L'Europa infuriata per la crisi italiana: nuovi timori e occhi puntati sui mercati

  • Callable Equity Protection 100 di Societe Generale – capitale protetto a scadenza e premio lordo di richiamo dell’1% mensile (12% su base annua)

    Da Société Générale un tris di Callable Equity Protection 100 con premio di richiamo dell’1% mensile e protezione del 100% a scadenza. Per questa emissione SG ha deciso di puntare su un meccanismo detto “Callable”, innovativo per il mondo dei certificati, che prevede che il possibile richiamo anticipato non sia legato ad una determinata barriera, ma possa avvenire in un qualsiasi mese a discrezione dell’emittente. I possibili sottostanti sono Enel (ISIN certificato XS2395029114), ENI (ISIN certificato XS2395029205) e Intesa Sanpaolo (ISIN certificato XS2395029387)
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ceck78

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BERLINO - Allarme in tutta l'Unione europea, Silvio Berlusconi definito dalla Sueddeutsche Zeitung "der boese Geist", lo spirito malvagio, torna in scena e vuole vincere: che ne sarà dell'eurocrisi, dell'eurozona, dei soldi che i popoli di 17 paesi europei hanno in tasca e in banca? L'inquietudine si coglie chiaramente. Qui nella prima potenza europea come nelle altre capitali e regioni che contano nel Vecchio continente. 'E le dimissioni di Mario Monti, l'uomo che un po' tutti da Berlino a Francoforte, da Helsinki a Varsavia chiamavano affettuosamente 'Supermario, sono un pugno nello stomaco, la perdita d'una certezza o speranza di risanamento. Vediamo le reazioni e l'atmosfera, caso per caso.

GERMANIA. Silenzio ufficiale, ma la preoccupazione è evidente. Stiamo a vedere adesso quale esito avranno le elezioni, si pensa qui nella capitale federale. Secondo analisti autorevoli, come gli editorialisti del quotidiano liberal di Monaco, non conta il fatto che il Pdl sia a livello europeo nel Partito popolare europeo, cioè nella stessa famiglia politica della CduCsu di Angela Merkel. Le incompatibilità tra linea di rigore alla tedesca seguita da Mario Draghi e fino a ieri da Monti, e gli attacchi populisti di Berlusconi ora padrone del Pdl contro i 'Diktat di Angela' allarmano troppo. La paura appena confessata sottovoce è che una vittoria di questo centrodestra di nuovo guidato dallo 'spirito malvagio' peggiori conti pubblici, rating e situazione italiana in generale. E allora sarebbero guai letali per l'euro e per tutti. Anche per la prima potenza europea: l'Italia ancora grande paese industriale tra i primi al mondo e membro eel G8 è troppo grosso per poter essere salvato, se cade. Anche negli ambienti del BDI, la Confindustria tedesca, alte fonti hanno recentemente espresso opinioni di ribbrezzo sul suo conto.

FRANCIA. Povero François Hollande, non bastavano crisi interna, calo di popolarità e corsa dei ricchi verso il Belgio per pagare meno tasse. Il nuovo presidente francese, con l'Italia di Monti, aveva costituito un asse di paesi virtuosi ma decisi a battersi per la crescita, e a negoziare da amici ma se necessario anche con toni duri con il gruppo riforista guidato dalla forte Germania di 'Angie'. Adesso Hollande ha perduto l'alleato-chiave che aveva ridato peso alla politica francese in Europa. Da sola, a fronte di Berlino e degli altri rigoristi, una Quinta repubblica declassata dalle agenzie di rating e in grave crisi economica e sociale non può farcela, teme di dover persino lei aver bisogno in futuro di aiuti dei fondi salvastati. E non sarà certo un centrodestra italiano in pugno a Berlusconi ad aiutarla.

REGNO UNITO. Fastidio anche negli ambienti politici di Londra. Il premier David Cameron è un conservatore serio, avrà mille difetti ma il suo governo di coalizione con i liberali di Nick Clegg detesta ogni populismo. Sulla stessa linea sono al New Labour, vicinissimi al Pd italiano. I media britannici sono sempre stati tra i più attenti e severi a denunciare scandali, fallimenti e arroganza del Cavaliere. La City non chiude mai gli occhi sul pericolo dei suoi populismi e della sua passata fallimentare politica di conti sovrani.

