La vita e' tutto un rischio: Rischi per chi pianifica o e' gia' in FIRE(Finantial Indipendence Retire Early)

  • Ecco la 69° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    Settimana difficile per i principali indici europei e americani, solo il Nasdaq resiste alle vendite grazie ai conti di Nvidia. Il leader dei chip per l’intelligenza artificiale ha riportato utili e prospettive superiori alle attese degli analisti, annunciando anche un frazionamento azionario (10 a 1). Gli investitori però valutano anche i toni restrittivi dei funzionari della Fed che hanno ribadito la visione secondo cui saranno necessari più dati che confermino la discesa dell’inflazione per convincere il Fomc a tagliare i tassi. Anche la crescita degli indici Pmi, che dipingono un’economia resiliente con persistenti pressioni al rialzo sui prezzi, rafforzano l’idea di tassi elevati ancora a lungo. Per continuare a leggere visita il link

  • Due nuove obbligazioni Societe Generale, in Euro e in Dollaro USA

    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

    Per continuare a leggere visita questo LINK

Rischi per chi pianifica o e' gia' in FIRE

  • 1)Rischio di spese sanitarie

    Voti: 7 14,3%
  • 2) Rischio di perdita di reddito

    Voti: 1 2,0%
  • 3)Rischio elevato del servizio del debito

    Voti: 0 0,0%
  • 4) Rischio problema abitativo

    Voti: 0 0,0%
  • 5)Rischio operativo

    Voti: 0 0,0%
  • 6)Rischio per cure a lungo termine

    Voti: 4 8,2%
  • 7)Rischio di longevità

    Voti: 6 12,2%
  • 8)Rischio di inflazione

    Voti: 5 10,2%
  • 9)Rischio di prelievo in eccesso

    Voti: 2 4,1%
  • 10)Rischio di fragilità declino cognitivo

    Voti: 9 18,4%
  • 11)Rischio finanziario di abuso sugli anziani

    Voti: 0 0,0%
  • 12)Rischio di consulenza finanziaria

    Voti: 0 0,0%
  • 13)Rischio di frode

    Voti: 0 0,0%
  • 14)Rischio di mercato

    Voti: 3 6,1%
  • 15)Rischio di tasso di interesse

    Voti: 2 4,1%
  • 16)Rischio di liquidità

    Voti: 0 0,0%
  • 17)Rischio Sequenza di Restituzione rendimenti

    Voti: 0 0,0%
  • 18)Rischio di pensionamento forzato

    Voti: 0 0,0%
  • 19)Rischio di insolvenza del datore di lavoro

    Voti: 0 0,0%
  • 20)Rischio di cambiamento di stato civile

    Voti: 1 2,0%
  • 21)Rischio di responsabilità finanziaria imprevisto

    Voti: 0 0,0%
  • 22)Rischio di spesa eccessiva

    Voti: 2 4,1%
  • 23)Rischio di politica pubblica

    Voti: 3 6,1%
  • 24)Rischio di pianificazione patrimoniale

    Voti: 1 2,0%
  • 25)Rischio di allocazione delle attività (asset)

    Voti: 1 2,0%
  • 26)Rischio causato da un danno importante( non assicurabile del tutto )

