Inflazione-livello dei prezzi-banche centrali

  • Due nuove obbligazioni Societe Generale, in Euro e in Dollaro USA

    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

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    Staff | FinanzaOnline

un off topic

Questione non sufficientemente considerata, nel valutare e narrare il declino italiano, è il coinvolgimento in vicende cruente di politici, dirigenti pubblici ed amministratori pubblici di vertice, per vari anni, sino al 1993.

L'avere o l'aver avuto politici e dirigenti pubblici coinvolti (con modalità e responsabilità assai variabili) in stragi ha poi per decenni comportato scelte di dirigenti pubblici, nomine di ministri, magistrati ecc fortemente legate a quegli eventi che dovevano essere coperti. Da questa esigenza di coprire (assai naturale viste le implicazioni caotiche e le conseguenze forse non positive neppure per il paese che avrebbe avuto il completo disvelamento), nascono le regolari e selettive nomine e spinte alle carriere sino ai massimi livelli di personaggi o compromessi e coinvolti in vicende cruente o completamente incapaci di capire.

Questo è un fenomeno che è stato significativo, ma è destinato a ridimensionarsi banalmente per via della morte delle persone con maggiori interessi nel celare certe realtà, che saranno note in maniera discretamente accurata si e no a qualche centinaio di persone in questo paese.
 
un ultimo off topic

non credo venga adeguatamente percepita la situazione delle università italiane; sono fioriti interi corsi farsa, che servono solo ed esclusivamente a creare cattedre e poltrone ed a giustificare spese. Nel frattempo si nominano professori associati ed ordinari con competenze talvolta da liceali nelle materie che spiegano. Vi sono professori di metodi matematici che non hanno alcuna idea della materia che spiegano e danno esami sempre uguali: un sistema di equazioni lineari da risolvere (sì, quelli da prima liceo, 3x-y+z=4 a sistema con altre 2 o 3 equazioni; da risolvere come si vuole, anche per sostituzione, mica con matrici); poi una complicatissima equazione in campo complesso che è sempre uguale (Z^3=i insomma, calcolare sempre le radici di un numero complesso); e poi una serie di Fourier, ma da scrivere come ha insegnato il professore, ovvero copiandola da un formulario-database, dato che anche chi insegna non sa calcolare integrali.
Abbiamo ordinari che spiegano come trovare in eq differenziali con incognita la funzione y(x), le "soluzioni del tipo x= numero"; professori di statistica che nulla sanno di quella materia, ma proprio nulla, nemmeno sanno risolvere problemini da liceo immediati; lo stesso vale per innumerevoli altri corsi di elettrotecnica, meccanica razionale ecc

Una delle conseguenze dei corsi ed esami farsa secondo me è che proseguono negli studi anche ragazzi assolutamente limitati, con problemi mentali; che 20 anni fa sarebbero andati a cercar altri lavori già a 16 anni. Abbiamo così ingegneri laureati nei meno peggiori politecnici italiani, con competenze da ragazzini di terza media. Così è; una cosa demenziale. E mancano lavoratori in moltissimi lavori manuali, ormai tutti proseguono negli studi.

Ad occhio la metà dei corsi scientifici andrebbe chiuso (o andrebbero dimezzati), servono solo a giustificare cattedre e spese. Non mancheranno gli effetti sul sistema economico, se manca la selezione nelle scuole, la selezione si basa poi su altro, ovvero sovente conoscenze famigliari, amicizie politiche, scambio di favori ecc
 
Un bel po' di strada da fare per disintossicarsi c'è
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mese di dicembre che ha confermato il cambiamento di scenario per la situazione tassi-inflazione-atteggiamento bc. Tutto come previsto ed obbligazionario che va verso chiusure dell'anno con alcune obbligazioni che han guadagnato sino al 40% da ottobre.

BC attendiste, complici i cali notevolissimi dei rendimenti di mercato che consentono appunto ai banchieri di star a guardare attendendo i dati di gennaio, che potrebbero appunto confermare che gli attuali tassi bce e fed sono eccessivi e rischiano di spingere verso inflazione troppo bassa. D'altra parte, come già scritto più volte, l'Europa ha vari paesi con popolazione in calo ed in invecchiamento, elementi che spingono verso inflazione bassa/deflazione. Tassi da tagliare presto, per evitare di doverli poi tagliare precipitosamente.

