La professione del promotore cambia.

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Rosaram

LoSpiritoDelVento
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La sintesi dell'intervento di Franco Ragone, componente del comitato esecutivo Anasf:

La nuova frontiera del P.F. è la consulenza. Gli ultimi 20 mesi e in particolare gli ultimi 4 mesi, dopo i tragici attentati in America, hanno messo in luce quanto l'elemento umano è centrale nel rapporto tra l'industria della gestione del risparmio e gli investitori. Le crisi dei mercati, le paure degli attentati negli Usa hanno dimostrato che c'è un grande bisogno di consulenza, dovuta pure alla grande complessità dei mercati e dell'offerta dei prodotti. Stando all'attuale normativa, tutti possono fare consulenza, eccetto il P.F., che ha un mandato di promozione. Sembra un controsenso , ma il motivo è il conflitto d'interessi, in quanto il P.F. colloca prodotti e servizi di una Sim o di una Banca. Comunque la Consob ha da tempo specificato che il P.F. può fare consulenza solo su incarico della società mandante o di altra società del gruppo, la cosa strana è che nessuna sim o banca ha mai sfruttato questa possibilità. A questo punto l'Anasf nel Giugno del 2000 ha deciso di sgombrare il campo degli equivoci e cercare di valorizzare la professione del P.F. , avendo quindi come vero obiettivo la consulenza e interpellando la Consob sulla tematica. Infatti a distanza di 1 anno la Consob ha dato parere favorevole a tutto il progetto dell'Anasf. In sostanza, lo schema dovrebbe essere questo: il P.F. in aggiunta al mandato di promozione, può ricevere dalla sua società un mandato di consulenza. Il cliente può sottoscrivere con la Sim/Banca, tramite il P.F., un contratto di consulenza che comporta l'obbligo di assistenza e consulenza "Oggettiva", che si concretizza in una pianificazione generale e sistematica del portafoglio e con un rilievo autonomo rispetto alla promozione e al collocamento. Per il servizio di consulenza la società può (?) richiedere un compenso, anche periodico e programmato, di cui una parte va al P.F. ( il P.F. secondo la normativa vigente non può accettare nesuna forma di compenso). L'attività di consulenza, quindi, a prescindere dall'effettivo espletamento delle operazioni, è infatti dotata di una propria identità e di una funzione economico-sociale, cioè enucleare le esigenze finanziarie del cliente e a fissare la composizione del suo portafoglio. Quindi sarà decisione del cliente scegliere o meno se servirsi e tradurre i consigli del P.F. in ordini di acquisto/vendita. Comunque i P.F. quando non sono legati da incarico professionale ad alcun intermediario, possono svolgere l'attività di consulenza come qualsiasi altro soggetto, vale a dire in "proprio", autonomamente e liberamente.







*La consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari è peraltro annoverata tra i servizi accessori ( Testo Unico della Finanza)


Ram
 
Ultima Comunicazione CONSOB inerente Esercizio dell'attività di consulenza in materia di strumenti finanziari da parte dei promotori; Richiesta di parere.

Comunicazione n. DIN/1083623 del 7-11-2001 inviata alla Anasf

Oggetto: Esercizio dell'attività di consulenza in materia di strumenti finanziari da parte dei promotori. Richiesta di parere

Con riferimento al parere, in tema di esercizio dell'attività di consulenza da parte dei promotori finanziari, sottoposto all'esame di questa Commissione con nota pervenuta in data 24 ottobre 2000, si rileva che le considerazioni ivi espresse appaiono sostanzialmente conformi agli orientamenti della Consob, enunciati nelle comunicazioni nello stesso citate.

Risulta del tutto pacifica e rispondente al contesto normativo, infatti, la qualificazione della consulenza finanziaria come attività libera - che può esplicarsi sia in forma individuale che societaria - il cui svolgimento disciplinato dalle norme del diritto comune (art. 1176 del c.c), laddove non sia prestata da o per conto di intermediari abilitati (cfr. comunicazione Consob n. DI/30441 del 21 aprile 2000, leggibile sul sito Internet, all'indirizzo elettronico www.consob.it).

