Inflazione-livello dei prezzi-banche centrali

  • Ecco la 68° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    La settimana è stata all’insegna degli acquisti per i principali listini internazionali. Gli indici americani S&P 500, Nasdaq e Dow Jones hanno aggiornato i massimi storici dopo i dati americani sui prezzi al consumo di mercoledì, che hanno evidenziato una discesa in linea con le aspettative, con l’inflazione headline al 3,4% e l’indice al 3,6% annuo, allentando i timori per un’inflazione persistente. Anche le vendite al dettaglio Usa sono rimaste invariate su base mensile, suggerendo un raffreddamento dei consumi che hanno fin qui sostenuto i prezzi. Questi dati, dunque, rafforzano complessivamente le possibilità di un taglio dei tassi a settembre da parte della Fed (le scommesse del mercato sono ora per due tagli nel 2024). Per continuare a leggere visita il link

  • Due nuove obbligazioni Societe Generale, in Euro e in Dollaro USA

    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

    Per continuare a leggere visita questo LINK
avrete forse notato, ieri, il rafforzamento dell'euro sul dollaro: Cambio Euro Dollaro oggi | Quotazione EUR/USD - Investing.com

chi legge questo 3d saprà che per mesi sono stato favorevole al dollaro. Tassi maggiori negli Usa, maggior crescita hanno favorito il rafforzamento del dollaro per alcuni mesi. Ma se rileggete il mio messaggio 862 a pagina 44 di questo 3d (messaggio del 5 ottobre) troverete quando ho cambiato idea mostrando preferenza per l'euro. Cosa è accaduto?
Il dollaro scontava sino al 3-4 ottobre l'aspettativa di un ulteriore rialzo dei tassi Usa, mentre già si pensava che la bce avesse finito. Ma quell'aspettativa di ulteriore rialzo fed mi pareva già assai vacillante per via dei notevolissimi, eccessivi, rialzi dei tassi di mercato che ancora dovevano estendere il loro effetto sull'economia che chiamiamo reale.

Così dal 4 ottobre l'euro si è apprezzato sul dollaro in maniera significativa, prima per la perdita dell'aspettativa di ulteriore rialzo dei tassi Usa, poi per via di qualche dato sull'inflazione Usa sotto le attese.

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Una considerazione sui legami tra cambio e tassi di interesse sul debito.

Abbiamo visto e scritto che l'incremento dei tassi di interesse pagati dal debito Usa è stato legato all'apprezzamento del dollaro.

Se il debito Usa rende di più, tendenzialmente il dollaro si rafforza. Questo è naturalmente vero se quell'incremento dei rendimenti dei titoli di stato Usa è risk free. La fed alza i tassi > cresce il rendimento dei titoli di stato; poichè se la fed remunera maggiormente i depositi delle banche presso la fed, ecco che la banca chiederà un interesse maggiore ai titoli di stato, altrimenti lascia presso la fed.
Così io che non posso depositare presso la fed, compro dollari vendendo euro per acquistare bond Usa...ed il dollaro si rafforza

Viceversa, se i rendimenti sui titoli di stato salgono non perchè la bc ha alzato i tassi, ma poichè è cresciuto il rischio paese, avviene esattamente l'opposto, ovvero si ha tendenzialmente fuga da quella valuta e deprezzamento
 
possibile inizio di un periodo più difficile per fed e bce; quel che dovrebbero fare pare più incerto: alcuni dati su inflazione e crescita suggerirebbero che i tassi delle bc sono ora troppo alti; ma il mercato ha già anticipato possibili tagli con cali dei rendimenti e dei tassi.
Banchieri centrali che devono bilanciare il rischio di anticipare eccessivamente l'annuncio di tagli favorendo una ricrescita dell'inflazione; ed il rischio di tardare eccessivamente favorendo rallentamento economico ed un calo eccessivo dell'inflazione che renderebbe poi necessari tagli molto rapidi dei tassi

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Parlando d'altro, Italia che supera le valutazioni delle agenzie di rating; credo ci vorrebbe veramente poco a questo punto per compier scelte che favorirebbero un ulteriore calo dello spread. L'Europa tenta di spingere lentamente l'Italia verso scelte che garantiscano la sostenibilità del debito.

