miguida tassazione redditi finanziari con 730

FaGal

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I tre regimi di tassazione

L'evoluzione della normativa, a seguito dell'introduzione del decreto legislativo del 21 novembre 1997 n.461, riguardante la tassazione dei redditi di capitale e di natura finanziaria, può essere sintetizzata come segue:

ante decreto legislativo (fino al 30.06.1998) gli utili su azioni ordinarie di s.p.a., s.a.p.a. e società non residenti erano soggetti a ritenuta d'acconto del 10%, con facoltà per le persone fisiche di optare per la ritenuta a titolo d'imposta del 12,50% (cosiddetta cedolare secca) relativamente alle azioni di s.p.a., s.a.p.a. e società residenti quotate in borsa, e per gli utili la cui distribuzione era deliberata successivamente al 12.06.1994. In caso di opzione non spettava il credito d'imposta. Sulle azioni e quote di s.r.l., altre società e di mutua assicurazione si applicava in ogni caso la ritenuta d'acconto nella misura del 10%.

post decreto legislativo (dall'1.07.1998) va applicata una ritenuta d'imposta del 12,50% (non più la ritenuta a titolo d'acconto del 10%) nei confronti di privati residenti che possiedono partecipazioni non qualificate e in ogni caso nei confronti dei fondi pensione e dei fondi immobiliari.
La ritenuta è elevata al 27% nei confronti di società ed Enti esenti da Irpeg.

Date le suddette aliquote, esistono tre regimi d'imposizione tra cui l'investitore può scegliere:

a) Il regime della dichiarazione dei redditi. La ritenuta a titolo d'imposta (o l'imposta sostitutiva) si applica come regime naturale. Il percettore degli utili può tuttavia rinunciare a tale regime prima dell'incasso dei dividendi, inserendo i dividendi nel proprio reddito imponibile. In tal caso non viene applicata alcuna ritenuta: il contribuente dichiarerà i redditi nella dichiarazione beneficiando del credito d'imposta.

Il contribuente che ha optato per questo regime è tenuto, quindi, a dichiarare eventuali redditi di capitale o di natura finanziaria percepiti.

I dividendi possono essere dichiarati tramite il modello 730.
Per quanto riguarda le eventuali plusvalenze realizzate (capital gain) o altri redditi di natura finanziaria, il contribuente può presentare il modello 730, ma oltre a tale modello è tenuto a presentare anche il quadro RT del Mod. UNICO 2003 Persone fisiche per effettuare la determinazione e il versamento dell'imposta sostitutiva dovuta.
Mentre i contribuenti che hanno percepito nel 2002 redditi di capitale di fonte estera, interessi, premi e altri proventi dei titoli soggetti alla disciplina del Decreto legislativo 1 aprile 1996, n.239, devono presentare anche il quadro RM del Mod. UNICO 2003 Persone fisiche al fine di determinare e versare le relative imposte.
I contribuenti che si avvalgono dell'assistenza fiscale e che nel 2002 hanno, invece, detenuto investimenti all'estero ovvero attività estere di natura finanziaria, oltre al Mod. 730 devono presentare anche l'apposito modulo UNICO RW, disponibile presso i Comuni e le rivendite autorizzate.

Il quadro RM e RT e il modulo RW devono essere presentati agli uffici competenti nei modi e nei termini previsti per il Mod. UNICO 2003 Persone fisiche.

Il contribuente che si è avvalso dell'operazione di rimpatrio delle attività finanziarie detenute all'estero ed ha comunicato all'intermediario, contestualmente alla presentazione della "dichiarazione riservata", i redditi derivanti da tale attività percepiti nel periodo che va dal 1° agosto 2002 alla data di presentazione della predetta dichiarazione, non è tenuto ad indicare i predetti redditi percepiti nel 2002 nel presente modello, semprechè l'imposta applicata dall'intermediario sia a titolo definitivo.

b) Il regime del risparmio amministrato. Il contribuente sceglie di affidare i propri titoli in custodia o in amministrazione ad un intermediario finanziario, come ad es. una banca o una Sim. In questo caso è esentato dall'obbligo della dichiarazione dei redditi diversi (con l'eccezione delle plusvalenze da partecipazioni qualificate). Tali redditi sono assoggettati ad imposta sostitutiva (12,5%) trattenuta ad opera dell'intermediario presso cui i titoli sono in custodia o in amministrazione.

c) Il regime del risparmio gestito. Il risparmiatore decide di affidare ad un intermediario la gestione del proprio patrimonio finanziario, il quale applica un'imposta sostitutiva del 12,5% sul risultato di gestione. Questo regime, a differenza del precedente, prevede l'applicazione dell'imposta sostitutiva unitaria a termine gestione e non la tassazione di ogni singolo titolo.

Il contribuente che ha optato per un regime di tassazione del risparmio "gestito" o "amministrato" all'atto della sottoscrizione non deve dichiarare i redditi di capitale e i redditi diversi di natura finanziaria, in quanto sono già assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta, oppure ad imposta sostitutiva versata dall'intermediario abilitato (banca o SIM).
Non devono essere dichiarati nemmeno i Fondi Comuni in quanto anche in questo caso sono soggetti ad imposta sostitutiva del 12,5% in modo del tutto analogo alle gestioni patrimoniali in regime di risparmio gestito e amministrato.
 
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