Le nuove assunzioni promesse da Letta saranno meno della metà della metà. Ecco perché

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ceck78

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Non si può certo dire che il decreto sul lavoro varato dal governo Letta sia una decisa sterzata nella direzione della liberalizzazione dei rapporti di lavoro.
Anzi è abbastanza sicuro che i duecentomila nuovi posti di lavoro preannunciati nel corso della conferenza stampa che annunciava i contenuti del nuovo testo debbano essere molto ridimensionati
. Diciamo che andrà bene se saranno la metà della metà.
Bastano poche considerazioni. I fondi messi a disposizione per gli sgravi contributivi a favore dei giovani fino ai 29 anni, che da solo dovrebbe valere secondo le stime del ministero del lavoro 100 mila nuovi posti, è di circa 200 milioni di euro l’anno per i prossimi anni. Il beneficio massimo che si può ottenere è di 650 euro al mese, cioè 11.700 euro nei 18 mesi.

I fondi a disposizione in ciascun anno sono quindi in grado di finanziare solo 17 mila assunzioni.

E non è detto che tutte questi nuovi contratti di lavoro non sarebbero stipulati in assenza di incentivi. Anzi, è facile presumere che la maggior parte di queste assunzioni sarebbe stata comunque fatta, perché risponde a logiche economiche più ampie.

Inoltre ci sono altri incentivi, già in vigore, che sono più convenienti di quelli appena introdotti. Per esempio quelli per l’apprendistato, che prevede uno sgravio totale delle assunzioni, o quello per i disoccupati di lunga durata (sgravio totale per 24/36 mesi).

In realtà andando a leggere con attenzione i contenuti del decreto è facile scorgere il contributo di due redattori molto diversi. Da una parte è infatti evidente una impostazione liberale, tendente alla semplificazione e alla deregolamentazione (per esempio nelle norme sui contratti a termine); dall’altra è evidente un approccio sindacalese (per esempio nei limiti imposti al lavoro a chiamata e nella estensione alle co.co.co. della procedura di convalida del licenziamento).

Il risultato finale è un’azione di manutenzione della legislazione sul lavoro che, in una situazione ordinaria, avrebbe anche potuto essere considerata soddisfacente.

In un momento nel quale i dati sulla disoccupazione, sulla cassa integrazione e sulle aziende in difficoltà diventano ogni giorno più drammatici, si tratta sostanzialmente di un’occasione persa, che non produrrà alcun effetto significativo. Se non quello al quale forse si puntava veramente, cioè consentire al presidente del consiglio di recarsi a Bruxelles con i compitini ben in ordine, in modo da evitargli brutte figure in sede comunitaria, in modo da partecipare alle trattative senza troppi complessi di inferiorità. Siamo arrivati alla legislazione indiretta, come parlare a nuora perché suocera intenda.

Aiutini per l’occupazione - News - Italiaoggi
 
un governo tutto di facciata....

costentemente in tivvu a far chiacchiera e costruirsi una bella facciata...

fa le leggi di facciata che consentano una buona facciata....una discussione di facciata...

fin che la barca va....:o
 
un governo chiacchiere (PDL) e distintivo (PD).
 
Titolo: *Lavoro: Istat, disoccupazione giovani a maggio cala 38,5%
Ora: 01/07/2013 10:02
Testo:
(segue)

MF-DJ NEWS
 
A questo paese, governativamente parlando, è sfuggita la situazione di mano un bel po' di tempo fa, troppi soldi e menefreghismo.
 
Non si può certo dire che il decreto sul lavoro varato dal governo Letta sia una decisa sterzata nella direzione della liberalizzazione dei rapporti di lavoro.
Anzi è abbastanza sicuro che i duecentomila nuovi posti di lavoro preannunciati nel corso della conferenza stampa che annunciava i contenuti del nuovo testo debbano essere molto ridimensionati
. Diciamo che andrà bene se saranno la metà della metà.
Bastano poche considerazioni. I fondi messi a disposizione per gli sgravi contributivi a favore dei giovani fino ai 29 anni, che da solo dovrebbe valere secondo le stime del ministero del lavoro 100 mila nuovi posti, è di circa 200 milioni di euro l’anno per i prossimi anni. Il beneficio massimo che si può ottenere è di 650 euro al mese, cioè 11.700 euro nei 18 mesi.

I fondi a disposizione in ciascun anno sono quindi in grado di finanziare solo 17 mila assunzioni.

E non è detto che tutte questi nuovi contratti di lavoro non sarebbero stipulati in assenza di incentivi. Anzi, è facile presumere che la maggior parte di queste assunzioni sarebbe stata comunque fatta, perché risponde a logiche economiche più ampie.

Inoltre ci sono altri incentivi, già in vigore, che sono più convenienti di quelli appena introdotti. Per esempio quelli per l’apprendistato, che prevede uno sgravio totale delle assunzioni, o quello per i disoccupati di lunga durata (sgravio totale per 24/36 mesi).

In realtà andando a leggere con attenzione i contenuti del decreto è facile scorgere il contributo di due redattori molto diversi. Da una parte è infatti evidente una impostazione liberale, tendente alla semplificazione e alla deregolamentazione (per esempio nelle norme sui contratti a termine); dall’altra è evidente un approccio sindacalese (per esempio nei limiti imposti al lavoro a chiamata e nella estensione alle co.co.co. della procedura di convalida del licenziamento).

Il risultato finale è un’azione di manutenzione della legislazione sul lavoro che, in una situazione ordinaria, avrebbe anche potuto essere considerata soddisfacente.

In un momento nel quale i dati sulla disoccupazione, sulla cassa integrazione e sulle aziende in difficoltà diventano ogni giorno più drammatici, si tratta sostanzialmente di un’occasione persa, che non produrrà alcun effetto significativo. Se non quello al quale forse si puntava veramente, cioè consentire al presidente del consiglio di recarsi a Bruxelles con i compitini ben in ordine, in modo da evitargli brutte figure in sede comunitaria, in modo da partecipare alle trattative senza troppi complessi di inferiorità. Siamo arrivati alla legislazione indiretta, come parlare a nuora perché suocera intenda.

Aiutini per l’occupazione - News - Italiaoggi


mi pare che il nostro il nipote dello zio, nonchè presidente del coniglio, alias ER NICOLETTA, sia stato esplicito

**abbiamo fatto quello che dovevamo fare e ora le aziende devono assumersi le loro responsabilità, quindi assumano e non accampino più scuse**
 
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