Inutile che i vertici bce tentino di influenzare i mercati con parole hawkish, se non sono credibili non ottengono nulla oppure ottengono l'effetto opposto, ovvero mercati che ritengono che il ritardo nei tagli comporterà tagli maggiori, con obbligazionario che prosegue la sua corsa.

Si chiudono i mesi migliori probabilmente da decenni o di sempre per i bond: Bund 10 anni - Rendimento Bund tedesco decennale | Germania

Dollaro che continua a pagare la prospettiva di maggiori tagli da parte della fed, rispetto alla bce. Banalmente perchè la fed ha alzato di più.
 
negli ultimi 100 anni la popolazione degli Stati Uniti è circa triplicata; inoltre è cresciuta la partecipazione femminile al sistema economico (lavoro e consumi). Magari vi era anche ancora una % significativa di contadini/allevatori scarsamente integrati nel resto dell'economia.

Negli ultimi 100 anni negli Usa vi è quindi stato un notevolissimo allargamento dei mercati, sia per la crescita demografica, sia per la progressiva e crescente inclusione delle donne nel sistema economico. Elementi che hanno favorito la crescita economica, la sostenibilità del debito pubblico, forse anche del sistema pensionistico e la crescita del mercato azionario.
Elementi che invece probabilmente danno oggi un contributo minore alla crescita.

Altra questione che potrebbe divenire significativa anche dal punto di vista economico è l'asprezza della lotta politica negli Us.

Se le divisioni e la lotta per il potere restano assi aspre per anni, è poi più facile che chi va al potere usi poi quel potere in maniera molto netta per vendicarsi, per piazzare su ogni poltrona persone scelte non sulla base dei meriti e delle capacità, ma puramente sulla base della fedeltà alla causa del capo. Si finisce poi per avere ogni settore pubblico fortemente influenzato dalle lotte politiche con sempre più dirigenti e personale scelto sulla base dell'appartenenza ad una o all'altra fazione. Se chi va al potere ritiene probabile doversi difendere da accuse gravi (anche senza scomodare accuse di stragi ed omicidi), è probabile che chi va al potere condizioni la scelta di giornalisti e vertici della magistratura selezionando accuratamente personaggi fedeli o completamente incapaci di comprendere o semplicemente corrotti e ricattabili.
La lotta politica, se troppo aspra, rischia di essere dannosa.

Chiunque governi negli Us nei prossimi anni, dovrebbe tentare di ricucire i rapporti tra le parti.

Viceversa, al posto di russi e cinesi, farei tutto il possibile per tentare di rafforzare il più possibile questi attriti interni e fazioni estremiste.

Chissà, magari si potrebbe poi nel tempo arrivare ad avere presidenti desiderosi di interferire ben più che ora con le scelte monetarie della fed, spingendo verso strade disastrose.

Naturalmente sono solo considerazioni vaghe, non previsioni, mi pare molto più probabile che gli Usa restino il paese leader al mondo per molti anni, ma se dovessi pensare a cosa fare per tentare di ridurne le capacità punterei proprio sul finanziamento di posizioni estreme e sull'appoggio a candidati presidenziali interventisti e con idee stravaganti sulla moneta. Lo stesso vale per l'Europa e l'Euro
 
Ultima modifica:
qualche considerazione sull'Argentina, per riassumere quanto scritto in passato

quale logica favorisce l'attuale situazione valutaria argentina?

L'inflazione è elevatissima ed i tassi assai inferiori all'inflazione.
Quindi nessuno risparmia pesos: se l'inflazione è al 100% annuo, ma un conto deposito o un titolo di stato in valuta locale rendono solo il 70% annuo, il risparmio in pesos comporta una perdita reale del 30% annuo.

Quindi tutti si liberano al più presto dei pesos; correndo ad usarli per acquistare beni (possibile elevata velocità circolazione della moneta) oppure vengono cambiati in altra valuta, in particolare in dollari; che non sono acquistabili liberamente e vengono quindi comprati largamente sul mercato nero a prezzi assai superiori rispetto a quelli del cambio (dei cambi) ufficiali.

