L'assegno bancario ha una scadenza?

elzorro

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Nonostante le mie ricerche online non riesco a trovare una risposta che stabilisca se c'è un limite di tempo entro cui presentare in banca un assegno per depositarlo sul proprio c/c oppure per incassarlo. Si parla di "tempo utile" per l'incasso... :wall:
Vivo a Londra ma ho ancora un c/c in Italia dove le banche operano secondo un sistema di furto legalizzato. Non riesco a darmi pace sulla faccenda della valuta vergognosamente lunga... Benedico la mia banca inglese tutte le settimane... Sto divagando.
Insomma, un assegno bancario debitamente datato deve essere incassato entro quanto prima di scadere, essere rifiutato oppure non scade mai?

Finalmente la mia iscrizione è stata accettata e spero tanto che qualcuno in Italia definisca per me "tempo utile".
Grazie
 
L'assegno di conto corrente bancario ha un termine di prescrizione di sei mesi dalla data di emissione - il che significa che, trascorsi sei mesi dalla data di emissione, anche se ci sono i soldi sul c/c, la banca per pagare l'assegno deve chiedere conferma ed autorizzazione al correntista che lo ha emesso. Se quest'ultimo la nega, l'assegno si restituisce insoluto, non protestato e prescritto.
Esiste poi il termine di protesto, ossia se l'assegno arriva all'incasso 8 o 15 giorni dopo la data di emissione (8 giorni se su piazza, ossia se il luogo di emissione dell'assegno è lo stesso della piazza della banca su cui l'assegno è tratto - es: asg napoli, 8/05/06, protesto 16/05/06 se l'assegno è di uno sportello bancario di Napoli - 15 se fuori piazza) in caso di mancanza di fondi, non può essere protestato. Ma è cosa diversa
 
Actilius ha scritto:
L'assegno di conto corrente bancario ha un termine di prescrizione di sei mesi dalla data di emissione - il che significa che, trascorsi sei mesi dalla data di emissione, anche se ci sono i soldi sul c/c, la banca per pagare l'assegno deve chiedere conferma ed autorizzazione al correntista che lo ha emesso. Se quest'ultimo la nega, l'assegno si restituisce insoluto, non protestato e prescritto.

Azz... ho sempre pensato che teoricamente la provvista sul c/c bisognava tenerla comunque senza scadenze...
 
l'assegno non ha scadenza, salvo la prescrizione ordinaria, che io sappia.
Ben diverso è il discorso circa la constatazione del mancato pagamento (protesto) che si può eseguire entro 7 giorni dalla data di emissione se su piazza e 15 giorni se fuori piazza. Il protesto rende il titolo immediatamente esecutivo.
 
arbre ha scritto:
l'assegno non ha scadenza, salvo la prescrizione ordinaria, che io sappia.

What's "prescrizione ordinaria"? :confused: :confused:
 
Tutto giusto. Aggiungerei che non è mai conveniente aspettare troppo per versarlo, dato che è anche possibile la "revoca dal pagamento" da parte di chi ha emesso l'assegno bancario.
 
ighliz ha scritto:
What's "prescrizione ordinaria"? :confused: :confused:
lA PRESCRIZIONE E' UN ISTITUTO GIURIDICO CHE STABILISCE ENTRO QUANTO TEMPO PUOI FAR VALERE DETERMINATI DIRITTI. LA DURATA DI NORMA E' 5 ANNI (ORDINARIA) E SI ARRIVA FINO A 10 ANNI
 
dreams ha scritto:
Tutto giusto. Aggiungerei che non è mai conveniente aspettare troppo per versarlo, dato che è anche possibile la "revoca dal pagamento" da parte di chi ha emesso l'assegno bancario.

Hai il riferimento giuridico?
Io sapevo che non si potesse revocare il pagamento di un a.b. emesso.
 
ighliz ha scritto:
Hai il riferimento giuridico?
Io sapevo che non si potesse revocare il pagamento di un a.b. emesso.

Anche a me risulta che non si possa revocare, infatti al pari della cambiale sono titoli esecutivi all'ordine.
 
arbre ha scritto:
Anche a me risulta che non si possa revocare, infatti al pari della cambiale sono titoli esecutivi all'ordine.
NN si possono revocare gli assegni!!!!!! :cool:
 
Infatti se il titolo arriva anche dopo 2 anni, ma la data del titolo rientra nei termini protestabili, il titolo viene protestato comunque.
 
Posto questo articolo di Maurizio Tidona, tratto da www.magistra.it, sulla revoca

L'assegno bancario è pagabile a vista e deve essere presentato alla banca trattaria per il pagamento entro termini assai brevi e cioè 8 giorni (se è pagabile nello stesso comune[assegno su piazza]), 15 giorni (se pagabile in un comune diverso [assegno fuori piazza]), 20 giorni (se è pagabile in un Paese diverso ma nello stesso continente di emissione), 60 giorni (se Paese di altro continente).

La scadenza del termine non impedisce la presentazione dell'assegno al pagamento.

