tenere aperto Pomigliano e Termini è stata solo una presa per il sedere per non mostrare quello che era già in cantiere da tempo: ossia che gli Elkann NON sono italiani e parlano inglese in casa, con passaporto newyorchese, e intanto raggranellare con il finto piano di rilancio che mai ci fu un po' di tempo e vedere se dalle parti di Mucca Italia gli scucivano ancora un po' di soldi, come aveva fatto il loro amico Prodi quando dava l' incentivo governativo a chi comprava la Punto nuova

punto 1 ancora più sbagliato, i Riva comprarono Italsider che era indebitata e inciofecata, dovettero spenderci di loro per rimetterla in sesto, in più non fecero in oltre 50 anni un solo cassaintegrato, ma che ci sia dietro l' abuso dell' ambiente e le corruzioni estere sono le solite vecchie manfrine utilizzate da un potere ampiamente politicizzato che andrebbe indagato a fondo per vedere CHI LI PAGA per colpire gli industriali nevralgici e deindustrializzare l' Italia;

punto 4 i Fiat non sono tra quelli che pagano meno tasse, sono tra quelli che mungono lo stato senza produrre e quel che gli interessa è trovare la serbia di turno che gli dia incentivi e non chieda indietro niente

punto 3 magari averne ancora di lamiere statali come Alfa dell' Ing. Romeo, distrutta proprio dai Fiat che non hanno più portato avanti la produzione, ma del resto dovevano solo farla morire lentamente, con una produzione di facciata per il modello già scaduto della MiTo e Giuliette che sembrano Punto

le berline non le hanno nemmeno più prodotte, la 164 è stato l' ultimo gioiellino

povera Alfa Romeo, è lontano Pininfarina

detto questo, è il motivo per cui non si reggono più i trolls qui dentro. Sapere come stanno veramente le cose eviterebbe di dire castronerie.
 
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punto 5 sbagliatissimo: Marchionne e Tremonti non arrivarono mai a un tavolo di trattativa, era allora Viceministro dello Sviluppo l' On. Saglia ( dopo che il Berlusca aveva preso per sé il posto di Tremonti dimissionario ) che riferì come Marchionne fosse molto seccato per non aver ottenuto quello che per 70 anni gli era stato dato a piene mani e senza garanzie di ritorno, al punto che fece presente al Berlusca che in Italia non poteva più produrre ( titoloni da Corriere ) e infatti uscì anche da Confindustria, pensando di essere richiamato indietro ( e non lo fu, se ne fosse andato prima! )

Grazie agli incentivi di Tremonti, gli unici efficaci per la Fiat nella storia degli incentivi auto, la quota di mercato si impennò.

come aveva fatto il loro amico Prodi quando dava l' incentivo governativo a chi comprava la Punto nuova

L'incentivo andava a chiunque e ne hanno beneficiato maggiormente le tedesche, che si sono imposte in Italia (grazie al binomio cambio bloccato e Fiat di Romiti che produceva catorci).

punto 1 ancora più sbagliato, i Riva comprarono Italsider che era indebitata e inciofecata, dovettero spenderci di loro per rimetterla in sesto, in più non fecero in oltre 50 anni un solo cassaintegrato, ma che ci sia dietro l' abuso dell' ambiente e le corruzioni estere sono le solite vecchie manfrine utilizzate da un potere ampiamente politicizzato che andrebbe indagato a fondo per vedere CHI LI PAGA per colpire gli industriali nevralgici e deindustrializzare l' Italia;

I Riva hanno preso la parte sana dell'Italsider, regalo di Prodi, ci hanno speso pochissimo e nel giro di un paio di anni si erano già rifatti di tutto l'investimento.

punto 4 i Fiat non sono tra quelli che pagano meno tasse, sono tra quelli che mungono lo stato senza produrre e quel che gli interessa è trovare la serbia di turno che gli dia incentivi e non chieda indietro niente

Che mungono lo stato è palese che non producono nulla è falso, tutto sommato hanno una delle produzioni a più elevato valore aggiunto che abbiamo in Italia (anche perchè non bisogna considerare solo l'assemblaggio delle auto, roba che nel giro di pochi anni sarà automatizzata al 100%).

punto 3 magari averne ancora di lamiere statali come Alfa dell' Ing. Romeo, distrutta proprio dai Fiat che non hanno più portato avanti la produzione, ma del resto dovevano solo farla morire lentamente, con una produzione di facciata per il modello già scaduto della MiTo e Giuliette che sembrano Punto