Al riguardo, è appena il caso di precisare che l'attività di consulenza può essere svolta dal promotore "in proprio" solo ove quest'ultimo non eserciti attività di promozione e collocamento per conto di un intermediario abilitato. Ove il promotore svolga l'attività di offerta fuori sede per conto di un intermediario, invece, l'attività di consulenza può essere esercitata solo per conto di quest'ultimo o di altro soggetto appartenente al medesimo gruppo, ai sensi dell'art. 94, comma 1, lett. a) del regolamento Consob n. 11522/1998.

In particolare, ove la consulenza finanziaria sia prestata da promotori per conto di intermediari abilitati, trovano applicazione le norme del decreto legislativo n. 58/1998 e dei regolamenti attuativi, che disciplinano la prestazione dei servizi d'investimento e dei servizi accessori (cfr. comunicazioni Consob n. DI/99038880 del 14 maggio 1999 e DI/98080600 del 14 ottobre 1998, disponibili nel sito citato).

Più precisamente, la prestazione della consulenza richiederà la preventiva sottoscrizione di un contratto scritto, ai sensi dell'art. 30, comma 3, lett. b), del regolamento n. 11522/1998, come integrato e modificato. Si ritiene inoltre che detto contratto, nel rispetto dei fondamentali principi di trasparenza e correttezza, debba chiaramente indicare le caratteristiche e le modalità di prestazione del servizio, nonché i relativi costi addebitabili alla clientela. Ciò premesso, in una prospettiva più generale, può osservarsi che il contenuto del contratto di consulenza è rimesso alla determinazione degli interessati, in quanto legittima espressione dell'autonomia negoziale riconosciuta dall'ordinamento.

Per maggior chiarezza, si sottolinea che l'attività suscettibile di costituire oggetto di un rapporto di consulenza, conservando rilievo autonomo rispetto alla promozione e al collocamento, è non solo quella che si risolve nell'indicazione di specifiche scelte d'investimento, ma anche quella che si concretizza in una pianificazione generale e sistematica del portafoglio finanziario del cliente.

Considerando che, in entrambi i casi, la consulenza finanziaria può risultare collegata all'attività di offerta fuori sede, tipica dei promotori finanziari, questa Commissione ha più volte sottolineato il possibile manifestarsi di situazioni di conflitto d'interessi, di cui dovranno essere adeguatamente preavvertiti gli investitori ex art. 27 del regolamento n. 11522/1998. Ciò si è riscontrato, ad esempio, in riferimento ad un servizio di consulenza avente ad oggetto (tipi di) prodotti finanziari ulteriori rispetto a quelli distribuiti dall'intermediario preponente, in cui i promotori risultavano portatori di un interesse proprio a che i clienti sottoscrivessero i prodotti che gli stessi promotori erano incaricati di collocare (cfr. le comunicazioni Consob n. DIN/76878, del 18 ottobre 2000, n. DIN/64619, del 29 agosto 2000, n. DI/43152, del 2 giugno 2000, e n. DI/98096957, del 21 dicembre 1998, tutte accessibili presso il sito sopraindicato).

Pare opportuno precisare che, nell'ipotesi in cui il promotore svolga contestualmente, per conto del proprio intermediario (o di altro soggetto appartenente allo stesso gruppo), attività di consulenza finanziaria e attività di promozione e collocamento, quest'ultima dev'essere comunque improntata al rigoroso rispetto dei principi di diligenza e correttezza; in particolare, dovranno trovare applicazione le regole in materia di valutazione dell'adeguatezza delle operazioni d'investimento proposte e di contenimento dei costi a carico del cliente, nonché ogni altra regola prescritta dalle disposizioni vigenti a tutela degli investitori.

Si conferma, inoltre, il divieto per i promotori di ricevere, anche in veste di consulenti, qualsiasi compenso dalla clientela, ai sensi dell'art. 96, comma 7, del regolamento n. 11522/1998. Il corrispettivo per il servizio di consulenza prestato dovrà pertanto essere versato dalla clientela direttamente all'intermediario, che provvederà alla remunerazione del promotore-consulente per l'attività svolta.

