La nuova certificazione degli utili(dividendi)

FaGal

Nuovo Utente
Registrato
21/7/02
Messaggi
17.980
Punti reazioni
231
La certificazione utili si «allinea» alla riforma

Con il provvedimento del 13 febbraio 2004 (n. I/1/26648/04) l'agenzia delle Entrate ha varato il nuovo modello di certificazione degli utili, da utilizzare per i dividendi corrisposti a decorrere dal 1° gennaio 2003. La certificazione, per gli utili corrisposti dal 1° gennaio 2003 al 31 dicembre 2003, va consegnata al percettore entro il 15 marzo 2004. Modello e provvedimento sono reperibili sul sito Internet del Sole-24 Ore, all'interno dello speciale «Dichiarazioni» nella sezione Norme e tributi (www.ilsole24.com/norme), e sul sito dell'agenzia delle Entrate. Non residenti. Nella versione definitiva si precisa meglio quanto già disposto nella precedente certificazione: quando il percipiente non residente è privo del codice fiscale italiano, va indicato, se previsto dalla normativa e dalla prassi del Paese di residenza, il codice di identificazione rilasciato dall'Autorità fiscale o, in mancanza, un codice identificativo rilasciato da un'autorità amministrativa. Utili senza credito d'imposta. Nella casella 39 va indicato l'ammontare degli utili per i quali non è prevista attribuzione del credito d'imposta. Le istruzioni precisano che nelle annotazioni si deve fornire specifica indicazione della causa che ha determinato la mancata attribuzione del credito d'imposta. Le cause possono essere: - distribuzione di dividendi da parte di società ed enti residenti in Italia, in eccesso rispetto all'ammontare corrispondente ai "canestri" A e B disponibili. L'ammontare residuo potrà essere indicato, secondo i casi, nelle caselle da 33 a 36 e da 40 a 43; - corresponsione ai soci residenti di dividendi di fonte estera, che non beneficiano del credito d'imposta dell'articolo 14 del Tuir. Utili con credito "ordinario" al 51,51 per cento. Nelle caselle 42 (credito pieno) e 43 (credito limitato) vanno indicati i dividendi a credito d'imposta pieno o limitato con l'aliquota del 51,51%: si tratta dei dividendi che la partecipata ha deliberato di distribuire nel proprio periodo d'imposta successivo a quello in corso al 1° gennaio 2003 (ad esempio, utili relativi all'esercizio 1° luglio 2002/30 giugno 2003) e che sono stati percepiti dal socio nel proprio periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2003. Queste caselle sono conseguenza delle modifiche introdotte all'articolo 14 del Testo unico con l'articolo 4, comma 1, lettera a, della legge 289/2002; queste caselle, come pure le caselle 33 e 34 (credito pieno e limitato del 56,25%) non devono essere compilate se la società ha corrisposto riserve o utili soggetti alle limitazioni dell'articolo 40 del Dl 269/03 (si veda oltre). Utili e riserve di utili soggetti all'articolo 40 del Dl 269/03. La casella 40 va compilata per indicare le riserve di utili con distribuzione deliberata successivamente al 30 settembre 2003 e gli utili con distribuzione deliberata successivamente al 30 settembre 2003 da società che hanno anticipato la chiusura del periodo d'imposta con una delibera successiva al 1° settembre 2003. Questi utili danno diritto al credito d'imposta limitato del 51,51% se percepiti nel periodo d'imposta del socio in corso al 31 dicembre 2003, mentre non danno diritto al credito d'imposta se percepiti nel periodo d'imposta successivo, dato che si applica il regime della riforma tributaria (deceto legislativo 344/03). Il socio, avvisato della natura degli utili, compilerà la propria dichiarazione adottando la prima o la seconda soluzione, a seconda che il proprio periodo d'imposta sia o meno a cavallo del 31 dicembre 2003. Acconti dividendo. Nella casella 41 si indicano gli "acconti dividendo" deliberati dal 1° ottobre 2003; essi sono soggetti, in capo al socio, allo stesso regime applicabile all'utile distribuito, o che sarebbe stato distribuito, dall'assemblea che approva il bilancio 2003 della partecipata. Pertanto, se la data di approvazione del bilancio della partecipata cade nel periodo d'imposta del socio in corso al 31 dicembre 2003 e il socio avrà percepito il dividendo nello stesso periodo d'imposta, spetterà il credito d'imposta ordinario; altrimenti non vi sarà credito e il socio avrà il regime di parziale esenzione previsto dalla riforma. Le istruzioni precisano che va comunque indicato, nelle annotazioni, l'importo del credito d'imposta pieno e/o limitato eventualmente spettante ai soci il cui periodo d'imposta si è chiuso successivamente alla data di approvazione del bilancio da parte della società che ha erogato il dividendo. MARCO PIAZZA


http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&artId=358404&chId=7&artType=Articolo&back=0
 
Indietro