    Voti: 1 2,0%
  • 27)Rischio di concentrazione

    Voti: 0 0,0%
  • 28)Rischio di credito

    Voti: 0 0,0%
  • 29)Rischio esecuzione

    Voti: 0 0,0%
  • 30)Rischio di controparte

    Voti: 1 2,0%

  • Votanti
    49
23) Rischio politica pubblica
Non appena viene pubblicato un nuovo documento riguardante l'andamento economico/finanziario dell'Italia c'è una particolare pagina da guardare per avere ben chiara la situazione. In precedenza la verbosità del documento era meno presente e quindi spesso la tabella interessante si trovava a pagina 37 o 38. Adesso, invece, le chiacchiere sono diventate tante per sommergere la realtà dei fatti e ci ritroviamo la tabella interessante a pagina 54. Essa riassume i fattori che più val la pena di sapere e DOVREBBE essere letta facendo il paragone con gli anni precedenti, ma ovviamente chi compone questi documenti si guarda bene di andare indietro oltre l'anno precedente altrimenti il "trucco" sarebbe presto svelato. Quindi si usa la formula "politiche invariate" per salvare la faccia.
La prima cosa che si nota, infatti, è che la pressione fiscale (diretta) rimane ostinatamente alta. Sebbene sia lievemente scesa rispetto al 44 di qualche anno fa, ciò è stato possibile tramite il deficit di bilancio che è stato possibile gonfiare in emendamento (temporaneo?) del patto di stabilità e delle regole di Maastricht (barzellette, entrambe). Per quanto si possa prevedere una diminuzione di 10 punti base per l'anno prossimo, e addirittura di più negli anni successivi, tale previsione è in netto contrasto con il ritorno a parametri fiscali più stringenti in accordo con le regole europee. Non solo, ma il declino programmatico della spesa, per quanto auspicabile, è inverosimile (soprattutto negli anni post-2025) e comunque sarà più lento rispetto al calo pressione fiscale/entrate. Senza contare, poi, le tasse extra-Italia e imposte direttamente dalla UE tramite il programma SURE (pag. 83).
Se poi a ciò si aggiunge il recente monito di Crosetto riguardo lo stato in cui langue il comparto difensivo italiano
(Italia impreparata in caso di attacco, l’ammissione del Ministro della Difesa | Forze Italiane) e gli avvertimenti di Trump riguardo la spesa per la difesa delle nazioni nella NATO, ci sono variabili che non sono state prese in considerazione dal documento del Ministero dell'Economia. E questo è solo un esempio di variabili impreviste che sbucano fuori e cambiano lo scenario "baseline".
Un'altra è l'incapacità della BCE di tagliare i tassi nel breve periodo.
Insomma, quello del MEF è l'ennesimo sfoggio di pio desiderio insito nell'inquadramento economico del Paese.
Francesco Simoncelli
https://www.dt.mef.gov.it/export/si...menti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf
 
che pesantezza sto thread...praticamente siete SOLO in due a scrivere qui compulsivamente tutto il giorno ebbasta

Per trovare buone notizie con qualche grafico che trasmette positività puoi andare qua:
https://informationisbeautiful.net/beautifulnews/

Devo dire che hai ragione, ma questa del resto è l'impostazione che è stata data a questo thread, perché l'argomento è quello. C'è da dire che secondo me il thread si è esaurito negli ultimi tempi perché non sono emersi elementi sostanzialmente nuovi, per cui si sta divagando. Se non hanno partecipato molti altri utenti questo sta a significare che l'argomento non interessa, oppure è già stato scritto tutto quello che c'era da rimarcare sull'argomento.

Da parte mia chiudo le trasmissioni OK!
 
Viaggiare quando sei in FIRE o in pensione non è lo stesso che viaggiare quando sei più giovane.
I viaggi richiedono più energia e le tue ossa subiscono più dolori.
La tecnologia può essere più difficile da capire e il tuo bagaglio ne puo' risentirne se ne hai piu' di uno con te .
l'Autore del video e' da un mese che sta viaggiando da USa IN EUROPA di fila e ha pensato di parlarvi di alcuni dei problemi che sta incontrando durante il suo viaggio.
Più invecchi quando andrai in pensione, più queste cose diventeranno un problema.
Se vuoi fare un viaggio lento o un viaggio veloce, sorgeranno questi problemi.
Esempio se stai in hotel o Airbnb: puoi trovare letti scomodi , i cuscini e i mobili peggiori ,no wi-fi o lento , problemi compatibilita' con il tuo telefono sim card del paese in cui ti trovi ,hotspot ,VPN etcc ,cambio valute , limiti plafond carte di credito, tutte cose da pianificare prima di partire per evitare di rovinarsi le vacanze.
 
Ultima modifica:
Io ho poco da aggiungere, ma leggo con interesse.
Grazie a te e all'altro utente (al 99% è Banloca) per i tanti spunti utili.
Ad oggi 48.199 visite in 2 mesi di questo 3d,qualcuno lo legge anche se scriviamo in pochi .
L'obiettivo di scrivere e' proprio questo divulgare la conoscenza su questo argomento molto spesso sottovalutato ...
 