Tutto ciò è aggravato dalle scelte di deficit pubblico e monetizzazione: banca centrale e governo creano pesos e li spendono, e chi li riceve corre a cambiarli in dollari, favorendo carenza di riserve in valuta estera, svalutazione ed inflazione importata.

Il governo argentino deve quindi interrompere questo meccanismo, deve far in modo che chi detiene pesos non subisca e non si aspetti di subire perdite enormi a causa dei tassi troppo inferiori all'inflazione.

L'ideale sarebbe poter arrivare a tassi reali positivi: inflazione al 100% e remunerazione dei conti correnti e dei bond in pesos al 105%, ad esempio.

Naturalmente ciò ha un costo per il governo, che dovrebbe rinunciare alla tassa da inflazione, o se preferite dovrebbe subire un maggior costo del debito pubblico in pesos.

Quindi la prima cosa da fare per rendere possibile una riduzione della distanza tra tassi ed inflazione, è ridurre il deficit pubblico, sia per trovare risorse per poter appunto alzare la remunerazione di chi detiene pesos, sia per abbattere il meccanismo che maggiormente alimenta questa situazione, ovvero il deficit pubblico in pesos monetizzato ed immediatamente convertito in altra valuta da chi beneficia di questa spesa pubblica, anche al costo di rifornirsi sul mercato nero delle valute.

In sostanza il governo argentino dovrebbe:
1) tagliare il deficit pubblico ed avere surplus, limitando così la necessità di monetizzazione
2) ridurre la distanza tra inflazione e tassi, o perchè limitando la monetizzazione cala l'inflazione, o alzando i tassi o con un misto delle 2 cose

Se riuscissero a rendere attraente il pesos con tassi reali positivi, potrebbero ottenere un flusso di valuta estera notevole, poichè potrebbero nascere flussi opposti a quelli visti negli ultimi anni; si potrebbero avere argentini che si liberano dei dollari per comprare pesos.

Naturalmente però non è tutto così semplice e basato su calcoli di convenienza spicciola ed a breve, ma serve credibilità. Non si convertono dollari in pesos perchè il pesos magari dà un 3% in più di tasso reale. Serve fiducia sul fatto che la politica monetaria resti quella e non ci si svegli una mattina col conto in pesos bloccato, con titoli di stato in default e valuta svalutata. Per recuperare la fiducia dei cittadini e delle aziende un paese come l'Argentina non può che impiegare anni, ma deve iniziare a percorrere questa strada di riduzione del deficit e della monetizzazione e dei tassi reali positivi.

L'ideale sarebbe quindi una unica svalutazione notevolissima, e poi una politica monetaria ed economia molto più lineare e prevedibile, che non comporti più enormi perdite per chi detiene pesos.

Quindi il governo argentino ha fatto bene a svalutare immediatamente il peso dimezzandone circa il valore, forse avrebbe potuto far anche di più, ma questo dimezzamento non può essere ripetuto periodicamente, altrimenti quell'idea di spingere a detenere con fiducia pesos fallisce. Era necessaria una netta svalutazione, ma non deve esser ripetuta periodicamente. Devono anzi poi proseguire a svalutare in base alla situazione, ma appunto con l'obiettivo di premiare chi detiene pesos per favorire la conversione di dollari in pesos. Dollari che gli argentini detengono abbondantemente
 
a questo punto secondo me fed e bce potrebbero valutare un taglio dei tassi, entro 2 mesi.

Non con l'idea di portarli poi rapidamente a zero o a valori assai bassi; ma proprio con l'idea opposta: tagliare presto per poter tagliare meno, ovvero tagliare a breve di 0,25 ed un mese e mezzo dopo ancora di 0,25 con l'idea di poter valutare poi se si riesce a restare lì. Proseguendo pure con la vendita di titoli (o non rinnovo)
 
questione che dovrà esser affrontata seriamente nei prossimi anni (ma sarebbe meglio da ora), è il calo delle abilità cognitive e del qi delle nuove generazioni. Cali probabilmente favoriti dall'utilizzo continuo dei cellulari per attività ludiche, svago.
Secondo me i ragazzini più giovani hanno orami in larghissima parta una vita quotidiana intervallata dall'uso dei cellulari appunto per attività ludiche.
E questo non rende possibile (o rende particolarmente improbabile e raro) il concentrarsi per tempi lunghi su altro. Ognuno di voi, se avete almeno una trentina d'anni (e non avete quindi iniziato a 13 anni ad usare il cellulare per svago), avrà passato ogni tanto tempi lunghi (qualche ora di fila ogni giorno per più giorni) dedicando una significativa concentrazione alla comprensione di qualcosa: questioni matematiche, fisiche, ingegneristiche, oppure storiche, economiche o politiche.