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Avrete letto i dati sulle previsioni di crescita del pil. Val la pena di ricordare che crescite dello 0, potrebbero in realtà corrispondere ad un calo della ricchezza prodotta. Nel conteggio del pil finiscono spese gonfiate o del tutto inutili. Se ad esempio si crea una commissione per il ponte sullo stretto, con un costo di centinaia di milioni, anche ciò finisce nel conteggio del pil pure nel caso in cui il ponte non si realizzi.

Ci si dovrebbe quindi ad esempio chiedere quale % delle spese del pnrr corrisponderà alla realizzazione di qualcosa di utile e non alla realizzazione di strutture burocratiche o opere completamente inutili, che però continueranno poi a richiedere finanziamenti.

In generale quando si spende per ingrossare parti inutili e dannose della burocrazia, si dovrebbe attribuire a ciò un contributo negativo alla creazione di ricchezza
 
il mese di novembre si chiude come era piuttosto lecito attendersi, ovvero con una notevole quantità di dati sotto le attese, per quanto riguarda l'inflazione; con alcuni paesi europei probabilmente già in recessione.

Come già scritto, i banchieri centrali devono bilanciare il rischio di annunciare troppo presto i tagli (rischiando di favorire una ricrescita dell'inflazione) ed il rischio ora maggiore di mantenere troppo a lungo i tassi a questi livelli (con la possibilità di favorire un calo eccessivo dell'inflazione che porterebbe poi a dover tagliare assai rapidamente i tassi per evitare di avvicinarsi alla deflazione)

Banchieri fed e bce che attenderanno alcune conferme dai dati di dicembre sull'inflazione, ma dovrebbero ormai prepararsi ad annunciare i tagli dei tassi. Non hanno per ora fretta anche perchè vi è stato nell'ultimo mese e mezzo un significativo calo dei tassi di mercato (come sa chi segue il mercato obbligazionario); ma difficilmente questo calo dei tassi di mercato può proseguire a lungo senza tagli dei tassi, poichè è già assai ampia la differenza di rendimento tra bond a 8 mesi e bond ad esempio decennali.

In sostanza per ora il mercato ha lavorato al posto della fed e della bce, nelle ultime settimane. Ma a dicembre dati sull'inflazione sotto le attese e lo stop al calo dei tassi di mercato (o una leggera risalita) spingerebbero fed e bce ad annunciare i tagli.

Lo slogan "higher for longer" pare aver funzionato ed è già stato accantonato
 
uno sguardo al possibile futuro

negli ultimi mesi abbiamo notato alcuni sforzi dei banchieri centrali per tentare di influenzare i tassi di mercato; inoltre sino a 2 anni fa si parlava di tassi negativi e dell'impossibilità di attuarli a causa del contante.

Supponiamo che la bce dia la possibilità a privati (cittadini ed aziende) di aprire un conto presso la bce stessa, cosa accadrebbe?

Nel caso in cui la bce svolga il ruolo di banca commerciale, eroghi persino prestiti, finanziamenti, potrebbe agire prestando a certi tassi, senza valutare se è più o meno conveniente comprare titoli di stato. Oggi chi chiede prestiti a banche non credo possa ottenere condizioni migliori dello stato tedesco. Se il bund rende il 2,5%, se la Germania paga il 2,5% per ottenere prestiti, io dovrò pagare qualcosa in più per ottenere un prestito, poichè son meno affidabile della Germania.

Ecco, la bce, erogando direttamente prestiti, potrebbe scegliere a che tasso erogare, magari anche a seconda del settore (l'immobiliare è in bolla, non facilitiamo i mutui).

