Intanto Bersani fa la squadra

  • Ecco la 72° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    È stata un’ottava ricca di spunti per i mercati, dapprima con l’esito delle elezioni europee, poi con i dati americani incoraggianti sull’inflazione e la riunione della Fed. L’esito delle urne ha mostrato uno spostamento verso destra del Parlamento europeo, con l’avanzata dei partiti nazionalisti più euroscettici a scapito di liberali e verdi. In Francia, il presidente Macron ha indetto il voto anticipato dopo la vittoria di Le Pen e in Germania i socialdemocratici del cancelliere tedesco Olaf Scholz hanno subito una disfatta record. L’azionario europeo ha scontato molto queste incertezze legate al rischio politico in Francia. Oltreoceano, i principali indici di Wall Street hanno raggiunto nuovi record dopo che mercoledì sera, la Fed ha mantenuto invariati i tassi nel range 5,25-5,50%. I dot plot, le proiezioni dei funzionari sul costo del denaro, stimano ora una sola riduzione quest’anno rispetto a tre previste a marzo. Lo stesso giorno è stato diffuso il report sull’inflazione di maggio, che ha mostrato un rallentamento al 3,3% e un dato core al 3,4%, meglio delle attese.
    Per continuare a leggere visita il link

ceck78

Omnis homo mendax
Registrato
18/5/05
Messaggi
26.850
Punti reazioni
1.177
Dopo le primarie avanza una creatura mitologica metà persona e metà metafora. Post-comunista e cattolico, con l'accento emiliano, ma con i piedi piantati nel Sud, dove Pier Luigi Bersani ha fatto il pieno. E' l'Homo Bersanianus, il volto del Pd uscito vincente contro Matteo Renzi. E Bersani già prepara il suo Squadrone, al governo e al partito, un mix di vecchio (Massimo D'Alema agli Esteri, Walter Veltroni alla Cultura), di usato sicuro e di nuovo. Ecco i nomi di candidati e aspiranti. Con un punto interrogativo: ma Monti ci sarà?

QUIRINALE
Romano Prodi. Il Professore, ufficialmente inviato dell'Onu in Sahel, ha rotto il lungo silenzio sulla politica italiana per votare alle primarie. Per dire che «Renzi ha un futuro», che Bersani «è fortissimo» e che «i veri sconfitti» sono quelli che non volevano le primarie nel Pd, e non c'è bisogno di aggiungere altro: Tutankamon Prodi non dimentica e non perdona. Con il centrosinistra che vede la maggioranza, salgono le sue quotazioni per il Quirinale. Con Bersani il rapporto è ottimo, l'unico ministro a restargli vicino nel momento amaro della caduta. Nel 2013 si può ricostruire un tandem emiliano.

GOVERNO
Vasco Errani. Il presidente dell'Emilia è in testa alla lista di un ipotetico governo Bersani, l'ambasciatore del segretario (con Berlusconi quando governava, con Monti, con Renzi), l'amico più fidato, il suo Gianni Letta. Potrebbe essere il sottosegretario alla presidenza o andare al Viminale.
Fabrizio Barca. Il ministro di Monti più apprezzato da Bersani. Radici familiari nel Pci, formazione tecnocratica, la scorsa settimana ha teorizzato controcorrente che in Italia non si fanno poche riforme: «Il problema è che se ne fanno troppe. Da vent'anni il Paese vive in uno stato di perenne riforma senza visione». C'è chi lo vorrebbe candidare al Campidoglio ma per lui si prepara il ministero dello Sviluppo, o addirittura la poltronissima dell'Economia.
Stefano Fassina. Il responsabile Economia, bestia nera dei liberal Pd alla Pietro Ichino e dei liberisti alla Francesco Giavazzi, convinto della necessità di «rottamare l'agenda Monti». Potrebbe andare al Welfare e Lavoro, al posto della detestata Elsa Fornero.
Miguel Gotor. Romano con padre spagnolo, storico di santi e eretici cinquecenteschi, esegeta delle lettere di Moro e inventore del bersanese come categoria di studio ha guidato il comitato Bersani for premier. Potrebbe diventare ministro dell'Istruzione.
Guglielmo Epifani. L'ex leader della Cgil è stato tra i grandi elettori di Bersani, il tramite con l'organizzazione guidata da Susanna Camusso. Il seggio in Parlamento è sicuro, il posto nel governo possibile.
Emanuele Fiano. Milanese, esponente della comunità ebraica, è il responsabile sicurezza, cura i rapporti con i servizi.
Andrea Orlando. Spezzino, gran navigatore di correnti e di segreterie, da Fassino a Veltroni a Bersani, è il responsabile Giustizia, aspira al ministero di via Arenula.
Francesco Boccia. Combattivo deputato pugliese, area Enrico Letta, spesso in polemica con i giovani turchi (Fassina-Orfini), coltiva stretti legami con imprese, banche e finanza. In corsa per un dicastero economico.
Matteo Colaninno. L'ex presidente dei giovani industriali nel governo ombra di Veltroni fu ministro dello Sviluppo economico, quando il padre guidò la cordata della nuova Alitalia. Conflitto di interessi?
Vincenzo De Luca. Il sindaco di Salerno ha consegnato a Bersani un plebiscito nella sua città, nonostante le critiche feroci contro i giovani di largo del Nazareno: «Fallofori in processione». Potrebbe essere richiamato a Roma come esponente del Sud bersaniano in un ministero di peso: le Infrastrutture.
Paola De Micheli. Ruspante deputata piacentina, come il segretario, da lei difeso con grinta in tv. Qualcuno l'ha definita «l'Amazzone di Bersani». Potrebbe essere ricompensata con un posto di governo.
Laura Puppato. La sfidante alle primarie, più contro Renzi che contro Bersani. Sarà ricompensata: ministro dell'Ambiente.