1)Rischio di spese sanitarie​

C’era una volta.... la sanità pubblica!! E quella privata??
La salute è uno di quegli argomenti a cui tanti italiani sono allergici. Preferiscono non parlarne. La frase ricorrente è che “sì, sì, prima o poi la faccio quella polizza sanitaria!!” o peggio ancora quella che ho ascoltato un po' di tempo fa “..a me non accadrà mai nulla!!”
Ma perché? Non penserete mica che parlandone, ci si porta sfiga…
Ma, forse, è tutto legato principalmente a 2 aspetti: come ognuno di noi percepisce il rischio, e come pensa di affrontare quel rischio quando si presenta.
I dati ci dicono che:
- la spesa sanitaria totale in Italia ammonta a 171,8 miliardi di euro: 130.364 miliardi di spesa pubblica (75,9%) e 41.503 milioni di spesa privata, di cui 36,8 miliardi (21,4%) e 4,6 miliardi (2,7%) intermediata da fondi sanitari e assicurazioni
- oltre 25 milioni di famiglie italiane hanno speso per la salute mediamente 1.362 euro
- circa 4 milioni di persone hanno dichiarato “di aver rinunciato nell’ultimo anno a visite specialistiche o esami diagnostici pur avendone bisogno, per uno o più motivi: problemi economici, difficoltà di accesso alle prestazioni (ad es: struttura lontana), lunghi tempi di attesa”
- chi ha deciso di curarsi presso strutture private ha dovuto pagare di tasca propria o indebitarsi accendendo finanziamenti con un importo medio di € 6.145 da restituire mediamente in 53 rate.
- poco più di 14 milioni di italiani hanno una polizza sanitaria
Leggendo questi dati mi viene un po' di tristezza e faccio una riflessione.
“Forse” è arrivato il momento di iniziare a parlare seriamente di spesa sanitaria privata, a prescindere dal Servizio Sanitario Nazionale.
Soprattutto perché la spesa sanitaria privata non è più “roba da ricchi”, anzi…
Circa il 7% della spesa sanitaria privata ha riguardato cittadini con reddito inferiore ai 15.000 €/annui, circa il 18% coloro con reddito tra 15-35.000 €/annui e circa il 32% coloro che hanno redditi tra i 35-60.000€/annui.
Altro aspetto da non sottovalutare.
Nel nostro Paese, l’aumento sempre maggiore dei nostri cari nonnini (193 ogni 100 giovani), le modifiche demografiche, l’evoluzione tecnologica e i nuovi farmaci mettono a rischio la sostenibilità del sistema sanitario sia dal punto di vista finanziario (secondo le ultime stime dalla Ragioneria Generale dello Stato di qui al 2025 saranno necessari dai 20 ai 30 mld di Euro aggiuntivi) sia in un’ottica di mantenimento di un’adeguata capacità assistenziale.
Allora che si fa??
Iniziamo magari a fare qualche seria riflessione per la nostra tutela..
La nostra serenità futura non può sfidare la sorte e a volte costa meno di una rata di un telefono cellulare di ultima generazione, magari preso anche a rate.
Prendiamo coscienza che nei prossimi anni ci aspetta una grande sfida: “sarà molto bello vivere più a lungo, ma dobbiamo far in modo di vivere anche bene!”
 

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  • tracollo sanita'pubblica.jpg
    tracollo sanita'pubblica.jpg
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31) rischio morosita' inquilino
Qui il kit per selezionare bene l'inquilino e quindi abbassare il rischio di morosita'

Come limitarlo qui il 3d dedicato
Limitare il rischio dell'affitto
 

Allegati

  • KITControlloInquilino.pdf
    623,2 KB · Visite: 19
Valutazione dei rischi è quella di conoscere gli stessi per poterli eliminare o controllare. In questo percorso uno dei passi fondamentali è l’informazione dei lavoratori riguardo ai rischi cui sono esposti.Indipendentemente da qualunque miglioria tecnica è fondamentale la conoscenza e la capacità di riconoscimento che ne dovrebbe derivare (sebbene tale capacità non sia scontata). Quindi credo si debba investire su una migliore conoscenza dei rischi da diffondere capillarmente a tutte le persone interessate.
  • Se il fattore umano è oggi con causa di tanti infortuni (evidentemente per ignoranza o sottovalutazione dei rischi)
  • Questo vale anche per i propri impianti di casa dove capitano parecchi incidenti nelle mure domestiche.
Come fare la valutazione dei rischi degli impianti...
 
