Mia figlia se ne va alla Columbia university

Malese Muto

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... proprio perché si trova in una città industriale come Pittsburgh ha iniziato a ridisegnare alcuni suoi corsi di laurea e di dottorato e ad espandersi all’estero, aprendo sedi o offrendo corsi all’estero: in Quatar, in Grecia, in Giappone, in Portogallo.
Ma, con tutto il rispetto, il laureato in Ingegneria (o anche in Spazzinaggio) alla American Mellon di Salonicco o di Oporto che cerca da lavorare negli Stati Uniti non sarà mai considerato a pari dignità di uno stesso laureato di Pittsburgh da chi valuta i curriculum.
Inoltre, seppur laureati in una buona università, gli studenti “Made in Usa” debbono sbrigarsi a trovare un impiego remunerativo (ancor più che soddisfacente) per iniziare a ripagare il debito monstre contratto durante gli anni di studio, altrimenti sono ... cavoletti (amari) di Bruxelles !
Ne consegue, e ne sono dispiaciuto, che nessuno in US può prendersi una laurea in una di queste università con l'unico scopo della crescita personale, che è il motivo per cui andrebbe fatta l'università a mio personalissimo parere.
 

Helix

Puparo Cosmico
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Ma, con tutto il rispetto, il laureato in Ingegneria (o anche in Spazzinaggio) alla American Mellon di Salonicco o di Oporto che cerca da lavorare negli Stati Uniti non sarà mai considerato a pari dignità di uno stesso laureato di Pittsburgh da chi valuta i curriculum.

Caro MM (se non ti offende la crasi), non sono del tutto d’accordo con quanto scrivi.
Secondo me, presentare ad un colloquio di lavoro con un’azienda internazionale un curriculum con un titolo di studio preso alla Carnegie di Lisbona, Atene o Kobe da’ una dimensione internazionale al cursus studiorum che un analogo diploma preso, ad esempio, alla Libera Università Kore di Enna -con tutta la Storia che la Sicilia interna porta con se- non ti può dare.

E poi sottovaluti il potere della rete degli (ex) Alumni.
I Tartans -così si chiamano quelli della Carnegie- sono migliaia, e spesso ricoprono cariche di prestigio o di potere.
Aver condiviso una certa impostazione di vita, di studi, aver vissuto un certo tipo di esperienze, è un ottimo biglietto da visita che il candidato che abbia studiato in istituzioni come queste si può spendere.
E bada bene che non si tratta dell’italica “raccomandazione” quanto -più calvinisticamente- di una sorta di “cooptazione”, visti gli alti standard richiesti per essere ammessi e aver superato certi corsi di studio.

Ne consegue, e ne sono dispiaciuto, che nessuno in US può prendersi una laurea in una di queste università con l'unico scopo della crescita personale, che è il motivo per cui andrebbe fatta ,, a mio personalissimo parere.

Bellissimo concetto.
Ma se fosse così, avremmo molti più architetti del paesaggio, etnografi, zoologi, astrofisici al posto di statistici attuariali, ingegneri informatici, avvocati e commercialisti.
Con molti più disoccupati, seppur contenti delle loro scelte di studio.

Però non ne ho certezza assoluta : forse hai ragione tu ed io mi sbaglio.
 

Malese Muto

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Caro MM (se non ti offende la crasi)
Ma figurati, mi considero un uomo di mondo, non mi offendo per una semplice abbreviazione.

, non sono del tutto d’accordo con quanto scrivi.
Secondo me, presentare ad un colloquio di lavoro con un’azienda internazionale un curriculum con un titolo di studio preso alla Carnegie di Lisbona, Atene o Kobe da’ una dimensione internazionale al cursus studiorum che un analogo diploma preso, ad esempio, alla Libera Università Kore di Enna -con tutta la Storia che la Sicilia interna porta con se- non ti può dare.
Non mi sono spiegato bene io e mi scuso. Intendevo dire che, per chi cerca lavoro negli Stati Uniti, la laurea alla Carnegie di Pittsburgh verrà valutata di più della analoga laurea alla Carnegie di Lisbona e ancora di più della stessa laurea alla Brutus University di Indica (che non esiste). Se poi c'è posto per tutti tanto meglio, altrimenti rimangono senza lavoro i possessori di lauree meno considerate.


Bellissimo concetto. Ma se fosse così, avremmo molti più architetti del paesaggio, etnografi, zoologi, astrofisici al posto di statistici attuariali, ingegneri informatici, avvocati e commercialisti.
Con molti più disoccupati, seppur contenti delle loro scelte di studio.
Anche qui non condivido, perché non necessariamente il lavoro deve essere collegato al percorso professionale. Cito una guardia giurata mio collega in senso esteso, che lavora da quando ha 17 anni ma si laureato negli anni in Scienze Politiche e in Filosofia. Continua a lavorare come sempre ha fatto, quindi non ha aumentato la percentuale di disoccupazione, mentre scrive di filosofia e scienza politiche nel suo tempo libero.
Di conseguenza chiunque può cominciare a lavorare da diplomato (terza media come minimo, visti gli obblighi scolastici in Italia) e poi continuare a studiare per crescita personale senza aumentare la disoccupazione.
 

