Inflazione-livello dei prezzi-banche centrali

In ogni caso, per riassumere:


Negli ultimi 2 mesi fed e bce hanno proposto lo scenario "higher for longer", che non va considerato necessariamente come una previsione dei banchieri (che non possono sapere se e quando sarà opportuno tagliare i tassi), ma come una maniera per far salire i tassi di mercato a medio e lungo termine.

I mercati hanno reagito direi bene, nel senso che hanno appunto alzato i rendimenti a partire dall'obbligazionario che si trascina poi gli altri tassi di mercato (mutui, prestiti vari). Nei messaggi sopra potete trovare i link in cui si vede come variano allo stesso modo i rendimenti del decennale Us e il tasso sui mutui. (naturalmente si può ritenere sia una correlazione spuria, oppure che siano i tassi sui mutui a causare i tassi sul decennale, oppure che entrambi i tassi siano causati da altro, oppure come propongo io che siano tendenzialmente i rendimenti dei bond a causare i tassi sui mutui).

I rendimenti dei bond sono saliti parecchio negli ultimi 45 giorni e per la prima volta dall'inizio dei rialzi è secondo me possibile che fed e bce siano vicine al trovarsi a dover contenere i tassi. Dipende dai dati che vedremo su inflazione ed andamento economico, dati che risentiranno dei recenti rialzi dei tassi di mercato solo da novembre inoltrato.

Tuttavia, dato che vi è una questione importante, ovvero il possibile taglio del rating italiano, credo che soprattutto la bce dovrebbe ora lasciar correre abbastanza i tassi di mercato, lasciare che crescano anche limitando gli acquisti di bond per poi, eventualmente (dati inflazione permettendo), poter favorire un trend decrescente dei rendimenti (che bruci gli short e favorisca un ritorno anche sul debito italiano mentre il governo dovrà rasserenare i mercati con proposte costruttive e convincenti, tipo: usciamo dall'euro:D) dopo il 20 novembre. Non avrebbero molto senso parole dovish sui tassi adesso, da parte della bce.

In generale periodi di recessione o scarsa crescita tendono a far calare i prezzi energetici, favorendo bassa inflazione e taglio dei tassi. Purtroppo questo ora non sta accadendo, per i motivi che tutti conosciamo.

Per quanto riguarda gli Us aggiungerei che l'elevato deficit del governo, che quest'anno dovrebbe superare il 6% (e si pensa rimanga elevato per anni), tende a favorire la prosecuzione della crescita economica ed a render lento il calo dell'inflazione. Tutto ciò spinge verso tassi reali positivi e dollaro forte e rischia di creare problemi di sostenibilità del debito ad altri paesi, prima che agli Usa; e pure ad aziende.
 
situazione difficile per fed e bce; secondo me la fed dovrebbe ormai limitare gli aumenti dei tassi di mercato per verificare che effetti avranno da novembre in poi, potrebbero esser stati eccessivi: Treasury 10 anni | Rendimento T Bond Usa - Investing.com
Ma in particolare la bce potrebbe ritenere di dover tardare con l'atteggiamento leggermente più dovish, per via della questione Italia.

Si rischia che nel caso in cui questi rialzi dei tassi di mercato risultino eccessivi si abbiano dati economici su inflazione e crescita sotto le attese
 
Powell cauto e dubbioso oggi; incertezze su quello che sarà il "tasso neutro per l'economia"; incertezze sui motivi per i quali forse l'economia Us è poco sensibile ai rialzi dei tassi. Atteggiamento direi di chi è leggermente sorpreso dalla situazione, di crescita economica Us direi oltre le ragionevoli attese, visti i rialzi dei tassi. In sostanza si aspettano i dati

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Passando ad altro, al debito italiano:

In generale i tassi alti, dovuti ad inflazione alta, non sono necessariamente peggio che tassi bassi ed inflazione bassa, per la sostenibilità del debito. Con inflazione al 10% ed interessi al 10%, oppure all'11% si ha che anche a crescita reale del pil nulla le entrate fiscali crescono del 10%.

Inoltre se emetto oggi un bond con interessi al 10% e scadenza tra 20 anni mentre l'inflazione per il periodo è al 10%, in ogni caso tra 20 anni pago la cedola su un capitale che si è assai svalutato. O meglio, si sono rivalutati pil ed entrate fiscali. L'inflazione tende a gonfiare tutto e non è necessariamente peggio emettere bond con interessi del 10% ed inflazione al 10%, rispetto ad emetterli con cedola nulla ed inflazione nulla.