SPAGNA. Paradossamente problemi anche per il premier conservatore iberico Mariano Rajoy: la caduta del risanatore Monti e l'ascesa di promesse populiste gli renderanno ancor più difficile affrontare le contestazioni di piazza e del paese contro le durissime misure annunciate a Madrid.

EUROPA CENTRO-ORIENTALE. La Polonia, cioè il più dinamico paese ex colonia sovietica, e insieme a Svezia e Finlandia una delle economie della Ue che sono più cresciute, non ha nulla da guadagnare dal ritorno di Berlusconi. Il governo liberal del premier Donald Tusk e del ministro degli Esteri Radoslaz 'Radek'Sikorski, che vanta un debito sovrano attorno appena al 5 per cento del pil e intanto affronta finalmente dure riforme (pensioni, sanità) già teme il rallentamento dell'economia tedesca ed europea. Un rischio di aggravamento dell'eurocrisi a causa di venti populisti romani appare letale anche per Varsavia 'tigre della nuova Europa'. E rafforza l'euroscetticismo cavalcato dall'opposizione nazionalista di Jaroslaw Kaczynski. In tutto il centro-est solo due leader forti sicuramente gioiscono. Il presidente russo Vladimir Putin e il premier-autocrate ungherese Viktor Orbàn, amici dichiarati di Berlusconi. Berlusconi da cui Orbàn ha avuto anche consiglieri politici per costruire il suo partito e il suo sistema di potere.

NORDEUROPA. Peggio che mai per l'immagine dell'Italia, e in più nuove nubi di paura dell'Europa e rischio di rafforzamento dei populisti, dagli Sveriges demokraterna a Stoccolma ai Peerus Suomalaiset (autentici finlandesi) a Helsinki. Pochi giorni fa, all'inviato di Repubblica a Helsinki, l'uomo-chiave del Grande nord nell'eurozona, cioè il giovane, poliglotta, plurilaureato, efficientissimo e popolare ministro finnico per gli affari europei Alexander Stubb, conservatore e rigorista ma europeista e ammiratore dell'Italia che produce e dei suoi tentativi di rigore, aveva detto: "E' un bene per l'Europa che esistano i due Supermario, cioè Monti e Draghi, io conosco Monti da lunghi anni e lo stimo profondamente, sta tentando di affrontare con successo la crisi, noi che dopo il '90 avemmo una crisi con crollo del pil del 20 per cento e crack bancario grave sappiamo quanto sia difficile ma lo ammiriamo". Ecco, adesso persino la cara, efficiente Finlandia si sente, dopo Monti, con un amico in meno. E di Berlusconi a Helsinki ricordano tutti le volgari battute sulle leader politiche finniche, molte e tutte bravissime visto anche che la Finlandia non è certo un paese di veline bensì il primo paese al mondo che nel 1906 dette il diritto di voto alle donne, il paese meno corrotto del mondo e uno dei primi nelle pari opportunità. Da queste idee di modernità europea, siano esse finniche polacche tedesche o francesi, l'Europa teme ora che l'Italia si allontani.

(09 dicembre 2012)
L'Europa infuriata per la crisi italiana: nuovi timori e occhi puntati sui mercati - Repubblica.it
 
ma questa gente era al corrente del fatto che Monti sarebbe comunuque caduto fra pochi mesi? :confused:
 
insomma, per Repubblica era meglio rinviare le elezioni a data da destinarsi
 
ma questa gente era al corrente del fatto che Monti sarebbe comunuque caduto fra pochi mesi? :confused:

infatti....secondo mè ce' qualcosa che non quadra...... oppure qualcuno in eu aveva gia pianificato di come doveva andare.....ed ora con la discesa di B. le percentuali non tornano........ booooooo non saprei....confusione totale
 
L'Europa può amabilmente andar a pescar rane per quanto mi riguarda

Non ci hanno nemmeno messo nel video dei costituenti, e qua siam a preoccuparsi di cosa ne pensano
Poveri noi come siamo provinciali
 
Si strizzano tutti? Ottimo segnale, bene!
 
