Milano (citta') - Osservatorio mercato immobiliare - Parte II

  • Creatore Discussione Ottolino88
  • Data di inizio
E' soprattutto per questo motivo che io definisco "schiavi" quasi tutti i lavoratori qualificati che vanno a Londra, fatto che era stato criticato da alcuni utenti quando parlavo della coppia di Milano ovest con lui che lavora a Bergamo, e la figlia architetto a Londra.

Se ti puoi permettere solo una casa in condivisione, ed a volte anche una stanza singola è troppo cara, allora mi dispiace ma sei uno schiavo, indipendentemente dal titolo di studio o dal fatto che il valore nominale del salario sarebbe ottimo in quasi tutto il resto del mondo. Qui si cita questa casa milanese abitata da 10 estranei - per fortuna situazioni di questo tipo sono ancora rare qui da noi in confronto a Londra, Los Angeles, San Francisco ed altre aree metropolitane.

Incrociamo le dita e speriamo che la situazione di Milano non diventi come quella di Londra, o anche solo ci si avvicini per chi entrerà nel mercato del lavoro nei prossimi anni...

Ma no, Milano è un buco.
Per quanto possano salire i prezzi cittadini, a 10km dalla città si compra comodo. Non vedo motivi per una crescita dei prezzi per cui al massimo sarà solo un premium price di chi vuole abitare la città.

Su Londra non mi esprimo, però posso dire di aver abitato 5 anni in condivisione (città italiana) senza essere uno schiavo. Volevo solo risparmiare e fare amicizia.
E' chiaro che se nonostante il lavoro qualificato non si riesca a vivere da soli ci sia un problema.
 
Ma infatti la maggior parte sono appartamenti da 3/4 stanze e sono occupati da studenti che si appoggiano 5 giorni alla settimana e sanno che il tutto durerà 3/5 anni. Per un 19enne condividere un appartamento con 2/3/4 compagni di università può anche essere una scelta gradevole.
Le soluzioni da 10 stanze sono un'eccezione.

Io la soluzione che ho visto riproporre con frequenza è la seguente:

Casa vecchia con cucina abitabile, spazio comune (corridoio o atrio), salotto come stanza a parte, 2+ stanze, bagno.
Il salotto viene trasformato in camera da letto e la cucina abitabile diventa "lo spazio comune".
 
Che dirvi?
Organizzatevi, scioperate, fate i picchetti come hanno fatto i tanto disprezzati boomers negli anni 70.
Io finora vedo solo lamentele e zero azioni. Evidentemente non vi butta troppo male.

bastava non fermare il covid
 
Miii hai comparto lì? Bellissimo e ottima location.
Hai preso anche il garage ovviamente?
Beato te che ti puoi permettere di vivere su 7K€/mq. :bow:

Sul FOL purtroppo ci sono molti rosiconi :D che sono convinti davvero che i prezzi caleranno, come che i proprietari abbiano tutti l'anello al naso e non capiscano che il Covid è già il passato, tra 6 mesi il Coviddi non si saprà più nemmeno cos'è. Qui a BO ha riaperto tutto, un casino di auto ovunque, smog a mille!

Yap, con box doppio!
Sulla location ci sono ovviamente pareri divergenti, normale del resto, ognuno ha le proprie preferenze. Io che ho vissuto dieci anni in Cina trovo del tutto normale avere quel casino per strada, anzi mi piace proprio la possibilità di andare per negozi assurdi e trovare che so, la rice cooker da due chili di riso per volta.
 
Ma no, Milano è un buco.
Per quanto possano salire i prezzi cittadini, a 10km dalla città si compra comodo. Non vedo motivi per una crescita dei prezzi per cui al massimo sarà solo un premium price di chi vuole abitare la città.

Su Londra non mi esprimo, però posso dire di aver abitato 5 anni in condivisione (città italiana) senza essere uno schiavo. Volevo solo risparmiare e fare amicizia.
E' chiaro che se nonostante il lavoro qualificato non si riesca a vivere da soli ci sia un problema.

