Le brutte notizie dal mondo dell'arte tre

Stefano Perrini

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Riporto qui quella che io ritengo essere una brutta notizia.

Piccola premessa. Zurigo è stato il centro di un movimento di arte astratta geometrica, che derivava dal Bauhaus ed è noto sotto diverse denominazioni: astrattismo concreto (o anche costruttivismo) svizzero, scuola zurighese, gruppo Allianz, ecc. I più noti rappresentanti sono stati Max Bill, Richard P. Lohse, Camille Graeser, Leo Leuppi e Verena Loewensberg. Poi questa tradizione è stata portata avanti anche dalle generazioni successive (penso, ad esempio, a Hans Jörg Glattfelder che passa anche spesso nelle nostre aste).
A questo tipo di arte è dedicato un museo attivo fin dal 1986 e dal 2001 ospitato da una sottostazione elettrica, uno straordinario edificio in stile “Neues Bauen”. Il museo ha in collezione 900 opere e ospita eccellenti mostre temporanee, in perfetto dialogo con gli spazi espositivi.

La brutta notizia è che il museo dovrà lasciare l’attuale sede entro la fine del 2025, perché la vecchia centrale è stata individuata come soluzione ottimale per la creazione di un centro energetico al servizio della città.
È stata promossa una petizione per chiedere che il museo rimanga dov’è e siano trovate altre soluzioni tecniche per la distribuzione di energia e calore. Non ho idea se possano aderire anche non residenti, comunque posto il link per chi avesse il desiderio di provare.

Sito Haus Konstruktiv

Link alla petizione
 

mmt

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bellissima la sala da pranzo.
 

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se questa è la risposta stiamo freschi:
Il ministro Sangiuliano: “Per proteggere l'arte vetro su tutti i dipinti”. Potrebbe però aumentare il prezzo dei biglietti
 

Stefano Perrini

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È morto il 30 novembre, a soli 63 anni, Ashley Bickerton, importante artista americano nato a Barbados.

Mi sembra che non sia molto celebrato in Europa, mentre nei testi americani di storia dell’arte ha uno spazio di tutto rispetto, nei capitoli che si occupano della mercificazione dell’arte, accanto a nomi come Koons, Hirst, McCollum e altri.

Ashley-Bickerton-Le-Art-Composition-with-Logos-2-1987.jpg


Nel bellissimo libro di Lisa Phillips “The American Century: Art & Culture 1950 – 2000”, pubblicato dal Whitney, quest’opera del 1987 proveniente dalla Galleria Sonnabend viene così commentata (traduco dall’inglese): “La consapevolezza autocosciente dell'oggetto d'arte come merce si può riscontrare nell’opera Le Art di Ashley Bickerton – una forma artigianale, che sembra una sorta di macchina, ricoperta di loghi come un'auto da corsa personalizzata; l’inserimento della firma dell’artista in due posti molto visibili suggerisce che si tratti di un autoritratto surrogato”.

R.I.P.

Ashley Bickerton, Indefinable Artist Who Lampooned Consumerism with Passion, Dies at 63
 

Pacorez

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Buongiorrno a tutti ... qualche anno di latitanza.. .. ho scorso qui e là, tantissime defezioni!
In ogni caso è mancato il 30 novembre Rinaldino Rossi qui a Genova, se ne è andato penso improvvisamente con una miriade di storie di vita !
 

mmt

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per fortuna ci sei tu!
 

Biagio.tv

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Buongiorrno a tutti ... qualche anno di latitanza.. .. ho scorso qui e là, tantissime defezioni!
In ogni caso è mancato il 30 novembre Rinaldino Rossi qui a Genova, se ne è andato penso improvvisamente con una miriade di storie di vita !
Ciao @Pacorez, spero tu stia bene!

Si, avevo saputo e ho postato un mio ricordo sul 3D di Boetti. E' veramente come hai scritto tu, Rinaldino se n'è andato portando con sè tantissime testimonianze di frequentazioni di artisti e protagonisti del mondo dell'arte.

Grazie per averlo ricordato anche qui!
 

Stefano Perrini

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È morto sabato, a 98 anni, l'artista americano Philip Pearlstein, uno dei maestri del nudo contemporaneo.
R.I.P.

Qui uno dei lavori più noti, dal sito del Whitney (ho un catalogo cartaceo, sempre del Whitney, dove l'immagine è pubblicata in maniera speculare; è probabile che sia corretta la versione qui sotto, ma comunque non farebbe una grande differenza):
Pearlstein.jpeg

Qui il link alla notizia su ARTnews:
Philip Pearlstein, Whose Nude Portraits Defined Realist Painting, Dies at 98
 
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Heimat

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Mi dispiace moltissimo. Ho avuto la fortuna di incontrarlo più volte e di conversare con lui. Ha lavorato anche negli States negli anni '60. Grande artista! RIP
 

Londinese

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Riporto qui quella che io ritengo essere una brutta notizia.

