La parabola di Eataly: dalla geniale idea al flop finanziario

Enix

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10/4/20
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Il gruppo di ristorazione e food retail fondato da Oscar Farinetti registra una perdita nel 2022 di 25,8 milioni. Sembra che, tolti i fasti iniziali, Eataly sia rimasto solo un semplice ristorante - mercato troppo costoso. Disastro anche per Fico Eataly World, la Disneyland del cibo a Bologna che Farinetti sta tentando disperatamente di rilanciare.


Doveva essere un successo annunciato, ma ora si sta trasformando in un vero e proprio flop. Questa, in sintesi, potrebbe essere l’amara parabola di Eataly, la catena di food e ristorazione fondata da Oscar Farinetti e comprata per il 52% dal finanziere Andrea Bonomi. Eataly, oggi presente nel mondo con 45 negozi, infatti, non sta dando i risultati sperati, registrando una perdita nel 2022 di 25,8 milioni. E questo fa abbastanza impressione visto che ricordiamo tutti nel 2007 le file di torinesi e di turisti gourmet in arrivo da tutta Italia che aspettava pazienti di entrare nell’ex storica fabbrica di liquori della Carpano, sede del primo Eataly, per comprare le specialità delle regioni italiane o per visitare la caverna del piano interrato dove scoprivano i salumi delle meraviglie. Poi le aperture in pompa magna in tutto il mondo: dagli Stati Uniti al Giappone, dalla Svezia alla Germania, dalla Turchia alla Francia, dalla Corea del Sud agli Emirati Arabi, dal Qatar all’Arabia Saudita… Senza contare i nuovi store italiani. Ma forse, per come stanno andando le cose, sembra proprio, che tolti i fasti iniziali, Eataly sia rimasto solo un semplice ristorante - mercato, ahimè, troppo costoso, soprattutto al giorno d’oggi.

Eataly continua accumulare debiti

Come dicevamo, infatti, qualcosa non ha funzionato: l’esercizio 2022 è stato chiuso nella parte civilistica con un rosso di 25,8 milioni di euro, peggiore di quello di 22,1 milioni del precedente bilancio. Il disavanzo è stato riportato a nuovo e così le perdite accumulate e finora non ripianate sono arrivate a 70 milioni, a fronte, però, di un patrimonio netto di 58,7 milioni.


Non bene nemmeno per i numeri del consolidato in quanto il rosso anno su anno diminuisce da 31,2 a 28,6 milioni e ciò anche se i ricavi sono saliti da 462 a 601 milioni e l’ebitda è stato di 25,5 milioni. Il gruppo, da dicembre guidato dal nuovo amministratore delegato Andrea Cipolloni, a maggio del 2022 è stato finanziato dai soci per 15 milioni.

Eataly, dall’idea geniale al flop?

Insomma, numeri che già da qualche anno fanno pensare che qualcosa non stia andando come tutti si sarebbero aspettati. E che un’idea geniale, bisogna riconoscerlo, di Farinetti, lo era più sulla carta che non nella realtà.

Certo, forse, di errori di valutazione non sono mancati: pensiamo ad esempio a Eataly Bari, aperto nel 2013, credendo nel progetto di rilancio dell’area della Fiera del Levante, che ha poi, infatti, chiuso i battenti nel 2021. Il colpo di grazia di Eataly Bari (come per quello di Forlì) è stato certamente la decisione della zona rossa e le restrizioni della pandemia ma le criticità c’erano già prima del Covid. Più che altro, pensiamoci, al sud Italia, in particolare, un format come Eataly, ovvero un mercato dall’atmosfera familiare di prodotti del territorio, piccoli e raffinati, con prezzi da ristorante di lusso, non è un controsenso e di certo economicamente non sostenibile?

Il disastro di Fico Eataly World e i dubbi su Green Pea


Stessa “sorte” per Fico Eataly World, la Disneyland del cibo firmata Coop e Oscar Farinetti, costruita in un’ex area industriale di Bologna con grandi obiettivi e aspettative per il territorio e il made in Italy, e mai decollato: ogni anno il bilancio di Fico si chiude con perdite che vanno dai 2 ai 3 milioni di euro. Ora Farinetti, che ne ha preso in mano la gestione al 100%, tenta il tutto per tutto pur rilanciare il luna park del cibo. Ma la domanda sorge spontanea: non è che anche Fico sia più un format più da città americana che in Italia?

E che dire di Green Pea, ultimo progetto imprenditoriale di Oscar Farinetti e primo centro commerciale al mondo dedicato al rispetto per il Pianeta, nato a Torino nel 2020: non un disastro come Fico e nemmeno come Eataly, ma a tre anni di distanza non sembra convincere a pieno. Al 31 dicembre 2020, con meno di un mese di attività, il Green Pea realizzava un fatturato di quasi 979mila euro, per una perdita di 41.577 euro. Il primo vero bilancio annuale riguarda il 2021, e riporta un giro d’affari di oltre 6,66 milioni di euro. Con un risultato ancora in perdita (-11.473 euro), ma in miglioramento.

