LA GUERRA E' PURTROPPO IMINENTE: bnl CEDE TITOLI DI STATO IRACHENI....

rocky.joe

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...PER un controvalore di 350 milioni di dollari.....


E mi sa che hanno detto tutto!


Mannaggia...
 

Medmeo

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Un'altro fallimento !!!!!!!!

AFFARI ITALIANI: Governo/ In cinque anni 14 i ministri dimissionari Venerdí 10.03.2006 17:27
Con le dimissioni di Storace, il governo Berlusconi arriva a venti cambiamenti dall'11 giugno del 2001, giorno del giuramento nelle mani del presidente della Repubblica. Ci sono stati cambi di dicasteri, sostituzioni, interim e una vera e propria crisi che, lo scorso aprile, ha dato vita al Berlusconi bis. Calderoli non è stato nemmeno sostituito, il governo era in fase di prorogatio e il suo ministero è di quelli senza portafoglio.
La storia dei cambi di guida nei ministeri del governo finora più longevo della Repubblica comincia alla Farnesina. Il primo avvicendamento è quello del gennaio 2002, quando Renato Ruggiero lascia gli Esteri sostituito da Franco Frattini. Non immediatamente, però. Ma solo dopo 10 mesi di interim nelle mani dello stesso presidente del Consiglio.
La conseguenza è che a guidare il ministero della Funzione pubblica, in sostituzione di Frattini, viene chiamato Luigi Mazzella.
Nel luglio 2002 esce di scena il ministro dell'Interno Claudio Scajola, per le polemiche scatenate da una sua frase sulla morte di Marco Biagi, ucciso dalle Brigate rosse. Il Viminale passa a Beppe Pisanu.
Un anno dopo, nel luglio del 2003, finisce il 'purgatoriò di Scajola. Torna nella squadra di governo e va ad occupare la poltrona che era stata in precedenza di Beppe Pisanu, quella di ministro per l'Attuazione del programma di governo.
Sempre a luglio ma nel 2004, un altro avvicendamento: quello al ministero dell'Economia. Se ne va Giulio Tremonti, con Berlusconi che assume l'interim per tredici giorni e poi affida le chiavi del superdicastero di via XX Settembre a Domenico Siniscalco, fino ad allora braccio destro di Tremonti e direttore generale del Tesoro.
Pochi giorni dopo, il 19 luglio, Umberto Bossi, già da tempo fuori dalla scena politica a seguito di una grave malattia, opta per il nuovo Parlamento Europeo, decadendo dall'incarico di ministro delle Riforme. Una carica che però resta alla Lega con l'arrivo del vice presidente del Senato Roberto Calderoli: è il 23 luglio.
Il 18 novembre scorso, invece, Franco Frattini, nominato commissario europeo, lascia l'esecutivo italiano. Al ministero degli Esteri approda Gianfranco Fini, confermato vicepremier.
Incarico nel quale lo affianca Marco Follini, mentre Mario Baccini lascia la poltrona di sottosegretario agli Esteri e sostituisce Luigi Mazzella al ministero della Funzione pubblica.
Ma ad aprile, il governo Berlusconi, dopo 1413 giorni di esistenza, è costretto a una vera e propria crisi anche se brevissima (appena 67 ore). Ne esce un nuovo esecutivo con 26 ministri. Escono Follini, Gasparri, Sirchia, Urbani, Marzano. Torna Tremonti (come vicepresidente) ed entrano Storace, La Malfa, Landolfi, Micciché e Caldoro.
Il 22 settembre, in polemica per le mancate dimissioni del governatore Fazio, si dimette il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco. Lo sostituisce lo stesso Tremonti.
Dopo un periodo di relativa calma, se ne va il ministro delle Riforme Roberto Calderoli, messo sotto accusa per indossato una maglietta offensiva in televisione: è il 17 febbraio.
:cool:
 