Mito e Giuliette sono ai vertici delle loro categorie e competono alla grande con i corrispettivi tedeschi, secondo tutte le principali riviste italiane ed estere, incluse quelle germaniche... L'alfa statale non era quella di Romeo ma quella dell'Arna, quella che si arrugginiva con la pioggia, quella che ha fatto crollare il nome del marchio su tutti i mercati esteri, quella che ci è costata prese in giro su prese in giro, debiti su debiti...

le berline non le hanno nemmeno più prodotte, la 164 è stato l' ultimo gioiellino

Vero, ad esclusione della Quattroporte erano stati fermati tutti gli investimenti sulle vetture di categoria superiore, anche perhè dopo i disastri di immagine post era Romiti nessuno avrebbe speso una cifra comunque considerevole su un'italiana. Ora c'è la Ghibli, un vero gioiello, 100% italiana.

detto questo, è il motivo per cui non si reggono più i trolls qui dentro. Sapere come stanno veramente le cose eviterebbe di dire castronerie.

Forse è meglio che eviti di parlare di auto, perchè di sicuro il troll sull'argomento non sono io.
 
Se ne era già parlato, ma Repubblichina ci ritorna e quindi eccolo...

Lo shopping di Snam nel centro Europa il prossimo target è il metanodotto Tag - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it

Dopo le anticipazioni, è arrivata la conferma. Dopo aver rilevato il gasdotto sotto la Manica che porta sul continente il gas del Mare del Nord e la rete del sud della Francia collegata alla Spagna, ora è la volta dell’Europa centrale. L’ad di Snam, Carlo Malacarne, ha individuato il prossimo obbiettivo della società controllata dalla Cdp: si tratta del Tag, il metanodotto che collega la Russia all’Italia e arriva al Tarvisio. Operazione facilitata anche dal fatto che era stata Cdp a rilevare il gasdotto da Eni a metà 2011 per 483 milioni.

:)
 
Questa invece non sembra una buona notizia, almena dalla lettura che ne da il blogger...

Gasdotti: i nostri, consegnati a compagnie private straniere - Petrolio

Putin è cattivo, l'ENI è corrotta, e tutto ciò è una buona scusa per consegnare le rotte della nostra energia a compagnie petrolifere private. E pure straniere, ovviamente.

Innanzitutto hanno pensato di trasformare l'Italia in un supermercato del gas (ve la ricordate, la fissa di Bersani con l'hub del gas?). E poi - ieri - ne hanno graziosamente regalato ad altri le chiavi. Il Consiglio dei Ministri ha ratificato (*) gli accordi imbastiti con Grecia ed Albania per il Tap, Trans Adriatic Pipeline, un gasdotto per portare in Puglia l'abbondante metano dell'Azerbaijan.

Il Parlamento deve ancora approvare, il consorzio che sviluppa il giacimento azero deve ancora indicare la sua preferenza fra Tap e Nabucco, la rotta alternativa del gasdotto: dalla Turchia ai Balcani e all'Austria. Ma è il pensiero quello che conta. E quello del Governo italiano è un pensiero sbagliato. Spiace dirlo: il famoso lettone di Putin offriva un più confortevole calduccio.

Il Tap infatti è una rotta parallela - ed ovviamente alternativa - al South Stream accarezzato da Putin e Berlusconi: in Puglia sarebbe arrivato gas russo grazie ad un gasdotto costruito dall'italiana Eni e dal colosso russo Gazprom. Anche quel progetto sottintendeva la trasformazione dell'Italia in un supermercato del gas (il solito hub) da cui smistarlo in tutta Europa. Ma almeno l'Italia, attraverso l'Eni, aveva in tasca le chiavi del magazzino. E soprattutto gli Stati e la politica - non i mercati - avrebbero avuto un ruolo chiave nel flusso del gas: l'Eni, benchè privatizzata, è controllata dallo Stato e anche Gazprom è una public company.

Invece con il Tap la musica è ben diversa. Il giacimento dell'Azerbaijan, che si chiama Shah Deniz, è sfruttato da un consorzio di società private fra cui spicca la Bp. Il progetto Tap fa capo alla società per azioni svizzera Egl e alla norvegese Statoil, che è controllata dal Governo: ma sul suo sito internet Tap mette ben in chiaro che sarà "l'unico impianto meridionale del gas a non dipendere dal denaro pubblico". Come se fosse un merito.

Ovvero, è bello che tutto dipenda dal mercato. Come no: l'abbiamo imparato con l'euro e con lo spread, che sono mossi dalla mano invisibile del mercato attrezzata per mostrare al contribuente esclusivamente il dito medio.