Sì certamente, se come nel tuo caso uno va in condivisione per scelta è un altro discorso. Tu sapevi benissimo che sarebbe stata una situazione temporanea, non ti dispiaceva troppo per le ragioni da te indicate, e adesso abiti a spese dell'azienda in un appartamento da 7k/mq.

Discorso molto diverso, come sottolinei anche tu, è il fatto che ormai una percentuale consistente di laureati è destinata ad abitare in condivisione vita natural durante (salvo aiuti da genitori e nonni), e viene loro detto che devono sentirsi privilegiati perché vivono in una metropoli o perché possono permettersi una camera singola anziché una doppia.

Concordo con te che la situazione immobiliare di Milano è enormemente meno peggio rispetto a Londra. Secondo te questa differenza dipende fondamentalmente dal fatto che Milano è molto meno meta di capitali esteri rispetto appunto a Londra ed altre grosse metropoli, oppure ci sono anche altre ragioni che consideri importanti?
 
Non solo studenti, anzi.

A Milano vivere in condivisione qualche anno per i giovani lavoratori neolaureati (e non) che arrivano da tutto il resto d'Italia è assolutamente normale, così come nelle altre grandi metropoli occidentali. Io stesso l'ho fatto per 3 anni, non c'è scelta perché il lavoro ormai si trova quasi solo nei grossi centri urbani.

Sono d'accordissimo che sia un sistema malato di sfruttamento di massa legalizzato, è quello che ho cercato di dire in più discussioni ma probabilmente io sono troppo progressista per la media del forum che vive nel paradiso del libero mercato super efficiente.

Chi pensa che i giovani d'oggi abbiano tutto sommato le stesse possibilità di un tempo (letteralmente un tempo qualsiasi post 1945) o che siano pagati decentemente evidentemente vive fuori dal mondo.

Io non sono tendenzialmente contrario a questa tesi, però ritengo non bisogna esagerare.
La cosa che personalmente "soffro" è vedere come molti nel passato abbiano fatto carriere discrete solamente con l'impegno (gente entrata in banca come manutentore che poi è diventata impiegata, per dire), mentre ora le barriere all'ingresso sono decisamente diverse (concorrenza da tutta Italia, titoli di studio richiesti, trasferimenti molto più frequenti).

Però è anche vero che abbiamo una mobilità internazionale estremamente facilitata, accesso a infinite informazioni mediante internet, la possibilità di studiare e sfuggire a lavori da soma e parecchie comodità che mancavano.

Il problema, a mio avviso, è dovuto alla demografia che insieme alla mancata crescita fa sì che gli stipendi siano livellati verso il basso. Le aziende sono piene di 50-60 enni che spesso hanno salari fuori mercato che appesantiscono i bilanci. Per forza di cose a pagare lo scotto sono quelli arrivati dopo.

Detto ciò, nel Nord Italia è piuttosto semplice raggiungere stipendi da 1500 euro minimo. Parlo di persone normali: gente che fa il gommista da dipendente, analista di laboratorio chimico, informatico sviluppatore, manutentore di carrelli elevatori. Persone che non hanno CV particolare e al massimo la scuola secondaria (che poi siano le retribuzioni ormai normali per laureati è un altro discorso).

Ora, se si vuole evitare lo sfruttamento di massa, basta vivere in un paesino.
Da me compri un quadrilocale di 30-40 anni a 100k euro. Non parlo di roba fatiscente, sono condomini normalissimi. Come il mio paese ce n'è a iosa.
Ecco, una coppia che prende 2800 euro netti in due al mese credo sia tutto sommato tranquilla e serena di fare una vita piena e soddisfacente.


Se vogliamo lamentarci dei boomers dobbiamo farlo dal punto di vista del welfare. Non avremo il loro trattamento (e fin qui dovrebbe essere il minimo) e per N anni i bilanci saranno gravati da spese pensionistiche che potrebbero andare in altro.

Ma odiare i boomers?
Io ho presente i racconti dei miei genitori e della loro gioventù. Beh, tutto sommato non si sta così male.
 
Sì certamente, se come nel tuo caso uno va in condivisione per scelta è un altro discorso. Tu sapevi benissimo che sarebbe stata una situazione temporanea, non ti dispiaceva troppo per le ragioni da te indicate, e adesso abiti a spese dell'azienda in un appartamento da 7k/mq.