Quindi che dire, al di là dei progetti imprenditoriali o meno, di privati o statti, forse è il caso che si rifletta meglio su come promuovere e valorizzare il Made in Italy in Italia e all’estero (turismo compreso).
 
Farinetti ha venduto ed i successori sono scarsi :wall:
 
Boh a me i prezzi - soprattutto per la frutta e verdura - sembravano un po' altini... poi chiaro sulla qualità probabilmente non si discute. Dico probabilmente perchè non ho mai comprato neppure una mela :D
 
Boh a me i prezzi - soprattutto per la frutta e verdura - sembravano un po' altini... poi chiaro sulla qualità probabilmente non si discute. Dico probabilmente perchè non ho mai comprato neppure una mela :D
Io non potevo permettermi nemmeno quella. Carissimo
 
Farinetti è solo l'ennesimo prodotto avariato del PD.
farinetti non è mai stato del pd. E' stato sempre renziano. Molto diverso.
ps: conosciuto di persona anni fa nelle langhe a Serralunga. Un essere cosi spocchioso e maleducato che raramente trovi in giro
 
Cosa c'entra Farinetti che ha venduto l'anno scorso le quote di Eataly a questi signori probabilmente incapaci rispetto a lui :D
Piuttosto è uno furbo che ha venduto due aziende facendo fruttare i soldini (Unieuro nel 2009 e Eataly 2022)
Farinetti ha venduto in guadagno o in perdita?
Posso dirti che FICO, il mega parco del food realizzato a Bologna è stato uno dei più grandi flop che si sia visto in città.
E il comune gli ha steso ponti d'oro pur di aiutarlo...
 
Stessa storia di Gromm, i fondatori l'hanno venduta a Unilever ed è diventato una ciofeca

C'è da dire che quella fascia di prezzo nei due anni di Covid è stata massacrata
 
farinetti non è mai stato del pd. E' stato sempre renziano. Molto diverso.
ps: conosciuto di persona anni fa nelle langhe a Serralunga. Un essere cosi spocchioso e maleducato che raramente trovi in giro
Io l'ho visto ad un evento con la fila di ragazzini che gli chiedevano l'autografo... suggerii: fatevi firmare un assegno piuttosto :rotfl:
 
Cosa c'entra Farinetti che ha venduto l'anno scorso le quote di Eataly a questi signori probabilmente incapaci rispetto a lui :D
evitare di dire troppe scemenze no ?


se uno vende a fine 2022 (esattamente il 22 settembre) e si parla di bilancio 2022 é palese che si tratta di "farinett"i del suo sacco.

E sara' cosi almeno per un paio di anni finché la nuova società non implementi un nuova strategia operativa.

Sicuramente bravo a rifilare il cerino ad altri.

un fallito di successo.
 
Il business model è troppo capital intensive, avrebbero dovuto investire molto di piu' sull'online.

Io nel 2014 avevo proposto a piu' interlocutori (imprenditori, investitori) una sorta di Eataly in versione totalmente online, ottenendo però zero considerazione.
 
evitare di dire troppe scemenze no ?


se uno vende a fine 2022 (esattamente il 22 settembre) e si parla di bilancio 2022 é palese che si tratta di "farinett"i del suo sacco.

E sara' cosi almeno per un paio di anni finché la nuova società non implementi un nuova strategia operativa.

Sicuramente bravo a rifilare il cerino ad altri.

un fallito di successo.
Sei forse un odiatore in cerca di qualcuno da insultare/offendere? Cambia aria che sul FOL si scrive a modo e tra persone perbene:bye:
 
Io Eataly l’ho visto a Firenze ,di primo acchito direi che non offre nulla di più di molte botteghe caratteristiche se non il fatto che venga gestito come un supermercato e quindi ,anziché operare su una nicchia (vino,formaggi,salumi,ecc..) come fa la bottega ,pretenda di offrire tutto mancando però il rapporto che si instaura tra il “bottegaio”,che magari ti spiega dove compra e chi è il produttore,e il cliente
 
Farinetti ha venduto in guadagno o in perdita?
Posso dirti che FICO, il mega parco del food realizzato a Bologna è stato uno dei più grandi flop che si sia visto in città.
E il comune gli ha steso ponti d'oro pur di aiutarlo...

sicuramente avrà venduto in perdita e deve ringraziare di aver trovato un coione che ha comprato....
 
sicuramente avrà venduto in perdita e deve ringraziare di aver trovato un coione che ha comprato....
beh Andrea Bonomi on è esattamente un "colione". E' uno che NON ne ha mai sbagliata una.

Salvo forse la BPM dove si sono messi di traverso i sindacati.
 
Il simpaticissimo Farnetti ...
La mia esperienza si limita all'Eataly Ambasciatori di Bologna. Associato a una libreria. L'idea è che anche il cibo è cultura "alta". Vabbè ...
Posto dispersivo, confusione e prezzi non alti ma assurdi. La mia impressione è che ci si va per dire di esserci andati.
 
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