Quindi l'Italia non è in una situazione peggiore rispetto a pochi anni fa per via di inflazione e crescita dei tassi. E lo spread non è di per sè più pericoloso oggi che si parte da un bund al 3%, rispetto a quando stava all'1%

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Ma tutto ciò vale solo in prima analisi, in realtà non è così. Tralasciamo il fatto che quando cresce l'inflazione ci vuole qualche anno per rinnovare il debito a tassi elevati e si ha quindi un periodo favorevole all'inizio della salita dell'inflazione e poi sfavorevole durante il calo (eventuale) dell'inflazione e ritorno a tassi bassi, poichè restano titoli emessi ad elevato tasso fisso e scadenze anche lunghe.

Lasciam perdere tutto cìò. L'altra questione essenziale e di cui si è già scritto è il tasso zero. Ovvero: con inflazione circa nulla e tassi decrescenti sino a diventar circa nulli o appena negativi, i bond di paesi percepiti come sicuri (Germania, Olanda, Francia, Austria...) vanno ad avere rendimenti nulli e poi negativi e così, giunti a rendimenti negativi, non sono più appetibili per moltissimi investitori che li scartano a priori e se vogliono una rendita vanno a comprare titoli a lunghissima scadenza oppure più rischiosi ovvero Italia, Grecia, Spagna.

Quindi per l'Italia dovrebbero esser favorevoli periodi di inflazione circa nulla e tassi circa nulli, rispetto a tassi ed inflazione elevati. Ma per via della costruzione europea, non perchè in generale sia meglio...

Cosa accadrebbe invece con inflazione fortemente negativa? Con deflazione ad esempio del 3-4%?
Eh, nel nostro mondo esistono ancora i contanti, e pure gli investimenti in azioni; non credo che bond a tassi fortemente negativi verrebbero comprati in massa, con la prospettiva di perder soldi.

Quindi nel caso di deflazione al 3,3% annuo un paese come l'Italia avrebbe potuto emettere ad esempio a costo zero, bond privi di cedola. Ma spero ci si renda conto di quanto sia fosco questo scenario. Anche in assenza di recessione, con pil reale costante si ha che le entrate fiscali calano del 3,3% l'anno (anzi di più per via del sistema delle aliquote).
Un debito con cedole nulle diviene insostenibile se si hanno deflazione e pil reale costante. Perchè il pil nominale decresce, le entrate fiscali decrescono ogni anno ed il rapporto debito/pil diverge

Con debiti pubblici e non solo pubblici così elevati come quelli attuali la deflazione è assolutamente pericolosa, più dell'inflazione elevata che sostanzialmente è in prima analisi neutra. Parlo ovviamente di deflazione significativa e duratura, non di quei brevi periodi di deflazione appena accennata che abbiamo visto negli anni passati.

A noi italiani va molto bene inflazione circa nulla e tassi circa nulli. Incredibilmente proprio noi italiani abbiamo lavorato per uscire da quello scenario favorevole, chiedendo più deficit (che ha favorito l'inflazione), allentamenti delle regole di bilancio e protestando per le scelte europee; molti in Italia han sostenuto pure che tutto sommato l'inflazione non fa male. Sono errori che si pagano.
E non è cosa che sostengo solo adesso, già 2 anni fa scrivevo che le spinte italiane per favorire deficit ed inflazione mi parevano un errore.
 
Se l'economia continuasse a rallentare in europa le banche centrali taglieranno un po' i tassi?
Secono voi con quali dati di pil medio europeo, la Bce deciderebbe di abbassare un minimo i tassi? O conta solo l'inflazione?
 
credo che guardino sia l'inflazione, sia la crescita economica, difficile però dar precisi numeri e riferimenti

in ogni caso: Treasury 10 anni | Rendimento T Bond Usa - Investing.com

da novembre 2022 ad aprile 2023 i tassi di mercato Us dovrebbero esser scesi, con la Fed che potrebbe esser stata costretta a non accelerare la vendita di bond per non creare eccessivi problemi alle banche

da aprile-maggio 2023 ad ottobre 2023 i tassi sul decennale Us sono passati da 3,25 al 5%. Un aumento assolutamente significativo dei tassi di mercato, i cui effetti si dovrebbero manifestare pienamente su inflazione ed economia in generale da adesso circa, o meglio, fra poco avremo dati che risentono di questo forte, forse troppo rapido rialzo. Non mi stupirei di dati sotto le aspettative, sia per Usa, sia per l'unione europea. Bce e fed dovrebbero a questo punto contenere i rialzi dei tassi di mercato, che potrebbero esser stati eccessivi.
 
