Investimento in Etf

buongiorno2001

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ciao a tutti,
pongo ora una domanda banale e chiedo scusa, pero' vorrei allargare un po l'argomento e tenerlo meno sullo specifico.

Secondo voi quale puo' essere il miglior ETF su cui investire con un prospettiva di immobilizzare l'investimento per circa 2 anni almeno?

Grazie e ciao
 
Così l'hai allargato un po' troppo però! Limitandosi a quelli quotati a Milano, gli ETF sono una cinquantina e se ce ne fosse uno decisamente migliore degli altri comprerebbero tutti quello.
In generale, direi che due anni per un investimento azionario sono un po' pochi, il che esclude il 90% degli ETF in questione. Quelli obbligazionari finora hanno dato poche soddisfazioni, quindi...
Se tu chiarissi un po' il tuo obiettivo, se vuoi un solo strumento o più di uno ecc. se ne potrebbe parlare più diffusamente.
 
la domanda è da forum di magia,non di finanza.... :D:D

chi può sapere quale sarà il migliore?intanto penso che sceglierne uno solo equivale a scommettere..... se quindi la vediamo come scommessa beh,può andar bene l'etf sulla Cina,o Paesi Emergenti o Far East ex Japan (ma anche altri azionari)...

se invece la cosa è seria,etf msci world(quello più diversififcato in assoluto) oppure l'eurostoxx50 se si vuole evitare il rischio valute
 
Concordo sul fatto che con questo tipo di quesiti ci si avvicina alle arti divinatorie....però qualche considerazione generale si può fare:

1) E' evidente che la questione parte da una premessa di fondo e cioè che l'economia mondiale rimanga espansiva ancora per un bel pò altrimenti non c'è luogo al mondo o settore in cui ci si possa nascondere. Basta vedere l'ultima correzione significativa di ottobre in cui nessun settore o area geografica si è salvata. Perfino le azioni aurifere in quel frangente sono calate decisamente.

2) Se la fase quindi rimane espansiva è evidente che sono i paesi emergenti a fare la parte del leone perchè maggiore è il gap accumulato negli anni.

3) La crescita dei paesi emergenti presenta però un punto di ambiguità ed uno di certezza. Il primo riguarda la stabilità politica e la politica economica e dei tassi di ciascuna nazione emergente. Il secondo riguarda la "fame" assoluta di materie prime che questa crescita comporta.

4) Pertanto, ferme restando le precedenti considerazioni, continueranno le materie prime a fare la parte del leone in questa fase finchè il ciclo economico non rallenterà e non è detto che questo non possa avvenire nell'ambito dei prossimi 12 mesi.
 
Sucsate la mia ignoranza in materia.
Allora mettiamola su questo piano: ho circa 13.000,00 euro da investire ora e volevo provare con fli ETF sui quali non ho mai investito prima e quindi sono al totale diguino di informazioni in materia.
I punti sono:
1) periodi di investimenti variabile in base la % di rischio da sopportare al fine di mantenere eventualmente la quota capitale integra;

2) ammontare massimo investibile € 13.000,00;

Come elementi possono essere sufficienti per una programmazione di investimento ora? Cosa mi consigliate?
 
buongiorno2001 ha scritto:
Sucsate la mia ignoranza in materia.
Allora mettiamola su questo piano: ho circa 13.000,00 euro da investire ora e volevo provare con fli ETF sui quali non ho mai investito prima e quindi sono al totale diguino di informazioni in materia.
I punti sono:
1) periodi di investimenti variabile in base la % di rischio da sopportare al fine di mantenere eventualmente la quota capitale integra;

2) ammontare massimo investibile € 13.000,00;

Come elementi possono essere sufficienti per una programmazione di investimento ora? Cosa mi consigliate?

