La presidente della Camera non paga i caffè in un bar dell’Aquila

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ceck78

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All’Aquila ci sono alcuni irriducibili che non si rassegnano alla morte della città, a più di quattro anni dal terremoto che l’ha devastata.

Sono i fratelli Nurzia, nome storico legato a specialità abruzzesi, che per primi hanno riaperto il loro caffè in piazza Duomo, unico punto di riferimento nel cuore del centro storico fantasma, all’inizio di un percorso scandito dai mazzi di chiavi appese lungo il corso, a ricordare le tante abitazioni crollate e ancora inagibili.

Qui ancora si parla della visita, all’inizio di luglio, della presidente della Camera Laura Boldrini. Dei suoi appelli a non mollare, a credere nella ricostruzione, ma soprattutto del suo passaggio al caffè dei fratelli Nurzia con relative consumazioni per lei e il suo entourage. Peccato – ricordano i barmanche «nessuno si sia premurato di passare in cassa prima di andare via. Almeno avrebbero potuto lasciare qualche euro di mancia».

La presidente della Camera non paga i caffè in un bar dell'Aquila - LA NOTIZIA giornale.it
 
de minimis non curat praetor
 
...che roba...
 
Tipico dei pidocchiosi, più ne hanno meno ne spendono. A scrocco e guai a ridursi le prebende.
 
All’Aquila ci sono alcuni irriducibili che non si rassegnano alla morte della città, a più di quattro anni dal terremoto che l’ha devastata.

Sono i fratelli Nurzia, nome storico legato a specialità abruzzesi, che per primi hanno riaperto il loro caffè in piazza Duomo, unico punto di riferimento nel cuore del centro storico fantasma, all’inizio di un percorso scandito dai mazzi di chiavi appese lungo il corso, a ricordare le tante abitazioni crollate e ancora inagibili.

Qui ancora si parla della visita, all’inizio di luglio, della presidente della Camera Laura Boldrini. Dei suoi appelli a non mollare, a credere nella ricostruzione, ma soprattutto del suo passaggio al caffè dei fratelli Nurzia con relative consumazioni per lei e il suo entourage. Peccato – ricordano i barmanche «nessuno si sia premurato di passare in cassa prima di andare via. Almeno avrebbero potuto lasciare qualche euro di mancia».

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coerente....

lo ha detto chiaramente ieri

la politica non puo' essere ridotta ad una pura questione di riduzione della spesa...:o

la democrazia costa....ed il caffe' e' un noto strumento di democrazia :clap:
 
Eh la buona vecchia regola:

"prima si fa lo scontrino alla cassa e poi si consuma!"

regola da applicare rigorosamente se ti si riempie il locale di lestofanti...
 
La colpa comunque è del barista, ha visto entrare i ladri e non si è premurato di farli pagare in anticipo.
 
La colpa comunque è del barista, ha visto entrare i ladri e non si è premurato di farli pagare in anticipo.

oppure ha fatto il necessario per farli uscire al più presto senza altri danni ...:rolleyes:

quando sono in zona bisognerebbe tirar giù la clèr.
 
a lei non piace la politica gratis, ma il caffè gratis sì :rolleyes:
 
All’Aquila ci sono alcuni irriducibili che non si rassegnano alla morte della città, a più di quattro anni dal terremoto che l’ha devastata.

Sono i fratelli Nurzia, nome storico legato a specialità abruzzesi, che per primi hanno riaperto il loro caffè in piazza Duomo, unico punto di riferimento nel cuore del centro storico fantasma, all’inizio di un percorso scandito dai mazzi di chiavi appese lungo il corso, a ricordare le tante abitazioni crollate e ancora inagibili.

Qui ancora si parla della visita, all’inizio di luglio, della presidente della Camera Laura Boldrini. Dei suoi appelli a non mollare, a credere nella ricostruzione, ma soprattutto del suo passaggio al caffè dei fratelli Nurzia con relative consumazioni per lei e il suo entourage. Peccato – ricordano i barmanche «nessuno si sia premurato di passare in cassa prima di andare via. Almeno avrebbero potuto lasciare qualche euro di mancia».

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Ma scherzate?

Questi hanno servito il caffe e non hanno fatto lo scontrino.

Maledetti evasori.

La pagheranno cara.
 
All’Aquila ci sono alcuni irriducibili che non si rassegnano alla morte della città, a più di quattro anni dal terremoto che l’ha devastata.

Sono i fratelli Nurzia, nome storico legato a specialità abruzzesi, che per primi hanno riaperto il loro caffè in piazza Duomo, unico punto di riferimento nel cuore del centro storico fantasma, all’inizio di un percorso scandito dai mazzi di chiavi appese lungo il corso, a ricordare le tante abitazioni crollate e ancora inagibili.

Qui ancora si parla della visita, all’inizio di luglio, della presidente della Camera Laura Boldrini. Dei suoi appelli a non mollare, a credere nella ricostruzione, ma soprattutto del suo passaggio al caffè dei fratelli Nurzia con relative consumazioni per lei e il suo entourage. Peccato – ricordano i barmanche «nessuno si sia premurato di passare in cassa prima di andare via. Almeno avrebbero potuto lasciare qualche euro di mancia».

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Alla Signora è tutto dovuto ... evidentemente è abituata a fare i conti con il portafoglio di altri ma non con il suo.
 
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