Supponiamo che a breve fed e bce considerino eccessivi i cali di inflazione e livelli di crescita economica ed occupazione. Potrebbero valutare di favorire un calo dei tassi di mercato ed annunciare sostanzialmente la fine della politica monetaria restrittiva, suggerendo la disponibilità a tagliare i tassi nei prossimi mesi.

Si avrebbe un effetto positivo sull'erogazione di prestiti e finanziamenti? Non è detto, poichè partendo da rendimenti elevati dei bond, una banca o chi eroghi prestiti ha sempre quell'alternativa, l'acquisto di bond, che risulterebbe assai appetibile se vi è la prospettiva di ribassi dei tassi. Se ritengo che la fed taglierà, mi compro un titolo di stato americano a scadenza 15 o 20 anni, invece di prestare a chi chiede il mutuo. O meglio, magari presto ma solo con spread assai elevato sul treasury e così i tassi di mercato restano più elevati del previsto: il cavallo non beve. O meglio, i cavalli bevono scegliendo la bevanda migliore e se la bc inizia a creare aspettativa di ribassi dei tassi, cosa è meglio di un bel bond Us o Germania a lunga scadenza? Così si può sperare in un buon guadagno in conto capitale; molto meglio che prestare, in periodo di recessione, a Luigi che fa il mutuo.

Allora, secondo me, le bc dovrebbero un poco limitare la tendenza a voler influenzare mercati e rendimenti, poichè il mercato si adatta, segue le parole dei banchieri, tenta di anticiparli e questo non è detto possa esser sempre sfruttato in maniera efficace dalle bc. Soprattutto se i banchieri centrali sono non esattamente preparati. E sui banchieri bce qualche dubbio lo si dovrebbe avere.

Notate che negli anni passati l'idea essenziale è sempre stata: col QE abbassiamo i tassi di mercato e le banche presteranno di più. Ma col QE e con la scelta di esser molto chiari ed espliciti coi mercati, con la scelta di direi ai mercati: faremo calare i rendimenti...cosa fa la banca? Compra bond, invece di prestare a Luigi.

Lo stesso si può dire dell'uso delle aspettative nei periodi di rialzo dei tassi: fed e bce han ripetuto per mesi che l'inflazione era temporanea e si sarebbe presto tornati al 2%. Con l'idea che così si sarebbero evitati effetti inflazionistici generati dalle aspettative di inflazione, ovvero se l'operaio crede che l'inflazione tornerà al 2%, allora non chiede l'aumento di stipendio e si evita o limita l'autoalimentazione dell'inflazione.

Però se crei la concreta e diffusa aspettativa di ritorno rapido ad inflazione al 2% ed i mercati ci credono, i tassi di mercato continuano a restare assai bassi su tutte le scadenze non brevissime, e questo favorisce inflazione. Ed è cosa che mi pare sia avvenuta.

Forse sarebbe meglio se i banchieri fossero meno loquaci.

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Naturalmente quelle sopra non sono previsioni, ma idee per ragionare su una questione
 
MInchia comunque a sto giro per le attività economica è brutta forte
 
secondo me infatti fed e bce dovrebbero ora perlomeno arrestare la vendita di titoli, per arginare la salita dei rendimenti di mercato.

Se vogliamo invece considerare periodi più lunghi, credo che vari paesi europei potrebbero esser all'inizio di un lunghissimo periodo di crescita tendenzialmente nulla o negativa. Italia, Germania, Spagna hanno una situazione demografica sfavorevole, è cosa che avrà sul lungo periodo un impatto significativo, credo anche sul mercato azionario
 
la Lagarde parla ed i rendimenti calano. Proventi del pepp che continueranno ad esser reinvestiti (con flessibilità, ovvero con la possibilità di favorire alcuni paesi) e cenni alla debolezza economica.

Parole sufficienti a far calare i rendimenti di mercato. Cosa secondo me opportuna, visti i rialzi troppo rapidi degli ultimi mesi.

Si noti che in una giornata con rendimenti bond in calo l'azionario ha proseguito nella sua debolezza.
Questa non è cosa da poco. Nei mesi passati notizie sotto le attese su occupazione e crescita economica han tipicamente favorito calo dei rendimenti dei bond e crescita dell'azionario, che sognava un bel soft landing: l'economia rallenta leggermente, l'inflazione cala e così la fed taglia i tassi e l'azionario si riprende per bene, col ritorno di capitali ed investimenti in leva.
Viceversa dati assai positivi su crescita ed occupazione tendevano a far calare l'azionario.