Se vuoi 'mantenere integra la quota del capitale', lascia perder gli ETF. Forse un ETF monetario, ma allora tanto vale comprare un BOT.
Se vuoi provarci, il problema è che ciò che vale oggi potrebbe essere sfigatissimo domani.
Diciamo che oggi ti piaccia un ETF East Europe. Bene.
Effettivamente, per il prossimo mese lo vedono tutti molto bene.
Lo compri. Il primo mese ti fa più 5%, poi inizia a scendere. Cosa fai?
Lo tieni? Sicuramente. E ti spiego perchè: perchè non hai deciso fin dall'inizio come operare, ma ti sei chiesto che ETF comprare e sei partito, senza una strategia. E poi, se era arrivato a +5%, venderlo a +0% o addirittura in perdita, cavolo, ci si sta male...
E questo ti fa -50% (e non esagero, se ti rivedi cosa è successo 5 anni fa, vedrai proprio queste oscillazioni).

Morale: se la tua strategia è quella di comprare e mantenere, io ti consiglio un buon prodotto obbligazionario. Un bel bond, emesso da una società seria con un bel rating, ti offre un 3.5% netto.
E sei ragionevolmente sicuro di riprendere il tuo capitale più i frutti.
Oppure, se vuoi andare sull'azionario e tentare il rendimento rapido, datti almeno qualche regola, perchè ho già visto troppa gente partire come te e poi restare in mutande perchè ha voluto dimostrare di 'avere i nervi saldi'.

Ciao

Nikkei
 
Se vuoi salvaguardare il capitale, non puoi investire tutto in ETF. Una strategia classica consiste nell'acquisto di un bond zero coupon con scadenza opportuna (cioè il periodo di tempo per il quale ritieni di non dover liquidare l'investimento) per una percentuale > 50%, e il restante in un ETF ben diversificato e/o con volatilità moderata (p.e. eurostoxx50 o SPDR350 o anche MSCI World). Per esempio una combinazione 80/20 dà buone garanzie di recupero del capitale, consentendo di profittare in parte dell'eventuale crescita dei mercati.

Credo che, per chi manca di esperienza, l'investimento sugli emergenti sia psicologicamente troppo oneroso (=rischio panico molto elevato)
 
13000€ su un etf si potrebbero cmq investire con un pac in modo da evitare il problema psicologico del -5% dopo un mese dall'ingresso che investe tutto il capitale.
Non ho mai fatto una prova con excel simulando su una doppia serie storica - reale e creata con un generatore di numeri - per vedere le differenze tra pac e ingresso unico, appena ho un momento di tempo ci provo.
 
Grazie a tutti per i vostri consigli.

Skymap se ci provi mi fai sapere....grazie.
 
March 26, 2006
Strategies
It Looks So Good on Paper. Why Doesn't It Work?
By MARK HULBERT

INVESTMENT advisers have been rolling out strategies to exploit the advantages of exchange-traded funds — which, unlike mutual funds, can be traded throughout the day like stocks. Yet more often than not for advisers who publish investment newsletters, portfolios composed entirely of E.T.F.'s have turned in disappointing returns.

Such advisers usually construct model portfolios that are meant as templates for those of their clients who want to follow their strategies. One such portfolio of exchange-traded funds was created in 2003 by Ron Rowland, editor of an investment newsletter called the All Star Fund Trader. Out of the 82 newsletters that The Hulbert Financial Digest has monitored over the last decade, Mr. Rowland's is ranked seventh for the performance of its portfolios in that period. Yet Mr. Rowland's newsletter would rank even higher without the E.T.F. portfolio; each of his three other model portfolios, which invest in open-end mutual funds, has outperformed his group of recommended E.T.F.'s.

Mr. Rowland's experience is not unique. Over the last several years, the nearly 200 investment newsletters monitored by The Hulbert Financial Digest have created no fewer than 25 model portfolios that invest exclusively in exchange-traded funds. On average, they have significantly lagged the non-E.T.F. portfolios that the newsletter industry recommends.

This comes as a bit of a surprise, given the many strengths of E.T.F.'s. Unlike mutual funds, which are priced only once a day, after stock trading has ended, an exchange-traded fund can be bought or sold — and even sold short — at any time during the trading day. And unlike closed-end funds, E.T.F.'s rarely trade at notable discounts or premiums to their per-share asset values.

