Investimento immobiliare o mobilare?

fable2880

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Secondo voi in un lungo periodo conviene investire nel settore immobiliare o acquistare un fondo comune ben gestito?
E nel passato chi l'avrebbe spuntata??
 
fable2880 ha scritto:
Secondo voi in un lungo periodo conviene investire nel settore immobiliare o acquistare un fondo comune ben gestito?
E nel passato chi l'avrebbe spuntata??

Se hai disponibile la cifra per l'acquisto dell'immobile si può fare un confronto,
anche se in realtà è come confrontare una azione singola(l'immobile) con l'insieme dei mercati mondiali! :eek:
L'immobile risponde a delle logiche che sono solo "sue", cioè come è costruito, lo stato di conservazione, l'area geografica, eventuali morosità di condomini, spese di condominio,ici locale,se può essere messo in affitto e a che canone, tassazione personale,bla....

ILconfronti tra ad esempio il "mercato azionario europeo" e l'andamento degli immobili su base europea da ragione in tempi lunghi(15 anni) al mercato azionario, ma è veramente difficile fare confronti sensati.
 
Bastano dai sette ai dieci anni per avere un capitale superiore a chi, partendo con le stesse disponibilità, ha preferito investire in Btp e pagare un canone

Casa, il proprietario ha (quasi) sempre ragione

E’ ancora più conveniente comprare invece che stare in affitto. Ma i prezzi devono crescere almeno del 2% l’anno