Quanto all'ulteriore problematica sollevata nel parere sopra citato, si ritiene che non sia possibile valutare a priori ed in termini generali l'eventualità che da un servizio di consulenza personalizzata in strumenti finanziari, prestata tramite promotori, possa scaturire in concreto un'ipotesi di attività abusiva di gestione di portafogli d'investimento. E' infatti chiaro che, ai fini della qualificazione di una determinata operatività come "gestione abusiva", rileva il profilo sostanziale dei comportamenti in cui si riscontrino gli elementi essenziali di tale attività; tale profilo potrà essere valutato solo di volta in volta, con riferimento alle singole fattispecie concrete.

IL PRESIDENTE
Luigi Spaventa

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Breve Commento a cura Segreteria AssoCPA:

la comunicazione Consob riconosce al momento della consulenza una dignita' autonoma e che potra' essere remunerata rispetto al momento della vendita.

Si realizza quella che era la "Visione Strategica" che ha portato alla nascita di AssoCPA per mezzo di un gruppo di Consulenti Professionisti da anni sensibili a queste problematiche.

Praticamente, il cliente sottoscrivera' un contratto di consulenza con l'Intermediario (SIM) che potra' essere lasciato alla libera contrattazione ,il quale girera' una percentuale al Promotore stesso.

Naturalmente ogni rete creera' un contratto di consulenza specifico da presentare ai clienti e un incarico di consulenza con il promotore basato sulla suddivisione del Fee Consulenziale.

In questi ultimi 2 anni abbiamo assistito ad un fattore nuovo nel mondo delle reti: il Multibranding.

La possibilita' da parte delle reti di fornire al Cliente centinaia di Prodotti Finanziari di case di Investimento diverse, di fatto sta trasformando il Promotore Finanziario da semplice venditore a Financial Planner vero e proprio.

IMPORTANTE sara' vigilare che la maggior parte delle Reti prevedano fee provvigionali identiche per quanto riguarda i prodotti distribuiti,non facendo distinzione tra quelli ad esempio creati dalla stessa azienda mandante (o societa' del gruppo) e quelli semplicemente distribuiti ma creati da altre case e solamente collocati ( Multibranding).

Compito precipuo di AssoCPA sara' anche quello di monitorare i contratti standard delle varie reti al fine di creare un database a libera disposizione degli associati al fine di consentire a questi una ottimale scelta dell'intermediario che valorizzera' al meglio il proprio profilo Professionale/Consulenziale.

AssoCPA-Ass.Naz.Consulenti di Investimento Professionisti

Website www.assocpa.org
 
Il problema è tutto qui. Quanto Le Banche, Le sim, Le SGR hanno l'interesse a sviluppare la nuova professione che via via, tempesta dopo tempesta di Borsa si sta delineando sul mercato. L'interesse innanzi tutto, ed un'interesse da acchiappa i soldi e scappa, per le commissioni, per i budget, per il potere personale. Scambio acquisto di portafogli clienti come fossero noccioline. La miopia delle Banche è sempre più palese in questo e porta a un senso d'incertezza generale e di sfiducia. Non trovo vie d'uscita... alle politiche aziendati basate sul conto economico della trimestrale che verrà. Se vuoi fare questo lavoro seriamente e guardare in faccia il tuo cliente e proporrre strade d'investimento serie, adeguate nella tua azienda sei uno scemo o un mediocre e magari sei messo in cantina come un polemico e sovversivo perchè non hai creduto nella ripresa economica e nei FONDI AZIONARI. Ho bisogno di AIUTO!!! :confused:
 
Consulenza finanziaria indipendente, con unico rapporto consulente-cliente, estraneo alle reti di distribuzione.

E' la soluzione che salva gli interessi del cliente e la voglia di lavorare bene del consulente.

L'Unione Europea, pressata dalle banche, desidera escludere la figura del consulente indipendente.

Il futuro potrebbe essere addirittura peggiore del presente.
 