Questo dedicarsi intensamente con pieno coinvolgimento alla comprensione e studio di qualche questione delle tipologie sopracitate, credo sia sostanzialmente sparito nelle nuove generazioni, orami completamente ed in maniera continua attratte da altro, un "altro" che crea una distrazione continua comportando difficoltà di concentrazione notevolissime.
Magari qualche psichiatra potrà svolger qualche indagine, magari si potrà arrivare a supporre che l'uso continuo del cellulare per motivi ludici favorisce poi una sorta di dipendenza, nel senso che ci si abitua a quel piacere lì ed è poi, per motivi chimici, automatico ricercarlo e rifiutare altro, favorendo una vera e propria incapacità di seguire ragionamenti su altro. E' come se la testa fuggisse dalla matematica o dalla fisica, o dall'economia o dalla storia, e dai ragionamenti che richiedono, in maniera automatica, per cercare il piacere di usar un po' il cellulare, per aspetti ludici. Ormai molti ragazzi giovani non paiono proprio più in grado di seguire banali frasi che contengano più di pochissime parole.

Chi inizia ad usare gli smartphone assiduamente a 13 anni, non lo fa certo per legger dati economici, articoli economici o di storia o matematica o fisica. E se non ci si impegna mai in maniera significativa su qualche argomento che richieda ragionamenti un minimo impegnativi, si limita lo sviluppo dell'abilità di ragionamento.

Ecco, con tutto ciò si dovranno probabilmente fare i conti in futuro, man mano che le nuove generazioni sostituiranno le vecchie. Scuola ed università probabilmente diverranno una farsa più di quanto lo son già ora, con una crescita del numero di professori universitari con preparazione da liceali di qualche anno fa. E' già così in numerosi corsi scientifici.

Potrebbe divenire una questione non da poco e d'impatto economico e politico non trascurabile
 
questione che dovrà esser affrontata seriamente nei prossimi anni (ma sarebbe meglio da ora), è il calo delle abilità cognitive e del qi delle nuove generazioni. Cali probabilmente favoriti dall'utilizzo continuo dei cellulari per attività ludiche, svago.
Secondo me i ragazzini più giovani hanno orami in larghissima parta una vita quotidiana intervallata dall'uso dei cellulari appunto per attività ludiche.
Tipico bias che colpisce tutte le "vecchie" generazioni che non sono in grado di cogliere e comprendere i cambiamenti della società e pensano di essere migliori delle nuove generazioni....
Seneca:
"Ecco si intorpidiscono le menti di una gioventù oziosa, che non resta più sveglia per dedicarsi ad una sola attività onorevole; sonno e torpore, e, ancor più turpe del sonno e del torpore, una assidua ricerca di ciò che è male ha invaso i loro animi: una malsana passione di cantare e di danzare ha preso questa generazione di effeminati; l’ideale dei nostri giovani è sistemare i capelli, e piegare la voce alle modulazioni femminili, gareggiare con le donne per mollezza nelle movenze e curarsi con ricercatezze eccessive e sconvenienti."

Fun fact: per per i cellulari no, ma per il piombo contenuto nella benzina ci sono diversi indizi che lo indicano come colpevole di un calo del QI della popolazione
cit. Half of US population exposed to adverse lead levels in earl
 
questione che dovrà esser affrontata seriamente nei prossimi anni (ma sarebbe meglio da ora), è il calo delle abilità cognitive e del qi delle nuove generazioni. Cali probabilmente favoriti dall'utilizzo continuo dei cellulari per attività ludiche, svago.
Secondo me i ragazzini più giovani hanno orami in larghissima parta una vita quotidiana intervallata dall'uso dei cellulari appunto per attività ludiche.
E questo non rende possibile (o rende particolarmente improbabile e raro) il concentrarsi per tempi lunghi su altro. Ognuno di voi, se avete almeno una trentina d'anni (e non avete quindi iniziato a 13 anni ad usare il cellulare per svago), avrà passato ogni tanto tempi lunghi (qualche ora di fila ogni giorno per più giorni) dedicando una significativa concentrazione alla comprensione di qualcosa: questioni matematiche, fisiche, ingegneristiche, oppure storiche, economiche o politiche.