Piccola premessa. Zurigo è stato il centro di un movimento di arte astratta geometrica, che derivava dal Bauhaus ed è noto sotto diverse denominazioni: astrattismo concreto (o anche costruttivismo) svizzero, scuola zurighese, gruppo Allianz, ecc. I più noti rappresentanti sono stati Max Bill, Richard P. Lohse, Camille Graeser, Leo Leuppi e Verena Loewensberg. Poi questa tradizione è stata portata avanti anche dalle generazioni successive (penso, ad esempio, a Hans Jörg Glattfelder che passa anche spesso nelle nostre aste).
A questo tipo di arte è dedicato un museo attivo fin dal 1986 e dal 2001 ospitato da una sottostazione elettrica, uno straordinario edificio in stile “Neues Bauen”. Il museo ha in collezione 900 opere e ospita eccellenti mostre temporanee, in perfetto dialogo con gli spazi espositivi.

La brutta notizia è che il museo dovrà lasciare l’attuale sede entro la fine del 2025, perché la vecchia centrale è stata individuata come soluzione ottimale per la creazione di un centro energetico al servizio della città.
È stata promossa una petizione per chiedere che il museo rimanga dov’è e siano trovate altre soluzioni tecniche per la distribuzione di energia e calore. Non ho idea se possano aderire anche non residenti, comunque posto il link per chi avesse il desiderio di provare.

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pessima notizia, quando qualcosa finisce in questo modo mi rattrista sempre
 

Stefano Perrini

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Il 5 gennaio è morto l’artista canadese Michael Snow, nato a Toronto nel 1928. C’è un certo interesse collezionistico per l’artista come pittore e scultore: era rappresentato dalla Jack Shainman Gallery di New York e ha superato i centomila euro in asta, con una scultura del 1962. Ma entra nella storia dell’Arte come filmmaker. Presente in almeno 20 musei in tutto il mondo, il Castello di Rivoli ha due suoi video in collezione permanente.

Nel libro del Whitney, “The American Century”, Chrissie Iles lo colloca, insieme a Tony Conrad, Paul Sharits, Hollis Frampton, Ken Jacobs e altri, all’interno di quel “Cinema Strutturalista”, che la storica e curatrice fissa tra il 1966 e il 1974. Dall’inglese: “Era un tipo di cinematografia intellettuale, allineato con il mondo dell’arte e con la nuova filosofia basata sulla linguistica nota come Strutturalismo, dalla quale prese il nome. Ha operato in diretta opposizione rispetto all’industria cinematografica mainstream americana, nella spaccatura tra controcultura ed establishment”.

Questo filone di cinema sperimentale viene inquadrato dai testi americani fra Minimalismo e Fluxus (in particolare, Paul Sharits realizzò diversi film Fluxus). Dovrebbe, però, essere di grande interesse per chi si occupa, al di là delle semplici opportunità d’investimento, di Supports/Surfaces, Giorgio Griffa, Pittura Analitica e roba simile. Ad esempio, l’opera più nota di Snow, del 1967, s’intitola Wavelength (3 stelle sul Mereghetti) ed ebbe una grande eco in Europa. Si tratta di un video di 45’, passato diverse volte su Rai3 a Fuori Orario e disponibile in versioni di pessima qualità anche su Youtube, che consiste in un’apparente zoomata all’interno di uno studio, fino a stringere su una foto appesa alla parete di fondo. Come ha dichiarato Snow in alcune interviste, ha cercato di realizzare un film con i due elementi essenziali del fare cinema: la luce e il tempo. Si tratta, ovviamente, di qualcosa di molto simile a ciò che certi pittori negli stessi anni andavano indagando, riducendo il loro lavoro all’atto fondamentale di stendere della pittura su un supporto. Snow voleva anche dimostrare che è possibile realizzare del cinema da uomo solo, al di fuori dell’industria e delle maestranze del cinema tradizionale. Si trovava, dunque, nella medesima posizione degli artisti analitici, soli e autonomi, padroni dei propri mezzi di produzione. Wavelength è un prodotto che fa pensare veramente ad un artista come Griffa. Commentando questi film che cercano di rendere evidenti e demistificare i processi di realizzazione dei film medesimi, l’artista e critico Peter Gidal arriva a dire, quasi con le parole di Griffa, che “non rappresentano o documentano niente”.

Che la terra sia lieve a questo grande Maestro.

Qui l’articolo di ARTnews che ne ha annunciato la scomparsa:
Michael Snow, Legendary Experimental Filmmaker and Artist Behind ‘Wavelength,’ Dies at 94
 

mmt

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da un ********** ad un'altro **********. Stranamente entrambi a casa del primo in Florida,
 

Giuseppeart

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È morto a 98 anni Gianfranco Baruchello, un grande, un gigante dell’arte del 900… rip.