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genioarcipelago

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Sempre tribunali di mezzo...ci sono qua???
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genio
La Procura indaga, i risparmiatori fanno causa

La sede bresciana di Bipop-Carire. In grande campeggia ancora la scritta «Banca Popolare di Brescia». A destra Sonzogni e Franceschetti all’assemblea di bilancio del ’93. E (sotto) l’affollatissima assemblea degli azionisti nell’aprile del 1998 al Palatenda di Brescia.


BRESCIA - Mercoledì 10 ottobre 2001: Bruno Sonzogni non si presenta alla riunione del consiglio di amministrazione di Bipop-Carire. Tocca al presidente Giacomo Franceschetti leggere la lettera nella quale l’ex amministratore delegato (carica che aveva lasciato a fine luglio) si dimette da tutti gli incarichi e lascia per sempre la sua creatura. Nella stessa lettera Sonzogni si assume ogni responsabilità per le cosiddette gestioni privilegiate. Una uscita di scena inevitabile, visto quanto sta emergendo. Il 15 ottobre la Procura della Repubblica apre un fascicolo «Atti relativi a...». È l’avvio di quella inchiesta che giusto un mese dopo (il 15 novembre) porterà alla consegna di avvisi di garanzia a tutto il cda e al blitz della Finanza alla ricerca di documenti a sostegno delle tesi dell’accusa. Da quel giorno i sostituti procuratori Antonio Chiappani e Silvia Bonardi, hanno esaminato montagne di documentazione, sentito amministratori, ricevuto denunce (a partire da quella dell’Adusbef). Hanno lavorato in silenzio. L’unica dichiarazione sulla vicenda Bipop-Carire l’ha fatta il capo della Procura. Giancarlo Tarquini, giovedì 15 novembre, ha detto che l’inchiesta si muove nell’ambito «della violazione della legge bancaria, accompagnata da una serie di attività tese a dissimulare le perdite della banca». Il procuratore capo non è entrato nel dettaglio del profilo penale, sottolineando solo «il vasto ambito delle possibilità di reato». Le ipotesi di reato vanno dal codice civile a quello penale e, lo ricordiamo, comprendono anche l’associazione a delinquere, il finanziamento ad amministratori per acquisto di azioni proprie, la gestione delle posizioni privilegiate, il falso in bilancio. Come si vede ipotesi di reato pesanti, sulle quali la Procura di Brescia sta lavorando da mesi e che nei giorni scorsi hanno portato alla nomina di un «curatore speciale» che dovrà verificare se nella gestione passata della banca «è ravvisabile il reato di infedeltà patrimoniale». E se sì, promuovere una azione contro consiglieri e manager dell’istituto. Ma c’è anche un altro fronte sul quale Bipop-Carire è chiamata a difendersi: sono oltre un migliaio i risparmiatori (sostenuti dall’Adusbef) che hanno deciso (o stanno decidendo) di rivolgersi al giudice civile perchè si ritengono danneggiati dalle scelte operate dalla banca. La causa pilota si sta celebrando proprio a Brescia, davanti al giudice Piergiorgio Dessì. Salvatore Macca - che chiede a Bipop 380.600 euro - sostiene di essere stato danneggiato come azionista dalla perdita di valore del titolo (rispetto alle normali fluttuazioni), per le scelte gestionali assunte dalla banca. Ma si sente danneggiato anche come risparmiatore, per non essere stato messo a conoscenza della esistenza di «una fascia di clienti privilegiati» ai quali erano state fornite particolari garanzie. Fatto che ha portato «a ledere gli interessi degli investitori non privilegiati». Bipop-Carire, attraverso i suoi legali, respinge le accuse sostenendo che «non esiste il nesso di causalità» sostenuto dal ricorrente e negando l’esistenza di rapporti privilegiati, visto che si trattava semplicemente di «rapporti non standardizzati» previsti e leciti in un’ottica di mercato. Bipop respinge anche l’idea che ci fosse obbligo di informativa. Come si vede una situazione complessa. Diranno i magistrati (penali e civili), spiegheranno le relazioni ispettive di Bankitalia e Consob come tutto questo si è determinato. Di certo una cesura con il passato, uno stacco, si imponeva. A segnarlo è l’arrivo di Banca di Roma e, di fatto, la nascita di una nuova banca.
 
Scritto da genioarcipelago
danneggiato come azionista dalla perdita di valore del titolo (rispetto alle normali fluttuazioni), per le scelte gestionali assunte dalla banca..


Se inizia a passare questa tesi, avviamoci a fare causa contro mezza borsa.


Scritto da genioarcipelago
per non essere stato messo a conoscenza della esistenza di «una fascia di clienti privilegiati» ai quali erano state fornite particolari garanzie


I clienti "privilegiati" delle gestioni non hanno danneggiato gli altri clienti, in alcun modo. Si può censurare la pratica, ecc. ma certo non si può affermare che le perdite delle gestioni dei clienti "normali" siano state provocate dai privilegi altrui, anche se tali privilegi saranno considerati non leciti.
 
Scritto da genioarcipelago
Sempre tribunali di mezzo...ci sono qua???




Ci sono gli avvocat.....i paladini dei risparmiatori dell'Adusbef di mezzo, e quindi....
 
Scritto da Voltaire





Ci sono gli avvocat.....i paladini dei risparmiatori dell'Adusbef di mezzo, e quindi....

Ciao Volt,
mattiniero, eh?
 
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