(*)Disco verde al gasdotto Tap - Il Sole 24 ORE

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La denuncia di Ida Magli:


La denuncia di Ida Magli: “I governanti ci vogliono uccidere”

Minimalista, depressa, costantemente sull’orlo del baratro. E’ questa l’Italia che vuole l’Europa? O è la conseguenza di errori politici? Ne discutiamo con Ida Magli, antropologa e saggista italiana. Nel suo lavoro ha applicato il metodo antropologico alla cultura occidentale, pubblicando i risultati delle ricerche in numerosi saggi dedicati al cristianesimo, alla condizione delle donne, agli strumenti della comunicazione di massa. Ida Magli, nel 1997, con il suo saggio “Contro l’Europa”, ha previsto ciò che oggi sta accadendo in Europa, in Italia.

Dal 1997 lei afferma che l’Europa, questa Europa, è dannosa per l’Italia. Come spiega l’europeismo italiano a tutti i costi?

“Sono i governanti, i politici, i sindacalisti, più qualcuno dei grandi industriali per ovvi motivi di allargamento del mercato, ad aver imposto l’europeismo italiano a tutti i costi. Lei fa bene a sottolineare che è ‘italiano’: in tutti gli altri paesi, sebbene i governanti spingano verso l’unificazione europea, non c’è l’assolutezza che c’è in Italia, naturalmente anche a causa dell’obbedienza dei mezzi d’informazione nel tenere il più possibile all’oscuro i cittadini sugli scopi dell’Europa e sui suoi aspetti negativi, un’obbedienza quasi incredibile. Faccio un solo esempio: tanto Mario Monti quanto Emma Bonino sono stati compartecipi del più grosso scandalo avvenuto in seno al governo europeo (La Commissione Santer: Commissione Europea in carica dal 1995 al 1999, quando è stata costretta alle dimissioni perché travolta da uno scandalo di corruzione – ndr) e costretti alle dimissioni con due anni di anticipo dalla scadenza del mandato per motivazioni ignobili quali nepotismo, contratti illeciti, enorme buco di bilancio, come recitala Gazzettaufficiale dell’UE. Ma nessun giornalista lo dice mai e nessuno l’ha mai sottolineato, neanche quando Mario Monti è stato capo del governo e oggi in cui Emma Bonino è ministro degli esteri nel governo Letta.”

Quali sono gli interessi in gioco?

“I motivi di esclusivo interesse per i governanti sono molti, ma mi fermo a illustrarne soltanto due. Il primo è di carattere politico: distruggere gli Stati nazionali e per mezzo dell’unificazione europea, distruggere i popoli d’Europa, ossia i ‘bianchi’, facilitando l’invasione degli africani e dei musulmani per giungere a un governo ‘americano mondiale’. Naturalmente per la grande maggioranza degli italiani, quella comunista, l’universalizzazione era già presente negli ideali marxisti ed è persistita, malgrado le traversie della storia, fino ad oggi in cui vede finalmente realizzati i propri scopi nel governo Letta. Si spiega soltanto così la lentezza e la tortuosità che sono state necessarie per giungere al governo Letta: era indispensabile creare le condizioni che giustificassero il vero governo ‘europeo’, abilitato a distruggere l’Italia consegnandola all’Europa. Il secondo motivo è esclusivamente d’interesse personale: si sono costruiti, spremendo e schiacciando il corpo dei sudditi, un grande ‘Impero’ finto, di carta, che non conta nulla e non deve contare nulla in base ai motivi che ho già esposto, ma che per i politici dei singoli Stati è ricchissimo. Ricchissimo di onori, di benemerenze, di poltrone, di soldi. Governare oltre cinquecento milioni di persone, con tanto di ambasciate aperte in tutte le parti del mondo, fa perdere la testa a questi politici che vengono dal nulla e che non sono nulla e che, quando manca una poltrona in patria, la trovano in Europa per se stessi, parenti, amici, amanti, con un giro immenso di possibilità e libero da ogni controllo. Non c’è praticamente nessuno dei politici oggi sulla scena che non sia stato parlamentare europeo: Napolitano, Bonino, Monti, Prodi, Letta, Rodotà, Bersani, Cofferati e tanti altri ancora, con un ricchissimo stipendio e benefici neppure immaginabili per i comuni lavoratori. Essere parlamentare europeo significa anche impiegare il poco tempo passato a Bruxelles a tessere i legami e scambiare i favori utili per la futura carriera in patria, godendo anche alla fine di questi ben cinque anni di dura fatica, di una cosa strabiliante: la pensione per tutta la vita.”

