L'uomo ombra

  • Due nuove obbligazioni Societe Generale, in Euro e in Dollaro USA

    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

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Steinmann

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Mi ero riproposto di non postare più suoi articoli, ma questo l'ho trovato davvero divertente. Se non vi piace passate oltre, ma non prendetelo "seriosamente" ;):p


L’uomo ombra
08 gennaio 2011 | Mauro Zucconi

Da quando giocare in dieci è un problema definitivo? Per la Juve, contro il Parma, in casa, l’uomo in meno può spiegare una vittoria sofferta, un pareggio sfortunato, in certi imponderabili casi estremi persino una sconfitta (però, oh: non 4-1), ma non deve significare che perderà per forza, altrimenti inseriamo la regola che il primo che rimane in dieci perde la partita, e poi tutti a casa. Non funziona così, e allora deve esserci qualche altro motivo, ad esempio che non abbiamo giocato in dieci, ma in nove.

Dov’era Krasic, infatti? È scomparso dopo un tuffo in area al ventesimo del primo tempo, inghiottito dal terreno o dal rimorso. Sono convinto che non lo faccia apposta, è solo troppo veloce rispetto a tutti gli altri, anticipa gli impatti, ovvero applica la sua rapidità anche ai movimenti degli avversari, progettando istantaneamente schemi rappresentativi imperfetti: vede arrivare il difensore, immagina l’imminente contatto, cade; peccato che il difensore in questione sia ancora a mezzo metro. Il guaio è che ora tutti sanno che, per farlo cadere, basta simulare il movimento falloso, senza portarlo a termine, e se ne approfittano.

Bella incursione, comunque, ma per il resto: assente. Giocare in nove spiega la sconfitta, questo sì, e il 4-1 si spiega con l’aver giocato in otto, visto che quando Quagliarella si è infortunato è – virgolette – entrato Amauri, che si è fatto notare solo in occasione di un episodio dubbio ai limiti dell’area parmense: lui voleva il rigore, mentre Chiellini l’espulsione, perché a suo dire il difensore gialloblu, fermando il pallone con la mano, aveva interrotto una “chiara occasione da rete”; l’arbitro l’ha guardato per un secondo e poi gli ha fatto notare che, trattandosi di Amauri, non sarebbe stata una “chiara occasione da rete” nemmeno se si fosse trovato solo con il pallone sulla linea di porta e il portiere legato al palo con una corda spessa.

Il mio non è un giudizio tecnico, ma la depressa costatazione di un fatto: Amauri è una prima punta che non segna, perlomeno non secondo la tradizionale media delle punte juventine: Inzaghi 0,47 gol a partita; Trezeguet 0,56; Del Piero 0,42. Amauri: 0,26, (0,18 nell’ultima stagione e mezzo. Chiellini: 0,12). Troppo poco. Però il giocatore è valido, come negarlo, ma perché allora non trasformarlo in difensore centrale, invece di venderlo? È grande e grosso, ha una buona tecnica e un controllo di palla eccellente, è forte di testa e sui calci piazzati potrebbe segnare i gol che segna Legrottaglie.

Al suo posto mettiamo il neoacquisto Luca Toni (il nuovo Amauri, secondo gli astuti osservatori che l’hanno scovato), che ha una media realizzativa spaventosa e che, sono sicuro, non appena si riprenderà dall’infortunio che lo affligge (invecchiamento cellulare), con le sue reti ci porterà allo scudetto.
 
Stavolta è stato più spiritoso lo Zucconi...;)
 
Stavolta è stato più spiritoso lo Zucconi...;)

Probabile. O l'hai approcciato diversamente anche tu. L'ho fatto leggere ad un amico senza premettere nulla e mi ha risposto: "Peccato che Toni c'era col Napoli...".

PS: Quella dell'infortunio che affligge Toni è bellissima. :D
 
Mi ero riproposto di non postare più suoi articoli, ma questo l'ho trovato davvero divertente. Se non vi piace passate oltre, ma non prendetelo "seriosamente" ;):p


L’uomo ombra
08 gennaio 2011 | Mauro Zucconi

Da quando giocare in dieci è un problema definitivo? Per la Juve, contro il Parma, in casa, l’uomo in meno può spiegare una vittoria sofferta, un pareggio sfortunato, in certi imponderabili casi estremi persino una sconfitta (però, oh: non 4-1), ma non deve significare che perderà per forza, altrimenti inseriamo la regola che il primo che rimane in dieci perde la partita, e poi tutti a casa. Non funziona così, e allora deve esserci qualche altro motivo, ad esempio che non abbiamo giocato in dieci, ma in nove.

Dov’era Krasic, infatti? È scomparso dopo un tuffo in area al ventesimo del primo tempo, inghiottito dal terreno o dal rimorso. Sono convinto che non lo faccia apposta, è solo troppo veloce rispetto a tutti gli altri, anticipa gli impatti, ovvero applica la sua rapidità anche ai movimenti degli avversari, progettando istantaneamente schemi rappresentativi imperfetti: vede arrivare il difensore, immagina l’imminente contatto, cade; peccato che il difensore in questione sia ancora a mezzo metro. Il guaio è che ora tutti sanno che, per farlo cadere, basta simulare il movimento falloso, senza portarlo a termine, e se ne approfittano.

Bella incursione, comunque, ma per il resto: assente. Giocare in nove spiega la sconfitta, questo sì, e il 4-1 si spiega con l’aver giocato in otto, visto che quando Quagliarella si è infortunato è – virgolette – entrato Amauri, che si è fatto notare solo in occasione di un episodio dubbio ai limiti dell’area parmense: lui voleva il rigore, mentre Chiellini l’espulsione, perché a suo dire il difensore gialloblu, fermando il pallone con la mano, aveva interrotto una “chiara occasione da rete”; l’arbitro l’ha guardato per un secondo e poi gli ha fatto notare che, trattandosi di Amauri, non sarebbe stata una “chiara occasione da rete” nemmeno se si fosse trovato solo con il pallone sulla linea di porta e il portiere legato al palo con una corda spessa.

Il mio non è un giudizio tecnico, ma la depressa costatazione di un fatto: Amauri è una prima punta che non segna, perlomeno non secondo la tradizionale media delle punte juventine: Inzaghi 0,47 gol a partita; Trezeguet 0,56; Del Piero 0,42. Amauri: 0,26, (0,18 nell’ultima stagione e mezzo. Chiellini: 0,12). Troppo poco. Però il giocatore è valido, come negarlo, ma perché allora non trasformarlo in difensore centrale, invece di venderlo? È grande e grosso, ha una buona tecnica e un controllo di palla eccellente, è forte di testa e sui calci piazzati potrebbe segnare i gol che segna Legrottaglie.

Al suo posto mettiamo il neoacquisto Luca Toni (il nuovo Amauri, secondo gli astuti osservatori che l’hanno scovato), che ha una media realizzativa spaventosa e che, sono sicuro, non appena si riprenderà dall’infortunio che lo affligge (invecchiamento cellulare), con le sue reti ci porterà allo scudetto.
davvero divertente, quella della chiara occasione da rete riferita ad Amauri..da applausi
 
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