Manuale di autodifesa del cliente bancario

FaGal

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Questo thread nasce da una riflessione sugli ultimi pubblicati sul forum che riguardano i costi delle banche per i servizi offerti (non solo conti correnti). L' occasione di risposta è fornita da un articolo apparso su Economy (n. 2 pagg. 100 - 103 Bruno Palomba) in edicola di cui si riporta uno stralcio inerente ad un articolo su quello che le banche non dicono, dicono o diranno...
MANUALE DI AUTODIFESA DEL CLIENTE:
1) Conti package, servizi inutili e salati.
I conti correnti offerti dalle banche hanno subito negli ultimi anni una vera e propria rivoluzione.
Si è partiti dai conti correnti ordinari, quelli che offrivano, in cambio di commissioni standard, interessi di una certa consistenza. Poi è stato il momento dei conti convenzionati, cioé quelli che godevano di un trattamento di favore in base ad accordi stipulati con le singole categorie di correntisti. E' infine stata la volta dei conti di servizio, cioé di quelli che non prevedevano né spese né interessi. Oggi è il momento dei conti package. Di che si tratta? Sono dei conti che prevedono una serie di serivizi di base: per esempio, un numero illimitato di operazioni, la domiciliazione delle utenze, carta bancomat, carta di credito, agevolazioni per i viaggi e per le bollette telefoniche. Il tutto a fronte di un pagamento di un canone mensile prestabilito, che di solito va dai 15 ai 30 euro. In questi casi il rischio per il risparmiatore è quello di lasciarsi sedurre dai servizi accessori (sconti su viaggi o coperturte assicurative) che non utilizzerà mai e di pagare a caro prezzo pacchetti di servizi inutili.
2) Costi accessori: ecco come evitarli
Visto il livello bassissimo dei tassi oggi corrisposti ai correntisti, i costi accessori diventano una voce da monitorare con attenzione. Le prime spese a cui badare sono quelle postali. Per ridurle si può chiedere, tanto per cominciare, di non ricevere più lettere contabili. Poi si può fare richiesta di ricevere l' estratto conto solo trimestralmente o addirittura una volta all' anno. Attenti anche al numero di scritture contabili addebitate. Un esempio: quando si effettua un bonifico, viene calcolato in una riga l' importo e in un' altra il suo costo bancario. Due scritture contabili e quindi due operazioni da pagare. Può essere conveniente, quindi, concordare con la banca un canone per operazioni illimitate, piuttosto che una certa somma per ogni singola scrittura (naturalmente se i costi sono commisurati all' entità delle operazioni svolte).
3) custodia titoli, spese da capogiro
Sul deposito titoli grava l' imposta di bollo di 25,56 euro, ma non sempre viene chiarito al correntista che ci sono una serie di costi aggiuntivi per la custodia che vanno in media dai 10,32 a 15 euro a semestre. A questi si aggiungono le spese per l' estratto conto titoli, che può avere una frequenza mensile, trimestrale, annulae. In questo caso è meglio negoziare in anticipo una convenzione che abbatta del tutto o in parte i costi. Una voce che può incidere in maniera sensibile riguarda, poi, le commissioni per ogni titolo trasferito ad altra banca. I costi sono alti (nell' ordine di centinaia di euro) e variano da istituto ad istituto.
 