Così la bce agirebbe regolando in maniera diretta i tassi di mercato, invece di influenzarli tramite la politica monetaria.

Naturalmente non sto sostenendo che tutto ciò sia un bene o sia opportuno, scrivo banalmente che è una possibilità.

Se poi venisse abolito il contante, diverrebbero possibili tassi fortemente negativi . Ma i tassi largamente negativi non richiedono che la bce divenga banca commerciale, richiedono l'abolizione del contante. E' la questione essenziale. Dopodichè, perlomeno in teoria, tutto potrebbe funzionare bene (soprattutto per chi ha bond a lunga scadenza)
 
rendimenti obbligazionari ancora in calo assai rapido in vista della recessione;
Bund 10 anni - Rendimento Bund tedesco decennale | Germania
Treasury 10 anni | rendimento T Bond USA quotazione decennale

Direi che va bene così, i tassi di mercato calano; se così non fosse fed e bce dovrebbero già tagliare i tassi.

Dicembre dovrebbe confermare rallentamento economico e contenimento dell'inflazione

Si noti che l'attuale deficit in Europa e negli Usa ha effetti assai diversi sull'inflazione, rispetto al deficit del 2020-21, quando si creava moneta per metterla in tasca a cittadini, fra l'altro con produzione e logistica trasporti semibloccati.
L'attuale deficit non può avere gli effetti inflattivi che ebbe il deficit del 2020-21.

Tendenzialmente mi aspetterei per l'Europa un lungo periodo di bassa crescita-recessione; gli Usa potrebbero far meglio. Però dovranno, prima o poi nei prossimi anni tagliare il deficit pubblico. Non sarà una passeggiata tagliare il deficit in uno scenario di crescita che potrebbe esser modesta ed un taglio del deficit pubblico Usa favorirebbe tassi bassi e dollaro più debole. E' naturalmente prematuro discuterne, vedremo.
 
e spero non vi siate persi il miglior mese e mezzo da non so quanti anni o decenni o secoli, sul mercato obbligazionario
 
Stati Uniti - Tasso sui mutui MBA a 30 anni

dal 25 ottobre, calo tasso mutui Us (link sopra)

e si noti la corrispondenza col calo dell'interesse del decennale Us: Treasury 10 anni | rendimento T Bond USA quotazione decennale

fed e bce che per ora possono permettersi di stare a guardare, il mercato agisce al posto loro, comprando bond ed abbattendo i rendimenti sui titoli di stato. Gli altri vari tassi di mercato seguono con spread vari.
Naturalmente i tassi a breve (anche di mercato) sono invece direttamente imposti da fed e bce che scelgono di prestare ad un certo tasso alle banche, e scelgono di remunerare ad un certo tasso i depositi delle banche presso la banca centrale.

Titoli a scadenza lunghissima e grossi debiti pubblici fanno sì che i movimenti di capitali sui titoli di stato siano molto significativi e d'impatto.

Tendenzialmente credo che anche per questi motivi sarebbe opportuno:

1) ridurre i debiti pubblici
2) evitare di emettere titoli di stato a scadenza lunghissima (oltre i 50 anni)
3) avere banchieri centrali più silenziosi e meno inclini a ricercare con costanza di influenzare il mercato

Naturalmente per i banchieri centrali è però difficile invertire queste tendenze una volta che si è dentro.

