L’economia Usa batte tutte le previsioni: magia e trucchi di Trump

fallugia

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non c’è dubbio che i dati della crescita dell’economia americana in questo primo scorcio del 2019 sono estremamente positivi, soprattutto se confrontati con quelli del rallentamento dell’Europa e della Cina. Il presidente ora prova a usare l’accresciuta potenza del suo mercato interno per forzare la mano a Pechino nei negoziati commerciali: una scommessa rischiosa che può danneggiare l’economia. Ma, se la spunta, Trump potrà dire di essere riuscito laddove i suoi predecessori avevano fallito: imporre comportamenti economici più corretti al Paese che è, ormai, il grande avversario strategico degli Stati Uniti.

Ora le Borse tremano (più in Cina che negli Usa), ma fin qui i numeri sono stati dalla parte di Trump: la stretta commerciale sta facendo calare le importazioni Usa ma non l’export che, invece, cresce (+3,7% nel primo trimestre 2019) e non sembra pesare sul Pil, cresciuto del 3,2%: gli economisti si aspettavano un 2% e i più pessimisti temevano addirittura una recessione, visti i segnali di allarme del mercato obbligazionario. In ripresa anche la produttività: l’incremento più rilevante dal 2010. Venerdì, poi, alle buone notizie dal fronte produttivo si sono aggiunte quelle provenienti dall’occupazione: 263 mila posti di lavoro in più ad aprile col tasso di disoccupazione ulteriormente calato dal 3,8 al 3,6%: è il livello più basso dal 1969. Dopo anni di stagnazione, in ripresa (modesta) anche i salari (+3,2%).

L’economia Usa batte tutte le previsioni: magia e trucchi di Trump - Corriere.it
 
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