Discorso molto diverso, come sottolinei anche tu, è il fatto che ormai una percentuale consistente di laureati è destinata ad abitare in condivisione vita natural durante (salvo aiuti da genitori e nonni), e viene loro detto che devono sentirsi privilegiati perché vivono in una metropoli o perché possono permettersi una camera singola anziché una doppia.

Concordo con te che la situazione immobiliare di Milano è enormemente meno peggio rispetto a Londra. Secondo te questa differenza dipende fondamentalmente dal fatto che Milano è molto meno meta di capitali esteri rispetto appunto a Londra ed altre grosse metropoli, oppure ci sono anche altre ragioni che consideri importanti?

Londra è una nazione a sè. Milano (non ricordo di chi è la citazione) "è una città che si è sempre sentita più grande dei suoi confini".
Io sinceramente non vedo comunque l'evoluzione verso una megalopoli. Si gentrificherà ulteriormente, ma non è un eldorado dove chiunque arriva e trova il suo (chesso, NY a inizio 900).
Ci stai se ti piace e la puoi/vuoi pagare, altrimenti le campagne vicine offrono spazio e tranquillità.
 
Il salotto viene trasformato in camera da letto e la cucina abitabile diventa "lo spazio comune".

Esatto. Alla fine nella maggior parte dei casi si tratta di condividere gli spazi comuni con 2-3 persone che potresti non incrociare mai durante la giornata a meno che non siano compagni di facoltà.
Poi chiaro, il bilocale semicentrale senza condivisione è meglio, ma il 90% degli studenti come alternativa alla condivisione potrebbe permettersi al massimo un monolocale periferico con relativo cambio di 3 mezzi pubblici per raggiungere l'università.
 
La condivisione, per me, può essere fastidiosa da lavoratori, ma da studenti credo ci si diverta molto :D
 
Io non sono tendenzialmente contrario a questa tesi, però ritengo non bisogna esagerare.
La cosa che personalmente "soffro" è vedere come molti nel passato abbiano fatto carriere discrete solamente con l'impegno (gente entrata in banca come manutentore che poi è diventata impiegata, per dire), mentre ora le barriere all'ingresso sono decisamente diverse (concorrenza da tutta Italia, titoli di studio richiesti, trasferimenti molto più frequenti).

Però è anche vero che abbiamo una mobilità internazionale estremamente facilitata, accesso a infinite informazioni mediante internet, la possibilità di studiare e sfuggire a lavori da soma e parecchie comodità che mancavano.

Il problema, a mio avviso, è dovuto alla demografia che insieme alla mancata crescita fa sì che gli stipendi siano livellati verso il basso. Le aziende sono piene di 50-60 enni che spesso hanno salari fuori mercato che appesantiscono i bilanci. Per forza di cose a pagare lo scotto sono quelli arrivati dopo.

Detto ciò, nel Nord Italia è piuttosto semplice raggiungere stipendi da 1500 euro minimo. Parlo di persone normali: gente che fa il gommista da dipendente, analista di laboratorio chimico, informatico sviluppatore, manutentore di carrelli elevatori. Persone che non hanno CV particolare e al massimo la scuola secondaria (che poi siano le retribuzioni ormai normali per laureati è un altro discorso).

Ora, se si vuole evitare lo sfruttamento di massa, basta vivere in un paesino.
Da me compri un quadrilocale di 30-40 anni a 100k euro. Non parlo di roba fatiscente, sono condomini normalissimi. Come il mio paese ce n'è a iosa.
Ecco, una coppia che prende 2800 euro netti in due al mese credo sia tutto sommato tranquilla e serena di fare una vita piena e soddisfacente.


Se vogliamo lamentarci dei boomers dobbiamo farlo dal punto di vista del welfare. Non avremo il loro trattamento (e fin qui dovrebbe essere il minimo) e per N anni i bilanci saranno gravati da spese pensionistiche che potrebbero andare in altro.

Ma odiare i boomers?
Io ho presente i racconti dei miei genitori e della loro gioventù. Beh, tutto sommato non si sta così male.