The advantages don't end there. Unlike direct investments in stocks, these funds give the smaller investor the ability to assemble a widely diversified portfolio with a single trade. And a related benefit, because of the potential to short-sell these funds, is the ability to hedge a portfolio against declines in not only the broad market but also within dozens of individual investment styles and industry sectors.

Investors in open-end mutual funds, by contrast, have only a handful of opportunities for hedging, limited primarily to those few so-called inverse mutual funds in which an investment is the functional equivalent of selling short a basket of stocks.

Another plus is low expenses. The iShares S.& P. 500 fund, for example, has an expense ratio of just 0.09 percent — just half that of the Vanguard Index 500 fund, the low-cost leader among open-end Standard & Poor's 500-index funds for individual investors. To be sure, not all E.T.F.'s have expense ratios this low. But most compare favorably with mutual funds that invest in the same kinds of stocks.

Unlike actively managed mutual funds, E.T.F.'s, at least in their current form, are set up to reflect unmanaged baskets of stocks. Because there is no evidence that any group of advisers can, on average, pick stocks that consistently outperform the market, the absence of active management may even be considered an advantage for E.T.F.'s.

Given the various theoretical advantages, why haven't newsletter editors been able to produce higher average returns with E.T.F. portfolios? It's possible that the Hulbert Financial Digest's results are a fluke, representing too small a sample over too few years to be valid. But if one assumes that these results are meaningful, three possible explanations present themselves.

One is that the newsletters' E.T.F. portfolios may have invested in different asset classes and pursued different investment objectives than did their other portfolios. If so, the inferior returns of the exchange-traded fund portfolios may have been caused by the poorer performance of the asset classes and investment objectives they pursued. But the data does not support this explanation. Consider the performance of those E.T.F. portfolios recommended by newsletters that — like Mr. Rowland's — also have a non-E.T.F. model portfolio that invests in the same asset classes and pursues the same investment objectives. Sixteen pairs of portfolios meet these criteria. In 13 of the 16 cases, the E.T.F. portfolio had lower returns than its cousin.

Another possible explanation is that the E.T.F. portfolios took on less risk than the other investments. That seems plausible, because most exchange-traded funds are more diversified and therefore less volatile than actively managed open-end funds that invest in comparable securities. Furthermore, almost all the newsletter portfolios of exchange-traded funds were created during the bull market of the last few years. And during a rising market, lower risk leads to lower returns.

Again, however, the data does not support the explanation. The newsletters' E.T.F. portfolios have actually been slightly riskier, on average, than the non-E.T.F. portfolios, as measured by the standard deviation of their monthly returns. So on a risk-adjusted basis, the average E.T.F. portfolio lags even further behind.

There's another possible reason, and it makes the most sense. The very advantages of exchange-traded funds — their low cost, coupled with the ability to trade them throughout the day and to sell them short — may be encouraging newsletter editors to make riskier bets.

That is just conjecture, of course. What seems clear, though, is that there is no reason for investors to choose exchange-traded funds automatically over the alternatives. E.T.F.'s don't make it easier to time the ups and downs of the overall market or of its various sectors. But by making it easier to trade often, they may encourage investors to engage in behavior that can endanger the health of their portfolios.

Mark Hulbert is editor of The Hulbert Financial Digest, a service of MarketWatch. E-mail: strategy@nytimes.com.
 
buongiorno2001 ha scritto:
Skymap se ci provi mi fai sapere....grazie.

A fine settimana darò un'occhiata, ci rileggiamo.
 
Il pac dalla quotazione dell'etf, con entrata a importo fisso 300€ a fine mese avrebbe consentito migliori risultati rispetto alla soluzione unico investimento.
Anche simulando vari andamenti random walk dell'etf, mediamente il pac si dimostra più robusto.


etfpac1yv.jpg
 
se ti puo essere utile io ne ho 3 azionari armonizzati:
ETF CECE (east europe)
China xiuan
MSCI JAPAN
son 2 mesi che li ho e il guadagno si aggira sul 10% circa
bisogna monitorarli con attenzione , magari nn giornalmente ma settimanalmente si ..... di sicuro spunti al rialzo nel medio periodo ci saranno .... ma a 2 anni chi lo sà ....
 
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