Questa correlazione è durata sin quando è durata, ed era probabilmente appunto legata all'aspettativa di un possibile pacifico soft landing.

Ora, (non da oggi) invece abbiamo cali dei rendimenti dei bond ed azionario che soffre, invece di recuperare: possibile che si tema una recessione, un hard landing
 
si noti che nel caso di crisi seria negli Usa, ad esempio per il fallimento di un costruttore auto o di qualche banca, partirebbero con un deficit pubblico già molto elevato.
A me pare imprudente questo deficit Usa, favorisce inflazione, tassi elevati e vedremo se porterà a crisi aziendali per via dei tassi.
Va anche detto che è un deficit diverso da quello del 2020-21, la fed è venditore netto di debito; gli effetti inflattivi del deficit attuale dovrebbero esser assai minori rispetto a quelli del 2020-21.
 
anche oggi, per ora, decennale Us con rendimento in leggerissimo calo, ma borse deboli.
azionario che conferma il cambiamento rispetto ai mesi passati, possibile soffra timori di hard landing.
Naturalmente ogni correlazione e narrativa sui mercati dura finché dura
 
anche oggi, per ora, decennale Us con rendimento in leggerissimo calo, ma borse deboli.
azionario che conferma il cambiamento rispetto ai mesi passati, possibile soffra timori di hard landing.
Naturalmente ogni correlazione e narrativa sui mercati dura finché dura
Gli usa hanno 30mila miliardi di debito. al 5% fanno 1500miliardi di interessi. Voglia o non voglia, questi interessi nessuno glie li può pagare perchè monetariamente parlando non esistono. Dovranno stamparli tra qualche anno e così via ad un nuovo QE. Questa cosa funziona ormai da 30 o 40anni e si continuerà a fare all'infinito. Lo stesso vale per l'italia e l bce. Quando lagarde dice che l'italia ha lo spread che si merita mente. Ormai sono le banche centrali che decidono quanto far pagare a questo o quel paese di interessi, perchè loro semplicemente con un click i soldi li stampano.
 
certamente le scelte delle BC hanno un ruolo nel definire il costo del debito. Per quanto riguarda il deficit pubblico Usa...probabilmente dovranno prima o poi ridurlo

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Per quanto riguarda la politica monetaria, a me sembra che non vada sottovalutato il ruolo di debiti pubblici così grandi e con titoli a lunghissima scadenza.

Si immagini ad esempio che fed e bce debbano per qualche motivo far calare i tassi di mercato, i tassi coi quali lavora l'economia che chiamiamo reale, i prestiti. Le bc non agiscono direttamente sull'interesse che una banca chiede a chi fa il mutuo, ma impongono i tassi a breve.
Quindi cosa potrebbe accadere con bce e fed che si trovano a dover tagliare i tassi per ridurre i tassi di mercato in uno scenario di crisi e recessione? Probabilmente fed e bce dichiarerebbero di voler contenere i tassi; per creare aspettativa e far calare i tassi di mercato.

Ma con debiti pubblici assai liquidi, relativamente sicuri, perchè una banca, un fondo, ed in generale un investitore dovrebbero investire nell'economia che chiamiamo reale o orogare prestiti? Molto meglio comprare titoli di stato. Tanto ormai chi investe sa che il rendimento minimo non è zero, si può scendere sotto. Il rischio è che con BC che dichiarano che taglieranno i tassi (per rilanciare l'economia e far ripartire gli investimenti scarsi in uno scenario recessivo) accada che banche, fondi e chi in generale disponga di liquidità preferisca comprare titoli di stato invece che prestare all'economia detta reale. Con BC che si troverebbero a dover continuare a tagliare i tassi visto lo scarso effetto del taglio sull'economia che stenterebbe a ripartire. Rendendo ancor più conveniente comprare bond via via più lunghi.
E con debiti così grossi e con titoli a lunga scadenza che possono anche triplicare prima di adeguarsi ai nuovi tassi, il rischio è che le bc fatichino a far trangugiare al cavallo l'acqua che offrono loro invece che dei bei titoli di stato.

Debiti pubblici grossi e titoli a lunga scadenza possono avere un impatto non da poco sull'efficacia delle scelte delle bc.