In un suo recente intervento ha affermato che non c’è nessuna luce al termine del tunnel della crisi. Il tunnel è dunque la realtà alla quale dobbiamo abituarci?

“Sì, il tunnel è la realtà. Non dobbiamo abituarci, però, anzi: dobbiamo guardarla in faccia come realtà. Niente di ciò che dicono i politici prospettando un futuro miglioramento nel campo economico è vero e realizzabile, perché non possiamo fabbricare la moneta, come fa ogni Stato sovrano (Come fanno in questi giorni il Giappone e l’America per esempio – ndr). Una moneta uguale fra paesi diversi è una tale aberrazione che non è possibile credere a un errore compiuto dai tanti esperti banchieri ed economisti che l’hanno creato, fra i nostri Ciampi e Prodi. E’ stato fatto volutamente per giungere a una distruzione.”

Per distruggere cosa?

“L’introduzione dell’euro ha sferrato il colpo di grazia all’economia degli Stati. Se viceversa si fosse trattato davvero di un errore, allora perché, invece di metterli alla gogna, continuiamo a farci governare da quegli stessi banchieri ed economisti che non sopportano la minima critica all’euro? Dunque la situazione economica continuerà ad essere gravissima e il solerte Distruttore si prepara a consegnarci all’Europa sostenendo che mai e poi mai potremo mancare agli impegni presi e che per far funzionare l’euro bisogna unificarsi sempre di più. Questa è la meta cui si vuole giungere. Visto che la moneta unica non funziona, perché sono diverse le produzioni dei singoli Stati, cambieranno forse queste produzioni unificando le banche e le strutture economiche? Bisogna farsi prendere per ********* non reagendo a simili affermazioni. L’unica possibilità che abbiamo per salvarci è che sorga qualcuno in grado di organizzare una forza contraria. Io non lo vedo, ma lo spero. Lo spero perché l’importante è aver capito, sapere quale sia la verità, guardare in faccia il nostro nemico sapendo che è ‘il nemico’.”

In Italia, come in altri paesi colpiti da questo nuovo assetto di mercato che tanti chiamano crisi economica, spesso il suicidio è visto come una soluzione. Come si spiega antropologicamente che è meglio morire invece di ribellarsi?

“La spiegazione si trova in quello che ho detto: i governanti ci vogliono uccidere, lavorano esclusivamente a questo scopo, obbligandoci a fornire loro le armi per eliminarci il più in fretta possibile. Questo è il ‘modello culturale’ in cui viviamo. In base alla corrispondenza e l’interazione fra modello culturale e personalità individuale, chi più chi meno, tutti gli italiani percepiscono il messaggio di condanna a morte che i governanti hanno stabilito per noi in ogni decisione che prendono, in ogni discorso che fanno, in ogni persona che scelgono, in ognuno dei decreti, delle leggi che emanano e delle tasse che impongono. E tuttavia non se ne può parlare: la condanna a morte è chiara ma implicita, sottintesa, segreta, nascosta perché ovviamente l’assassinio individuale così come il genocidio di un popolo, è un delitto e non si può accusarne il governo, il parlamento, i partiti: nessuno. E’ questo il motivo per il quale ci si uccide: l’impossibilità a parlarne, a dirlo chiaramente perfino a se stessi, a fare qualsiasi cosa per evitarlo e ad accusare il proprio ‘padre’. Neanche Shakespeare sarebbe stato in grado di descrivere la tragedia che stiamo vivendo, per la quale stiamo morendo. Qualcuno riesce forse a rendersi conto di che cosa significhi eliminare volontariamente i ‘bianchi’, la civiltà europea, invece che tentare di allontanare il più possibile questa fine, di imprimere nella storia lo sforzo per la salvezza? Qualcuno riesce a concepire un delitto più nefando di questo: che si siano assunti il compito di agevolare questa morte soprattutto gli italiani, i governanti italiani, quando viceversa avrebbero dovuto essere loro a impedirlo, a voler conservare il più possibile l’immensa Bellezza che gli italiani hanno donato al mondo?”
 
Questa invece non sembra una buona notizia, almena dalla lettura che ne da il blogger...

Gasdotti: i nostri, consegnati a compagnie private straniere - Petrolio

Putin è cattivo, l'ENI è corrotta, e tutto ciò è una buona scusa per consegnare le rotte della nostra energia a compagnie petrolifere private. E pure straniere, ovviamente.

