L’addio al vecchio francobollo Tutta la posta sarà prioritaria

FaGal

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Il piano delle Poste. Ci saranno costi variabili secondo le destinazioni L’addio al vecchio francobollo Tutta la posta sarà prioritaria Saranno aboliti i tagli da 45 centesimi, si parte da 60. Scomparirà anche la doppia buca
MILANO - Addio alla posta ordinaria: per il francobollo da 45 centesimi la pensione è questione ormai di poche settimane. Dopo, sul retro delle care e vecchie lettere, buste e cartoline, prima di imbucarle, si potrà incollare solo l’affrancatura per la prioritaria, quella da 60 centesimi. Mentre le cassette delle Poste in giro per la città perderanno la doppia indicazione: rossa per l’ordinaria e blu per la prioritaria. E le lettere prenderanno tutte l’aereo. È questo uno degli ultimi decreti sul quale ha messo la firma l’ormai ex ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi prima di lasciare la poltrona a Paolo Gentiloni, il responsabile designato dal neo-premier Romano Prodi. Mancano ora i tempi previsti dalla legge per la pubblicazione sulla Gazzetta Uf ficiale . E poi il sistema tariffario delle Poste italiane subirà una rivoluzione: oltre alla «soffitta» per il taglio da 45 centesimi, saranno introdotte anche delle differenze di costo sulla base della destinazione urbana o extraurbana. In poche parole ci saranno dei «cap» che costeranno più di altri. Di per sé la scomparsa dell’ordinaria corrisponde a un aumento nudo e crudo del 33%. Anche se è lo stesso amministratore delegato delle Poste Massimo Sarmi a spiegare che l’operazione, nei fatti, non colpirà le famiglie se non in maniera marginale. Anzi, «la nostra attenzione al servizio offerto alle famiglie è stato il punto di partenza dell’intero piano di riorganizzazione delle tariffe» spiega Sarmi che stava lavorando all’operazione insieme al ministero da diversi mesi. Non è certo una scelta dell’ultima ora. Il passaggio alla prioritaria dovrebbe portare a circa 220-240 milioni di euro di maggiore introito per le Poste italiane, ma l’impatto sul paniere Istat sarà solo dello 0,01%. Questo perché non solo le famiglie usano molto poco le lettere, forse anche grazie alla sempre maggiore diffusione dell’email. Ma anche perché la prioritaria ha già sorpassato l’ordinaria (con 80 milioni di spedizioni l’anno contro 70). Inoltre, c’è un altro punto chiave: «L’87% della posta in Italia è di tipo commerciale, cioè è legata alle grandi spedizioni delle imprese e degli studi professionali» spiega Sarmi. Sugli effetti è d’accordo anche Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori: «In media le famiglie spediscono due-tre lettere l’anno e dunque l’impatto su di esse sarà molto ridotto. La nostra unica preoccupazione è che il maggior carico per le imprese non finisca sulle spalle dei cittadini».
L’addio al francobollo ordinario è in realtà parte di un progetto molto più ampio per «avvicinarsi all’Europa» partito su stimolo delle stesse Poste. L’azienda ha la facoltà ogni tre anni di chiedere degli adeguamenti tariffari. E sia la Germania che la Spagna hanno già mandato in pensione il francobollo ordinario. Inoltre il passaggio ai 60 centesimi, come spiegano dalle Poste, avvicina la tariffa al costo reale del servizio che oscilla tra i 70 e i 90 centesimi per la ordinaria e che sale a 95 per la prioritaria. Un aggiornamento che diminuirà anche l’incidenza dell’onere del servizio universale sui cittadini. Mentre per le aziende, nonostante l’aggravio, ci sarà una serie di opzioni tariffarie anche in virtù della liberalizzazione del «pacchetto» postale che non dovrà essere più necessariamente quello ufficiale.
Ma per chi dovesse avere nei cassetti delle scorte di francobolli di 45 centesimi? Come sempre avviene in questi casi, non ci sarà una perdita di valore, anche se bisognerà passare negli uffici postali per integrare il pagamento con altri 15 centesimi.
Massimo Sideri corriere

:'( KO!
 