PARTITO
Matteo Orfini. Il leader dei giovani turchi, nato come braccio destro di D'Alema e cresciuto come aspirante rottamatore da sinistra: «Fuori dal governo chi ha già fatto il ministro negli anni '90 con Prodi», compreso il suo ex capo, diciamo. Lui, l'altro Matteo, prepara la scalata ai vertici del partito.
Roberto Speranza. Lucano, 33 anni, specializzazione alla London School, si definisce «un meticcio bersaniano». Freddo e meticoloso, ha conquistato a trent'anni la segreteria regionale della Basilicata, sconfiggendo la vecchia guardia. Ora è pronto per il palcoscenico nazionale.
Alessandra Moretti. Vice-sindaco di Vicenza, la portavoce di Bersani durante la campagna per le primarie, onnipresente sui media, con il rischio di strafare.
Tommaso Giuntella. Romano, 28 anni, è stato trattato dal vescovo Rino Fisichella come un nostalgico del Pci per aver alzato il pugno chiuso la sera della vittoria di Bersani. Ma il monsignore è fuori strada: Giuntella è cattolico e scout, porta il nome di san Tommaso Moro ed è appassionato di Chesterton, lettura tramandata dal papà Paolo, giornalista del Tg1 prematuramente scomparso.
Nico Stumpo. Massiccio calabrese, l'uomo dei numeri del Botteghino, ha combattuto con i renziani sulle regole e sulle cifre, scatenando l'ironia di Twitter. Per gli estimatori è il Viminale del Pd, per i detrattori è l'apparato fatto persona: Stump-truppen.
Alfredo D'Attorre. Salernitano, laureato in filosofia alla Normale di Pisa, capelli alla Gramsci, si divide tra i saggi sulle «apologie neoliberali della globalizzazione» e lo staff del segretario. Sua la stesura della Carta d'Intenti del Pci, suo il plebiscito di Bersani in Calabria, dove è commissario del Pd.
Miro Fiammenghi. Consigliere regionale dell'Emilia Romagna eletto a Ravenna, amico personale di Bersani, con Errani e Maurizio Migliavacca compone il Tortellino magico, la guardia scelta del leader.
Stefano Bonaccini. Segretario regionale dell'Emilia, all'assemblea del Pd ha difeso la scelta delle primarie indicando la linea, la strada della personalizzazione della sfida, «Pier Luigi deve fare come Hollande. Ha blindato la regione rossa per eccellenza dall'attacco di Renzi, federazione per federazione. Ora potrebbe prendere il posto di Errani alla presidenza.
Maurizio Martina. Segretario del Pd lombardo, 30 anni, nel giro di dodici mesi ha espugnato Palazzo Marino a Milano con Giuliano Pisapia, si è liberato dalla tutela di Filippo Penati, causa guai giudiziari, e ha portato Bersani a vincere in Lombardia, seguito perfino dall'ex rottamatore Pippo Civati. Ora punta al risultato storico: trascinare il centrosinistra alla conquista del Pirellone con Umberto Ambrosoli.
Enrico Gasbarra. A Roma lo chiamano "Erico", in modo sornione, com'è lui. Democristiano formato alla scuola di Vittorio Sbardella, oggi è il segretario del Lazio che ha votato Bersani. In apparenza pigro, in realtà spietato, in corsa per il Campidoglio.
Roberto Gualtieri. Storico dell'Istituto Gramsci, europarlamentare, rappresentante del gruppo socialista nella squadra di negoziatori del Parlamento europeo sull'Unione monetaria, è uno degli ideologi della svolta a sinistra del Pd di Bersani: «Dobbiamo superare la sindrome di Eltsin, la metamorfosi degli ex comunisti in tifosi del mercato».
Antonio Misiani. Deputato di Bergamo, 44 anni, laurea alla Bocconi, è il tesoriere del Pd, il custode delle finanze del partito, erede del mitico Ugo Sposetti.
Aurelio Mancuso. Ex presidente dell'Arcigay, in estate durante un'infuocata assemblea aveva consegnato a Bersani la tessera del Pd per protestare contro il documento sulle unioni civili considerato timido. Poi si è riscoperto paladino del bersanismo.
Francesca Puglisi. Marchigiana, 42 anni, è la responsabile Scuola del partito. Esordio politico a 25 anni, quando fu chiamata a organizzare i giovani dell'Ulivo di Prodi.
Sandra Zampa. Giornalista, deputata, portavoce di Prodi, ha guidato i comitati Bersani a Bologna, la città del Professore, dove il segretario al ballottaggio è volato al 65 per cento. Capofila con Giulio Santagata dei prodiani per Bersani, merce pregiata negli scaffali del supermarket democratico.
Fausto Raciti. Leader dei giovani democratici. piuttosto defilato nella campagna per le primarie, ha portato il suo contributo organizzando un'assemblea romana con D'Alema, il suo idolo.