Malese Muto

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Aggiungo però che predico in un modo e ho razzolato in tutt'altro. Da neodiplomato ho preso il Corriere della Sera e ho letto: "In Italia ci sarà grande bisogno di ingegneri elettronici nei prossimi anni" e mi sono iscritto e laureato in Ingegneria elettronica per quel motivo.
Ho poi scoperto col tempo che nella mia città c'era molto più bisogno di ingegneri meccanici che di elettronici e che la mia provincia era la prima d'Italia per percentuale di occupazione di diplomati superiori. Quindi la possibilità di trovare lavoro da diplomato era la più alta del paese, quella di trovarla da laureato era in linea con tutte le altre regioni del centro nord. Info di metà anni '90, sicuramente non più aggiornate.
Ma se si potesse tornare indietro, saremmo tutti migliori (cit. L'ultimo pensiero, Enrico Ruggeri).
 

industry

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Figlia a parte credo che molti giovani siano insofferenti a tale momento storico

Mi dispiace tantissimo, poverini :'(:'(:'(
Come faranno a sopravvivere a questi soprusi
Poi li vedi eh, che non escono proprio, sempre tappati in casa:D
 

travis22

metto un laic
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Devo dire che se ne andrà una parte di ne, ma
I ha detto con I lacrimoni di gioia e tristezza che non vuole “ elemosinare 1300 euro al mese da commessa “ vuole laurearsi in USA trovare lavoro lì e vivere lì, è insofferente per la mancanza di libertà in Italia, non sopporta gli obblighi di coprifuoco è stata colpita profondamente dalla deriva autoritaria dello Stato, e non vuole far vivere i figli che arriveranno in uno stato del genere.

Figlia a parte credo che molti giovani siano insofferenti a tale momento storico

a noi che ce ne frega?
 

Sardonicus

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Rispondo alla tua provocazione solo per pietas umana: in Russia hai molta più libertà che in Italia. Una volta che non rompi le scatole con idee stupide quali: teorie gender, Ghey adozioni, Ghey riconosciuti, e politica. Puoi fare hello che vuoi! Uscire alle 3 del mattino, andare in un bar, e pure andare a prostitute! In Italia non puoi più fare niente: però puoi parlare di Ghey teorie gender, e parlare male della politica. Dove si vive meglio ?

sai fallugia
digita direttamente dalla casa di Paolo Mieli
e dallo sgabuzzino di Enrico Mentana


:asd::asd::asd:
 

cicerone.

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qua siete tutti studiati
meglio vada a fare un giro
 

Helix

Puparo Cosmico
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Non mi sono spiegato bene io e mi scuso. Intendevo dire che, per chi cerca lavoro negli Stati Uniti, la laurea alla Carnegie di Pittsburgh verrà valutata di più della analoga laurea alla Carnegie di Lisbona e ancora di più della stessa laurea alla Brutus University di Indica (che non esiste). Se poi c'è posto per tutti tanto meglio, altrimenti rimangono senza lavoro i possessori di lauree meno considerate.

Diciamo che una certa “selezione” il mercato del lavoro la fa.
Se cerco un ingegnere (volutamente generico) e devo valutarne il cursus studiorum, è chiaro che il fatto che provenga dal Politecnico di Milano (94,3 punti nell’ultima “Classifica CENSIS” disponibile, che ho preso -per comodità- come assolutamente arbitraria unità di misura per questo esempio) piuttosto che dall’ Università Mediterranea di Reggio Calabria (83,8 punti nella medesima classifica) potrà essere una delle discriminanti (spero non l’unica!).
Questo spiega -peraltro- come il richiamo del prestigio delle singole sedi universitarie abbia sempre favorito, fin dal Medioevo, un benefico fenomeno di “turismo culturale” prima in Europa e poi -dal secondo Novecento- nel mondo intero.

Detto questo, se il Politecnico di Milano aprisse una propria “succursale” -chessò- proprio a Reggio Calabria, con i propri piani di studio, i propri metodi didattici, magari anche i medesimi professori (a rotazione), quanti studenti reggini pensi si iscriverebbero a questa nuova Istituzione? E quanti ancora alla “vecchia” Mediterranea?
È la legge della Concorrenza, e non le si può andare più di tanto contro.
 

Helix

Puparo Cosmico
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alla Brutus University di Indica (che non esiste).

😁

La Brutus di Indica non esiste, no.
Però esiste Brutus Buckeye, la mascotte di atletica della Ohio State University.
Te lo presento :

Bruttino, nevvero ? 😛 EC775D60-252D-4DE5-9059-57000C765FA9.jpeg
 

Malese Muto

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😁

La Brutus di Indica non esiste, no.
Però esiste Brutus Buckeye, la mascotte di atletica della Ohio State University.
Te lo presento :

Bruttino, nevvero ? 😛
Bruttino, ma accettabile per quello che simboleggia, cioè l'atletica.
Quando ho pensato alla Brutus di Indica in realtà mi sono ispirato a

Bluto - Wikipedia
Bluto (Brutus) è un rozzo marinaio con folta barba nera, alto, corpulento, molto forte, prepotente e stupido. Possiede un'indole da attaccabrighe e il suo metodo per risolvere ogni questione è quella di picchiare a sangue il suo acerrimo rivale Braccio di Ferro.

Un posto al sole (soap opera) - Wikipedia.
L'ubicazione del paese nativo di Teresa Diacono è inesistente, essendo il paese frutto dell'immaginazione degli autori. Inizialmente chiamato Pieri, viene successivamente mutato in Indica, attualmente collocato in Basilicata, al confine con la Campania.
 

MauroFra

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Ridicolo che un russo mandi i figli a studiare negli USA:5eek: