La tobin tax

swaption

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Ho letto di questa proposta. Premesso che ritengo coloro che la vogliono totalmente incompetenti e miranti ad altro , mi piacerebbe saperne di più ; ovviamente non andando a leggere uno dei loro stupidi siti comunisti , ma chiedendolo agli esperti di questo forum.
Si dice : la tobin tax colpisce le transazioni internazionali valutarie.
Ok , ma cosa vuol dire in termini pratici ? Io non so chi siano questi soliti avidi speculatori che in una notte fanno quasi fallire la banca d'Inghilterra speculando sulla sterlina ( si , questo so chi è stato , ma il resto non so ) ; però se ne parla sempre , da parte di quelli che propongono una tassa alla tobin.
Se io compro un azione al Nasdaq devo essere colpito dalla tobin tax ? E se invece la compro al mib30 no? Mi sembra una assurdità ; non sta nè in cielo nè in terra. Bisognerà mettersi d'accordo che l'aliquota va applicata solo su importi eccedenti un certo tot di dollari. Se no le Sim e i trader cosa fanno , pagano altre tasse? Bastano quelle che abbiamo già , e non siamo certo noi quelli che distruggiamo lo zimbabwe a colpi di future.
Andrebbe tutto a danno dei cittadini comuni e piccoli risparmiatori che fanno capo alle Sim e sgr.
E poi ancora : io credo che l'aliquota debba anche essere calcolata "bene" ; ne ho lette di troppo basse che non scoraggerebbero le speculazioni. E ancora : secondo me in poco tempo molti avranno già capito come eluderla o evaderla.
E ancora : sono anche d'accordo su interventi fiscali per mettere freno alle speculazioni selvagge , ma la tobin tax non servirebbe a nulla ; magari ci vorrebbero altri tipi di tasse ( che ne so , una tassa in entrata o in uscita da certi paesi ). Il problema è che quando si fanno queste cose , ci vogliono accordi tra stati e stati.

Queste mie domande sono semplicemente una curiosità teorica , in quanto ritengo che una proposta del genere faccia ridere un pò tutti.
Sarei però curioso di saperne di più , perchè mi dà tanto l'impressione di una tassa che serva a colpire più che le speculazioni , tutti i normali operatori.
 
Ho letto di questa proposta. Premesso che ritengo coloro che la vogliono totalmente incompetenti e miranti ad altro , mi piacerebbe saperne di più ; ovviamente non andando a leggere uno dei loro stupidi siti comunisti ........

...................................................................... :eek:



..ci risiamo con i "comunisti".. :mad:

..è proprio una fissazione !!!!!
 
Scritto da swaption
Ho letto di questa proposta. Premesso che ritengo coloro che la vogliono totalmente incompetenti e miranti ad altro , mi piacerebbe saperne di più ; ovviamente non andando a leggere uno dei loro stupidi siti comunisti , ma chiedendolo agli esperti di questo forum.
Si dice : la tobin tax colpisce le transazioni internazionali valutarie.
Ok , ma cosa vuol dire in termini pratici ? Io non so chi siano questi soliti avidi speculatori che in una notte fanno quasi fallire la banca d'Inghilterra speculando sulla sterlina ( si , questo so chi è stato , ma il resto non so ) ; però se ne parla sempre , da parte di quelli che propongono una tassa alla tobin.
Se io compro un azione al Nasdaq devo essere colpito dalla tobin tax ? E se invece la compro al mib30 no? Mi sembra una assurdità ; non sta nè in cielo nè in terra. Bisognerà mettersi d'accordo che l'aliquota va applicata solo su importi eccedenti un certo tot di dollari. Se no le Sim e i trader cosa fanno , pagano altre tasse? Bastano quelle che abbiamo già , e non siamo certo noi quelli che distruggiamo lo zimbabwe a colpi di future.
Andrebbe tutto a danno dei cittadini comuni e piccoli risparmiatori che fanno capo alle Sim e sgr.
E poi ancora : io credo che l'aliquota debba anche essere calcolata "bene" ; ne ho lette di troppo basse che non scoraggerebbero le speculazioni. E ancora : secondo me in poco tempo molti avranno già capito come eluderla o evaderla.
E ancora : sono anche d'accordo su interventi fiscali per mettere freno alle speculazioni selvagge , ma la tobin tax non servirebbe a nulla ; magari ci vorrebbero altri tipi di tasse ( che ne so , una tassa in entrata o in uscita da certi paesi ). Il problema è che quando si fanno queste cose , ci vogliono accordi tra stati e stati.

Queste mie domande sono semplicemente una curiosità teorica , in quanto ritengo che una proposta del genere faccia ridere un pò tutti.
Sarei però curioso di saperne di più , perchè mi dà tanto l'impressione di una tassa che serva a colpire più che le speculazioni , tutti i normali operatori.


Il tuo modo di porti non meriterebbe risposta, invece voglio dartela perché tu sei uno di quelli che fornisce il consenso ai nani.

La Tobin Tax colpisce le transazioni a breve cioé quelle realizzate per speculare, riguarda le valute per questo si parla di transazioni valutarie, internazionali perché se viviamo in un mondo globale le valute possono essere comprate da tutti in qualsiasi momento.

Il problema è che le speculazioni sulle valute hanno causato pesanti recessioni il cui costo ricade sui popoli dei paesi la cui valuta è oggetto di speculazione.
Ricordiamo tra le altre la speculazione realizzata da Soros sulla lira per la quale il popolo italiano ha subito dei costi enormi.
Ricordiamo l'attacco al bath thailandese e la cinseguente recessione.
Ricordiamo l'attacco alla moneta di Hong Kong e via così.

Per adesso nessuno ha parlato di azioni e il fatto che tu lo citi e forse dettato da un interesse personale.

Invece di attaccare questa tassa parla male della DE TAX di Tremonti che colpisce i consumi e quindi i cittadini mentre la Tobin Tax colpisce i ricchi, i grandi speculatori.

La Tobin Tax è dalla parte del popolo perché vuole far pagare la solidarietà a coloro che ottengono dalla globalizzazione enormi benefici sulle spalle della gente comune.

La De Tax è dalla parte dei ricchi che vogliono far ricadere il costo della solidarietà solo nelle tasche dei cittadini attraverso i loro consumi.

E' incredibile che un fiscalista, ministro dell'economia, che fa affari in Liechtenstein cioé uno dei paradisi fiscali più oscuri in cui avvengono i giri più loschi di denaro abbia il coraggio di presentare un stupidità come la De Tax.

Queste persone hanno promesso la lotta la terrorismo finanziario che opera attraverso i paradisi fiscali ma fanno di tutto per impedire che questo accada.

La Tobin Tax non smaschererà i terroristi, ma siccome per renderla applicabile occorre che ci sia l'adesione di tutti i paesi del mondo quindi anche dei paradisi fiscali in cui trovano riparo i soldi di mafia, terrorismo, evasione fiscale e via così, permetterà un maggior legame fra stati e quindi un maggior controllo su questi paradisi criminali.


La Tobin Tax ha aliquote basse proprio perché non mira a danneggiare gli investitori mira a frenare la speculazione; prima ti lamenti che colpirà tutti e poi dici che ha aliquote troppo basse? Mettiti d'accordo.

Quello che fa ridere non è la Tobin Tax ma quello che tu dici, è veramente incredibile che tu possa esprimere giudizi senza cognizione di causa. Parli di stupidità ma non sai neppure cosa sia una transazione valutaria. Parli di colpire tutti gli operatori ma non capisci che la Tobin Tax è contro la speculazione di breve periodo.

Allora visto che sono tollerante oggi ti consiglio la lettura di questo libro in cui ci sono tutti i pro e contro della Tobin Tax.
Non è scritto dai comunisti, anche se la Tobin Tax è appoggiata da molti preti e missionari, ah già quelli che chiamate cattocomunisti.

"Un'imposta giusta: la Tobin tax"
Alex C. Michalos
Edizioni Gruppo Abele
10.33€


Quando l'hai letto torna che continuiamo la discussione, adesso sei troppo impreparato per andare oltre.

ciao
 
Mi pare che l'interpretazione ideologica prevalga talvolta sui contenuti economici; comunque alla domanda "cosa sia la Tobin tax" é meglio far rispondere all'interessato, attraverso un'intervista che Roberto ha riportato in questa sezione tempo fa.

Almeno sappiamo come la pensa lui, direttamente.



James Tobin : Col popolo anti globalizzazione non ho niente in comune
http://web.vita.it/articolo/index.p...906&NEWSID=8661

"Il movimento anti globalizzazione abusa del mio nome". Intervista al Premio Nobel per l'Economia James Tobin di Der Spiegel, l'abbiamo tradotta per voi.

Col popolo anti globalizzazione non ho niente in comune"

di Redazione (redazione@vita.it)

06/09/2001

Il Premio Nobel dell'Economia James Tobin parla della sorprendente riscoperta della sua tassa sulle speculazioni finanziarie, del suo rapporto conflittuale col popolo anti globalizzazione e degli errori della Banca Centrale Europea.

Signor Tobin, lei se ne sta qui tranquillo nel Wisconsin in riva a un lago mentre, in Europa, il popolo anti globalizzazione inscena una rivolta in suo nome. Non la preoccupa?

James Tobin: Per nulla. Col popolo anti globalizzazione non ho proprio niente in comune.

Non le fa piacere che, trent'anni dopo la sua teorizzazione, la Tobin Tax abbia finalmente successo?

Tobin: Certo che mi fa piacere, ma gli applausi più sonori vengono dalla parte sbagliata. Sono un'economista, e come la maggior parte degli economisti sono a favore del libero mercato. E anche del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale, dell'Organizzazione Mondiale del Commercio. Il popolo anti globalizzazione abusa del mio nome.

I no global chiedono di tassare le speculazioni finanziarie convinti che, col ricavato, si possa intensificare l'aiuto allo sviluppo. Non è quello che proponeva lei?

Tobin: Io avevo proposto che il denaro in più venisse messo a disposizione della Banca Mondiale. La tassazione delle transazioni di divise, inoltre, l'avevo pensata per ammortizzare le fluttuazioni dei tipi di cambio. L'idea è molto semplice: imporre una piccola tassa, diciamo dello 0,5% sul volume della transazione, su tutti i cambi di moneta. In questo modo si dissuadono gli speculatori, perché molti investono su divise a breve termine. Se questo denaro viene ritirato improvvisamente, i Paesi devono innalzare drasticamente gli interessi perché la moneta non perda di valore e continui ad essere attraente. Ma gli interessi alti, come hanno dimostrato le crisi degli anni Novanta in Messico, Sudest asiatico e Russia, sono disastrosi per i Paesi. La mia tassa restituiva un margine di manovra alle banche dei piccoli Paesi e si opponeva alla dittatura dei mercati finanziari.

Bloccare gli speculatori, dittatura dei mercati finanziari. Non è proprio quello che dice il popolo anti globalizzazione?

Tobin: Quello che davvero gli interessa, è utilizzare questa tassa per finanziare i suoi progetti di sviluppo del mondo. Per me, invece, raccogliere denaro non è la cosa più importante. Io volevo fermare il traffico di divise, gli ingressi fiscali per me sono sempre stati una conseguenza.

Quindi perché è contrario a che vengano usati per un buon fine?

Tobin: Non lo sono, sarei solo felice se questo denaro extra finisse in mano ai poveri del mondo. Ma su questo punto dovrebbero essere i governi a decidere.

cosa la portò a teorizzare la tassa Tobin nel 1972?

Tobin: Sono un discepolo di Keynes, ed egli proponeva una tassa sulle speculazioni per imporre agli investitori operazioni durature già nel Capitolo XII della sua famosa teoria sull'occupazione. Nel 1971 io ho applicato quest'idea al mercato delle divise. Oggi che in qualunque parte del mondo qualcuno può fare operazioni sul mercato dal suo computer, questo problema è diventato ancora più serio.

chi potrebbe gestire l'introduzione di questa tassa? Un'autorità internazionale della Tobin Tax?

Tobin: No, il Fondo Monetario Intenazionale. Ha esperienza della scena bancaria internazionale, e quasi tutti i Paesi ne fanno parte.

Non pensa, come i no global, che proprio il Fondo Monetario sia il primo avversario da demolire?

Tobin: Al contrario: penso che il Fondo Monetario Internazionale debba essere rinforzato e ampliato. Senza dubbio ha commesso molti errori. Ma, come accade anche alla Banca Mondiale, ha troppi pochi mezzi a disposizione per aiutare i Paesi poveri e in via di sviluppo. Il Fondo e la Banca Mondiale non sono parte di una cospirazione chiamata globalizzazione.

lo stesso vale per l'Organizzazione Mondiale del Commercio?

Tobin: Naturalmente. Già il suo predecessore, il GATT, ha fatto molte cose buone per ampliare il mercato mondiale.

Non tutto il mondo la vede in maniera così positiva. Nel 1999 decine di migliaia di anti globalizzatori hanno attaccato il Summit dell'Omc a Seattle.

Tobin: L'Organizzazione Mondiale del Commercio ha bisogno di più potere. Dovrebbe essere in grado di proibire ai Paesi industrializzati di bloccare le importazioni dei Paesi in via di sviluppo.

Il fatto è che le nazioni industrializzate riempiono il Terzo mondo di prodotti e lo utilizzano come mano d'opera a basso costo.

Tobin: Dire che il Fondo Monetario, la Banca Mondiale e l'Organizzazione Mondiale del Commercio sono nemici dei Paesi poveri significa aver focalizzato male la questione. I problemi della globalizzazione non si risolvono bloccandola, tutti i Paesi e i loro abitanti traggono benefici dalla libera circolazione di merci e capitale.

Ma allora perché è aumentata la povertà nel mondo?

Tobin: Non è affatto aumentata. Prendiamo la Corea del Sud, per esempio: nel 1960 era una Paese poverissimo, oggi è una nazione industrializzata. E lo stesso vale per altre “tigri asiatiche”, nonostante la crisi del Sudest asiatico di quattro anni fa. Questi Paesi stanno meglio che tre decenni fa, e ciò grazie al mercato e al capitale straniero.

Può essere che alcuni Paesi beneficino della globalizzazione. Ma, in generale, i ricchi diventato sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri

Tobin: La povertà ha molte cause, e la maggior parte dovute agli stessi Paesi poveri. Non miglioreranno la loro situazione con gli strumenti suggeriti dagli anti globalizzatori come l'imposizione in tutto il mondi di norme occidentali sui posti di lavoro. In questo modo si riduce la competitività delle esportazioni dei Paesi poveri.

Lei accusa Attac di essere un cattivo avvocato dei poveri?

Tobin: Non conosco esattamente i piani di Attac. Le sue ultime proposte, comunque, sono abbastanza contraddittorie . Diciamo che sono ben intenzionate, ma mal pensate. Non voglio che il mio nome sia associato a tutto questo.

Si è mai confrontato con Attac?

Tobin: Il suo presidente, Bernard Cassen, una volta mi ha chiamato e invitato a Parigi dove dovevo apparire davanti a migliaia di attivisti entusiasti.

Cosa gli ha risposto?

Tobin: Di no. Per motivi familiari e perché non volevo che mi identificassero con gli obiettivi di Attac. Da allora non ho più saputo niente di lui. Attac non mi ha comunicato che sta propagandando la mia proposta.

Come si spiega che la Tobin Tax abbia tanto successo fra gli attivisti politici e che, invece, sia criticata dagli economisti?

Tobin: Non la criticano tutti. La maggior parte degli economisti ignora completamente la mia proposta. Ci sono vari libri sulla Tobin Tax, alcuni a favore, altri contro, altri che non sanno che posizione prendere.

Il professor Rudi Dornbusch del Massachussets Institute of Technology critica la sua tassa. E perfino Robert Mundell, premio Nobel come lei, la considera un'idea tonta.

Tobin: Credo che si riferiscano ad Attac e colleghi, non alla mia tassa.

George Soros, invece, lo speculatore più famoso del mondo, elogia la sua tassa antispeculatori. Un altro applauso che viene dalla parte sbagliata?

Tobin: Soros sa molto bene di cosa parla. Ha guadagnato molto denaro sui mercati finanziari, e questa non è una colpa. In più ha un'idea molto eterodossa sul sistema monetario mondiale. I ministri delle finanze dovrebbero avere più paura di lui che di me.

Crede che, prima o poi, la Tobin tax diventerà realtà?

Tobin: Temo che non abbia alcuna possibilità. La gente che decide nel mondo finanziario è contraria.

I ministri europei dell'economia e delle finanze, però, discuteranno della tassa Tobin nel prossimo incontro di Lieja.

Tobin: Probabilmente sarà solo una rappresentazione teatrale. Dubito che si metteranno a riflettere seriamente sulla mia proposta. Alla fine la verità è che non vogliono caricare sul sistema finanziario una nuova tassa.

Perché, per proteggere la moneta, non si torna a un sistema di cambi fissi?

Tobin: Ci abbiamo provato, ma non ha funzionato. Gli speculatori come Soros tengono le banche fuori dal gioco con le loro manovre. Basta guardare l'Argentina che ha equiparato il suo peso al dollaro e adesso si trova davanti ha un disastro assoluto. Questo tipo di cambi sono un invito alla speculazione. I cambi fissi sono passati di moda.

Perché allora non evitare la crisi monetaria semplicemente abolendo le diverse valute? Non avrebbe senso imporre l'Euro anche in Asia e America?

Tobin: Per come la vedo io, l'Euro non è esattamente un modello di successo da imporre nel resto del mondo.

Però sta recuperando terreno nei confronti del dollaro

Tobin: Non mi riferisco al suo valore. Il problema di Eurolandia è che la sua economia generale non va bene, e la colpa è della Banca Centrale Europea che non ha seguito l'esempio della banca delle emissioni americana.

E cioè quale?

Tobin: Wim Duisenberg, presidente della Banca Centrale Europea, una volta mi ha confidato di non aver nulla a che fare con l'economia reale. Con la crescita e con l'occupazione. Disse che la sua sua missione è combattere l'inflazione. Se questo è tutto ciò che può offrire la politica monetaria europea, non mi sorprende che in Europa l'economia sia debole.

Come ha difeso la sua posizione, Duisenberg?

Tobin: Ha una visione molto ideologica. Per lui la stabilità dei prezzi è una specie di religione. Per fortuna il presidente della Banca Centrale Americana, Alan Greenspan, non la vede così, lui si sente responsabile anche dei posti di lavoro.
 
Tobin non vuole associare il suo nome al movimento ma conferma l'efficacia della sua proposta e della tassa in sè.
Conferma che mai si realizzerà perché ci sono troppi interessi nascosti.

Proprio perché è un'economista è favorevole al libero mercato, ma si dimentica di dire che il suo libero mercato non coincide con quello della politica o degli imprenditori.

Ancora una volta bisogna ricordare che quando Adamo Smith parlò di libero mercato lo fece perché stava attaccando gli interessi dei mercantilisti, ovvero i globalizzatori del suo tempo: la compagnia delle Indie orientali per esempio.
Tobin dimentica di dire che quando parliamo dei benefici del libero mercato bisogna anche considerare come il beneficio viene ripartito fra le parti.
Ad esempio: presi due stati, uno X del nord del mondo, uno Y del sud, se dal loro libero commercio nasce un beneficio di 100 come deve essere ripartito? 50 e 50? 80-20?

E' questo il problema che oggi concerne il libero mercato. Facciamo un esempio concreto sull'agricoltura: in Europa e Usa è sussidiata o protetta da barriere cosidette fitosanitarie, che concernono la sicurezza del prodotto, questo impedisce ai PVS di esportare le loro produzioni perché non adatte ai nostri mercati, al contrario UE e Usa esportano prodotti alimentari nel sud del mondo danneggiando le economie di quei paesi che comprano ma non riescono a vendere. Quindi dove è il beneficio del commercio internazionale? Come viene ripartito?

Non si può negare che il libero mercato produca benefici a livello teorico, ma in pratica ci sono troppi corruttori che impediscono il suo regolare funzionamento e non sono i no-global ma quelli che vanno al G7, WEF, FMI e via così.

Ritengo che l'onestà intellettuale manchi a tutti coloro che negano l'evidenza dei fatti e si nascondono dietro a cifre e cifrette che evidenziano crescite e crescitine, questo è un modo di sfuggire alle proprie responsabilità. Possiamo anche non vederle, ma i poveri sono più di noi e un giorno ce la faranno pagare a meno che non li massacriamo come abbiamo fatto in Afghanistan.
Siamo ancora in tempo per evitare tutto questo, ma occorre onestà intellettuale che non vedo.

Non possiamo stravolgere i fatti reali con interpretazioni ideologiche, credo nel mondo odierno dell'economia sia troppo presente tutto questo. Ritengo opportuno avere un approccio all'economia sullo stile di Krugman, a cui personalmente mi ispiro, un'economista che polemizza con tutto e tutti e che cerca di difendere i capisaldi di questa disciplina e le verità a cui è giunta, a differenza di molti economisti che dietro compensi miliardari sarebbero disposti a vendere anche la mamma.

La Tobin Tax per me resta un'ottima idea e non mi interessa se chi la sostiene è un'economista o un no-global, non mi sembra Tobin smentisca la sua imposta o la bontà di essa, mi pare voglia solo dissociarci dai no-global, è un dramma che rende non efficace la sua proposta???

Ad esempio Tobin cita Mundell che è contrario alla sua idea, ma perché? Io non lo so, ma so perfettamente che il signor Mundell vive in una villa in Toscana, come e in che modo un economista possa avere tutto questo è un mistero. Non credo Krugman, Sen o Tobin stesso godano dei privilegi di Mundell.


ciao

PS: per vedere gli effetti del libero mercato alla Enron, guardate cosa ha combinato tale azienda nello stato indiano del Maharastra e poi ditemi se il problema sono i no-global.
Ci vuole onestà intelletuale.............................
 
Scritto da James Tobin
Tobin non vuole associare il suo nome al movimento ma conferma l'efficacia della sua proposta e della tassa in sè.
Conferma che mai si realizzerà perché ci sono troppi interessi nascosti.


No, semplicemente perché l'efficacia della tassa é subordinata alla sua accettazione da parte di tutte le Nazioni del pianeta, altrimenti si creerebbero degli ulteriori paradisi fiscali.

Proprio perché è un'economista è favorevole al libero mercato, ma si dimentica di dire che il suo libero mercato non coincide con quello della politica o degli imprenditori.

Sono stupefatto! Se mettiamo in dubbio la validità del libero mercato, che non corrisponde di certo al capitalismo tout court, unica dottrina economica attualmente valida e sperimentata, miniamo dalle fondamenta qualsivoglia confronto per armonizzarlo ad una crescita più equa, solidale ed efficiente.
Politici e imprenditori non hanno altra scelta.

Ancora una volta bisogna ricordare che quando Adamo Smith parlò di libero mercato lo fece perché stava attaccando gli interessi dei mercantilisti, ovvero i globalizzatori del suo tempo: la compagnia delle Indie orientali per esempio.

Tobin, da Adam Smith ad oggi sono passati secoli, il suo liberismo é anni luce dal liberalismo moderno.

Tobin dimentica di dire che quando parliamo dei benefici del libero mercato bisogna anche considerare come il beneficio viene ripartito fra le parti.
Ad esempio: presi due stati, uno X del nord del mondo, uno Y del sud, se dal loro libero commercio nasce un beneficio di 100 come deve essere ripartito? 50 e 50? 80-20?


In un sistema democratico ed equo di libero mercato l'interscambio beneficia entrambe le parti secondo il reciproco interesse: non si può predeterminare una distribuzione dei benefici come in un'economia collettivistica.

E' questo il problema che oggi concerne il libero mercato. Facciamo un esempio concreto sull'agricoltura: in Europa e Usa è sussidiata o protetta da barriere cosidette fitosanitarie, che concernono la sicurezza del prodotto, questo impedisce ai PVS di esportare le loro produzioni perché non adatte ai nostri mercati, al contrario UE e Usa esportano prodotti alimentari nel sud del mondo danneggiando le economie di quei paesi che comprano ma non riescono a vendere. Quindi dove è il beneficio del commercio internazionale? Come viene ripartito?

Come ho già espresso varie volte, l'efficiente globalizzazione ben normalizzata che impedisce sopraffazioni é la formula per eliminare inconvenienti del tipo da te riportato.
Per la ripartizione, vedi sopra.

Non si può negare che il libero mercato produca benefici a livello teorico, ma in pratica ci sono troppi corruttori che impediscono il suo regolare funzionamento e non sono i no-global ma quelli che vanno al G7, WEF, FMI e via così.

E no, a livelli molto ma molto pratici: qualsiasi altro tentativo di imbrigliare il libero mercato, insegna la storia, ha provocato solo miseria ed eccidi di massa.
La corruzione é da eliminare sempre e comunque, e sempre la storia insegna che cresce smisuratamente con la diminuzione di democrazia e di libertà civile ed economica.

Ritengo che l'onestà intellettuale manchi a tutti coloro che negano l'evidenza dei fatti e si nascondono dietro a cifre e cifrette che evidenziano crescite e crescitine, questo è un modo di sfuggire alle proprie responsabilità. Possiamo anche non vederle, ma i poveri sono più di noi e un giorno ce la faranno pagare a meno che non li massacriamo come abbiamo fatto in Afghanistan.
Siamo ancora in tempo per evitare tutto questo, ma occorre onestà intellettuale che non vedo.


Nessuno misconosce la realtà, Tobin, ma la strada da perseguire é una sola: configurazione di un diritto internazionale che apra effettivamente i mercati e che sia deterrente forte alla sopraffazione del più forte.
Sulle cifre un esempio: i salari dei lavoratori di aziende straniere nei PVS sono mediamente del 10% superiori ai colleghi di aziende autoctone.

Non possiamo stravolgere i fatti reali con interpretazioni ideologiche, credo nel mondo odierno dell'economia sia troppo presente tutto questo. Ritengo opportuno avere un approccio all'economia sullo stile di Krugman, a cui personalmente mi ispiro, un'economista che polemizza con tutto e tutti e che cerca di difendere i capisaldi di questa disciplina e le verità a cui è giunta, a differenza di molti economisti che dietro compensi miliardari sarebbero disposti a vendere anche la mamma.

Concordo, la continua attenta critica e osservazione della realtà sono le basi di una società liberale.

La Tobin Tax per me resta un'ottima idea e non mi interessa se chi la sostiene è un'economista o un no-global, non mi sembra Tobin smentisca la sua imposta o la bontà di essa, mi pare voglia solo dissociarci dai no-global, è un dramma che rende non efficace la sua proposta???

Se leggi il thread "il potere finanziari" di Puntomega, troverai una ipotesi ancor più rivoluzionaria e affascinante.

Ad esempio Tobin cita Mundell che è contrario alla sua idea, ma perché? Io non lo so, ma so perfettamente che il signor Mundell vive in una villa in Toscana, come e in che modo un economista possa avere tutto questo è un mistero. Non credo Krugman, Sen o Tobin stesso godano dei privilegi di Mundell.

Neanch'io.

PS: per vedere gli effetti del libero mercato alla Enron, guardate cosa ha combinato tale azienda nello stato indiano del Maharastra e poi ditemi se il problema sono i no-global.
Ci vuole onestà intelletuale.............................


La bancarotta colposa di una società non ha nulla a che fare con il libero mercato, che ha delle precise regole ma che come tutte le cose umane non può prevenire totalmente la delinquenza.

Tanto per curiosità, cosa ci proponi in alternativa all'economia di mercato?

ciao
 
Scritto da microalfa
Scritto da James Tobin
Tobin non vuole associare il suo nome al movimento ma conferma l'efficacia della sua proposta e della tassa in sè.
Conferma che mai si realizzerà perché ci sono troppi interessi nascosti.


No, semplicemente perché l'efficacia della tassa é subordinata alla sua accettazione da parte di tutte le Nazioni del pianeta, altrimenti si creerebbero degli ulteriori paradisi fiscali.

Proprio perché è un'economista è favorevole al libero mercato, ma si dimentica di dire che il suo libero mercato non coincide con quello della politica o degli imprenditori.

Sono stupefatto! Se mettiamo in dubbio la validità del libero mercato, che non corrisponde di certo al capitalismo tout court, unica dottrina economica attualmente valida e sperimentata, miniamo dalle fondamenta qualsivoglia confronto per armonizzarlo ad una crescita più equa, solidale ed efficiente.
Politici e imprenditori non hanno altra scelta.

Ancora una volta bisogna ricordare che quando Adamo Smith parlò di libero mercato lo fece perché stava attaccando gli interessi dei mercantilisti, ovvero i globalizzatori del suo tempo: la compagnia delle Indie orientali per esempio.

Tobin, da Adam Smith ad oggi sono passati secoli, il suo liberismo é anni luce dal liberalismo moderno.

Tobin dimentica di dire che quando parliamo dei benefici del libero mercato bisogna anche considerare come il beneficio viene ripartito fra le parti.
Ad esempio: presi due stati, uno X del nord del mondo, uno Y del sud, se dal loro libero commercio nasce un beneficio di 100 come deve essere ripartito? 50 e 50? 80-20?


In un sistema democratico ed equo di libero mercato l'interscambio beneficia entrambe le parti secondo il reciproco interesse: non si può predeterminare una distribuzione dei benefici come in un'economia collettivistica.

E' questo il problema che oggi concerne il libero mercato. Facciamo un esempio concreto sull'agricoltura: in Europa e Usa è sussidiata o protetta da barriere cosidette fitosanitarie, che concernono la sicurezza del prodotto, questo impedisce ai PVS di esportare le loro produzioni perché non adatte ai nostri mercati, al contrario UE e Usa esportano prodotti alimentari nel sud del mondo danneggiando le economie di quei paesi che comprano ma non riescono a vendere. Quindi dove è il beneficio del commercio internazionale? Come viene ripartito?

Come ho già espresso varie volte, l'efficiente globalizzazione ben normalizzata che impedisce sopraffazioni é la formula per eliminare inconvenienti del tipo da te riportato.
Per la ripartizione, vedi sopra.

Non si può negare che il libero mercato produca benefici a livello teorico, ma in pratica ci sono troppi corruttori che impediscono il suo regolare funzionamento e non sono i no-global ma quelli che vanno al G7, WEF, FMI e via così.

E no, a livelli molto ma molto pratici: qualsiasi altro tentativo di imbrigliare il libero mercato, insegna la storia, ha provocato solo miseria ed eccidi di massa.
La corruzione é da eliminare sempre e comunque, e sempre la storia insegna che cresce smisuratamente con la diminuzione di democrazia e di libertà civile ed economica.

Ritengo che l'onestà intellettuale manchi a tutti coloro che negano l'evidenza dei fatti e si nascondono dietro a cifre e cifrette che evidenziano crescite e crescitine, questo è un modo di sfuggire alle proprie responsabilità. Possiamo anche non vederle, ma i poveri sono più di noi e un giorno ce la faranno pagare a meno che non li massacriamo come abbiamo fatto in Afghanistan.
Siamo ancora in tempo per evitare tutto questo, ma occorre onestà intellettuale che non vedo.


Nessuno misconosce la realtà, Tobin, ma la strada da perseguire é una sola: configurazione di un diritto internazionale che apra effettivamente i mercati e che sia deterrente forte alla sopraffazione del più forte.
Sulle cifre un esempio: i salari dei lavoratori di aziende straniere nei PVS sono mediamente del 10% superiori ai colleghi di aziende autoctone.

Non possiamo stravolgere i fatti reali con interpretazioni ideologiche, credo nel mondo odierno dell'economia sia troppo presente tutto questo. Ritengo opportuno avere un approccio all'economia sullo stile di Krugman, a cui personalmente mi ispiro, un'economista che polemizza con tutto e tutti e che cerca di difendere i capisaldi di questa disciplina e le verità a cui è giunta, a differenza di molti economisti che dietro compensi miliardari sarebbero disposti a vendere anche la mamma.

Concordo, la continua attenta critica e osservazione della realtà sono le basi di una società liberale.

La Tobin Tax per me resta un'ottima idea e non mi interessa se chi la sostiene è un'economista o un no-global, non mi sembra Tobin smentisca la sua imposta o la bontà di essa, mi pare voglia solo dissociarci dai no-global, è un dramma che rende non efficace la sua proposta???

Se leggi il thread "il potere finanziari" di Puntomega, troverai una ipotesi ancor più rivoluzionaria e affascinante.

Ad esempio Tobin cita Mundell che è contrario alla sua idea, ma perché? Io non lo so, ma so perfettamente che il signor Mundell vive in una villa in Toscana, come e in che modo un economista possa avere tutto questo è un mistero. Non credo Krugman, Sen o Tobin stesso godano dei privilegi di Mundell.

Neanch'io.

PS: per vedere gli effetti del libero mercato alla Enron, guardate cosa ha combinato tale azienda nello stato indiano del Maharastra e poi ditemi se il problema sono i no-global.
Ci vuole onestà intelletuale.............................


La bancarotta colposa di una società non ha nulla a che fare con il libero mercato, che ha delle precise regole ma che come tutte le cose umane non può prevenire totalmente la delinquenza.

Tanto per curiosità, cosa ci proponi in alternativa all'economia di mercato?

ciao
Credo che lo stesso Tobin abbia smentito l'efficacia del provvedimento da lui stesso ideato.
Una tassa sulle transazioni economiche di fatto le renderebbe più care e quindi diminuirebbe la liquidità che affluisce verso i paesi economicamente più poveri mantenendola all'interno di mercati più sicuri e addirittura meno cari. Inoltre i soldi tratti dalla Tobin Tax come affluirebbero ai paesi più poveri? Andando a finanziare Saddam Hussein o il Sudan ? Tipico esempio di idea sbagliata riesumata solo perchè piace a prescindere dalla valutazione delle conseguenze.
 
Scritto da microalfa
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Ancora una volta bisogna ricordare che quando Adamo Smith parlò di libero mercato lo fece perché stava attaccando gli interessi dei mercantilisti, ovvero i globalizzatori del suo tempo: la compagnia delle Indie orientali per esempio.

Tobin, da Adam Smith ad oggi sono passati secoli, il suo liberismo é anni luce dal liberalismo moderno.

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scusa micro,

tu proponi una interpretazione ricardiana del libero mercato, molto più prossima ad Adam Smith che alla visione di mercato "aperto" di Tobin.

Visione, la tua, che ha più volte mostrato la sua capacità di provocare ampie storture se non adeguatamente indirizzata, per cui mi trovo stupefatto di fronte al tuo "essere stupefatto".

Tk

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x swaption,

ti consiglierei di acculturarti presso siti non comunisti quali quello di Mani tese, ad esempio.

Inoltre, ti invieterei a verificare lo stato della "distribuzione della ricchezza" nel mondo, tra paesi ed all'interno dei singoli paesi, non si sa mai che tu scopra qualcosa di nuovo (per te).

Tk
 
Scritto da adolar

Credo che lo stesso Tobin abbia smentito l'efficacia del provvedimento da lui stesso ideato.
Una tassa sulle transazioni economiche di fatto le renderebbe più care e quindi diminuirebbe la liquidità che affluisce verso i paesi economicamente più poveri mantenendola all'interno di mercati più sicuri e addirittura meno cari. Inoltre i soldi tratti dalla Tobin Tax come affluirebbero ai paesi più poveri? Andando a finanziare Saddam Hussein o il Sudan ? Tipico esempio di idea sbagliata riesumata solo perchè piace a prescindere dalla valutazione delle conseguenze.

Adolar,

il fine della Tobin tax, come dall'ideatore più volte chiarito, ha la funzione di colpire la speculazione nel mercato dei cambi, spot.
Solo questo.
La destinazione della raccolta impositiva é tutt'altro discorso nel quale Tobin non entra, se non a livello di ipotesi.

ciao
 
Scritto da Tarkol


scusa micro,

tu proponi una interpretazione ricardiana del libero mercato, molto più prossima ad Adam Smith che alla visione di mercato "aperto" di Tobin.

Visione, la tua, che ha più volte mostrato la sua capacità di provocare ampie storture se non adeguatamente indirizzata, per cui mi trovo stupefatto di fronte al tuo "essere stupefatto".

Tk


Perché mai ricardiano, Tarkol?

Andrei, come più volte ricordato, contro la storia, contro gli affinamenti che il liberalismo moderno ha espresso, più a livello teorico a dire il vero, nel dopoguerra, anche per spinta del socialismo.

Sono addirittura affascinato da imposizioni patrimoniali sui capitali finanziari che all'80% servono solo al casinò dei derivati.

Smithiano a me?

ciao
 
x microalfa.

Non ho una proposta alternativa se non quella che in economia si dovrebbe considerare di più l'essere umano e le sue reali esigenze, basta con questa utilità per tutti.

Mi ritengo disponibile al confronto dialettico per trovare soluzioni alternative.

Concordo con te sulla necessità di democratizzare le istituzioni internazionali per difendere i più deboli dallo strapotere delle economie più forti. Ma oggi siamo ancora lontani da questo.

Non rifiuto l'idea che gli economisti hanno del libero mercato, ci mancherebbe altro, sarei un'******. Ma non condivido l'idea di libero mercato che hanno i Bush o i Berlusconi.

Non volevo paragonare il liberismo di Smith a quello odierno, mi interessava contestualizzare a livello storico la sua scelta, far capire perché sosteneva il libero mercato, credo sia una cosa importante da farsi, altrimenti non si capisce perché un'economista abbia scelto una certa strada.

Non voglio imbrigliare il mercato quando parlo di beneficio derivante dal libero commercio o pianificare il suo funzionamento, però è importante dire che i PVS godono minori benefici rispetto ai paesi ricchi quando commerciano a livello internazionale.
Durante il WTO di Doha il presidente liberista del Senegal ha dichiarato che i paesi ricchi devono essere meno egoisti.

Non nego che la globalizzazione abbia arrecato benefici reddituali alle popolazioni dei PVS, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Credo converrai con me che bisogna combattere lo sfruttamento dei minori, per esempio, ma non chiedendo di chiudere le fabbriche bensì cercando di fissare regole minime a livello internazionale.

Mi torna in mente uno dei concetti espressi nello studio "Sviluppo Sostenibile" dell'istituto di Wuppertal: "non possiamo chiedere ai PVS di impegnarsi nella difesa dell'ambiente se prima non dimostriamo noi che questo porta benefici a tutti e migliora l'efficienza". Lo stesso concetto è applicabile ad altri aspetti e tocca a noi occidentali mostrare la via, per questo è importante discutere di globalizzazione.

Una domanda te la faccio io: i paradisi fiscali esistono per interesse degli abitanti di quei paesi o per l'interesse degli abitanti ricchi del pianeta? La lotta al terrorismo sta spingendo gli Usa a fare accordi con i paradisi fiscali, ultimo firmato quello con Bahamas.
Da quel che mi risulta Attac sa benissimo che non riuscirà a imporre la Tobin Tax però l'importante è attirare l'attenzione sui paradisi fiscali e la speculazione.

Ora vado e mi salvo la proposta di cui parli.

In merito a Enron non parlavo della bancarotta che l'ha coinvolta ma di qualcosa di più grave, comunque più tardi lo inserirò nel discorso.

Un dubbio mi è stato portato alla mente ieri: ma siamo veramente sicuri di poter riuscire a eliminare ad esempio la corruzione o l'egoismo dalle nostre vite? Questi sono due aspetti che hanno accompagnato la globalizzazione neoliberista.
Siamo veramente in grado di distribuire equamente il beneficio della globalizzazione? Lo riuscirà veramente a fare il mercato?

Io non credo fino a quando non ci sarà una crescita culturale di enorme portata che consentirà, come dici tu: "la continua attenta critica e osservazione della realtà sono le basi di una società liberale.


In Italia siamo molto lontani da questo, basta vedere come è stato lanciato questo post: con insulti a coloro di cui non si condivide il pensiero.
 
Tobin,

condivido tutte le critiche all'attuale distribuzione del potere economico mondiale, sono un sostenitore accanito di uno sviluppo sostenibile dalle risorse naturali, sono assolutamente d'accordo per una maggiore attenzione rivolta ai più deboli e per una maggiore giustizia sociale interna alle Nazioni e fra di loro.

Questo é chiaro.

Ritengo però che l'unica strada percorribile per migliorare nettamente la realtà attuale consista in un affinamento dell'economia di mercato secondo i principi del miglior liberalismo moderno, molto vicino alle teorie socialdemocratiche nelle applicazioni ma in più dotato di anticorpi contro gli storici difetti di tale pensiero, come le varie economie europee attualmente dimostrano.

ciao
 
Sull'eventuale impiego dei soldi derivanti dalla Tobin Tax.

Il mio suggerimento in questo campo è quello di destinare il ricavato non ai governi o alle istituzioni finanziarie internazionali bensì al terzo settore che noi italiani abbiamo enormemente sviluppato, i modi vanno discussi.

Non potete non sostenere questa idea, pensate a quanti italiani sono sparsi nei PVS a sviluppare microprogetti.

Il più famoso: Gino Strada, diamogli una piccolissima parte dei soldi della Tobin Tax, lui li userà per sviluppare un'attività importante e necessaria, fornendo anche occupazione e quindi reddito.
Oppure finanziare microprogetti di sviluppo agricolo, insomma la Tobin Tax associata ai microprogetti di sviluppo.

Secondo me questa è la strada da percorrere, e ho letto che anche al WEF di NY ormai si parla di queste cose, speriamo bene.
 
..complimenti per la bellissima discussione !!!

.. sono veramente contento aver scoperto questo Forum......

a volte ho anche il timore di postare qualche mia "povera" idea...

grazie !!


Claudio
 
Scritto da microalfa
Tobin,

condivido tutte le critiche all'attuale distribuzione del potere economico mondiale, sono un sostenitore accanito di uno sviluppo sostenibile dalle risorse naturali, sono assolutamente d'accordo per una maggiore attenzione rivolta ai più deboli e per una maggiore giustizia sociale interna alle Nazioni e fra di loro.

Questo é chiaro.

Ritengo però che l'unica strada percorribile per migliorare nettamente la realtà attuale consista in un affinamento dell'economia di mercato secondo i principi del miglior liberalismo moderno, molto vicino alle teorie socialdemocratiche nelle applicazioni ma in più dotato di anticorpi contro gli storici difetti di tale pensiero, come le varie economie europee attualmente dimostrano.

ciao

Ti riferisci come dice Tobin a non utilizzare la politica monetaria per influenzare produzione e occupazione?
Questa è una posizione che ho dovuto modificare, il contesto culturale mi aveva spinto verso le posizioni di Duisenberg, poi Krugman mi ha aperto gli occhi.

In fondo si vive per migliorarci.

ciao
 
Grazie per l'avermi dato dell'incompetente swaption, ma preferisco, prima di dirti come la penso augurarti il benvenuto in questo Forum.

Ho vissuto molti anni nel mondo della speculazione essendo un ex-trader ed ora Risk Manager pre comprendere come il prezzo di una divisa abbia poco a che fare con scambi commerciali ed altre belle cose. Purtroppo il prezzo è speculazione. Speculazione fatta da Banche e Fondi che si muovono non con fondi ma con linee di credito che sono di gran lunga superiore alle riserve bancarie effettive. Questo vuole dire che in pratica i prezzi vengono fatti dalla speuclazione. non so se tu hai assistito al crollo del dollaro intorno al 1995 quando l'Economia era perfetta, dal punto di vista dati macro, ma un certo George Soros continuava ad abbatterla fino a raggiungere una sera a 1.34 contro Marco ($1 = 1.34DM)... io quella sera me la ricordo benissimo. Era mezzanotte a Riyad hed ero ancora in ufficio per risolvere i problemi di alcuni miei clienti. Problemi che non furono risolti nel migliore dei modi.

Proprio alcuni episodi che ho vissuto nel 1992 (durante la crisi dell'EMU) e nel 1995 mi han portato alla convinzione che i prezzi delle divise sono tuttaltro che eque. E da allora ho preso la sana decisione di lasciare i lcambismo, affollato da personaggi con nessuna conoscenza della Macroeconomia e soprattutto affollata da cartelli. Sì, cartelli, proprio come quelli del petrolio o delle assicurazioni. Non posso dire di più... Però, riguardo alla Tobin Tax ci sono Paesi come il Canada che ha approvato in principio l'introduzione di una tassa sulle speculazioni finanziarie del forex. Insomma che una nazione come il Canada sia incompetente sembrerebbe bella e grossa.

cisono altre nazioni che hanno appoggiato, sempre in principio tale tassa. Perchè in principio? Perchè come diceva l'amico mario, l'introduzione della Tobin Tax in alcuni Paesi e non in altri potrebbe provocare una sorta di fuga delle speculazioni da quel Paese. Questo è vero ma parzialmente. Per esempio l'Italia applica ancora la witholding tax sui titoli mentre la GB non ce l'ha... Eppure non mi sembra di vedere tante fucghe dai titoli italiani... Diciamo che la tassa viene ormai inclusa nel prezzo e nessuno se ne accorge più. Pertanto l'effetto sarebbe transitorio. Comunque, ammettiamo anche che ciò avvenga pertanto non è una soluzione viabile.

Tralascio la storia dei comunisti perchè ne ho piene le tasche di essere accusat odi essere comunista quando di Marx mi piace solo la barba... Però, ahimè devo subirmi, grazie all'ignoranza imperante in questo Paese codesto epiteto che proprio non mi si addice (ed in verità si addice a ben pochi), proprio come in tempi passati venivo accusato di essere fascista.

il mio suggerimento per mettere in pratica quialcosa di simile alla Tobin Tax è semplicissimo. Destinare un percentuale minima del profitto a ... Vedete voi chi...

Chi la dovrebbe destinare? Ma le banche... Ovvio. Sembra riduttivo, lo so ma in fondo le soluzioni più semplici sono quasi sempre le migliori. Of course, le banche si rifarebbero sui loro clienti, così ci sarebbe una tassazione implicita sul cliente.
Ma, ripeto non ritengo che una tale manovra faccia scappare via gli speculatori, in fondo i prezzi quotati vanno dai 2 pips a 5 pips ed in un mercato che quota di un pip il profitto c'e' tutto.

Ma chi le tocca le banche? Figuriamoci.
 
Ultima modifica:
Scritto da microalfa


Adolar,

il fine della Tobin tax, come dall'ideatore più volte chiarito, ha la funzione di colpire la speculazione nel mercato dei cambi, spot.
Solo questo.
La destinazione della raccolta impositiva é tutt'altro discorso nel quale Tobin non entra, se non a livello di ipotesi.

ciao
quello che spesso viene definito come speculazione non è altro che un normale movimento del mercato. Se un argentino avesse scommesso sulla svalutazione della sua moneta avrebbe speculato o avrebbe semplicemente cercato di difendere i prorpi soldi? Tieni conto che chi sbaglia a speculare si fa molto male. Molto spesso quella che viene definita una speculazione non è altro che un normale movimento del mercato e un ritorno delle monete al loro giusto valore. Così come chi vende un titolo allo scoperto. Molto spesso si specula nei confronti di azioni valute nei confronti delle quali esistono buoni motivi per farlo. Il problema è il rafforzamento delle istituzioni di controllo dei mercati. Ma occorre anche avere molto coraggio e determinazione.
 
Scritto da luigir
Grazie per l'avermi dato dell'incompetente swaption, ma preferisco, prima di dirti come la penso augurarti il benvenuto in questo Forum.

Ho vissuto molti anni nel mondo della speculazione essendo un ex-trader ed ora Risk Manager pre comprendere come il prezzo di una divisa abbia poco a che fare con scambi commerciali ed altre belle cose. Purtroppo il prezzo è speculazione. Speculazione fatta da Banche e Fondi che si muovono non con fondi ma con linee di credito che sono di gran lunga superiore alle riserve bancarie effettive. Questo vuole dire che in pratica i prezzi vengono fatti dalla speuclazione. non so se tu hai assistito al crollo del dollaro intorno al 1995 quando l'Economia era perfetta, dal punto di vista dati macro, ma un certo George Soros continuava ad abbatterla fino a raggiungere una sera a 1.34 contro Marco ($1 = 1.34DM)... io quella sera me la ricordo benissimo. Era mezzanotte a Riyad hed ero ancora in ufficio per risolvere i problemi di alcuni miei clienti. Problemi che non furono risolti nel migliore dei modi.

Proprio alcuni episodi che ho vissuto nel 1992 (durante la crisi dell'EMU) e nel 1995 mi han portato alla convinzione che i prezzi delle divise sono tuttaltro che eque. E da allora ho preso la sana decisione di lasciare i lcambismo, affollato da personaggi con nessuna conoscenza della Macroeconomia e soprattutto affollata da cartelli. Sì, cartelli, proprio come quelli del petrolio o delle assicurazioni. Non posso dire di più... Però, riguardo alla Tobin Tax ci sono Paesi come il Canada che ha approvato in principio l'introduzione di una tassa sulle speculazioni finanziarie del forex. Insomma che una nazione come il Canada sia incompetente sembrerebbe bella e grossa.

cisono altre nazioni che hanno appoggiato, sempre in principio tale tassa. Perchè in principio? Perchè come diceva l'amico mario, l'introduzione della Tobin Tax in alcuni Paesi e non in altri potrebbe provocare una sorta di fuga delle speculazioni da quel Paese. Questo è vero ma parzialmente. Per esempio l'Italia applica ancora la witholding tax sui titoli mentre la GB non ce l'ha... Eppure non mi sembra di vedere tante fucghe dai titoli italiani... Diciamo che la tassa viene ormai inclusa nel prezzo e nessuno se ne accorge più. Pertanto l'effetto sarebbe transitorio. Comunque, ammettiamo anche che ciò avvenga pertanto non è una soluzione viabile.

Tralascio la storia dei comunisti perchè ne ho piene le tasche di essere accusat odi essere comunista quando di Marx mi piace solo la barba... Però, ahimè devo subirmi, grazie all'ignoranza imperante in questo Paese codesto epiteto che proprio non mi si addice, proprio come in tempi passati venivo accusato di essere fascista.

il mio suggerimento per mettere in pratica quialcosa di simile alla Tobin Tax è semplicissimo. Destinare un percentuale minima del profitto a ... Vedete voi chi...

Chi la dovrebbe destinare? Ma le banche... Ovvio. Sembra riduttivo, lo so ma in fondo le soluzioni più semplici sono quasi sempre le migliori. Of course, le banche si rifarebbero sui loro clienti, così ci sarebbe una tassazione implicita sul cliente.
Ma, ripeto non ritengo che una tale manovra faccia scappare via gli speculatori, in fondo i prezzi quotati vanno dai 2 pips a 5 pips ed in un mercato che quota di un pip il profitto c'e' tutto.

Ma chi le tocca le banche? Figuriamoci.
Esiste un giusto prezzo e chi dovrebbe stabilirlo?
Gestire pezzi di carta o di metallo senza alcun rifrimento ad un valore concreto (leggi soldi ) non è affare da poco a quanto sembra.
A meno che non si ritorni al golden standard rispetto al quale le monete non sarebbero altro che la determinazione di un'unità di misura.
 
Scritto da adolar

Esiste un giusto prezzo e chi dovrebbe stabilirlo?
Di sicuro non gli Hedge Funds e le Banche che fanno solo speculazione...

Comunque il problema non era quello perchè sono un fautore del libero mercato
 
Ultima modifica:
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