Indagati Grande Stevens e soci

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Perquisita la sede della banca d'affari nell'ambito dell'inchiesta
sull'operazione che consentì alla finanziaria di mantenere il 30% della Fiat
Ifil-Exor, la Guardia di Finanza negli uffici della Merril Linch


MILANO - La Guardia di finanza, su mandato della Procura torinese, ha eseguito nella tarda mattinata di oggi una perquisizione negli uffici della Ifil di corso Matteotti a Torino. Si tratta di un provvedimento nell'ambito dell'inchiesta avviata dopo la segnalazione da parte della Consob sull'operazione che nel settembre scorso ha consentito a Ifil di tornare a detenere il 30% di Fiat dopo la conversione del prestito convertendo da parte delle banche alleate.

Nel corso delle perquisizioni sono stati acquisiti documenti relativi a quell'operazione. La scorsa settimana nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal procuratore capo di Torino Marcello Maddalena, erano stati iscritti nel registro degli indagati l'avvocato di casa Agnelli Franzo Grande Stevens e il presidente e il direttore generale di Ifil, Gianluigi Gabetti e Virgilio Marrone.

Al terzetto era stata contestata la violazione dell'articolo 187-ter del Tuf (la "manipolazione del mercato" attraverso la diffusione di notizie fuorvianti) per il ruolo giocato da ciascuno di loro "nella partecipazione al processo decisionale relativo ai comunicati stampa". Al vaglio dei magistrati c'è la condotta di altri personaggi: è la stessa Consob, nella sua istruttoria, a indicare i nomi della Giovanni Agnelli & C. e dei legali rappresentanti della Exor, la controllata che con una equity swap siglata con la banca d'affari Merril Linch permise a Ifil di portare a termine l'operazione.

La Consob, infatti, ha lamentato di non avere avuto informazioni chiare sui movimenti intorno al titolo Fiat, nonostante fossero state chieste. Dal punto di vista giudiziario l'inchiesta si presenta piuttosto complicata. Alcune violazioni che si profilano sono punite solo con la sanzione amministrativa, ed è da definire il ruolo della procura di Milano, che fino a questo momento indagava per aggiotaggio
 
hanno sequestrato qualche scanner?
 
Anche gli azionisti Ifil sono stati danneggiati, perchè le azioni Fiat furono pagate a prezzo pieno, è la Exor che ci guadagnò con quell'operazione.

Le banche questo scherzetto glielo stanno facendo "evacuare" agli Agnelli, ne vedremo delle belle......... in borsa e fuori.
 
minghia ragazzi, qui meglio vendere che senno' finisce male.
 
Cimitero ha scritto:
minghia ragazzi, qui meglio vendere che senno' finisce male.

Al massimo un'ammenda di un milioncino di euro!

Che sono niente al confronto con ciò che ha guadagnato e ha conservato.


Alla faccia di chi porta jella (vedi sopra)!!!
 
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