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4) Carta di credito: quanto mi costi?
Nell' uso delle carte di credito alcuni accorgimenti sono indispensabili. Per esempio, non conviene mai pagare la benzina con la carta di credito, perché questo comporta una commissione di 0,77 euro per ogni rifornimento. Può sembrare un costo insignificante, ma basta moltioplicarlo per tuttte le volte che si va dal benzinaio in un anno e fare qualche conto. La stessa cosa vale per i prelievi allo sportello automatico: mai usare la carta di credito, perché viene calcolata una commissione del 4% quale anticipo contante. Tra le carte, meglio scegliere quelle con pagamento a saldo e non rateale (revolving), perché gli interessi passivi di quest' ultime sono elevatissimi. Se si ha bisogno di contante è preferibile piuttosto chiedere un prestito tradizionale, che consente di pagare rate costanti con interessi a scalare. Occhi bene aperti in caso di disdetta della carta di credito: meglio chiuderla un paio di mesi prima delle scadenza, per evitare di vedersi addebitare il canone dell' anno successivo.
5) Fido: occhio al massimo scoperto
Anche chi ricorre al fido, cioé allo scoperto di conto, deve fare molta attenzione. Infatti, oltre gli interessi passivi (oggi intorno all' 8 - 13%) bisogna tener conto della commissione di massimo scoperto, che viene applicata sul limite di utilizzo massimo del fido.Anche in questa eventualità, l' unica arma che il cliente ha per evitare sirprese è quella della contrattazione nel momento in cui vengono stabilite le condizioni. E' bene, in sostanza, chiedere chiaramente se ci sarà una commissione e quale sarà, nel momento in cui il rosso raggiungerà il limite massimo. Meglio negoziare all' inizio anche le spese di istruttoria: si tratta dei costi di apertura e gestione del fido, che possono raggiungere facilmente i 300 euro. Anche in questo caso , meglio contrattare prima.
6) Obbligazioni bancarie: meglio le quotate
Altra nota dolente è quella delle obbligazioni bancarie. Perché è vero che, anche quando si tratta di bonds non quotati, il cliente sceglie tra varie opzioni che gli vengono proposte. Il problema, però, è quello della liquidabilità: nel caso di titoli non trattati ufficialmente se il risparmiatore si trova nella necessità di vendere prima del previsto sarà la banca a stabilire il prezzo della transazione. Solitamente a suo favore. Insomma, è meglio puntare su titoli quotati, che garantiscono un prezzo più trasparente. Anche se la scelta si restringe parecchio: oggi il 70% delle obbligazioni bancarie non è quotato al mercato ufficiale.
7) Interessi, attenti alla liquidazione
Sia gli interessi passivi che quelli attivi devono avere una stessa scadenza. Vanno cioé calcolati allo stesso modo sia che siano a favore del cliente sia che siano a favore della banca. Questo comporta che gli interessi a favore del correntista vengano pagati ogni tre mesi e non più una volta l' anno. Una novità positiva. Ma anche in questo caso, spesso le banche ne hanno approffittato per inserire nuovi costi. A ogni calcolo di interesse, figurano infatti le spese chiusura e liquidazioni interessi. Visto che il calcolo avviene quattro volte l' anno meglio contrattare prima il loro importo. Il tasso di interesse a favore del cliente è la voce più difficile da tenere sotto controllo. I tassi cambiano spesso e la banca non è tenuta ad avvisare la clientela. Le variazioni possono infatti essere comunicate anche attraverso avvisi pubblicati in Gazzetta Ufficiale. In questo caso, l' unica soluzione, di fatto, è quella di tenere gli occhi aperti.
8) Tre giorni per un bonifico. Ma per pochi
A soccorso dell' investitore è di recente arrivato un regolamento bancario europeo, che stabilisce che dal 1 luglio 2003 emettere un bonifico con pagamento fuori dall' Italia, nei Paesi dell' area euro, costerà quanto esattamente la stessa operazione a livello nazionale. Ma c' è una convenzione che fissa, sempre dal 1 luglio, un tempo di tre giorni per il trasferimento della valuta (oggi il tetto massimo è di sei). A questi accordi, però, hanno aderito solo pochi istituti di credito.
9) Polizze: i costi sono raddoppiati
Le polizze a contenuto finanziario (unit e index linked) rappresentano per le banche e assicurazioni una vera gallina dalle uova d' oro. Non sempre è così per il risparmiatore. Il primo elemento da valutare è legato ai costi. In sostanza, c' è una sorta di doppia commissione: si sottoscrive un prodotto assicurativo ma si pagano anche le commissioni dei fondi cui la polizza è legata. Il secondo punto delicato è che il riscatto anticipato da questi strumenti è solitamente possibile (di norma, dopo un anno) ma è penalizzante e annulla la garanzia del capitale.
10) Mutui: con l' Esis confronti più facili
Nell' ambito dei finanziamenti immobiliari la novità è il prospetto informativo standardizzato a livello europeo, detto ESIS (European standardised information sheet) che deve essere presentato al risparmiatore che ne faccia richiesta.
Si tratta di una guida che contiene le informazioni più importanti del finanziamento: la descrizione dei tipi di mutuo disponibili e della differenze tra loro; i costi da sostenere alla stipula del contratto, come spese per istruttoria, d' ipoteca, d' assicurazione. Il modello ESIS offre il vantaggio di riassumere le caratteristiche del mutuo richiesto e di permettere di confrontarlo con le diverse offerte delle banche. Peccato però che tra gli istituti di credito non ci sia di certo la gara a diffondere questo modello tra i loro clienti.
11) Con l' Ombudsman vince la banca
Proteste? Lamentele? Il primo interlocutore a cui rivolgersi è la banca. Di solito i termini per presentare i reclami sono di 15 gg. dal ricevimento dell' estratto conto, di 40 gg. per contestare ordini eseguiti male, di 6 mesi per contestare errori o irregolarità di contabilizzazione delle operazioni. Se l' ufficio reclami respinge la richiesta, si può ricorrere all' Ombudsman. questa nuova figura (Ombudsman bancario via delle Botteghe Oscure 46 00186 Roma) ha il compito di giudicare le controversie sorte tra utenti e istituti di credito per un valore fino a 10 mila euro. Nel 2002 i reclami sono stati 3500, risolti in sei casi su dieci a favore della banca. Se, poi, anche questo tentativo fallisce, non resta che rivolgersi alla magistratura ordinaria.
 
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