L'art. 35 L.A. (Legge 1736/33) però attribuisce al traente (colui che ha emesso l'assegno) di disporre la revoca dell'ordine di pagamento dopo la scadenza del termine di presentazione; prima della scadenza invece la banca è libera di pagare o meno, restando esonerata da qualsiasi responsabilità nei confronti sia del traente che del portatore del titolo.

Tale facoltà di disporre la revoca dell'ordine di pagamento (con la quale la banca è liberata/impedita dall'effettuare il pagamento [e neppure si potrà procedere al protesto dell'assegno in quanto oltrepassati i termini di presentazione all'incasso]) discende dalla esigenza di permettere al traente - superato un certo lasso di tempo - di poter liberamente disporre della provvista sul conto.

Si ricorda difatti che l'emissione di un assegno senza provvista è illecito amministrativo (ed in passato anche di rilevanza penale) ed i detti termini servono a delimitare (in favore del traente) il periodo in cui la provvista medesima deve rimanere necessariamente integra.

La revoca dall'ordine di pagamento dovrà essere ovviamente manifestata alla banca in modo che non sia contestabile e pertanto in forma scritta.

Allorché il trattario rifiuti il pagamento - per l'avvenuta revoca dall'ordine di pagamento od altro - il portatore può sempre e comunque esercitare l'azione di regresso nei confronti del traente, dei giranti e degli altri obbligati per ottenere il pagamento; questo nel termine prescrizionale di sei mesi dal termine di presentazione (la cui decorrenza è comunque interrotta [con l'inizio di un nuovo termine di prescrizione] da ogni attività diretta ad ottenere il pagamento) ed a prescindere dalla circostanza dell'avvenuto protesto o meno.

Trascorso tale termine è sempre possibile l'azione causale, che è l'azione derivante dal rapporto fondamentale che ha dato causa all'emissione dell'assegno, soggetta ai termini di prescrizione propri del rapporto obbligatorio sottostante.
 
Ultima modifica:
Grazie a tutti delle preziose informazioni ma sono più confusa di prima. Ho un assegno datato 15 settembre 2005 che mi sono scordata di versare (mea culpa, lo so, non infierite). Posso ancora versarlo o no? E' fuori piazza, non trasferibile e sbarrato.
Grazie ancora e adesso vado a meditare sul fatto che mi sembra di capire che in Italia un assegno non può essere "bloccato" per cui se avete pagato un fornitore che vi ha truffati, non si può nemmeno cancellare il pagamento... forse è meglio che resti a Londra...
 
elzorro ha scritto:
Grazie a tutti delle preziose informazioni ma sono più confusa di prima. Ho un assegno datato 15 settembre 2005 che mi sono scordata di versare (mea culpa, lo so, non infierite). Posso ancora versarlo o no? E' fuori piazza, non trasferibile e sbarrato.
Grazie ancora e adesso vado a meditare sul fatto che mi sembra di capire che in Italia un assegno non può essere "bloccato" per cui se avete pagato un fornitore che vi ha truffati, non si può nemmeno cancellare il pagamento... forse è meglio che resti a Londra...


L'assegno è bancario o circolare? Se è circolare, si prescrive dopo tre anni.
Lo puoi comunque versare è solo più alto il rischio che non ti venga pagato perchè, se bancario, essendo tracorsi più di 6 mesi dal 15/09/05, data di emissione, l'assegno è prescritto e la banca prima di pagarlo deve chiedere autorizzazione al suo correntista (chi te lo ha dato), che può negarla
 
Grazie Actilius, è bancario. Penso di dover abbandonare le speranze di recupero... ma proverò ugualmente quando sarò in Italia questo mese.
 
ma allore jean 05 ha scritto per niente, citando anche le relative leggi?
 
Riprendo l'argomento per non aprire un ulteriore Form.
Ho 2 assegni circolari datati dicembre 2003 intestati ad un terzo (ossia chi li ha emessi doveva darli a me ma io dovendo darli poi ad un altro li ho fatti intestatare direttamente all'altro); poichè non sono stati versati (non sono stati ritirati a suo tempo da questo terzo) mi chiedevo:
1- sono prescritti?
2- poichè sono circolari e le disponibilità erano state prelevate dal CC della persona che li aveva emessi, se sono prescritti gli sono tornati i soldi sul CC?
3- è possibile tramite qualche alchimia annullarli e farseli riemettere dalla persona che li aveva originariamente emessi (logicamente è consenziente);

Chiedo lumi a chi possa avere avuto una casistica simile oppure a qualche dipendente di banca .....

Grazie

Ciao ciao

Nel frattempo ho trovato questo, che però non risponde al mio quesito:
dove cavolo sono finiti sti soldi? e posso ancora andarli a prendere? :confused:

"Il possessore dell’assegno circolare decade dall’azione di regresso, se non presenta il
titolo per il pagamento entro trenta giorni dall’emissione. L’azione contro l’emittente (in questo caso la banca) si prescrive nel termine di tre anni dalla emissione. La girata a favore dell’emittente (la banca) estingue l’assegno.
Ma vi sono casi in cui la banca riconosce il debito e l’adempimento dell’obligazione si allunga e la prescrizione diventa decennale (10 anni) per cui questa tempistica varia in base alla situazione."
 
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