Esatto, che poi 2800 su 13 mesi diventano 3000 e su 14 diventano 3250, ticket e premi esclusi.

In bassa Brianza, quindi a 2 passi da Milano e a mezzo passo da Monza, con 700/800 euro massimo spese condominiali incluse affitti un trilocale nuovo di zecca.
Con 1500 al mq compri vecchio ristrutturato a nuovo e il nuovo sta sui 2500/3000 massimo.
 
Io non sono tendenzialmente contrario a questa tesi, però ritengo non bisogna esagerare.
La cosa che personalmente "soffro" è vedere come molti nel passato abbiano fatto carriere discrete solamente con l'impegno (gente entrata in banca come manutentore che poi è diventata impiegata, per dire), mentre ora le barriere all'ingresso sono decisamente diverse (concorrenza da tutta Italia, titoli di studio richiesti, trasferimenti molto più frequenti).

Però è anche vero che abbiamo una mobilità internazionale estremamente facilitata, accesso a infinite informazioni mediante internet, la possibilità di studiare e sfuggire a lavori da soma e parecchie comodità che mancavano.

Il problema, a mio avviso, è dovuto alla demografia che insieme alla mancata crescita fa sì che gli stipendi siano livellati verso il basso. Le aziende sono piene di 50-60 enni che spesso hanno salari fuori mercato che appesantiscono i bilanci. Per forza di cose a pagare lo scotto sono quelli arrivati dopo.

Detto ciò, nel Nord Italia è piuttosto semplice raggiungere stipendi da 1500 euro minimo. Parlo di persone normali: gente che fa il gommista da dipendente, analista di laboratorio chimico, informatico sviluppatore, manutentore di carrelli elevatori. Persone che non hanno CV particolare e al massimo la scuola secondaria (che poi siano le retribuzioni ormai normali per laureati è un altro discorso).

Ora, se si vuole evitare lo sfruttamento di massa, basta vivere in un paesino.
Da me compri un quadrilocale di 30-40 anni a 100k euro. Non parlo di roba fatiscente, sono condomini normalissimi. Come il mio paese ce n'è a iosa.
Ecco, una coppia che prende 2800 euro netti in due al mese credo sia tutto sommato tranquilla e serena di fare una vita piena e soddisfacente.


Se vogliamo lamentarci dei boomers dobbiamo farlo dal punto di vista del welfare. Non avremo il loro trattamento (e fin qui dovrebbe essere il minimo) e per N anni i bilanci saranno gravati da spese pensionistiche che potrebbero andare in altro.

Ma odiare i boomers?
Io ho presente i racconti dei miei genitori e della loro gioventù. Beh, tutto sommato non si sta così male.

Io non odio nessuno, provo invidia perché (purtroppo?) so leggere i dati e capisco quanto sono stato sfigato.

Capisco anche che non ci siano soluzioni semplici, quello che non sopporto è la negazione del problema e/o la banalizzazione delle soluzioni. "Studia, impegnati, lavora duro, otterrai quello che vuoi".

Non si scende in piazza a protestare differenza degli anni 70 per ragioni legate al peso demografico e alla coesione fra lavoratori, ormai troppo divisi fra quelli con i diritti e quelli senza.

Siamo semplicemente una minoranza sfigata, simile a (paragone da prendere molto con le pinze) gli afroamericani e latinos negli USA.

Questo non toglie che ci possono essere forme di protesta più indiretta come chessò, i populisti al 33% alle elezioni, fenomeni di auto-esclusione sociale, crollo delle nascite.
 
€2800 netti, senza figli però. Altrimenti so caz.zi.

Ma dite veramente?
2800 per 13 mesi sono 3000, se anche uno dei due solo ha dei ticket siamo a 3100 euro al mese.
E non puoi mantenere un figlio?
Non sono ricchi eh, sia chiaro, però addirittura “so *****” è fuori dalla realtà.
 
Ma dite veramente?
2800 per 13 mesi sono 3000, se anche uno dei due solo ha dei ticket siamo a 3100 euro al mese.
E non puoi mantenere un figlio?
Non sono ricchi eh, sia chiaro, però addirittura “so *****” è fuori dalla realtà.

quindi praticamente il 90% delle famiglie italiane è alla fame.
 
