Mezzucci delle banche per ingrassare il conto economico

  • Creatore Discussione a&s
  • Data di inizio

a&s

Nuovo Utente
Registrato
20/3/00
Messaggi
144
Punti reazioni
16
Innanzitutto desidero congatularmi con voi per la splendida iniziativa.

Sarò vs. attento lettore e, qualche volta (ma spero di non rompervi troppo), vs. "cliente".

Gradirei un vostro suggerimento sul comportamento da tenere con una banca che offre il servizio di trading on line, con la quale ho deciso di non lavorare più perché a mio avviso non opera correttamente.
Recentemente ho venduto tramite detta banca n. 350 Aisoftware. L'ordine mi è stato eseguito, nello stesso minuto, in n. 70 tranche da 5 azioni cadauna (già questo mi pare strano: incrociare in un momento solo n.70 contropartite in lettera di uguale quantitativo in un giorno in cui i volumi sul titolo erano molto consistenti. Ma ci sarà un modo di controllare che l'ordine è passato effettivamente sul mercato e non mi è stato eseguito "internamente"????).
A fronte dell'eseguito la banca ha effettuato ben 70 registrazioni a credito sul mio conto, sul quale pago lire 1.700 per operazione.
Quindi l'operazione mi è costata l'1,9 per mille a titolo di commissioni più lire 119.000 a titolo di recupero spese (cioè in termini percentuali, il costo totale è stato dell'1 per cento!!!).
A me questo modo di operare non pare giusto: non si può lasciare che un cliente immetta un ordine di compravendita senza sapere in anticipo il costo della transazione.
Così il cliente si deve affidare alla buona sorte: ad esempio se le mie Aisoftware avessero trovato in contropartita una sola proposta in lettera di 350 o più azioni, allora sarei stato baciato dalla fortuna e avrei pagato solo le commissioni + lire 1700 per la registrazione sul conto dell'accredito.
Se invece avessero incrociato 350 proposte di vendita di 1 azione, allora la transazione mi sarebbe costata un patrimonio!!
Inutile dire che ho protestato per iscritto chiedendo lo storno delle registrazioni effettuate e l'accredito di un'unica partita. Mi hanno risposto dicendo che avrebbero valutato la questione, ma poi non ho saputo più niente.
Ma, in punto giuridico e non giuridico, è corretto tale modo di fare?
Grazie in anticipo per la risposta e scusate se l'argomento è "terra-terra".
Saluti.
 
chiedo scusa per l'intromissione.

Asp.& S., quello che citi è purtroppo un fatto che riguarda una massa sterminata di persone che operano col TOL.

I primi tempi che operavo con i cw, se ne mettevo a lettera 300.000 ed una serie infinita di piccoli operatori li erodeva a poco a poco, mi veniva addebitata una serie infinita di operazioni. La fortuna è stata quella di accorgemene immediatamente e, dopo vibrata e lunga protesta, farmi restituire il costo circa l'eccedenza di operazioni. Molti hanno risolto come me il problema, verbalmente o con lettera alla banca, ma c'è ancora chi soggiace a questa "gabella plurima" su un'unica vendita.

Non so se ci sia una norma che impedisca questo modo di operare da parte delle banche. Ma, di sicuro, non è una cosa che può essere lasciata all'accortezza o all'iniziativa dei singoli, soprattutto con l'enorme diffusione che ha avuto l'investimento azionario.

un saluto.
 
Sul punto si applica l'art. 26 reg. Consob intermediari, secondo cui l'intermediario deve contenere i costi a carico degli investitori (lett. f).

Peraltro, è diritto del cliente conoscere preventivamente gli eventuali costi dell'operazione e i rischi (arg. ex art. 28 reg. Consob)

L'intermediario deve astenersi dall'operazione solo se non è adeguata "per tipologia, oggetto, frequenza o dimensione" (art. 29).

Invia una lettera con cui si ribadiscono tali Tuoi diritti nei confronti dell'intermediario (anche sotto il profilo dell'informazione), mandandola per conoscenza anche alla Banca d'Italia (per ora).
 
Grazie V&S, tornerò alla carica citando la normativa segnalata. Ovviamente farovvi sapere il seguito.