Innanzitutto hanno pensato di trasformare l'Italia in un supermercato del gas (ve la ricordate, la fissa di Bersani con l'hub del gas?). E poi - ieri - ne hanno graziosamente regalato ad altri le chiavi. Il Consiglio dei Ministri ha ratificato (*) gli accordi imbastiti con Grecia ed Albania per il Tap, Trans Adriatic Pipeline, un gasdotto per portare in Puglia l'abbondante metano dell'Azerbaijan.

Il Parlamento deve ancora approvare, il consorzio che sviluppa il giacimento azero deve ancora indicare la sua preferenza fra Tap e Nabucco, la rotta alternativa del gasdotto: dalla Turchia ai Balcani e all'Austria. Ma è il pensiero quello che conta. E quello del Governo italiano è un pensiero sbagliato. Spiace dirlo: il famoso lettone di Putin offriva un più confortevole calduccio.

Il Tap infatti è una rotta parallela - ed ovviamente alternativa - al South Stream accarezzato da Putin e Berlusconi: in Puglia sarebbe arrivato gas russo grazie ad un gasdotto costruito dall'italiana Eni e dal colosso russo Gazprom. Anche quel progetto sottintendeva la trasformazione dell'Italia in un supermercato del gas (il solito hub) da cui smistarlo in tutta Europa. Ma almeno l'Italia, attraverso l'Eni, aveva in tasca le chiavi del magazzino. E soprattutto gli Stati e la politica - non i mercati - avrebbero avuto un ruolo chiave nel flusso del gas: l'Eni, benchè privatizzata, è controllata dallo Stato e anche Gazprom è una public company.

Invece con il Tap la musica è ben diversa. Il giacimento dell'Azerbaijan, che si chiama Shah Deniz, è sfruttato da un consorzio di società private fra cui spicca la Bp. Il progetto Tap fa capo alla società per azioni svizzera Egl e alla norvegese Statoil, che è controllata dal Governo: ma sul suo sito internet Tap mette ben in chiaro che sarà "l'unico impianto meridionale del gas a non dipendere dal denaro pubblico". Come se fosse un merito.

Ovvero, è bello che tutto dipenda dal mercato. Come no: l'abbiamo imparato con l'euro e con lo spread, che sono mossi dalla mano invisibile del mercato attrezzata per mostrare al contribuente esclusivamente il dito medio.


(*)Disco verde al gasdotto Tap - Il Sole 24 ORE

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infatti sto blogger mi sembra abbastanza fuori... il Tap non è corridoio alternativo al South Stream ( lo era Nabucco casomai ) perché è sempre un progetto condiviso in partnership da Eni e perché è più corto ( è un troncone di connessione che passa l' Adriatico, appunto... non un vero e proprio condotto, si vedano cartine in GOOOOGLE ), non ha nemmeno la capienza del Santissimo Sacramento che resta, assieme a Nostra Signora/ Nord Stream il condotto più imponente per l' Europa ( per l' Eurasia, sorry )

il fatto che ci siano anche altre compagnie in Tap non dovrebbe stupire: e quando mai gli appalti non sono pluripartecipati, si pensi a EDF e Wintershall nel South Stream, o ai belgi in Interconnector

poi il blogger parla come se di South Stream non se ne facesse più niente: invece i lavori sono più che avviati e l' ultimo troncone serbo passerà nel 2014

il blogger è rimasto indietro: parla ignorando che la nuova rotta per Santissimo Sacramento è Tarvisio in Friuli, non più la Puglia ( poi ci si collega tramite Terna comunque ) per via delle difficoltà in cui è messa la Grecia

infine non è mai stato Bersani a volere l' hub metanifero ( che nelle parole del tipo suona come qualcosa di 'brutto da supermercato' ) : quello se avesse potuto vendeva ENI a fette sul banco del mercato, a gennaio aveva giù pronto il piano di privatizzazione di ENI. Per fortuna gli italiani l' hanno segato.

Mi si dica anche solo guardando la cartina dove mai un pezzetto studiato per congiungersi alle regioni del Sud Italia- Brindisi- potrebbe essere in competizione con chilometri e chilometri di biscione che pompa direttamente dagli Urali e arriva in Nord Italia

anzi, la cosa rientra, anche solo ad occhio, in quelle 'soluzioni all' Italiana' che danno un colpo al cerchio e uno alla botte: non possiamo far passare SS da Brindisi, ci facciamo un pezzettino alternativo che nessuno dice niente

tipico nostrano

Insomma sto blogger è da bocciare. Il solito terrorista mediatico pagato per dire ca.ga.t3.
 