COMUNICAZIONE
Stefano Di Traglia. Romano, storico portavoce di Bersani, è lo stratega della strategia comunicativa del segretario: trasformare la mancanza di carisma in una virtù. I manifesti con le maniche arrotolate, le foto alla pompa di benzina di Bettola, la birra solitaria. Mai normalità fu più ostentata, studiata, elaborata. Nei minimi dettagli. Farà il Bonaiuti di Bersani, accanto a lui a Palazzo Chigi.
Chiara Geloni. Toscana trapiantata a Roma, papà dirigente democristiano in terra rossa, nell'ufficio stampa di Dario Franceschini all'epoca del Ppi e della Margherita, oggi dirige l'emittente del partito Youdem. Un po' Rosa Luxemburg, un po' Giovanna D'Arco, è l'infaticabile sentinella del bersanismo, in battaglia permanente via Twitter con i critici (da sferzare), i tiepidi (da stimolare), i deboli di spirito (da rincuorare), gli infedeli (da convertire).
Claudio Sardo. Giornalista, cattolico, direttore dell'"Unità" dal 2010, ha riportato il quotidiano all'ortodossia di partito dopo gli anni scapigliati di Furio Colombo, Antonio Padellaro e Concita De Gregorio, anticipa spesso le svolte del leader. Suoi gli attacchi più duri contro Renzi, dalla polemica sulle Cayman (titolo: "Le primarie vanno in paradiso. Fiscale") all'aggettivo «fascistoide» scaraventato contro il sindaco di Firenze dall'editorialista Michele Prospero.
Simona Ercolani. Regista, moglie dell'ex spin doctor di D'Alema Fabrizio Rondolino, ha collaborato alla campagna di Bersani. Tornando sul luogo del delitto: aveva curato negli anni '90 il filmato cult di D'Alema che cucina il risotto, oggi ha assistito alle lacrime di Bersani. Passano gli anni, cambiano i leader ma non la location: il salotto di Vespa.
Intanto Bersani fa la squadra - l’Espresso
 
questo Vincenzo De Luca ?
il consulente d'immagine di Bersani ?

