Long Wheat, Corn, Soybean, ecc. Short noialtri

  • Callable Equity Protection 100 di Societe Generale – capitale protetto a scadenza e premio lordo di richiamo dell’1% mensile (12% su base annua)

    Da Société Générale un tris di Callable Equity Protection 100 con premio di richiamo dell’1% mensile e protezione del 100% a scadenza. Per questa emissione SG ha deciso di puntare su un meccanismo detto “Callable”, innovativo per il mondo dei certificati, che prevede che il possibile richiamo anticipato non sia legato ad una determinata barriera, ma possa avvenire in un qualsiasi mese a discrezione dell’emittente. I possibili sottostanti sono Enel (ISIN certificato XS2395029114), ENI (ISIN certificato XS2395029205) e Intesa Sanpaolo (ISIN certificato XS2395029387)
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uncle scrooge

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Consumo di suolo: ne abbiamo solo per altri 60 anni

Mercoledì 19 Dicembre 2012, 11:16 in di Debora Billi


Nel giro di vent'anni, poco cibo, rivolte e migrazioni di disperati. Occorre intervenire prima di subito, in primis in Italia...


Sembra incredibile. L'umanità ha coltivato la terra per migliaia di anni, e non c'è nulla che ci appaia più "infinito" della risorsa suolo coltivabile.


Invece non è così: sembra che ne abbiamo solo per altri 60 anni, continuando con la tendenza in atto. E non sono catastrofisti svitati o decrescitisti allarmisti a dirlo, ma nientedimento che il Wolrd Economic Forum. Trovate tutto qui sul Time, ecco una traduzione:


Un calcolo a spanne dell'attuale tendenza di degrado dei suoli suggerisce che abbiamo circa 60 anni di terra coltivabile rimasta. Il 40% delle terre agricole del mondo sono classificate come degradate o molto degradate - quest'ultima definizione significa che il 70% dello strato superficiale, quello che consente alle piante di crescere, è ormai andato.

A causa dei sistemi moderni di agricoltura intensiva, il terreno superficiale ricco di humus sta andando perso a un ritmo che è da 10 a 40 volte superiore a quello di naturale rimpiazzo. Le conseguenze saranno che perderemo il 30% di produzione di cibo nei prossimi 20-50 anni, e ciò rispetto ad una domanda che si prevede aumentata del 50%.


Ulteriori conseguenze? Alcune le abbiamo già viste: rivolte nei Paesi più colpiti dal rincaro dei generi alimentari. Si assisterà anche a fughe di massa verso i Paesi più "ricchi", oltre che alla disperata corsa all'accaparramento delle residue terre buone da parte di chi può permetterselo, ovvero quel land grabbing che sta già avvenendo proprio sotto i nostri occhi.


Leggete l'articolo. E ricordatevi, per tornare in Italia, che qui si è parlato solo di erosione. Aggiungete all'equazione anche le cementificazioni selvagge, le Grandi Opere, le discariche legali o illegali, l'abbandono delle campagne alla desertificazione da parte dei contadini che non riescono più a vivere a causa di un folle sistema economico, e potrete tirare le somme su quanto cibo anche il nostro Paese avrà la possibilità di produrre nei prossimi anni e decenni.


Perché va bene preoccuparsi per l'IMU o il debito, ma se il futuro è la pancia vuota allora è il caso di metterla subito al primo posto.
 
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