Ultima modifica:
Vedasi la criticita’di tali aspetti tecnici, non sempre colta appieno dagli investitori:nella serata di venerdì i governi di Stati Uniti e Gran Bretagna hanno annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia.
Con tale provvedimento viene bandita la negoziazione dei metalli industriali di produzione russa( Alluminio, Nickel e Rame su tutti) presso i Commodity Exchange Occidentali come il London Metal Exchange (dove vengono fissati i prezzi di riferimento globali) e il Chicago Mercantile Exchange.
La Russia è un importantissimo produttore di metalli, con il 6% della produzione globale di nichel, il 5% di alluminio e il 4% di Rame
Questa mattina la reazione sui prezzi non si e’ fatta attendere.
L’alluminio ha registrato un balzo del 9,4% all'apertura del mercato, il più alto da quando ne e’ iniziata la negoziazione nel 1987, mentre il nichel è salito dell'8,8%.
L'azione immediata dei prezzi è stata alimentata dalle preoccupazioni che le sanzioni riducano i flussi russi verso i mercati occidentali amplificando un contesto rialzista già in essere per diverse ragioni.
Per l’investitore si pone ancora una volta il tema delle commodities all’interno dei portafogli come asset estremamente importante per diversificare i rischi ma, al tempo stesso, non facile da utilizzare per le tecnicalità insite negli strumenti che replicano un’esposizione alle materie prime stesse
Siamo in un contesto macroeconomico connotato da un rischio geopolitico tangibile, dal ripensamento delle catene di approvvigionamento e di produzione, dal riemergere di pressioni protezionistiche e di restrizione alla libera circolazione dei beni e dei capitali e da un processo di green transition che, seppur tra mille ostacoli, resta centrale nelle agende dei governi occidentali.
Tali trend implicano pressioni crescenti sulla domanda di materie prime che rischiano di essere esacerbate dal fatto che molti produttori e consumatori sono schierati dal lato opposto dello schacchiere geopolitico
In un contesto di correlazione ancora positiva tra azionario e titoli di stato, la presenza di materie prime all’interno di un portafoglio, sembra in questo momento, uno dei pochi strumenti di decorrelazione rimasti.
Inoltre permette agli investitori di beneficiare della eventuale ripresa della domanda cinese senza essere esposti direttamente alla Cina , scelta che potrebbe configurare rischi addizionali per il portafoglio
L’inserimento in asset allocation strategica di titoli dell’industria estrattiva( Metal and Mining) puo' rappresentare dal mio punto di vista la via maestra per l’investitore che vuole inserire le materie prime nel proprio portafoglio di lungo periodo senza dover patire le controindicazioni che l’investimento in future inevitabilmente comporta e che sono tipiche di tutti gli ETF e fondi che investono direttamente sulle commodities .
 
[...]
L’inserimento in asset allocation strategica di titoli dell’industria estrattiva (Metal and Mining) puo' rappresentare dal mio punto di vista la via maestra per l’investitore che vuole inserire le materie prime nel proprio portafoglio di lungo periodo senza dover patire le controindicazioni che l’investimento in future inevitabilmente comporta e che sono tipiche di tutti gli ETF e fondi che investono direttamente sulle commodities .

Il prezzo delle azioni del settore mining è legato a molti fattori oltre a quello dell'andamento del prezzo dei metalli. Ad esempio negli ultimi 6 mesi l'etf pick (iShares MSCI Global Metals & Mining Producers) ha avuto una correlazione dello 0,5 con gli etf dbb (Invesco DB Base Metals Fund) e bcim (abrdn Bloomberg Industrial Metals Strategy).