Ok. Il Bussiness delle Banche è incredibile... ma quanto si può reggere questa situazione con clienti e risparmi sempre più tesi e logori, con capitali bloccati per decenni a tassi di rivalutazione incredibili e spese di gestione, con servizi inefficaci agli umori delle Borse, con consulenza guidata, aumenti di capitale a destra e a manca, target price incredibili e infiltrazione nell'azionariato delle società che dovrebbero sviluppare una politica indipendente da parte delle SGR, vedi CISALPINA GSTIONI E BANCA DI ROMA che già a braccietto lavorano su IMPREGILO. IO che voglio comprare o che "debbo" vendere FONDI Cisalpina e non volgio investire nel mattone cosa faccio?
Chiedo io, l'arte del finanziere non è quella di adeguarsi camaleonticamente al mercato e alle esigenze dei consumatori.
Il Mercato non và dalla parte opposta di dove lo vogliono portare le nostre care Banche e il nostro amicone FAZIO?. :confused:
 
Esatto, il mercato va dalla parte opposta, mentre loro credono ancora di poter fregare la gente in eterno.

Qui dentro ci sono tante persone che stanno comprendendo cosa vuol dire essere trattati da polli al borsino, e col tempo (anche grazie ai disastri che quotidianamente i "professionisti della finanza" combinano) lo comprenderanno sempre più persone.
 
Io faccio questo mestiere da 10 anni, nel senso che sono dietro la scrivania di un borsino e mi sono cuccato in questi ultimi due anni tutti i bei discorsi di coerenza per tenere gli investimenti fermi su di ASSET 70/30 con i risultati che siono visti ma certamente la situazione è simile altrove. Non ho la possibilità di dire al cliente quello che reaLMENTE
bisognerebbe fare da qui a 1 anno, anche se la logica lo impone, perche? Perchè aspettiamo la ripresa economica e poi, aspettiamo le prossime commissioni di performance o di gestione, aspettiamo la nuova emissione di obbligazioni euribor - 2% o la prossima polizza vita a capitale garantito fra cento anni. Mi sento come il GENOA, il mio vecchio GRIFONE, come si diceva della mia BANCA, la migliore a centocinque anni. Eppure qualcosa deve succedere, eppure il finto risparmio gestito MASS_MARKET da spazzatura, con una diversificazione tale che con 5.000.000 di lire compri 800 titoli e 250 paesi magari anche l'Afghanistan e non ci capisci più un c... e se deve fare compra vendita su magari un bel titolino che ti sei studiato perbenino, tra commissioni,spese fisse e quant'altro ti conviene rinunciare perchè il gioco non ne vale la candela. Stidi di Luxottica. di Ferretti, di Recordati e poi le tue gestioni investono in NORTEL, SEAT PG, BIPOP, ENRON, D.TELEKOM... e gli strateghi parlano da due anni che stanno aumentando il loro beta NEGLI INVESTIMENTI. Ma allora... ache gioco giochiamo...:confused:
 
A che gioco giochiamo?

Al massacro dei portafogli attraverso la corsa alle commissioni mascherata da professionalità e da tutte quelle parole che i vari magnacc managers si inventano, ed adeguatamente pubblicizzate ovunque.
 
Mah

Perchè i clienti con patrimoni sotto il miliardo non sono disposti a pagare un servizio di consulenza (quelli con + di 1 mld. sono invece molto disposti)?
Perchè dare la colpa ai broker se un pf si vende, lui e il suo portafoglio clienti, ad un'altro broker per una retrocessione di commissioni maggiore?
Perchè un cliente è più fedele al suo pf e non al suo broker?
Perchè il cliente non si impegna per avere un minimo di cultura finanziaria e rimane nella sua profonda ignoranza, facendo scelte basate sulla pubblicità?

Perchè pensare sempre che i clienti ci rimettono ed altri se ne approfittano, quando invece la realtà è che un prodotto di consulenza buono non si riesce a vendere perchè nessuno capisce la differenza da uno scarso e tutti non sonon disposti comunque a pagare?
Ecco che si preparano prodotti scarsi, le commissioni vengono nascoste e si investe in pubblicità. Il successo? Con i clienti italiani è assicurato.
 
Scritto da marcotrader
si preparano prodotti scarsi, le commissioni vengono nascoste e si investe in pubblicità. Il successo? Con i clienti italiani è assicurato.


Concordo, comunque i tantissimi disastri procurati ai portafogli degli italiani negli ultimi 24 mesi stanno iniziando a far comprendere a molti che è meglio iniziare almeno ad informarsi seriamente, se non anche a fare da soli.
 
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