adolar

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Medmeo ha scritto:
AFFARI ITALIANI: Governo/ In cinque anni 14 i ministri dimissionari Venerdí 10.03.2006 17:27
Con le dimissioni di Storace, il governo Berlusconi arriva a venti cambiamenti dall'11 giugno del 2001, giorno del giuramento nelle mani del presidente della Repubblica. Ci sono stati cambi di dicasteri, sostituzioni, interim e una vera e propria crisi che, lo scorso aprile, ha dato vita al Berlusconi bis. Calderoli non è stato nemmeno sostituito, il governo era in fase di prorogatio e il suo ministero è di quelli senza portafoglio.
La storia dei cambi di guida nei ministeri del governo finora più longevo della Repubblica comincia alla Farnesina. Il primo avvicendamento è quello del gennaio 2002, quando Renato Ruggiero lascia gli Esteri sostituito da Franco Frattini. Non immediatamente, però. Ma solo dopo 10 mesi di interim nelle mani dello stesso presidente del Consiglio.
La conseguenza è che a guidare il ministero della Funzione pubblica, in sostituzione di Frattini, viene chiamato Luigi Mazzella.
Nel luglio 2002 esce di scena il ministro dell'Interno Claudio Scajola, per le polemiche scatenate da una sua frase sulla morte di Marco Biagi, ucciso dalle Brigate rosse. Il Viminale passa a Beppe Pisanu.
Un anno dopo, nel luglio del 2003, finisce il 'purgatoriò di Scajola. Torna nella squadra di governo e va ad occupare la poltrona che era stata in precedenza di Beppe Pisanu, quella di ministro per l'Attuazione del programma di governo.
Sempre a luglio ma nel 2004, un altro avvicendamento: quello al ministero dell'Economia. Se ne va Giulio Tremonti, con Berlusconi che assume l'interim per tredici giorni e poi affida le chiavi del superdicastero di via XX Settembre a Domenico Siniscalco, fino ad allora braccio destro di Tremonti e direttore generale del Tesoro.
Pochi giorni dopo, il 19 luglio, Umberto Bossi, già da tempo fuori dalla scena politica a seguito di una grave malattia, opta per il nuovo Parlamento Europeo, decadendo dall'incarico di ministro delle Riforme. Una carica che però resta alla Lega con l'arrivo del vice presidente del Senato Roberto Calderoli: è il 23 luglio.
Il 18 novembre scorso, invece, Franco Frattini, nominato commissario europeo, lascia l'esecutivo italiano. Al ministero degli Esteri approda Gianfranco Fini, confermato vicepremier.
Incarico nel quale lo affianca Marco Follini, mentre Mario Baccini lascia la poltrona di sottosegretario agli Esteri e sostituisce Luigi Mazzella al ministero della Funzione pubblica.
Ma ad aprile, il governo Berlusconi, dopo 1413 giorni di esistenza, è costretto a una vera e propria crisi anche se brevissima (appena 67 ore). Ne esce un nuovo esecutivo con 26 ministri. Escono Follini, Gasparri, Sirchia, Urbani, Marzano. Torna Tremonti (come vicepresidente) ed entrano Storace, La Malfa, Landolfi, Micciché e Caldoro.
Il 22 settembre, in polemica per le mancate dimissioni del governatore Fazio, si dimette il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco. Lo sostituisce lo stesso Tremonti.
Dopo un periodo di relativa calma, se ne va il ministro delle Riforme Roberto Calderoli, messo sotto accusa per indossato una maglietta offensiva in televisione: è il 17 febbraio.
:cool:
vatti a vedere quanti ministri ha cambiato il governo francese nello stesso periodo, compresi i capi del governo:D
 

contex

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rocky.joe ha scritto:
...PER un controvalore di 350 milioni di dollari.....


E mi sa che hanno detto tutto!


Mannaggia...

si credo pure io tempo 10 giorni, anche meno visto l'iran ha deciso di quotare e aprire una borsa del petrolio quotata in euro,...gia saddam ci aveva provato..e sappiamo come e' andata a finire....

:mad:
 

solo_Ciro

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Medmeo ha scritto:
AFFARI ITALIANI: Governo/ In cinque anni 14 i ministri dimissionari Venerdí 10.03.2006 17:27