Inoltre, da acquirente di bond, ovviamente preferisco che proseguano proprio su questa strada che sarebbe invece da contenere...
 
https://it.investing.com/rates-bonds/european-government-bonds?maturity_from=10&maturity_to=310
decennale tedesco che rende il 2,2 contro un 3,7 % dei titoli a 6 mesi
prezzi che scontano un significativo taglio dei tassi, di un 1,5% circa
ma la bce, anche grazie a questi cali dei tassi sui bond, probabilmente non riterrà di dover avere fretta nell'ammorbidire la politica monetaria.
Io ho venduto questa mattina i bond lunghi che avevo, magari sbagliando, ma la differenza di rendimento tra titoli a lunga scadenza e brevi è diventata molto significativa
 
periodo in cui per i banchieri centrali è secondo me facile sbagliare. Potrebbero trovarsi entro un paio di mesi con inflazione eccessivamente sotto le attese, con la necessità di tagliare i tassi assai rapidamente. Eppure annunciare oggi tagli anticipati comporterebbe alcuni rischi. Giunti in questa situazione l'elevata incertezza sul da farsi è inevitabile, ed è assolutamente possibile che i banchieri ora sbaglino. Non era così 6-10 mesi fa, quando l'inflazione era eccessiva ed era ovvia la necessità di alzare i tassi.

La realtà è che sarebbe assolutamente preferibile evitare di arrivare in situazioni come quella attuale, sarebbe preferibile evitare di dover alzare i tassi rapidamente come avvenuto dal 2022. Questa situazione incerta ed assai variabile, troppo variabile (la fed agisce ma ha effetti lenti e ritardati, fatica ad adattarsi a variazioni rapide di inflazione) è frutto del ritardo di qualche mese nell'inizio del ciclo dei rialzi, ma soprattutto deriva dall'eccesso di spesa pubblica e dalla tipologia di spesa. I governi non hanno collaborato a sufficienza per contenere l'inflazione.

Situazione che secondo me resta abbastanza favorevole all'obbligazionario a lunga scadenza, attenderemo i dati, ma vi è la possibilità che appunto il calo dell'inflazione vada oltre le attese nei prossimi mesi.
 
L'euro si è apprezzato sul dollaro anche perché la bilancia commerciale è tornata positiva qui in area euro grazie al calo del prezzo delle fonti di energia.

Corretto?
 
credo di sì; diciamo che quelli sono effetti di medio e lungo periodo. Sul breve periodo contano di più le scelte di fed e bce e le aspettative sulle loro scelte.
 
prendo spunto da questo articolo per scriver 2 parole su una questione che nei prossimi anni avrà certamente un non trascurabile impatto economico: I 3 candidati rettori: “Politecnico troppo difficile, serve un nuovo approccio didattico”

Dal politecnico di Torino escono oggi laureati che: non sanno qual è la mano destra (proprio non sanno qual è la destra e qual è la sinistra); non sanno cosa sono raggio e diametro di una circonferenza, nè che uno è la metà dell'altro; non conoscono la somma degli angoli di un triangolo e così via; persone che hanno quindi in generale conoscenze che sono una via di mezzo tra la terza media e la prima superiore. Persone con problemi cognitivi assolutamente evidenti e che non hanno alcuna idea di cosa siano un campo elettrico o magnetico, nè hanno alcun tipo di preparazione reale sugli argomenti dei corsi.
E' così in molti corsi universitari scientifici, si laureano persone che non sanno sommare o moltiplicare 2 frazioni (nel senso che proprio non conoscono le regole per eseguire quei calcoli), persone per le quali cosa sia una parabola è un mistero.

Eppure si leggono queste stupidaggini come quelle sostenute in quell'articolo. Non capiscono che abbassando il livello, semplicemente si iscrivono persone di livello via via inferiore, e le statistiche restan le stesse.

Questa degenerazione demenziale del sistema scolastico avrà degli effetti, anzi, li ha già. Probabilmente la carenza di lavoratori in numerosi settori manuali (riparatori di bici, persone che sistemino le lamine degli sci ecc) è anche legata al fatto che oggi nessun sedicenne inizia quei lavori con l'idea di proseguire in quell'attività, ma preferisce in ogni caso iscriversi all'università del nulla
 
Ultima modifica:
fed che incrementa le previsioni di tagli per l'anno prossimo; effetto immediato e notevole su bond; banche regionali americane (che avevano sofferto particolarmente i tassi elevati e la svalutazione dei titoli di stato); oro e cambio euro/dollaro

dicembre è il mese delle conferme delle aspettative
 
e dimenticavo il bitcoin...

in sostanza quasi tutto, sui mercati, (bond, azioni, bitcoin, oro) risente in maniera significativa delle scelte delle bc e delle parole dei banchieri centrali e questo favorisce correlazioni trai vari titoli.