S ette anni per un bilocale in via Washington a Milano. Nove anni per una casa di pregio a Roma in Campo dei Fiori. Otto a Napoli in via Scarlatti. È il periodo di tempo necessario perché risulti più conveniente comprare una casa piuttosto che prenderla in affitto. A condizione, però, che il valore dell'immobile salga del 2% l'anno, difendendo così l'investimento dall'inflazione. Se, invece, i prezzi non dovessero salire affatto, ipotesi remota, bisogna aspettare dai 15 ai 18 anni. E, nell’ipotesi altrettanto remota, che la bolla immobiliare continui a gonfiarsi (crescita dei prezzi del 5% l’anno) basterebbe davvero poco per rientrare abbondantemente dall’investimento: solo tre o quattro anni.
I dati si ricavano da un’analisi che CorrierEconomia ha compiuto confrontando tre appartamenti per ognuno dei quali si ipotizza, contemporaneamente, la possibilità dell'acquisto o dell'affitto. Un dilemma che molti si pongono nella situazione attuale del mercato: prezzi piuttosto gonfiati, mutui ancora convenienti, ma destinati inevitabilmente a diventare più cari.
Da un lato, quindi, sarebbe più conveniente aspettare perché le quotazioni dovrebbero calare. Dall’altro, però, i tassi dovrebbero crescere rendendo i prestiti più onerosi. E allora meglio comprare o vivere in affitto?
I dati di partenza (prezzi di vendita, canoni di locazione, valori catastali degli immobili) ci sono stati segnalati da Tecnocasa e sulla base di questi numeri CorrierEconomia ha provato a mettersi nei panni di una persona interessata alle tre abitazioni, facendo i conti su che cosa gli converrebbe fare.
Si è ipotizzato che i due contendenti partano alla pari, cioè con lo stesso capitale a disposizione, pari a circa il 40% del prezzo della casa. La somma, quindi, varia da città a città. Chi compra deve fare un mutuo per coprire la restante parte del prezzo (più le spese) e comincia a pagare le rate e a sostenere gli oneri da proprietario. A fronte di questi sacrifici c’è il bene casa, il cui valore varia nel tempo. Chi va in affitto, invece, investe il capitale in Btp ventennali, incassa le cedole e paga l’affitto. Due approcci diversi, due modi diversi di intendere la vita.
Il calcolo di convenienza è piuttosto complesso e, come tutte le previsioni, si basa inevitabilmente su parametri scelti arbitrariamente, ma è significativo che il dato finale sia quello suggerito dal buon senso: l'acquisto prevale purché la casa venga tenuta per un periodo medio-lungo.
Dopo dieci anni, sempre nell'ipotesi di una rivalutazione dei prezzi del 2% all’anno, chi avesse scelto di comprare un bilocale a Milano in via Washington, anziché abitarvi in affitto, potrà registrare un attivo di 32.000 euro; dopo il medesimo lasso di tempo chi compra un ampio trilocale nella residenziale via Scarlatti a Napoli avrà un guadagno in conto capitale di oltre 45 mila euro. Per chi, invece, avesse optato per l'acquisto di un quadrilocale a Roma Campo di Fiori il vantaggio sfiora i 49 mila euro.
Tutti questi dati sono stati ottenuti mettendo a confronto il capitale che, in caso di vendita dell’immobile, resta al proprietario una volta detratte tutte le spese sostenute nel corso degli anni, compreso il rimborso anticipato del mutuo, con quello a disposizione dell’inquilino che, invece, l’ha investito (ma l’ha anche visto depauperare per far fronte al pagamento degli affitti)
Nel concreto, chi si trova di fronte al dilemma se comprare o scegliere l'affitto, oltre a munirsi di carta e penna (meglio però computer e un programma di calcolo) per fare i conti deve tenere presente alcuni fattori che possono far pendere la bilancia per l'una o l'altra soluzione.
Il primo, confermato anche dai nostri esempi, è quanto tempo si prevede di rimanere nella casa. Comprare sapendo a priori che dopo pochi anni si cambierà casa (trasferimento per lavoro, nascita di figli) è sconsigliabile, soprattutto se, come nella nostra simulazione, è necessario finanziarsi con un mutuo.
Un altro fattore di cui tenere conto è il valore dell’immobile. In affitto è più facile permettersi una casa migliore di quella che si può comprare. Soprattutto se l’immobile è di pregio o situato in una città dove i prezzi sono particolarmente elevati. I prezzi, infatti, sono più o meno proporzionali alla grandezza e al prestigio dell'immobile mentre per i canoni di locazione il legame è meno stretto.
Anche il tipo di attività ha la sua importanza: un lavoratore autonomo potrebbe avere convenienza fiscale a eleggere l'appartamento come proprio luogo di lavoro, scaricando parzialmente i canoni. E chi ha un lavoro precario o redditi incerti, ammesso che trovi la banca disposta ad erogare il mutuo, farebbe bene comunque a considerare l'opportunità dell'affitto, per il banale motivo che c'è molto meno da perdere a non pagare un affitto che a non pagare un mutuo.
Infine, due fattori extraeconomici ma non meno importanti: la sicurezza, giuridica e psicologica, che deriva dall’essere proprietari in casa propria. Il secondo invece riguarda le caratteristiche della casa in offerta: se l'appartamento è quello dei propri sogni e lo si può comprare senza problemi perché rinunciare?
 
Scusa giovidigi, ma trovo gli articoli tipo quelli che hai postato semplicemente inutili...
- potrei obiettare che invece di investire in BTP potrei usare altri strumenti con migliori rendimenti,
- sarebbe interessante sapere se sono stati conteggiati anche tutti gli oneri connessi alla casa (tasse, manutenzione, condominio ecc)

E poi ritengo che siano due cose molto diverse valutare l'acquisto della prima casa e l'acquisto di un immobile da investimento, rispondono a due esigenze completamente diverse.

Secondo me, la casa di abitazione va sempre acquistata (potendo).

E' altresì improponibile valutare l'alternativa tra investimenti mobiliari ed immobiliari.

Come ha scritto sopra cataflic, le dinamiche su UN immobile sono talmente particolari da rendere improduttivo un confronto.

Gli immobili (da investimento) possono far parte di una composizione patrimoniale per cifre superiori ad 1 mln di €, sotto tale soglia si può ricorrere ai fondi immobiliari, nel patrimonio da gestire ritengo sia da escludere dal computo la "prima casa".

Ciao :)
 
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