€2800 netti, senza figli però. Altrimenti so caz.zi.

Ma va, nemmeno.

Certo non si fa una vita glamour, ma per me si esagera un po' troppo.
Se compri casa a 100k ti trovi con una rata da 300 euro al mese. In 2 servono un 40k euro per avviare il tutto (20 di risparmi sono 4k l'anno di risparmi x 5 anni per ognuno).

Ora fatte 2800 le entrate (13 e/o 14 le metto come risparmio), se spendi 300 di mutuo, 100 di condominio, 600 di spese e bollette e 300 di auto sei a circa 1300 euro di spese.
Mettiamoci 500 euro al mese di altre spese necessarie (mediche, vestiti, utensili, elettronica). Ci aggiungiamo altri 500 di socialità.

Il margine per un figlio c'è, senza finire in mezzo ad una strada e senza andare alla caritas.
 
Io non odio nessuno, provo invidia perché (purtroppo?) so leggere i dati e capisco quanto sono stato sfigato.

Capisco anche che non ci siano soluzioni semplici, quello che non sopporto è la negazione del problema e/o la banalizzazione delle soluzioni. "Studia, impegnati, lavora duro, otterrai quello che vuoi".

Non si scende in piazza a protestare differenza degli anni 70 per ragioni legate al peso demografico e alla coesione fra lavoratori, ormai troppo divisi fra quelli con i diritti e quelli senza.

Siamo semplicemente una minoranza sfigata, simile a (paragone da prendere molto con le pinze) gli afroamericani e latinos negli USA.

Questo non toglie che ci possono essere forme di protesta più indiretta come chessò, i populisti al 33% alle elezioni, fenomeni di auto-esclusione sociale, crollo delle nascite.

Quello che dico è che magari siamo sfigati a livello di prospettive, ma abbiamo anche degli aspetti positivi che non si possono buttare.

I miei genitori hanno accumulato un buon risparmio. Fortuna e momento storico, certo. Ma anche perché la loro forma mentis è quella di chi crescendo in quel periodo in campagna ha una vocazione al risparmio decisamente diversa.
 
Un asilo costa €500-700 mese. Le vacanze estive? Io che sono in coppia spendo non meno di €6k annui. Ristoranti?

Mi pare evidente che vacanze da 6k euro non siano compatibili con quei redditi e un progetto di costruzioni famigliare.
Capisco che guadagni bene, ma le persone che descrivo esistono e sono la maggioranza del popolo italiano.
 
Un asilo costa €500-700 mese. Le vacanze estive? Io che sono in coppia spendo non meno di €6k annui. Ristoranti?

Bè, si, non esageriamo. Per asilo intendi nido credo, siamo più sui 400 nel pubblico con Isee massimo a cui devi togliere 136 euro mese di bonus nido. Significa 270 euro netti.
Anche sulle vacanze 6k è tanto, non certo da famiglia media...io che ho un reddito sopra media quest'anno sono sui 2500 euro tutto compreso in Sardegna per 15 giorni (sto scrivendo dalla spiaggia) con la soluzione dell'affitto appartamento.
 
6000€ annui penso intenda anche vacanze invernali e weekend.

Diciamo che se si spende in coppia circa 2500€/3000€ per la vacanza estiva e un 500€/1000€ per la vacanza invernale, rimangono tutti le gite nei weekend dell'anno, compreso ponti, e la cifra è presto fatta.


Ovvio, in generale con stipendi medi, magari gite fuori porta ogni settimana non se ne fanno.
 
6000€ annui penso intenda anche vacanze invernali e weekend.

Diciamo che se si spende in coppia circa 2500€/3000€ per la vacanza estiva e un 500€/1000€ per la vacanza invernale, rimangono tutti le gite nei weekend dell'anno, compreso ponti, e la cifra è presto fatta.


Ovvio, in generale con stipendi medi, magari gite fuori porta ogni settimana non se ne fanno.

Questo non è un budget da famiglia media, ma almeno medio alta. Almeno da 85-90esimo percentile.
 
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