Chi vuol essere attivo sui mercati scegliendo quando e se vendere/comprare non può evitare di seguire i banchieri centrali e questioni macroeconomiche e monetarie.
 
Lagarde leggermente hawkish; ma la bce dovrebbe ora considerare il rischio di spingere l'economia europea verso una inflazione eccessivamente bassa che obbligherebbe poi a tagli rapidi ed oltre le attese.

Fu un errore tardare nei rialzi dei tassi, in maniera simile ora si dovrebbe evitare di esser in ritardo nei tagli.
 
Lagarde leggermente hawkish; ma la bce dovrebbe ora considerare il rischio di spingere l'economia europea verso una inflazione eccessivamente bassa che obbligherebbe poi a tagli rapidi ed oltre le attese.

Fu un errore tardare nei rialzi dei tassi, in maniera simile ora si dovrebbe evitare di esser in ritardo nei tagli.
Deflazionare un po' l' economia, con la corsa dei prezzi che c'è stata e salari al palo, non potrebbe essere una cattiva idea in realtà. Ci sarà un po' di dolore, ma i prezzi sono alti, troppo
 
apprezzabile la scelta di non occuparsi ed esprimersi su tutto, anche su argomenti che non si conoscono, non è così per tutti
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si noti il tasso persino inferiore a valori raggiunti prima dell'ultimo rialzo dei tassi fed: effetto bond, rendimenti dei bond che calano
Stati Uniti - Tasso sui mutui MBA a 30 anni

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parlando d'altro...una volta ogni 12 mesi val la pena di ricordare che gli aspetti monetari, la questione tassi-inflazione, sono secondarie per comprendere e seguire l'evoluzione economica dell'Italia, altre questioni importanti e trascurate sono ad esempio:

la degenerazione del sistema scolastico, che viene talvolta descritto senza però cogliere vari aspetti significativi; ma per coglierli è necessario addentrarsi in corsi e programmi universitari...

Altra questione per lo più non completamente compresa è che il fatto che parte della classe politica italiana si sia affermata con significative responsabilità in eventi cruenti del passato, comporta poi che in molte posizioni di rilievo vengano piazzati o idioti che molto banalmente non capiscono e mai potranno capire, oppure persone coinvolte, compromesse, parenti ed amici.

Curioso che molti che fanno video su video per tentare di descrivere il declino italiano, vantandosi d'averlo previsto, facciamo poi in realtà disinformazione su svariate questioni del passato, divenendo di fatto attivi nel promuovere quel declino di cui tanto parlano, senza capirlo
 
avrete notato che i rendimenti dell'obbligazionario europeo han proseguito nel calo, anche dopo le parole velatamente hawkish della Lagarde. Bce che non pare in sintonia col mercato.
Non va scartata la possibilità che ritardi da parte della bce nella svolta dovish favoriscano poi cali più marcati dei tassi per evitare un calo eccessivo dell'inflazione.

Questo cosa significa? Significa che se la bce crede ora di influenzare i rendimenti di mercato con parole hawkish (con l'obiettivo di contenere i cali dei rendimenti o farli risalire), non è per nulla scontato che possa ottenere quell'effetto ricercato, potrebbe anzi favorire l'opposto o semplicemente non ottener nulla di quanto voluto, perdendo pure credibilità. In particolare se proseguono questi dati sull'inflazione.

Ancora una volta mi è parso preferibile l'atteggiamento della fed
 
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