Italia e Svizzera, basta una sigaretta elettronica per fare la differenza

Balabiott78

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Italia e Svizzera, basta una sigaretta elettronica per fare la differenza | L'Indipendenza

Anche da una sigaretta si capisce la differenza che c’è fra un paese civile ed uno in via di sottosviluppo, tra dei politici dotati di buon senso ed una casta di parassiti dediti alla tassazione. La sigaretta elettronica insomma (e-cig per i sofisti della tecno-lingua) marca la differenza abissale tra la Svizzera e l’Italia.

Oggi, a Roma, l’Associazione Nazionale Fumo Elettronico ha manifestato contro le scelte del governo Letta. Tra i cartelli esposti dai manifestanti, che protestano contro la tassazione sulle sigarette elettroniche alcuni molto divertenti, tipo questo: “Ve siete fumati er cervello”. “Speriamo che il governo Letta abbia il coraggio di dire basta a scelte che rischiano solo di distruggere investimenti e imprese” (forse le uniche, seppur piccole, nate in quest’ultimo anno di crisi) ha detto il presidente di Anafe, Massimiliano Mancini. La protesta è per scongiurare la maxi-tassa del 58% messa al vaglio dal governo sul consumo di nicotina, a partire da gennaio 2014 e l’obbligo di vendere le e-cig solo dai tabaccai. “Io ci ho speso la mia liquidazione da licenziato”, ha raccontato al Corriere della Sera il proprietario di un negozio di Latina.

In Svizzera, oltre un anno fa, sulle sigarette elettroniche il provvedimento fu questo, come scritto dal Corriere del Ticino: “Dal primo aprile 2012 le sigarette elettroniche saranno esentate dall’imposta sul tabacco. È quanto ha deciso oggi il Consiglio federale, che ha adeguato in tal senso l’Ordinanza sull’imposizione del tabacco (OlmT). Nel dicembre scorso, il Parlamento aveva approvato una mozione di Roberto Zanetti (PS/SO) che incaricava il governo di rinunciare in futuro a tassare le sigarette elettroniche. Stando al «senatore» socialista, ogni sigaretta «virtuale» ne sostituisce una vera, con ripercussioni positive sulla salute. Un simile sforzo da parte dei fumatori in via di redenzione non deve essere punito con provvedimenti fiscali difficili da giustificare e in contraddizione con gli sforzi della Confederazione per arginare il tabagismo, aveva sostenuto Zanetti”. In sintesi, in terra rossocrociata, le sigarette elettroniche non sono più considerate prodotti di sostituzione assoggettati a imposta. Inoltre, si precisa che tutti i prodotti per la disassuefazione dal fumo registrati dall’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Swissmedic) saranno pure esentati dall’obbligo fiscale.

Troppo difficile da capire per un governo di scendi…Letta!
 
Visto che in svizzera i liquidi contenenti nicotina non li possono vendere, vanno tutti a ponte tresa per comprarli o per i piu tecnologici via internet.

Non mi sembrano dei geni stavolta gli svizzerotti...:D
 
Italia e Svizzera, basta una sigaretta elettronica per fare la differenza | L'Indipendenza

Anche da una sigaretta si capisce la differenza che c’è fra un paese civile ed uno in via di sottosviluppo, tra dei politici dotati di buon senso ed una casta di parassiti dediti alla tassazione. La sigaretta elettronica insomma (e-cig per i sofisti della tecno-lingua) marca la differenza abissale tra la Svizzera e l’Italia.

Oggi, a Roma, l’Associazione Nazionale Fumo Elettronico ha manifestato contro le scelte del governo Letta. Tra i cartelli esposti dai manifestanti, che protestano contro la tassazione sulle sigarette elettroniche alcuni molto divertenti, tipo questo: “Ve siete fumati er cervello”. “Speriamo che il governo Letta abbia il coraggio di dire basta a scelte che rischiano solo di distruggere investimenti e imprese” (forse le uniche, seppur piccole, nate in quest’ultimo anno di crisi) ha detto il presidente di Anafe, Massimiliano Mancini. La protesta è per scongiurare la maxi-tassa del 58% messa al vaglio dal governo sul consumo di nicotina, a partire da gennaio 2014 e l’obbligo di vendere le e-cig solo dai tabaccai. “Io ci ho speso la mia liquidazione da licenziato”, ha raccontato al Corriere della Sera il proprietario di un negozio di Latina.

In Svizzera, oltre un anno fa, sulle sigarette elettroniche il provvedimento fu questo, come scritto dal Corriere del Ticino: “Dal primo aprile 2012 le sigarette elettroniche saranno esentate dall’imposta sul tabacco. È quanto ha deciso oggi il Consiglio federale, che ha adeguato in tal senso l’Ordinanza sull’imposizione del tabacco (OlmT). Nel dicembre scorso, il Parlamento aveva approvato una mozione di Roberto Zanetti (PS/SO) che incaricava il governo di rinunciare in futuro a tassare le sigarette elettroniche. Stando al «senatore» socialista, ogni sigaretta «virtuale» ne sostituisce una vera, con ripercussioni positive sulla salute. Un simile sforzo da parte dei fumatori in via di redenzione non deve essere punito con provvedimenti fiscali difficili da giustificare e in contraddizione con gli sforzi della Confederazione per arginare il tabagismo, aveva sostenuto Zanetti”. In sintesi, in terra rossocrociata, le sigarette elettroniche non sono più considerate prodotti di sostituzione assoggettati a imposta. Inoltre, si precisa che tutti i prodotti per la disassuefazione dal fumo registrati dall’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Swissmedic) saranno pure esentati dall’obbligo fiscale.

Troppo difficile da capire per un governo di scendi…Letta!

Se fossero solo scendiLETTA forse qualcosa la capirebbero...

Ma questi sono peggio di una barzelLETTA :wall:
 
Tutto qui? :D c'è di molto peggio. Ieri Barisoni ha dato un po di cifre. Tipo negli USA 27 giorni per una concessione edilizia e qui 350. Infatti in Italia è tutto in regola con questa burocrazia :rolleyes:

Un imprenditore aveva chiesto un permesso per mettere un gazebo fuori dalla sua azienda (un permesso per un gazebo?!?!) e gli hanno detto che serve un anemometro fisso per valutare la forza del vento :D

:wall: Ma dove vogliamo andare?!?! :wall:
 
Tutto qui? :D c'è di molto peggio. Ieri Barisoni ha dato un po di cifre. Tipo negli USA 27 giorni per una concessione edilizia e qui 350. Infatti in Italia è tutto in regola con questa burocrazia :rolleyes:

Un imprenditore aveva chiesto un permesso per mettere un gazebo fuori dalla sua azienda (un permesso per un gazebo?!?!) e gli hanno detto che serve un anemometro fisso per valutare la forza del vento :D

:wall: Ma dove vogliamo andare?!?! :wall:

Dimmi che te la sei inventata ti prego...:D
 
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