Si spera, naturalmente, di non arrivare a ciò
 
negli ultimi giorni, dati europei che confermano calo dell'inflazione e rallentamento della crescita/recessione

Curva dei tassi tedesca sotto i valori di un mese fa su ogni scadenza: Borsa Germania oggi | Mercati finanziari - Investing.com

Penso che ottobre sia stato un buon mese per comprare obbligazioni non brevi; naturalmente lo scopriremo vivendo

BCE che deve ora usare parole dovish per abbassare i tassi di mercato senza tagliare i tassi; tagli che è però possibile debba annunciare prima di fine anno.

A sensazione direi che anche gli Usa rischiano da novembre-dicembre dati sotto le attese per inflazione e crescita.

Banche centrali che devono evitare di porsi nella condizione di dover tagliare poi frettolosamente i tassi nel caso di eccessivo rallentamento dell'inflazione. E' secondo me appunto ora di usare parole più dovish mentre si attendono i dati economici di novembre
 
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Come era lecito aspettarsi, frasi leggermente dovish di Powell e rendimenti Usa in calo significativo: Treasury 10 anni | rendimento T Bond USA quotazione decennale

Non credo che la fed apprezzi un decennale al 5,3%

chi crede nel soft landing con successiva ripartenza del ciclo economico potrà valutare l'azionario. Io ho ancora timore per i possibili effetti dei rapidi rialzi dei tassi
 
Ultima modifica:
FED, BoE e BCE tutte allineate sullo stop ai rialzi. E ora? Alti a lungo come diceva la Lagarde? Mah. Il pivot point sembra ancora lungo al di la' dell'Atlantico, ma qui da noi parrebbe piu' vicino, nonostante le parole della signora.
 
e ora non si sa, ma la mia interpretazione era ed è:

i banchieri centrali han fatto salire notevolmente, forse eccessivamente, i tassi di mercato a settembre-ottobre col motto "higher for longer". Tassi di mercato già in crescita da mesi. E come atteso abbiamo ora dati su economia ed inflazione sotto le attese con banchieri centrali già attivi per limitare i tassi di mercato.

Secondo me è possibile che si prosegua con dati negativi sull'economia ed inflazione in calo: se si ritiene che fed e bce taglieranno, perché prestare a Pinotto che vuole il mutuo o investire in una nuova linea di produzione? Molto meglio un bel bond lungo. Pinotto può attendere o accettare uno spread assai elevato

Per capire la politica monetaria si deve seguire anche il mercato dei bond.
Per capire il mercato dei bond bisogna seguire anche la politica monetaria.
Chi parla di politica monetaria senza seguire il mercato obbligazionario secondo me sbaglia.

Ho la vaga impressione che alcuni banchieri centrali ed economisti su queste questioni debbano ancora metter a fuoco e riordinare le idee
 
un po' di bond a lunga scadenza:

il centenario austriaco passato da 34 a 40 Austria Tf 0,85% Gn2120 Eur quotazioni in tempo reale | AT0000A2HLC4 - Borsa Italiana

Francia 2072 passato da 29,65 a 33,4 Oat Tf 0,5% Mg72 Eur quotazioni in tempo reale | FR0014001NN8 - Borsa Italiana

il btp 2072 passato da 49 a 53 Btp Tf 2,15% Mz72 Eur quotazioni in tempo reale | IT0005441883 - Borsa Italiana

il bund 2052 passato da 41 a quasi 45 Bund Tf 0% Ag52 Eur quotazioni in tempo reale | DE0001102572 - Borsa Italiana

america 2050 passato da 44 a 47,5 Usa Tf 1,25% Mg50 Usd: scheda completa - EuroTLX - Borsa Italiana

buoni rialzi dopo mesi di cali importanti

naturalmente nessuno può prevedere il futuro, superfluo scriverlo, ma non abbiate eccessiva fiducia in quelle che credete siano vostre o altrui intuizioni
 
Calendario economico | Dati macroeconomici oggi - Investing.com

dati americani su inflazione leggermente sotto le attese; Europa a crescita zero/negativa a seconda dei paesi

mercati (sia azionario, sia obbligazionario) che festeggiano pregustando i tagli dei tassi.

Calo dei tassi di mercato che dovrebbe star bene anche ai banchieri centrali, visti i dati, non credo abbiano ancora motivo di ritenere di dover far risalire i tassi di mercato da questi livelli. Se poi caleranno ancora e troppo rapidamente se ne riparlerà

nel caso di soft landing le banche regionali Usa potrebbero esser trai grandi beneficiari di questa situazione, titoli che restano però volatili e rischiosi
 
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