Correlation Matrix - CEFs ETFs REITs

Se vediamo in dettaglio ... correlazione su 30 giorni rolling tra gli etf pick e dbb:

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https://www.portfoliovisualizer.com/asset-correlations

Negli ultimi anni chi ha investito in questo settore ha ottenuto una volatilità più alta dell'azionario globale e un rendimento inferiore. Questo non ci dice nulla sui rendimenti futuri ma è bene essere consapevoli della volatilità del settore.

1713184252205.png


https://www.msci.com/documents/10199/fb6ddbdf-8df3-4fdf-96b4-e578e2ac776c

Se ci si vuole proteggere dall'inflazione in salita, storicamente il settore azionario più performante è stato quello energy (oil & gas & coal).

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Which Equity Sectors Can Combat Higher Inflation?
 
Ultima modifica di un moderatore:
Il prezzo delle azioni del settore mining è legato a molti fattori oltre a quello dell'andamento del prezzo dei metalli. Ad esempio negli ultimi 6 mesi l'etf pick (iShares MSCI Global Metals & Mining Producers) ha avuto una correlazione dello 0,5 con gli etf dbb (Invesco DB Base Metals Fund) e bcim (abrdn Bloomberg Industrial Metals Strategy).

Correlation Matrix - CEFs ETFs REITs

Se vediamo in dettaglio ... correlazione su 30 giorni rolling tra gli etf pick e dbb:

Vedi l'allegato 3005927

https://www.portfoliovisualizer.com/asset-correlations

Negli ultimi anni chi ha investito in questo settore ha ottenuto una volatilità più alta dell'azionario globale e un rendimento inferiore. Questo non ci dice nulla sui rendimenti futuri ma è bene essere consapevoli della volatilità del settore.

Vedi l'allegato 3005915

https://www.msci.com/documents/10199/fb6ddbdf-8df3-4fdf-96b4-e578e2ac776c

Se ci si vuole proteggere dall'inflazione in salita, storicamente il settore azionario più performante è stato quello energy (oil & gas & coal).

Vedi l'allegato 3005932

Which Equity Sectors Can Combat Higher Inflation?
Per ora mi accontento solo dell'oro fisico come metalli e qualche tanica di benzina come scorte come beni emergenza .
 
Per ora mi accontento solo dell'oro fisico come metalli e qualche tanica di benzina come scorte come beni emergenza .

Per curiosità, per l'oro il divario tra l'andamento del prezzo dell'oro fisico e quello del settore azionario gold mining è ancora più disarmante.

1713186748249.png
 
Leggere è un rischio
Nottetempo, Alfonso Berardinelli

“Leggere un libro è sempre un rischio. Che il lettore lo sappia o no, verrà portato dove non immaginava di poter andare. I libri tengono in vita un enorme patrimonio di esperienze, saperi, sogni e memorie, ma se non viene letto, un testo scritto è “lettera morta”. In questa raccolta di saggi, Alfonso Berardinelli illumina anche l’altra faccia del rischio – non solo quello che corre il lettore, ma perfino l’autore, perché i lettori lo giudicheranno.”
 

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Per curiosità, per l'oro il divario tra l'andamento del prezzo dell'oro fisico e quello del settore azionario gold mining è ancora più disarmante.

Vedi l'allegato 3005935
Peccato pero' che di quello che ho e che ho regalato alla moglie non trovo piu' alcune ricevute d'acquisto e quindi quello se dovessi rivenderlo qui in ITAlia solo in caso di emergenze dovrei pagarci il 26% di tasse sull'intero corrispettivo della vendita sarebbe pero' l'ultima chance ,piuttosto vado all'estero e lo rivendo li' se conviene di piu' (max 10k io e la moglie ad ogni viaggio con contanti ).
Oro fisico, cambia la tassazione - Moneyadvisor
Acquisto e vendita di oro e argento: tasse e tassazioni per paese
Comprare oro in Svizzera: miti da sfatare | GOLD AVENUE
 
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che pesantezza sto thread...praticamente siete SOLO in due a scrivere qui compulsivamente tutto il giorno ebbasta

secondo me in realtà è solo uno a scrivere compulsivamente tutto il giorno ;)
 
