Mercati finanziari mondiali e crisi : intervista a Fumagalli, Marazzi, Vercellone

  • Ecco la 68° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    La settimana è stata all’insegna degli acquisti per i principali listini internazionali. Gli indici americani S&P 500, Nasdaq e Dow Jones hanno aggiornato i massimi storici dopo i dati americani sui prezzi al consumo di mercoledì, che hanno evidenziato una discesa in linea con le aspettative, con l’inflazione headline al 3,4% e l’indice al 3,6% annuo, allentando i timori per un’inflazione persistente. Anche le vendite al dettaglio Usa sono rimaste invariate su base mensile, suggerendo un raffreddamento dei consumi che hanno fin qui sostenuto i prezzi. Questi dati, dunque, rafforzano complessivamente le possibilità di un taglio dei tassi a settembre da parte della Fed (le scommesse del mercato sono ora per due tagli nel 2024). Per continuare a leggere visita il link

  • Due nuove obbligazioni Societe Generale, in Euro e in Dollaro USA

    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

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intervista e 5 domande a Andrea Fumagalli, Christian Marazzi e Carlo
Vercellone sui mercati finanziari mondiali e la crisi

Cinque domande sulla crisi : UniNomade 2.0


una delle
conclusioni:

".........4) Il risultato è che nella zona euro gli stati
si trovano privati dell’esistenza di un prestatore in ultima istanza e
dipendono per il loro finanziamento dai mercati. In questo modo ha
potuto instaurarsi il governo della rendita attraverso il debito
sovrano, un governo ormai esplicito che detta le politiche economiche d’
austerità e d’espropriazione delle istituzioni del Welfare. Tuttavia,
anche in questo caso (come per la crisi dei subprime), il debito da
strumento essenziale dell’accumulazione di capitale rischia di
trasformarsi nel suo principale limite. Un problema centrale da questo
punto di vista è che in ragione della stessa assenza di questo ruolo
classico di garante della Banca Centrale, i titoli del debito pubblico
perdono del loro carattere sicuro di beni rifugio e diventano in un
certo senso titoli come gli altri, il cui “valore di mercato” si
svalorizza nei bilanci delle banche e delle istituzioni finanziarie.

La logica predatoria e speculativa del capitale finanziario
globalizzato e il panico dei mercati si possono così rinforzare l’un l’
altro in una situazione secondo me senza via d’uscita, salvo una
radicale inversione di rotta della politica della BCE. Cosa che mi
sembra altamente improbabile, come lo mostrano le ultime misure delle
BCE che, ancora una volta ha inondato senza contropartite il sistema
bancario di liquidità, rifiutandosi al tempo stesso di monetizzare sul
mercato primario i bisogni di finanziamento degli stati. In questo
scenario, la recessione che sarà inevitabilmente provocata dalle
politiche d’austerità, riaprendo la spirale del deficit e dell’
aggravamento del rapporto debito/pil, avrà ben presto ragione delle
effimere illusioni suscitate dal governo Monti, così come da quello
spagnolo.
"
 
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