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Compagnie
Isvap: le imprese devono riorganizzarsi
19/06/2003

E' stata presentata martedì a Roma, presso il Complesso Monumentale del San Michele a Ripa, la Relazione sull'attività dell'ISVAP nell'anno 2002.


Forte è stato il richiamo del Presidente Giannini al sistema assicurativo affinché persegua obiettivi di ricerca dell'efficienza e dell'economicità attraverso uno sforzo di riorganizzazione delle strutture aziendali: l'alto tasso di concentrazione per cui i primi cinque gruppi di imprese assorbono oltre la metà dell'intero mercato italiano è accompagnato, al loro interno, dall'eccessiva frammentazione di società e di marchi senza che ciò sia ragione di specializzazione settoriale o commerciale. La restante quota del mercato è, inoltre, appannaggio di una miriade di imprese di contenuta dimensione che non riescono a realizzare auspicabili economie di scala.



Il Presidente ha messo in evidenza che sul piano della solidità e stabilità la situazione del settore assicurativo nel nostro Paese non desta preoccupazioni, al contrario di quanto accade negli Stati Uniti ed in altri Paesi europei: su tale aspetto i monitoraggi costanti dell'ISVAP rilevano che al 31 marzo 2003 la composizione degli investimenti è stata ancora più prudente, con una percentuale di azioni e quote di imprese ed OICR pari al 7,8% del totale degli investimenti.


L'Organo di vigilanza è intervenuto quando necessario per obbligare le compagnie carenti al rispetto delle prescrizioni sul margine di solvibilità: il totale degli interventi complessivamente rivolti, per le diverse fattispecie, alle imprese sono stati 14, ed hanno prodotto immissioni di capitali e di altri apporti finanziari per oltre 290 milioni di euro ed assunzione di impegni per il conferimento di ulteriori 180 milioni di euro.


Il margine di solvibilità delle imprese danni al 31 dicembre 2002 è stato pari a 14.867 milioni di euro a fronte di quello minimo richiesto nella misura di 5.130 milioni di euro, mentre per le imprese vita è stato pari a 18.425 milioni di euro, rispetto a quello minimo di 7.970 milioni di euro.


Significativa l'attività ispettiva svolta presso le strutture delle imprese: 3.208 giornate nel 2002, con un incremento di circa il 60% rispetto all'anno precedente.


In tale ambito, il Presidente ha formulato l'auspicio di poter disporre, eventualmente con l'ausilio della Guardia di Finanza, di poteri di accesso totale a qualsiasi dato o informazione presente nell'azienda.


Vivo apprezzamento è stato espresso per gli esiti positivi ottenuti dalla collaborazione ed integrazione fra le attività assicurativa e bancaria: è stato merito delle Autorità dei due settori assecondare lo sviluppo di modelli di bancassurance, in maniera concertata e, dati i risultati conseguiti, efficace. Nel prosieguo questa collaborazione non potrà che aumentare e sostenere ulteriormente lo sviluppo del settore.


Nel corso del 2002 si è consolidato il trend espansivo del ramo vita, incrementatosi nel livello dei premi del 16,5% in termini reali rispetto al 2001, a conferma del ruolo di solido presidio della ricchezza che i risparmiatori attribuiscono al settore assicurativo nazionale rispetto alla situazione delle imprese di altri Paesi dell'Europa continentale.


Il Presidente Giannini ha richiamato il mercato alla cautela nella scelta dell'utenza cui proporre polizze che trasferiscono all'assicurato rischi finanziari di cui non sempre è agevole prevedere la misura; è dei giorni scorsi un provvedimento (Circolare n. 507D/2003) che vieta il collegamento delle prestazioni relative ai contratti index linked ad indici o altri valori mobiliari che siano costituiti o comunque collegati a titoli provenienti da operazioni di cartolarizzazione, effettuate anche in maniera sintetica ovvero a derivati del credito. L'ISVAP prospetterà a breve strumenti di valutazione e misurazione sintetica delle più significative caratteristiche dei diversi prodotti assicurativi al fine di darne immediata rappresentazione grafica agli utenti.


Quanto all'andamento del mercato nei rami danni, meno accentuata ma pur sempre consistente, è stata la crescita della raccolta premi aumentata in termini reali del 5,7% rispetto al 2001. I risultati dell’esercizio 2002 relativi alla RCA costituiscono una conferma delle considerazioni espresse lo scorso anno relative all’esistenza dei presupposti tecnici per interrompere la spirale degli aumenti tariffari: i premi sono aumentati dell’8,5% ed il costo dei sinistri è rimasto stabile e per la prima volta il Ramo RC Auto ha realizzato un risultato positivo per circa 170 milioni di euro, dovuto ad un forte incremento dei premi in presenza di una frequenza stabile dei sinistri. Peraltro, considerando anche il risultato del ramo Corpi veicoli terrestri il risultato del comparto auto arriva a 1.114 milioni di euro.


Occorre, quindi, secondo Giannini, puntare con decisione verso la graduale riduzione delle tariffe RC Auto realizzando ogni investimento per ridurre l’entità dei risarcimenti cui contribuirà anche la legge n. 273/2002 (Riforma RC Auto).


Sulla base delle sanzioni irrogate alle imprese per l'incompletezza dei dati forniti alla Banca dati sinistri aperta alla consultazione della Magistratura, delle Forze dell'Ordine e, a far data dal 15 aprile 2003, delle imprese, sono emerse carenze organizzative ed informative diffuse che dovranno essere rapidamente eliminate.


Il Presidente Giannini ha segnalato altresì la rarefazione della presenza delle strutture liquidative delle imprese sul territorio con particolare riferimento al Sud: ad esempio, in Campania il numero di veicoli per punto di contatto è pari a 13.688 a fronte di una media nazionale di 6.292. Ciò è frutto di una logica, non agevolmente comprensibile, che sembra ridurre il presidio ed il servizio nelle aree più delicate.



Forte, infine, il richiamo rinnovato alle imprese affinché incidano in modo significativo, con adeguati investimenti, sull'efficienza della propria organizzazione e perseguano con maggiore incisività l'istituzione di un vero e proprio Ombudsman al fine di ottenere, anche per questa via, una maggiore considerazione da parte dell'utenza.
In ogni caso, l’attività dell’Istituto è stata ampia, con 34.229 segnalazioni gestite, 22.300 contatti telefonici ed il ricevimento di 630 consumatori con l’emanazione di 4.430 provvedimenti sanzionatori relativi ai rami danni.
 
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