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Gandalf il Bianco

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Medmeo ha scritto:
AFFARI ITALIANI: Governo/ In cinque anni 14 i ministri dimissionari Venerdí 10.03.2006 17:27
Con le dimissioni di Storace, il governo Berlusconi arriva a venti cambiamenti dall'11 giugno del 2001, giorno del giuramento nelle mani del presidente della Repubblica. Ci sono stati cambi di dicasteri, sostituzioni, interim e una vera e propria crisi che, lo scorso aprile, ha dato vita al Berlusconi bis. Calderoli non è stato nemmeno sostituito, il governo era in fase di prorogatio e il suo ministero è di quelli senza portafoglio.
La storia dei cambi di guida nei ministeri del governo finora più longevo della Repubblica comincia alla Farnesina. Il primo avvicendamento è quello del gennaio 2002, quando Renato Ruggiero lascia gli Esteri sostituito da Franco Frattini. Non immediatamente, però. Ma solo dopo 10 mesi di interim nelle mani dello stesso presidente del Consiglio.
La conseguenza è che a guidare il ministero della Funzione pubblica, in sostituzione di Frattini, viene chiamato Luigi Mazzella.
Nel luglio 2002 esce di scena il ministro dell'Interno Claudio Scajola, per le polemiche scatenate da una sua frase sulla morte di Marco Biagi, ucciso dalle Brigate rosse. Il Viminale passa a Beppe Pisanu.
Un anno dopo, nel luglio del 2003, finisce il 'purgatoriò di Scajola. Torna nella squadra di governo e va ad occupare la poltrona che era stata in precedenza di Beppe Pisanu, quella di ministro per l'Attuazione del programma di governo.
Sempre a luglio ma nel 2004, un altro avvicendamento: quello al ministero dell'Economia. Se ne va Giulio Tremonti, con Berlusconi che assume l'interim per tredici giorni e poi affida le chiavi del superdicastero di via XX Settembre a Domenico Siniscalco, fino ad allora braccio destro di Tremonti e direttore generale del Tesoro.
Pochi giorni dopo, il 19 luglio, Umberto Bossi, già da tempo fuori dalla scena politica a seguito di una grave malattia, opta per il nuovo Parlamento Europeo, decadendo dall'incarico di ministro delle Riforme. Una carica che però resta alla Lega con l'arrivo del vice presidente del Senato Roberto Calderoli: è il 23 luglio.
Il 18 novembre scorso, invece, Franco Frattini, nominato commissario europeo, lascia l'esecutivo italiano. Al ministero degli Esteri approda Gianfranco Fini, confermato vicepremier.
Incarico nel quale lo affianca Marco Follini, mentre Mario Baccini lascia la poltrona di sottosegretario agli Esteri e sostituisce Luigi Mazzella al ministero della Funzione pubblica.
Ma ad aprile, il governo Berlusconi, dopo 1413 giorni di esistenza, è costretto a una vera e propria crisi anche se brevissima (appena 67 ore). Ne esce un nuovo esecutivo con 26 ministri. Escono Follini, Gasparri, Sirchia, Urbani, Marzano. Torna Tremonti (come vicepresidente) ed entrano Storace, La Malfa, Landolfi, Micciché e Caldoro.
Il 22 settembre, in polemica per le mancate dimissioni del governatore Fazio, si dimette il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco. Lo sostituisce lo stesso Tremonti.
Dopo un periodo di relativa calma, se ne va il ministro delle Riforme Roberto Calderoli, messo sotto accusa per indossato una maglietta offensiva in televisione: è il 17 febbraio.
:cool:
o magari quanti governi ha cambiato il centrosinistra negli ultimi loro 5 anni di governo :D
 

Medmeo

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Ed allora?????

Dovrei sentirmi rinfrancato???
:confused: :confused: :confused:

poveri noi
:wall: :wall: :wall:

é proprio vero.....

non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire....
bannato
 

Gandalf il Bianco

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Medmeo ha scritto:
Dovrei sentirmi rinfrancato???
:confused: :confused: :confused:

poveri noi
:wall: :wall: :wall:

é proprio vero.....

non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire....
bannato
diciamo che tutto il mondo e' paese ;)
 

aceto

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Medmeo ha scritto:
Dovrei sentirmi rinfrancato???
:confused: :confused: :confused:

poveri noi
:wall: :wall: :wall:

é proprio vero.....

non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire....
bannato

E chi sarebbe il sordo?....Saluti.
 

Medmeo

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?????

o forse....
....mal comune mezzo gaudio. :confused:

preferirei le cose venissero affrontate diversamente.....

Non si può pretendere di fermare il mondo, semmai di camminarci insieme.

Senza violenza e senza forzature..... c'è spazio per tutti anche se con ruoli diversi.

I fallimenti sono generati dall'arroganza e dall'ottusità di chi vive per il potere e pretende d'imporre il proprio punto di vista a tutti..... a prescindere.
 

Novello2006

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rocky.joe ha scritto:
...PER un controvalore di 350 milioni di dollari.....


E mi sa che hanno detto tutto!


Mannaggia...

La fonte, please :D
 

adolar

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anche i germania ne hanno cambiati di ministri
 

Robyugly

detto monacello
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... è tutto una.... melassa