L'Europa può amabilmente andar a pescar rane per quanto mi riguarda

Non ci hanno nemmeno messo nel video dei costituenti, e qua siam a preoccuparsi di cosa ne pensano
Poveri noi come siamo provinciali

ahh...su questo ti do' ragione...... un'unione europea cosi com'è non ha senso.... non siamo ne pero ne melo
 
Tanta preoccupazione sta a significare che ritengono reale il rischio che rivinca le elezioni, ma non leggono i sondaggi che settimanalmente escono in italia e che danno silvio sotto il 15 % ?, per no parlare di quelli di ballarò che oltre a dare pochi voti a silvio vedono il pd sopra il 30 % e in continua salita, manca solo che facciano la ola quando danno il dato. :mmmm:
 
Al di là di quello che pensano all'estero su una cosa han ragione di preoccuparsi, non abbiamo politici in grado di governarci.
 
Tanta preoccupazione sta a significare che ritengono reale il rischio che rivinca le elezioni, ma non leggono i sondaggi che settimanalmente escono in italia e che danno silvio sotto il 15 % ?, per no parlare di quelli di ballarò che oltre a dare pochi voti a silvio vedono il pd sopra il 30 % e in continua salita, manca solo che facciano la ola quando danno il dato. :mmmm:

oppure i sondaggi non tornano......sinceramente in giro parlando non vedo ste grand supportatori del pd...... poi molto probabilmente sara' la mia cerchia
 
L'unica Italia gradita in europa è un'Italia chinata a 90° con le braghe abbassate.
Ma se all'estero sono così terrorizzzati dalla eventuale vittoria di Berlusconi, a noi che sondaggi ci propinano? Se Berlusconi è al 15% di che cosa si preoccupano? La sinistra e gli statalisti hanno già stravinto, o no?
Ahhh.... forse stanno pensando che le forze antistataliste Lega, Berlusconi e Grillo siano maggioranza e possano allearsi? Eh eh eh... hanno ragione di preoccuparsi!!!!! OK!
 
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oppure i sondaggi non tornano......sinceramente in giro parlando non vedo ste grand supportatori del pd...... poi molto probabilmente sara' la mia cerchia

stessa mia impressione; nella mia azienda ,tra quelli che hanno intenzione di votare, almeno un 40 % voterà 5 stelle; e siamo nella rossissima emilia,azienda con circa una novantina di operai
i sonadggi sono sicuramente sbagliati e il piddi ,prenderà al massimo un 27 % dei voti;
qui in emilia poi ,c'è stato anche il terremoto e penso che il piddi ,perderà almeno l'80 % dei suoi elettori nelle zone terremotate,visto come sono andate le cose ; e questi voti ,andranno in gran parte a grilllo
 
a parte che si poteva evitare la crisi , essendo ormai agli sgoccioli naturali di questo tremendo governo ( potevano pensarci prima di sottoscrivere ogni tassazione e vincolo) ,
quelli che subito si preoccupano di cosa pensano i nostri subdoli sfruttatori nordeuropei mostrano la loro indole provinciale e servile , che più che degli interessi della nazione si preoccupano degli interessi dei detentori di TdS esteri e di chi ci vuole deindustrializzati e proni .
Penso che se affrontassimo a muso duro le imposizioni nefaste della troika in realtà ci rispetterebbero di più. Ma non vedo politici che intendano farlo : a sinistra sono dei proni alla troika , sono più antiitaliani dei tedeschi, a destra non c'è nessun programma credibile di soluzione vera e definitiva dei problemi italiani
 
Invece di continuare a menarla su quello che dobbiamo e non dobbiamo fare, non fanno prima a dire che abbiamo armi di distruzione di massa e siamo pronti ad usarle?!
Ci invadono e la finiamo con questa farsa.
 
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