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La denuncia di Ida Magli:


La denuncia di Ida Magli: “I governanti ci vogliono uccidere”

Minimalista, depressa, costantemente sull’orlo del baratro. E’ questa l’Italia che vuole l’Europa? O è la conseguenza di errori politici? Ne discutiamo con Ida Magli, antropologa e saggista italiana. Nel suo lavoro ha applicato il metodo antropologico alla cultura occidentale, pubblicando i risultati delle ricerche in numerosi saggi dedicati al cristianesimo, alla condizione delle donne, agli strumenti della comunicazione di massa. Ida Magli, nel 1997, con il suo saggio “Contro l’Europa”, ha previsto ciò che oggi sta accadendo in Europa, in Italia.

Dal 1997 lei afferma che l’Europa, questa Europa, è dannosa per l’Italia. Come spiega l’europeismo italiano a tutti i costi?

“Sono i governanti, i politici, i sindacalisti, più qualcuno dei grandi industriali per ovvi motivi di allargamento del mercato, ad aver imposto l’europeismo italiano a tutti i costi. Lei fa bene a sottolineare che è ‘italiano’: in tutti gli altri paesi, sebbene i governanti spingano verso l’unificazione europea, non c’è l’assolutezza che c’è in Italia, naturalmente anche a causa dell’obbedienza dei mezzi d’informazione nel tenere il più possibile all’oscuro i cittadini sugli scopi dell’Europa e sui suoi aspetti negativi, un’obbedienza quasi incredibile. Faccio un solo esempio: tanto Mario Monti quanto Emma Bonino sono stati compartecipi del più grosso scandalo avvenuto in seno al governo europeo (La Commissione Santer: Commissione Europea in carica dal 1995 al 1999, quando è stata costretta alle dimissioni perché travolta da uno scandalo di corruzione – ndr) e costretti alle dimissioni con due anni di anticipo dalla scadenza del mandato per motivazioni ignobili quali nepotismo, contratti illeciti, enorme buco di bilancio, come recitala Gazzettaufficiale dell’UE. Ma nessun giornalista lo dice mai e nessuno l’ha mai sottolineato, neanche quando Mario Monti è stato capo del governo e oggi in cui Emma Bonino è ministro degli esteri nel governo Letta.”

Quali sono gli interessi in gioco?

“I motivi di esclusivo interesse per i governanti sono molti, ma mi fermo a illustrarne soltanto due. Il primo è di carattere politico: distruggere gli Stati nazionali e per mezzo dell’unificazione europea, distruggere i popoli d’Europa, ossia i ‘bianchi’, facilitando l’invasione degli africani e dei musulmani per giungere a un governo ‘americano mondiale’. Naturalmente per la grande maggioranza degli italiani, quella comunista, l’universalizzazione era già presente negli ideali marxisti ed è persistita, malgrado le traversie della storia, fino ad oggi in cui vede finalmente realizzati i propri scopi nel governo Letta. Si spiega soltanto così la lentezza e la tortuosità che sono state necessarie per giungere al governo Letta: era indispensabile creare le condizioni che giustificassero il vero governo ‘europeo’, abilitato a distruggere l’Italia consegnandola all’Europa. Il secondo motivo è esclusivamente d’interesse personale: si sono costruiti, spremendo e schiacciando il corpo dei sudditi, un grande ‘Impero’ finto, di carta, che non conta nulla e non deve contare nulla in base ai motivi che ho già esposto, ma che per i politici dei singoli Stati è ricchissimo. Ricchissimo di onori, di benemerenze, di poltrone, di soldi. Governare oltre cinquecento milioni di persone, con tanto di ambasciate aperte in tutte le parti del mondo, fa perdere la testa a questi politici che vengono dal nulla e che non sono nulla e che, quando manca una poltrona in patria, la trovano in Europa per se stessi, parenti, amici, amanti, con un giro immenso di possibilità e libero da ogni controllo. Non c’è praticamente nessuno dei politici oggi sulla scena che non sia stato parlamentare europeo: Napolitano, Bonino, Monti, Prodi, Letta, Rodotà, Bersani, Cofferati e tanti altri ancora, con un ricchissimo stipendio e benefici neppure immaginabili per i comuni lavoratori. Essere parlamentare europeo significa anche impiegare il poco tempo passato a Bruxelles a tessere i legami e scambiare i favori utili per la futura carriera in patria, godendo anche alla fine di questi ben cinque anni di dura fatica, di una cosa strabiliante: la pensione per tutta la vita.”

In un suo recente intervento ha affermato che non c’è nessuna luce al termine del tunnel della crisi. Il tunnel è dunque la realtà alla quale dobbiamo abituarci?