Mi permetto di sottolineare il secondo interrogativo posto (sotto riportato), perchè ho la sensazione che il mio ordine non è transitato sul mercato. La qual cosa, penso, sarebbe gravissima.
C'è la maniera di controllare, attraverso l'orario dell'eseguito che mi è stato comunicato, se effettivamente la mia lettera ha incrociato 70 contropartite in denaro ciascuna da 5 azioni?
Grazie a Verm & Solitair & Voltaire & tutti coloro che vorranno riservarmi la loro attenzione.
Ciao.

aspettaespera ha scritto:

Recentemente ho venduto tramite detta banca n. 350 Aisoftware. L'ordine mi è stato eseguito, nello stesso minuto, in n. 70 tranche da 5 azioni cadauna (già questo mi pare strano: incrociare in un momento solo n.70 contropartite in lettera di uguale quantitativo in un giorno in cui i volumi sul titolo erano molto consistenti. Ma ci sarà un modo di controllare che l'ordine è passato effettivamente sul mercato e non mi è stato eseguito "internamente"????).
 
Art. 28, comma 5, reg. Consob: l'intermediario deve mettere immediatamente a disposizione documenti e registrazioni ma devi pagare Tu le spese "EFFETTIVAMENTE" (!!!) sostenute.

A presto!
 
Le transazioni possono essere effettuate anche fuori il mercato regolamentato, ma l'operazione deve essere espressamente autorizzata dal cliente (forse è una delle tante clausole, verifica) e deve essere di controvalore non superiore a 300 milioni di lire.

In tal caso, l'operazione fuori mercato deve essere evidenziata sulla nota di eseguito (che, altrimenti, deve riportare data ed ora della negoziazione: ad esempio, al San Paolo Imi risultano data, ora, minuti, secondi, addirittura).

Tutte transazioni da 5, e solo da 5 consecutivamente, sono strane, sul sito ufficiale di Borsa Italiana S.p.A,

http://www.borsaitalia.it

ogni giorno si possono visualizzare (selezionando il titolo prescelto e, successivamente, "intraday", tutti i contratti scambiati quel giorno (sono dati aggiornati costantemente nel corso della giornata, col "solito" ritardo di 20 minuti).

Successivamente, Borsa Italiana S.p.A. fornisce l'intraday del titolo solo a pagamento: la tariffa era di lire 400.000 al giorno, ma dal primo gennaio sono state modificate, e non so se la cifra sia variata.

Credo, comunque, che una energica azione nei confronti della banca possa sortire degli effetti: è assurdo far pagare 70 volte la spesa di operazione per una singola vendita di azioni.

Non dimentichiamo, inoltre, che quelle su spese di conto corrente non rientrano nelle controversie legate ad un servizio di investimento, ma ad un servizio bancario e, pertanto, il relativo reclamo deve essere presentato, per iscritto, entro 60 giorni (e non 90) dalla data ricevimento dell'estratto conto in cui risulta la spesa contestata.
 
Solo per dire che 140 Aisoftware mi sono state spezzate in 24 eseguiti da 5 pezzi l'uno + uno da 20.
 
Verm & Solitair ha scritto:
Sul punto si applica l'art. 26 reg. Consob intermediari, secondo cui l'intermediario deve contenere i costi a carico degli investitori (lett. f).

Peraltro, è diritto del cliente conoscere preventivamente gli eventuali costi dell'operazione e i rischi (arg. ex art. 28 reg. Consob)

L'intermediario deve astenersi dall'operazione solo se non è adeguata "per tipologia, oggetto, frequenza o dimensione" (art. 29).

In questo caso, stiamo parlando delle commissioni sul conto corrente, non delle commissioni di compravendita le quali, essendo stabilite in termini percentuali, non sono state gravate di eccessivi oneri.

Credo, pertanto, siamo in caso di controversie bancarie, come ho scritto, e non relative alla prestazione di servizi di investimento.

A proposito, verificati eventuali minimi di spese collegate alle note di eseguito? Se ci fossero, sarebbero indebiti, allora sì con questi riferimenti normativi, soprattutto il primo di essi.
 
Indietro