Poste, nuova manovra tariffaria in vista
19/05/2006 - 10:42
Il Ministero delle Comunicazioni sta deliberando la manovra tariffaria 2006 sui prodotti di corrispondenza. Secondo quanto anticipato da "Il Corriere della Sera" la manovra avrà un impatto marginale sulle famiglie, lascia inalterata la tariffa della posta prioritaria e allinea l'offerta della società italiana a quanto avviene in Europa, preparando il Paese alla piena liberalizzazione del mercato.

Il Ministero delle Comunicazioni sta deliberando la manovra tariffaria 2006 sui prodotti di corrispondenza. Secondo quanto anticipato dal quotidiano "Il Corriere della Sera" dei giorni scorsi, la manovra avrà un impatto marginale sulle famiglie (l'impatto della manovra sull'indice dei prezzi al consumo, secondo i dati dell'Istat, sarà pari allo 0,01%), lascia inalterata per un decennio la tariffa della posta prioritaria (la preferita dalle famiglie) e allinea l'offerta della società italiana a quanto avviene in Europa e prepara il Paese alla piena liberalizzazione del mercato.

Nello specifico la materia distingue la clientela retail, quella business ed il mercato internazionale.

L'offerta alla clientela retail.
La clientela retail richiede un servizio "end to end", che copra cioè tutte le fasi della catena di lavorazione postale, dall'impostazione in cassetta alla distribuzione al destinatario finale, e domanda un servizio di qualità elevata. Con la prossima manovra tariffaria, la posta prioritaria, prodotto di eccellenza della corrispondenza, diventa il prodotto di riferimento per tutta la clientela retail.

L'offerta alla clientela business.
La clientela business (grandi imprese, banche ed altri intermediari finanziari) genera grandi quantitativi di invii postali, ed è perciò interessata ad un servizio postale che assicuri un corretto trade-off tra qualità e costi del servizio.
Tale tipologia di clientela potrà accedere al servizio di spedizione di posta massiva, per il quale è stato messo a punto uno specifico listino i cui prezzi riflettono le economie conseguibili da Poste Italiane.
La posta massiva viene differenziata ai fini tariffari per peso, formato e destinazione. In relazione alla destinazione si distinguono le tariffe per: Aree Metropolitane, Capoluoghi di Provincia ed Aree Extraurbane.
L'omologazione preventiva degli invii (verifica e certificazione, per uno specifico invio, della sussistenza dei requisiti di massima meccanizzabilità) da parte di Poste Italiane permette di sfruttare appieno le potenzialità degli impianti meccanizzati, massimizzandone il rendimento in termini di qualità. Per incentivare il ricorso all'omologazione è stato previsto che il cliente che sottopone gli invii a preventiva omologazione possa accedere al servizio a condizioni tariffarie più favorevoli.

L'offerta sulla Posta Internazionale.
In un'ottica di maggiore aderenza ai costi di prodotto e di modernizzazione dell'offerta, per la posta internazionale la manovra si propone di:
Completare il passaggio della posta ordinaria in prioritaria per quanto riguarda gli invii destinati all'estero (nella precedente manovra tale intervento era stato limitato agli invii destinati alla Zona 1 - Europa e Bacino del Mediterraneo).
Adeguare, sia pure parzialmente, le tariffe ai costi di produzione del servizio, mediante limitati aumenti delle tariffe.



2006 - redattore: VC

http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=7803
 
sarà contento chi spedisce 1000 buste al mese :o
 
Speriamo che l'innovazione si risolva in un'ottimizzazione e velocizzazione dei servizi. Altrimenti diventa solo un allineamento teorico con i parametri europei.
 
cleopatra758 ha scritto:
Speriamo che l'innovazione si risolva in un'ottimizzazione e velocizzazione dei servizi. Altrimenti diventa solo un allineamento teorico con i parametri europei.

si pagasse 60 centesimi per un servizio veloce allora ci può stare l'aumento... vedremo
 