“Sì, il tunnel è la realtà. Non dobbiamo abituarci, però, anzi: dobbiamo guardarla in faccia come realtà. Niente di ciò che dicono i politici prospettando un futuro miglioramento nel campo economico è vero e realizzabile, perché non possiamo fabbricare la moneta, come fa ogni Stato sovrano (Come fanno in questi giorni il Giappone e l’America per esempio – ndr). Una moneta uguale fra paesi diversi è una tale aberrazione che non è possibile credere a un errore compiuto dai tanti esperti banchieri ed economisti che l’hanno creato, fra i nostri Ciampi e Prodi. E’ stato fatto volutamente per giungere a una distruzione.”

Per distruggere cosa?

“L’introduzione dell’euro ha sferrato il colpo di grazia all’economia degli Stati. Se viceversa si fosse trattato davvero di un errore, allora perché, invece di metterli alla gogna, continuiamo a farci governare da quegli stessi banchieri ed economisti che non sopportano la minima critica all’euro? Dunque la situazione economica continuerà ad essere gravissima e il solerte Distruttore si prepara a consegnarci all’Europa sostenendo che mai e poi mai potremo mancare agli impegni presi e che per far funzionare l’euro bisogna unificarsi sempre di più. Questa è la meta cui si vuole giungere. Visto che la moneta unica non funziona, perché sono diverse le produzioni dei singoli Stati, cambieranno forse queste produzioni unificando le banche e le strutture economiche? Bisogna farsi prendere per ********* non reagendo a simili affermazioni. L’unica possibilità che abbiamo per salvarci è che sorga qualcuno in grado di organizzare una forza contraria. Io non lo vedo, ma lo spero. Lo spero perché l’importante è aver capito, sapere quale sia la verità, guardare in faccia il nostro nemico sapendo che è ‘il nemico’.”

In Italia, come in altri paesi colpiti da questo nuovo assetto di mercato che tanti chiamano crisi economica, spesso il suicidio è visto come una soluzione. Come si spiega antropologicamente che è meglio morire invece di ribellarsi?

“La spiegazione si trova in quello che ho detto: i governanti ci vogliono uccidere, lavorano esclusivamente a questo scopo, obbligandoci a fornire loro le armi per eliminarci il più in fretta possibile. Questo è il ‘modello culturale’ in cui viviamo. In base alla corrispondenza e l’interazione fra modello culturale e personalità individuale, chi più chi meno, tutti gli italiani percepiscono il messaggio di condanna a morte che i governanti hanno stabilito per noi in ogni decisione che prendono, in ogni discorso che fanno, in ogni persona che scelgono, in ognuno dei decreti, delle leggi che emanano e delle tasse che impongono. E tuttavia non se ne può parlare: la condanna a morte è chiara ma implicita, sottintesa, segreta, nascosta perché ovviamente l’assassinio individuale così come il genocidio di un popolo, è un delitto e non si può accusarne il governo, il parlamento, i partiti: nessuno. E’ questo il motivo per il quale ci si uccide: l’impossibilità a parlarne, a dirlo chiaramente perfino a se stessi, a fare qualsiasi cosa per evitarlo e ad accusare il proprio ‘padre’. Neanche Shakespeare sarebbe stato in grado di descrivere la tragedia che stiamo vivendo, per la quale stiamo morendo. Qualcuno riesce forse a rendersi conto di che cosa significhi eliminare volontariamente i ‘bianchi’, la civiltà europea, invece che tentare di allontanare il più possibile questa fine, di imprimere nella storia lo sforzo per la salvezza? Qualcuno riesce a concepire un delitto più nefando di questo: che si siano assunti il compito di agevolare questa morte soprattutto gli italiani, i governanti italiani, quando viceversa avrebbero dovuto essere loro a impedirlo, a voler conservare il più possibile l’immensa Bellezza che gli italiani hanno donato al mondo?”

chi governa vuole solo alzare la temperatura della gente e farli sentire in 'pericolo di estinzione' per poter adottare misure poliziesche stile Svezia e spurgare un po' di immigrati

siccome i ripetuti solleciti studiati dal think thank di quel losco figuro che era Samuel Huntington ( legato ai gruppi mondialisti tanto apprezzati dalle sinistre e dalle loggettine anglos ) sullo ' Scontro di Civiltà' non hanno funzionato, per causare artificialmente detta cosa si innesca il sistema di 'proteggiamo le minoranze'

ovviamente le destre rispondono come hanno sempre risposto, ed ecco servito sul piatto lo Scontro di Civiltà