Questo dedicarsi intensamente con pieno coinvolgimento alla comprensione e studio di qualche questione delle tipologie sopracitate, credo sia sostanzialmente sparito nelle nuove generazioni, orami completamente ed in maniera continua attratte da altro, un "altro" che crea una distrazione continua comportando difficoltà di concentrazione notevolissime.
Magari qualche psichiatra potrà svolger qualche indagine, magari si potrà arrivare a supporre che l'uso continuo del cellulare per motivi ludici favorisce poi una sorta di dipendenza, nel senso che ci si abitua a quel piacere lì ed è poi, per motivi chimici, automatico ricercarlo e rifiutare altro, favorendo una vera e propria incapacità di seguire ragionamenti su altro. E' come se la testa fuggisse dalla matematica o dalla fisica, o dall'economia o dalla storia, e dai ragionamenti che richiedono, in maniera automatica, per cercare il piacere di usar un po' il cellulare, per aspetti ludici. Ormai molti ragazzi giovani non paiono proprio più in grado di seguire banali frasi che contengano più di pochissime parole.

Chi inizia ad usare gli smartphone assiduamente a 13 anni, non lo fa certo per legger dati economici, articoli economici o di storia o matematica o fisica. E se non ci si impegna mai in maniera significativa su qualche argomento che richieda ragionamenti un minimo impegnativi, si limita lo sviluppo dell'abilità di ragionamento.

Ecco, con tutto ciò si dovranno probabilmente fare i conti in futuro, man mano che le nuove generazioni sostituiranno le vecchie. Scuola ed università probabilmente diverranno una farsa più di quanto lo son già ora, con una crescita del numero di professori universitari con preparazione da liceali di qualche anno fa. E' già così in numerosi corsi scientifici.

Potrebbe divenire una questione non da poco e d'impatto economico e politico non trascurabile
Perfettamente d'accordo. Ho avuto decenni di esperienze lavorative in Azienda portante Italiana: piu' andavo avanti con gli anni e piu' riscontravo anche io questa tragica situazione da te esposta. C'e' da fare un gran lavoro per un salto di qualita' mentale e morale nelle nuove generazioni.
 
Sto cercando di insegnare a mio nipote piccolino a giocare a scacchi... speriamo si appassioni, è un ottima palestra per la mente
 
Tipico bias che colpisce tutte le "vecchie" generazioni...
veramente vi sono svariate ricerche e studi sul calo del qi ed il decadimento della capacità di apprendimento

Inoltre non sono ancora vecchio
 
non vorrei proprio iniziare una discussione sulla questione in questo 3d; non capisco però per quale motivo la metti sul piano personale parlando di presunti miei bias da "vecchio".
Se tu credi che i risultati scolastici, il qi e la capacità di apprendimento siano in crescita nelle nuove generazioni, sei liberissimo di sostenerlo. A me pare vi sia evidenza del contrario, ma metterla sul piano personale ha poco senso. Suppongo sarai certamente in grado di descrivere i corsi e gli esami universitari che sono divenuti via via più impegnativi negli ultimi 20 anni, con ottimi risultati tra gli studenti.
Ma appunto, sarebbe preferibile in altro 3d
 