Vincenzo De Luca (1949) - Wikipedia

Procedimenti giudiziari [modifica]

Nel dicembre 2008 Vincenzo De Luca, con altri 46 imputati, viene rinviato a giudizio per truffa ai danni dello stato e falso in relazione alla vicenda relativa alla delocalizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali, in qualche modo legata all'inchiesta Sea Park del 2005[57]. Nell'aprile 2009 il rinvio viene confermato per De Luca ad altri 13 imputati (tra cui il già sindaco di Salerno, Mario De Biase, ed il presidente dell'Unione Industriali di Napoli, Gianni Lettieri)[58][59].
A maggio 2012 il pm Vincenzo Montemurro ha richiesto la prescrizione per la maxi inchiesta Sea Park per i reati di corruzione, truffa aggravata, truffa e falso nei confronti degli indagati De Biase, Grieco e Fortunato, proprietari dei suoli, e Santopietro e Benetti, impreditori locali. Per il sindaco De Luca e gli altri dirigenti e funzionari comunali implicati nell'inchiesta, la prescrizione sarà richiesta dall'accusa il 25 giugno lasciando, dunque, in piedi le sole due accuse di associazione a delinquere e concussione.[60] De Luca, però, insieme all'ex-sindaco De Biase, al dirigente comunale Di Lorenzo e il segretario generale Marotta, rinunciano alla prescrizione chiedendo di farsi giudicare nel merito per ottenere un'assoluzione piena.[61]
Nel luglio 2010 viene condannato in primo grado dalla Corte dei Conti (sezione giurisdizionale di Napoli), insieme all'ex-sindaco De Biase ad alcuni dirigenti comunali, per questioni inerenti agli stipendi dei dirigenti del Comune di Salerno. De Luca viene condannato a pagare 23 000 euro, mentre De Biase 46 000 euro.[62]
Il 6 luglio 2010 la Corte d'Appello di Salerno dichiara la prescrizione nei confronti di De Luca e degli altri imputati del processo per lo sversamento di rifiuti, nel 2001, nel sito di Ostaglio, non ancora completato. Nell'agosto 2001 si era verificato un enorme incendio degli stessi rifiuti.[63] Il sindaco di Salerno, però, afferma di non essere stato lui a richiedere la prescrizione, come asserivano certi esponenti politici, ma di essere stata una scelta del tribunale giudicante, dopo dieci anni di processo.[64]
Il 17 novembre 2010, De Luca, con gli altri indagati tra cui l'ex-sindaco Mario De Biase e l'ex-presidente dell'Asi Felice Marotta, è prosciolto, in campo penale, dalle accuse di associazione a delinquere e truffa relative alla costruzione di una centrale elettrica da 800 megawatt, a cui il sindaco si era opposto, sui suoli dell'ex-Ideal Standard. Il filone dell'inchiesta riguardante il possibile danno erariale è stato invece trasmesso dalla Procura Generale alla Corte dei Conti e al Ministero delle Attività Produttive.[65]
Il 21 aprile 2011 è firmata dal procuratore capo di Salerno Franco Roberti la richiesta di rinvio a giudizio per peculato per il sindaco De Luca, Alberto Di Lorenzo e Domenico Barletta. Resa pubblica la notizia, in quanto momentaneamente secretata dallo stesso Roberti per non influenzare l'imminente votazione, solo a seguito delle elezioni comunali, l'udienza preliminare è fissata all'8 novembre. La vicenda risale al tempo in cui il sindaco era stato nominato commissario straordinario per la costruzione del termovalorizzatore di Salerno in relazione alla grave emergenza rifiuti di Napoli del 2008. Il pm Roberto Penna contesta, dunque, la nomina a project manager dell'ingegnere del comune Alberto Di Lorenzo, carica non prevista dall'ordinamento legislativo italiano. Nel novembre 2011 il gup Franco Orio dispone, sui richiesta dei legali dei tre imputati, il giudizio immediato. Il sindaco De Luca, infatti, si difende da tale accusa affermando che la figura di project manager, a cui sono dedicati numerosi congressi internazionali, è ampiamente utilizzata sia a livello locale che nazionale.[66][67]
Il 16 gennaio 2012 il sostituto procuratore Rocco Alfano notifica al sindaco e agli assessori comunali del precedente mandato un avviso di garanzia per abuso d'ufficio. Le indagini si riferiscono ad una delibera comunale che approvò una variante urbanistica per trasformare la zona omogenea "F31", riservata al termovalorizzatore la cui costruzione con le nuove normative regionali spetta alla provincia, in un'area destinata ad insediamenti produttivi. Tale delibera era stata impugnata, nel corso del 2011, dal presidente dell'ente provinciale, Edmondo Cirielli.[68]

Il Crescent, ecomostro di 300 metri sul litorale di Salerno | www.salviamoilpaesaggio.it
 
Quelli inquietanti imho sono:

1) Stefano Fassina. Questo è tremendo. No comment.