Rischio danni per BUCA stradale

1)Danno da buca stradale: come chiedere il risarcimento, quando spetta e quando no | Altroconsumo
Risarcimento danni buca stradale: ultime sentenze

2)per ovviare al rischio e' nata Buche, l’app dedicata a tutti coloro che, delle strade dissestate e pericolose, si sono veramente rotti le p*lle. E talvolta anche un braccio, una spalla, un polso o una gamba. Oppure il motorino, la macchina, la bicicletta o il monopattino.
L’app, nello specifico, permette di segnalare alle autorità competenti una buca pericolosa presente sul manto stradale, il tutto attraverso una foto geolocalizzata. Così, chi di dovere, potrà provvedere quanto prima alla sua sistemazione.
Tutto molto semplice e, soprattutto, gratuito. Come anticipato, l’app è pronta. Anzi, a dirla tutta è prontissima.
Dunque, cosa manca per poterla lanciare?
Una risposta da parte del Comune di Milano, la città attraverso la quale vorrebbero effettuare un test pilota prima di portare Buche in tutta Italia. Ma per il momento, niente. Dopo mesi e mesi di attesa, ancora nessun feedback da parte del comune meneghino. Un silenzio che fa male, quanto alle persone che, purtroppo, continuano a subire danni - materiali o fisici - a causa degli innumerevoli squarci che segnano le nostre strade.
È davvero un peccato Comune di Milano, perché Buche rappresenterebbe uno strumento tanto potente quanto democratico. Un canale attraverso il quale è possibile instaurare un dialogo costruttivo con i propri cittadini, al fine di rendere più sicura la propria città. Per tutti.
E voi, abitanti di Milano, ma anche di Torino, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Catania e tutto il resto del Paese... non vi siete rotti le p*lle delle buche?Sarebbe bello che la app fosse disponibile quanto prima, anche nella vostra città E, mi raccomando, occhio alle buche.Per ora.
 

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Rischio perdita dei dati
Le copie, il “Piano B”
Avere copie e, quindi eseguire backup regolari per limitare l'eventuale impatto di una perdita o di un'alterazione dei propri dati è fondamentale.Vale sia per tuoi documenti cartacei che quelli su PC;tablet ,smartphone etc.
Le copie di backup, però, devono essere non solo create, ma anche testate regolarmente, perché siano disponibili quando necessario.
E’ abbastanza irrealistico che, al giorno d’oggi, si possa fare un backup con documenti cartacei ma, ove fosse possibile, come diceva la mia nonna, “piuttosto che niente, è meglio piuttosto”.
In ogni caso effettuare regolari backup dei dati, magari giornalmente in modo incrementale (copia dei file modificati dopo l’ultimo backup) e, invece, completi a intervalli regolari, è più che una buona abitudine.
Come suggeriscono gli esperti con la regola del 3, 2, 1 (almeno 3 copie, in 2 posti diversi, di cui 1 offline), è bene conservare almeno un backup in un sito geograficamente separato dal sito operativo.
Isolare almeno un backup offline, scollegato dalla rete internet , è infatti un’ottima idea (perché dovrebbe essere immune da un attacco via web).
Non dovremmo poi dimenticare che, in generale, proteggere i dati archiviati con lo stesso livello di sicurezza di quelli archiviati sui server operativi è un'ulteriore buona idea.
“Qualcuno dira 'Ma il cloud fa già il backup in automatico”.
Sì, è vero. Ma significa dipendere in modo totale dal fornitore. Non mancano esempi di problemi e indisponibilità anche con fornitori di livello.
Se, poi, per caso non vi fosse connettività? Certi servizi devono essere resi in breve tempo e senza connettività si potrebbero perdere clienti e opportunità.
Come sempre, un piano “B” per il backup dei dati è fondamentale per la sicurezza informatica è più che saggio averlo.
IO sul cloud pero' non ci salvo nulla perche' non mi FIDO .
 
E’ abbastanza irrealistico che, al giorno d’oggi, si possa fare un backup con documenti cartacei

Invece credo sia molto realistico :

si prende un dispositivo chiamato scanner
si fa la scansione del documento cartaceo in file PDF
si tiene il file PDF come back-up
 
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