non vorrei proprio iniziare una discussione sulla questione in questo 3d; non capisco però per quale motivo la metti sul piano personale parlando di presunti miei bias da "vecchio".
Se tu credi che i risultati scolastici, il qi e la capacità di apprendimento siano in crescita nelle nuove generazioni, sei liberissimo di sostenerlo. A me pare vi sia evidenza del contrario, ma metterla sul piano personale ha poco senso. Suppongo sarai certamente in grado di descrivere i corsi e gli esami universitari che sono divenuti via via più impegnativi negli ultimi 20 anni, con ottimi risultati tra gli studenti.
Ma appunto, sarebbe preferibile in altro 3d
Mi sembra di aver scritto chiaramente che il vecchio è riferito alle generazioni. Io ho figli, per cui è una vecchia generazione rispetto a quella dei miei figli. Non c'è nulla di personale né legato all'età anagrafica. Infatti ho scritto che il bias è di tutte le generazioni. Storicamente le "vecchie" generazioni, intese come quelle precedenti alle attuali, considerino i tempi moderni (intesi come le generazioni future) decadenti. A rinforzo citavo Seneca per dire che la storia si ripete. Io ricordo come ragionavo da adolescente, ora sono passati gli anni, ho lo stesso QI, ma se guardo a quel ragazzo (io adolescente) lo considererei un **********.
E non ho detto che il QI è in crescita, anzi, ti ho portato una tesi con prove e testi a supporto che c'è stato un calo del QI nelle generazioni recenti causato probabilmente dal piombo contenuto nei carburanti.
Tu sostieni che i cellulari abbassino il QI. Non avendo io mai visto prove a sostegno di questa tesi ti chiedevo lumi sugli studi che mi citavi.
Niente di personale quindi, invitavo solo a considerare che storicamente la tesi "eravamo meglio noi di questi giovani smidollati" si ripete da millenni e si ripete in tutte le generazioni. Mi scuso per l'off topic, stiamo in effetti più filosofeggiando che approfondendo il tema, ma lungi da me mettere le cose sul piano personale.
 
magari prima o poi se trovo il tempo apro un 3d sulla questione, con un po' di considerazioni sull'università
 
sarò ripetitivo, ma non trovo molto convincente l'attendismo nel tagliare i tassi. Giunti a questo punto si potrebbe pensare a qualcosa del tipo: tagliare prima, per tagliare meno, molto meno.
Anche se l'inflazione restasse al livello attuale o appena sotto non vi sarebbe alcun dramma, siamo a livelli accettabili.

Viceversa l'attesa nel tagliare i tassi incrementa il rischio di dover poi tagliare di più; magari la cosa non si verificherà, ma mentre cala l'importanza del rischio inflazione, dovrebbe esser naturale dare maggior importanza ad altri rischi.
 
sarò ripetitivo, ma non trovo molto convincente l'attendismo nel tagliare i tassi. Giunti a questo punto si potrebbe pensare a qualcosa del tipo: tagliare prima, per tagliare meno, molto meno.
Anche se l'inflazione restasse al livello attuale o appena sotto non vi sarebbe alcun dramma, siamo a livelli accettabili.

Viceversa l'attesa nel tagliare i tassi incrementa il rischio di dover poi tagliare di più; magari la cosa non si verificherà, ma mentre cala l'importanza del rischio inflazione, dovrebbe esser naturale dare maggior importanza ad altri rischi.
Ti condivido, per me stanno allo sbando , soggetti a pressioni e previsioni divergenti. Le variabili sono tante, piu' del solito.
Anche se l'inflazione restasse al livello attuale o appena sotto non vi sarebbe alcun dramma, siamo a livelli accettabili.
 
Ti condivido, per me stanno allo sbando , soggetti a pressioni e previsioni divergenti. Le variabili sono tante, piu' del solito.
Anche se l'inflazione restasse al livello attuale o appena sotto non vi sarebbe alcun dramma, siamo a livelli accettabili.
sì, poi insomma, vi saranno certamente pressioni politiche dei vari paesi e di gruppi di interesse. Nel caso in cui tra 6 mesi svariati paesi europei siano in recessione con inflazione sotto le attese e disoccupazione in leggera crescita, le critiche alla bce saranno doverose.

L'Europa ha di fronte a sè sfide importanti; il mondo cambia, le alleanze e gli interessi non sono più quelli del passato. Chi spera che l'Europa resti unita deve fare il possibile per evitare nei prossimi anni (in particolare nel caso di elezione di Trump)...per evitare la saldatura di ambienti esteri non poco influenti, legati a paesi assai differenti, favorevoli alla dissoluzione dell'europa unita o comunque non favorevoli ad una maggior integrazione e rafforzamento
 
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