vorrei fare presente che ieri in India- Aryavarta- il partito centrista di Sonia Gandhi è stato attaccato violentemente e molti suoi esponenti uccisi da forze di sinistra

in francia si dà la caccia al paredro di quello che uccise il soldato britannico

ovviamente è guerra aperta tra la fazione Bianca e quella Nera travestita da Rossi ( non si intende in senso etnico, eh... ma in senso di società di potere, se vi comoda chiamateli pure Guelfi vs Ghibellini )

si nota in queste reazioni che, come in Italia i 'Rossi' legati al potere mondialista non vogliono perdere il gancio a causa di una restaurata DC ( resuscitata all' uopo ) e quindi scatenano magistrature eti similia per colpire soprattutto l' industria italiana ( e quindi azzoppare la nazione ), così anche altrove ( Persia, India, Francia, Spagna, etc ) le lotte di potere in alto si riflettono in fatti di sangue fuori

e la magli con la sua paura inconscia sta dando una notevole mano
 
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p.s: un particolare che per alcuni sarà ininfluente ma per noi dice tutto, Sonia Gandhi ha sposato il figlio di Indira ma è ITALIANA.
 
infatti sto blogger mi sembra abbastanza fuori... il Tap non è corridoio alternativo al South Stream ( lo era Nabucco casomai ) perché è sempre un progetto condiviso in partnership da Eni e perché è più corto ( è un troncone di connessione che passa l' Adriatico, appunto... non un vero e proprio condotto, si vedano cartine in GOOOOGLE ), non ha nemmeno la capienza del Santissimo Sacramento che resta, assieme a Nostra Signora/ Nord Stream il condotto più imponente per l' Europa ( per l' Eurasia, sorry )

il fatto che ci siano anche altre compagnie in Tap non dovrebbe stupire: e quando mai gli appalti non sono pluripartecipati, si pensi a EDF e Wintershall nel South Stream, o ai belgi in Interconnector

poi il blogger parla come se di South Stream non se ne facesse più niente: invece i lavori sono più che avviati e l' ultimo troncone serbo passerà nel 2014

il blogger è rimasto indietro: parla ignorando che la nuova rotta per Santissimo Sacramento è Tarvisio in Friuli, non più la Puglia ( poi ci si collega tramite Terna comunque ) per via delle difficoltà in cui è messa la Grecia

infine non è mai stato Bersani a volere l' hub metanifero ( che nelle parole del tipo suona come qualcosa di 'brutto da supermercato' ) : quello se avesse potuto vendeva ENI a fette sul banco del mercato, a gennaio aveva giù pronto il piano di privatizzazione di ENI. Per fortuna gli italiani l' hanno segato.

Mi si dica anche solo guardando la cartina dove mai un pezzetto studiato per congiungersi alle regioni del Sud Italia- Brindisi- potrebbe essere in competizione con chilometri e chilometri di biscione che pompa direttamente dagli Urali e arriva in Nord Italia

anzi, la cosa rientra, anche solo ad occhio, in quelle 'soluzioni all' Italiana' che danno un colpo al cerchio e uno alla botte: non possiamo far passare SS da Brindisi, ci facciamo un pezzettino alternativo che nessuno dice niente

tipico nostrano

Insomma sto blogger è da bocciare. Il solito terrorista mediatico pagato per dire ca.ga.t3.




invece articolo interessante sul sole di oggi, gazprom vorrebbe comprare la rete greca del gas Desfa, ma bruxelles ( con dietro l'america) si oppongono...
 
invece articolo interessante sul sole di oggi, gazprom vorrebbe comprare la rete greca del gas Desfa, ma bruxelles ( con dietro l'america) si oppongono...


essì, la Grecia è pur sempre nell' UE... cedere dei tubi extra UE è comunque una mossa geopolitica, in più lo Zio è ortodosso, la Grecia è ortodossa... insomma non facile situazione


e a proposito di gente che ce l' ha con noi, un' accusa da terremoto diplomatico in arrivo... e che sa anche tanto di sòla, dal momento che con il Trattato di Schengen gli immigrati possono andare dove gli pare in Europa ( e quando Maroni ne chiese la revisione gli dissero che era razzista ), non c' è bisogno di dar loro 500 neuro al cranio che non ci sono ( questi idio.ti a nord credono che qui i soldi crescano sugli alberi a seconda dell' opportunità )

Germania: autorita' Amburgo, Italia paga migranti per venire qui

mentre dall' UK in protesta Cameron ha deciso l' espulsione degli imam e di certi gruppi islamici rispolverando dal cassetto il famoso faldone di cui si parlava giorni fa...
 
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