Zedemel ha scritto:
si pagasse 60 centesimi per un servizio veloce allora ci può stare l'aumento... vedremo
Se uno vuole pagarne 45 per un servizio lento visto che è in monopolio? :rolleyes:
 
TAGLI ABOLITI Poste, stangata sulle lettere
Solo «posta prioritaria» con un’affrancatura minima da 0,60 euro, il 33% in più del vecchio francobollo ordinario da 0,45, che va in pensione. È al via, con la pubblicazione, venerdì scorso, sulla Gazzetta Ufficiale, la riorganizzazione tariffaria dei servizi. Le lettere prenderanno tutte l'aereo e le cassette perderanno la doppia indicazione: blu per l’ordinaria, rossa per la prioritaria. Ed è quest’ultima secondo Poste Italiane la più utilizzata con 80 milioni di pezzi spediti ogni giorno, contro i 70 dell’ordinaria.
 
n. 119 del 21-05-06 pagina 19

Nuove tariffe: alle Poste 250 milioni in più
di Paolo Stefanato
La manovra varata con lo sguardo al 2009, anno della liberalizzazione

Paolo Stefanato

da Milano

L’ultimo atto dell’ex ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi, pubblicato venerdì sera sulla Gazzetta Ufficiale, è l’abolizione della posta ordinaria, che diventerà, ope legis, tutta prioritaria, con consegna garantita in 24 ore. L’aggravio in termini di spesa, è del 33%, perché scompare il francobollo da 45 centesimi, mentre rimane in uso soltanto quello da 60 centesimi. Contemporaneamente viene varata una complessa manovra tariffaria su quella che per la prima volta viene identificata come «posta massiva» (cioè quella «all’ingrosso», tipica delle aziende), che prevede francobolli di costo diverso secondo le destinazioni. Le maggiori entrate per le Poste sono stimate in una cifra nell’ordine dei 200-250 milioni di euro all’anno che, come si premurano di avvertire gli uffici dell’ultimo monopolista italiano, andranno a ridurre i contributi dello Stato.
La «manovra» (ma le Poste non gradiscono che la si chiami così) ha avuto una gestazione lunga, era già prevista nel piano industriale dell’azienda, e dovrebbe - stando alle promesse ufficiali - migliorare la qualità del servizio, allineando l’Italia a una scelta già operata in numerosi Paesi europei. Inoltre - assicurano alle Poste - l’impatto sul bilancio delle famiglie sarà minimo (si calcola che gli invii siano tre all’anno per nucleo), altrettanto lieve sarà il peso sul paniere dell’Istat, e la scelta acquisisce uno stato di fatto: e cioè che la posta prioritaria, con 80 milioni di invii, ha già superato quella tradizionale, scesa a 70 milioni.
Tutto questo avrebbe un senso se il servizio - che è sotto gli occhi di ogni utente - fosse realmente efficiente. Le Poste negano che ci sia stata una volontà di rallentamento dell’ordinaria per favorire la corrispondenza prioritaria, ma il sospetto resta; inoltre le 24 ore garantite per quella più veloce, troppo spesso non vengono rispettate. Non è vero poi che quei 200-250 milioni di maggiore spesa vadano solo in minima parte a gravare sulle famiglie: se è vero che i francobolli acquistati sono soltanto tre, è altrettanto vero che buona parte delle corrispondenze in arrivo - bollette, rendiconti bancari, comunicazioni del condominio, di professionisti o di enti pubblici - prevedono il rimborso delle spese postali, che quindi ricadono, più o meno surrettiziamente, a carico del destinatario.
Le Poste vantano da quattro esercizi un bilancio in attivo, in gran parte favorito dai ricavi dei servizi finanziari; ma, stando ai dati del 2005, a fronte di un utile di 349 milioni, i contributi dello Stato sono stati di 359 milioni. Come dire che senza questa voce, il risultato sarebbe stato, seppur lievemente, in rosso. L’azienda guidata da Massimo Sarmi lamenta costi di servizio molti elevati: oggi la singola spedizione ordinaria ha un costo tra i 70 e i 90 centesimi, mentre la singola spedizione prioritaria sale a 95. La perdita del settore corrispondenze nel 2005 è stata di 863 milioni, e l’intervento dello Stato si giustifica con l’obbligo per le Poste di svolgere il cosiddetto «servizio universale», che prevede la consegna di una busta allo stesso prezzo sia nel centro di Milano che a Cepletischis o a Roccalumera. Sarmi ha ripetuto più volte di sentirsi pronto per Piazza Affari. Ma il vero appuntamento è un altro: l’apertura totale del mercato, prevista per il primo gennaio del 2009, che vede molti operatori stranieri già pronti per lo sbarco in Italia.ilgiornale