2) Francesco Boccia. Un mini D'alema. Parla di cose che non conosce e/o capisce con l'aria di chi la sa lunga.

3) Guglielmo Epifani. Non mi sta antipatico, ma dopo che per tre (3) volte ha ripetuto, a distanza di mesi/anni che i capital gain sono tassati al 12,5%, inizio a perdere fiducia nelle sue capacità (tra l'altro la stessa fesseria l'hanno detta in TV Camusso e un'altra leader Cgil)

Questi sono oggettivamente "scarsi"
 
sono perfetti per il governo targato fmi eseguono e tacciono
 
sono perfetti per il governo targato fmi eseguono e tacciono

certo sarebbe da farsela sotto dalle risate a vedere "il difensore dei lavoratori:o," "il giustiziere sociale senza macchia:o," "la spina nel fianco alla speculazione cattiva:o" -tale fassetta:cool:- alle prese con i diktat da carneficina sociale dela trojka :asd:...da ridere per non piangere:rolleyes:
 
Quelli inquietanti imho sono:

1) Stefano Fassina. Questo è tremendo. No comment.

2) Francesco Boccia. Un mini D'alema. Parla di cose che non conosce e/o capisce con l'aria di chi la sa lunga.

3) Guglielmo Epifani. Non mi sta antipatico, ma dopo che per tre (3) volte ha ripetuto, a distanza di mesi/anni che i capital gain sono tassati al 12,5%, inizio a perdere fiducia nelle sue capacità (tra l'altro la stessa fesseria l'hanno detta in TV Camusso e un'altra leader Cgil)

Questi sono oggettivamente "scarsi"

:D
 
certo sarebbe da farsela sotto dalle risate a vedere "il difensore dei lavoratori:o," "il giustiziere sociale senza macchia:o," "la spina nel fianco alla speculazione cattiva:o" -tale fassetta:cool:- alle prese con i diktat da carneficina sociale dela trojka :asd:...da ridere per non piangere:rolleyes:

guarda piuttosto che sti qua ribordo' con papi :yes:
 
3) Guglielmo Epifani. Non mi sta antipatico, ma dopo che per tre (3) volte ha ripetuto, a distanza di mesi/anni che i capital gain sono tassati al 12,5%, inizio a perdere fiducia nelle sue capacità (tra l'altro la stessa fesseria l'hanno detta in TV Camusso e un'altra leader Cgil)

Questi sono oggettivamente "scarsi"

devi capire che il ritornello da pappagallini lo ripetono da anni. Non è che puoi pretendere che leggano anche i giornali...
 
Faccaboia che branco di arrampicatori sociali.:D
 
il peggio dei peggio da prodi in giù. vanno fermati . berlusconi facci sognare come quando hai fermato la macchina da guerra .

Vota pure Berlusconi, quando però i tuoi soldini si trasformeranno in polvere non venire a frigare.
Come facevi lo scorso dicembre quando ti ca.gavi in mano per i tuoi btp e maledicevi Silvio spuntando nel piatto in cui aevevi mangiato.
 
Vota pure Berlusconi, quando però i tuoi soldini si trasformeranno in polvere non venire a frigare.
Come facevi lo scorso dicembre quando ti ca.gavi in mano per i tuoi btp e maledicevi Silvio spuntando nel piatto in cui aevevi mangiato.

Quindi la soluzione per salvare i BTP e' pompare debito all'infinito?:D
 
Vota pure Berlusconi, quando però i tuoi soldini si trasformeranno in polvere non venire a frigare.
Come facevi lo scorso dicembre quando ti ca.gavi in mano per i tuoi btp e maledicevi Silvio spuntando nel piatto in cui aevevi mangiato.

con i progetti che ha il comunista vendola i tuoi soldi si trasformeranno in sterco.il il meno peggio è ancora berlusconi . avete perso una occasine d oro quando avete rottamato renzi.
 
con i progetti che ha il comunista vendola i tuoi soldi si trasformeranno in sterco.il il meno peggio è ancora berlusconi . avete perso una occasine d oro quando avete rottamato renzi.

Su Renzi son d'accordo, su Berlusconi vale la risposta che ti ho dato.
 
Boccia, colui che vorrebbe colpire con estrema durezza i mercati dei derivati privi di sottostante....

Costui è tra i principali artefici della trobin tax ! Non sa neppure di che parla....
 
Indietro