In viaggio fino alla fine del mondo

renatobrunetto

Utente Registrato
Sospeso dallo Staff
Registrato
13/12/12
Messaggi
207
Punti reazioni
12
Mi piace pensare che i Maya non avessero del tutto torto. Che il 21.12.12 non finirà il mondo, ma un altro comincerà a prendere forma. Anch’io avrò la possibilità di farne parte, se smetterò di fidarmi ciecamente dei sensi, che intercettano solo una piccola fetta di realtà, e imparerò a rinvigorire il muscolo rattrappito dell’intuizione: «La voce degli dei» come la chiamava Jung, l’unica parte immutabile e immortale di me stesso.

Per chi non ha, o non ha più, un lavoro o un affetto, la fine del mondo è già arrivata e questi sembreranno discorsi astratti, brodini caldi per anime intirizzite. Ma non è così. La crisi psicologica e poi - solo poi - economica in cui versiamo è anzitutto una crisi del modello materialista che ha dominato il Novecento. Se non torniamo a chiederci chi siamo, e non solo cosa abbiamo, finiremo per non avere più nulla. Qualunque profezia non va presa alla lettera: è l’indicatore di un cambiamento spirituale. Da qualche settimana ho coinvolto i lettori domenicali di «Cuori allo Specchio» nei preparativi del viaggio (clicca qui per leggerli). Ho chiesto di regalarmi i ricordi più belli della loro vita e in cambio ho offerto parole da mettere in valigia, tratte dai libri che mi hanno temprato il cuore. Per ultimo ho tenuto il più importante: il Simposio di Platone. Buon viaggio.

di massimo gramellini

La Stampa - In viaggio fino alla fine del mondo
 
Mollo tutto e vado sui monti
Manuale di sopravvivenza
Mollo tutto e riparto con i Maya». Non crede alla fine del mondo, ma ha decretato la fine del «suo» mondo. Christopher, impiegato di Chioggia di 33 anni, ha preso in prestito lo pseudonimo dal nome del protagonista del film «Into the Wild» per celare la sua vera identità, poiché la sua drastica decisione la comunicherà solo domani ai genitori, martedì al datore di lavoro, mercoledì agli amici e giovedì alla fidanzata, prima di salutare e intraprendere una nuova vita. «Il 21 dicembre 2012 non ci sarà nessuna catastrofe» - spiega Christopher mentre infila gli ultimi vestiti in uno scatolone da destinare alla Caritas. «Finisce solo un tempo, un’era, ed è quindi stimolo per cambiare, ripartire da zero e reinventarsi: nessun rimpianto verso il passato, ma il mio vero io mi ha chiamato ad una profonda trasformazione». Dal 21 dicembre dello scorso anno il bizzarro e riccioluto ragazzone veneto, fisico da gigante buono e sguardo inquieto, ogni giorno ha donato un proprio oggetto a qualcun altro: amici, conoscenti e perfetti sconosciuti incrociati casualmente per strada, in treno, in spiaggia o su un vaporetto a Venezia. Prima la macchina fotografica, poi una lampada, uno stereo, la racchetta da tennis, una cravatta, una sedia, un braccialetto d’oro, l’iPod, fino allo scooter destinato ad una casa famiglia, l’auto ad una Parrocchia senza dare troppe spiegazioni e il monolocale lasciato in comodato d’uso ad un’associazione di volontariato. «Volevo liberarmi di quello che mi ancorava al passato, un pezzo alla volta, condividendo con gli altri tutti i tasselli della mia storia. Solo questa progressiva leggerezza mi ha aiutato nelle lunghe ore di meditazione che mi stanno accompagnando verso venerdì, quando voglio farmi trovare nudo e pronto davanti ad un camino acceso in una baita sperduta: da lì durante l’alba del 22 dicembre rinascerò». Con i pochi risparmi ha infatti acquistato una casa di legno sui monti friulani, senza acqua e luce, da dove buttarsi in un’esistenza tutta da impostare, fatta di autosostentamento, allevamento, coltivazione dell’orto e un’immersione totale nei cicli della natura. E la fidanzata? «Sono certo che capirà». Speriamo, altrimenti la previsione dell’Apocalisse, almeno per lui, era azzeccata.
FEDERICO TADDIA

LaStampa.it - Forum
 
Mollo tutto e vado sui monti
Manuale di sopravvivenza
Mollo tutto e riparto con i Maya». Non crede alla fine del mondo, ma ha decretato la fine del «suo» mondo. Christopher, impiegato di Chioggia di 33 anni, ha preso in prestito lo pseudonimo dal nome del protagonista del film «Into the Wild» per celare la sua vera identità, poiché la sua drastica decisione la comunicherà solo domani ai genitori, martedì al datore di lavoro, mercoledì agli amici e giovedì alla fidanzata, prima di salutare e intraprendere una nuova vita. «Il 21 dicembre 2012 non ci sarà nessuna catastrofe» - spiega Christopher mentre infila gli ultimi vestiti in uno scatolone da destinare alla Caritas. «Finisce solo un tempo, un’era, ed è quindi stimolo per cambiare, ripartire da zero e reinventarsi: nessun rimpianto verso il passato, ma il mio vero io mi ha chiamato ad una profonda trasformazione». Dal 21 dicembre dello scorso anno il bizzarro e riccioluto ragazzone veneto, fisico da gigante buono e sguardo inquieto, ogni giorno ha donato un proprio oggetto a qualcun altro: amici, conoscenti e perfetti sconosciuti incrociati casualmente per strada, in treno, in spiaggia o su un vaporetto a Venezia. Prima la macchina fotografica, poi una lampada, uno stereo, la racchetta da tennis, una cravatta, una sedia, un braccialetto d’oro, l’iPod, fino allo scooter destinato ad una casa famiglia, l’auto ad una Parrocchia senza dare troppe spiegazioni e il monolocale lasciato in comodato d’uso ad un’associazione di volontariato. «Volevo liberarmi di quello che mi ancorava al passato, un pezzo alla volta, condividendo con gli altri tutti i tasselli della mia storia. Solo questa progressiva leggerezza mi ha aiutato nelle lunghe ore di meditazione che mi stanno accompagnando verso venerdì, quando voglio farmi trovare nudo e pronto davanti ad un camino acceso in una baita sperduta: da lì durante l’alba del 22 dicembre rinascerò». Con i pochi risparmi ha infatti acquistato una casa di legno sui monti friulani, senza acqua e luce, da dove buttarsi in un’esistenza tutta da impostare, fatta di autosostentamento, allevamento, coltivazione dell’orto e un’immersione totale nei cicli della natura. E la fidanzata? «Sono certo che capirà». Speriamo, altrimenti la previsione dell’Apocalisse, almeno per lui, era azzeccata.
FEDERICO TADDIA

LaStampa.it - Forum

Mi sa' che il ragazzo ha qualche problema:confused::mmmm:
 
Mi sa' che non basta,magari fosse cosi' semplice.Sinceramente mi metto nei suoi panni e non riesco a capacitarmi della sua scelta,evidentemente e' molto cunfuso.Mi auguro per lui,che possa risolvere al meglio i suoi problemi.:boh:
 
Indietro