Grazie Landolfi per l'ultimo regalo
 
FaGal ha scritto:
Se uno vuole pagarne 45 per un servizio lento visto che è in monopolio? :rolleyes:
Lo so :rolleyes: siamo in Italia :rolleyes:
 
POSTE. Scompare il francobollo ordinario. Codacons annuncia ricorso al Tar
22/05/2006 - 15:21



Con una lettera al nuovo Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, il Codacons ha chiesto di revocare il decreto del 12 maggio 2006, entrato in vigore lo scorso 20 maggio, firmato dall'ex Ministro Mario Landolfi con il quale scompare il francobollo di posta ordinaria in favore di quello prioritario, più costoso per il consumatore. Tra pochi giorni, infatti, sarà possibile inviare la corrispondenza usufruendo esclusivamente del servizio di posta prioritaria dal costo di 60 centesimi.

"Di fatto - afferma Carlo Rienzi, Presidente Codacons - un aumento occulto delle tariffe postali, che peserà sulle tasche degli utenti, introdotto con un furbo stratagemma simile a quello usato dalle Ferrovie, che hanno ridotto i treni interregionali in favore dei più costosi Intercity".

Contro il provvedimento il Codacons ha annunciato un ricorso al Tar. "Non ha senso dire che un servizio viene cancellato perché non lo usa più nessuno - conclude Rienzi - Se infatti in Italia le lettere spedite con posta ordinaria arrivassero in tempi brevi come avviene all'estero, vi sarebbe un accesso di massa al servizio. E i responsabili del suo funzionamento sono proprio coloro che decidono di incentivare l'utilizzo del francobollo prioritario e che quindi ci ricaverebbero dalla scomparsa della posta ordinaria".

2006 - redattore: VC
http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=7852
 
FaGal ha scritto:
POSTE. Scompare il francobollo ordinario. Codacons annuncia ricorso al Tar
22/05/2006 - 15:21



Con una lettera al nuovo Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, il Codacons ha chiesto di revocare il decreto del 12 maggio 2006, entrato in vigore lo scorso 20 maggio, firmato dall'ex Ministro Mario Landolfi con il quale scompare il francobollo di posta ordinaria in favore di quello prioritario, più costoso per il consumatore. Tra pochi giorni, infatti, sarà possibile inviare la corrispondenza usufruendo esclusivamente del servizio di posta prioritaria dal costo di 60 centesimi.

"Di fatto - afferma Carlo Rienzi, Presidente Codacons - un aumento occulto delle tariffe postali, che peserà sulle tasche degli utenti, introdotto con un furbo stratagemma simile a quello usato dalle Ferrovie, che hanno ridotto i treni interregionali in favore dei più costosi Intercity".

Contro il provvedimento il Codacons ha annunciato un ricorso al Tar. "Non ha senso dire che un servizio viene cancellato perché non lo usa più nessuno - conclude Rienzi - Se infatti in Italia le lettere spedite con posta ordinaria arrivassero in tempi brevi come avviene all'estero, vi sarebbe un accesso di massa al servizio. E i responsabili del suo funzionamento sono proprio coloro che decidono di incentivare l'utilizzo del francobollo prioritario e che quindi ci ricaverebbero dalla scomparsa della posta ordinaria".

2006 - redattore: VC
http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=7852


:yes: :yes: :yes:
 
FaGal ha scritto:
Se uno vuole pagarne 45 per un servizio lento visto che è in monopolio? :rolleyes:

Indubbiamente è una forma occulta di aumento delle tariffe :(
 
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