Milano (citta') - Osservatorio mercato immobiliare

  • Creatore Discussione Ottolino88
  • Data di inizio
In questi giorni che c'e' molta meno gente in giro si sta molto meglio. Ma cmq rimane che il futuro della citta' e' segnato al declino per questioni demografiche, climatiche e urbanistiche. Oltre a quelle economiche o sanitarie.

Mi spiace per quelli che hanno fatto la furbata di acquistare durante ultima bollina post expo. Non si puo' dire che qui sul FOL non ci fossero piu' voci fuori dal coro che hanno consigliato bene.

Il buon senso alla fine è il miglior indicatore per gli affari. Non si compra sui massimi, anche se il trend fino a 6 mesi fa sembrava inarrestabile e nessuno poteva prevedere questa catastrofe... i cigni neri arrivano sempre quando meno te l'aspetti
 
In questi giorni che c'e' molta meno gente in giro si sta molto meglio. Ma cmq rimane che il futuro della citta' e' segnato al declino per questioni demografiche, climatiche e urbanistiche. Oltre a quelle economiche o sanitarie.

Mi spiace per quelli che hanno fatto la furbata di acquistare durante ultima bollina post expo. Non si puo' dire che qui sul FOL non ci fossero piu' voci fuori dal coro che hanno consigliato bene.

ci sono utenti che affermano le tue stesse profezie eppure hanno comprato casa in pieno centro.
Ma preferiscono non rispondere @ccc

:D :D :D

A chi dare ascolto quindi?
 
Con lo smartworking diffuso Cremona/Biella iniziano a giocarsela eh...

Se la giocano nel senso che Matteo, giovane informatico o ingegnere cremonese, una volta avrebbe valutato il trasferimento (da Cremona a memoria sono 50 min di treno per Milano) mentre limitando i giorni in ufficio starà probabilmente a Cremona. Basta.
E non crediate che ci sia la fila di cremonesi per vivere a Milano. Il commuting è pesante certo, ma i cremonesi (piacentini, ecc.) sanno benissimo che Milano è cara e che Cremona è casa loro.
Se non indispensabile evitano volentieri di andare a Milano.

Sarebbe interessante vedere l'effetto su una fascia un po' più lontana tipo Mantova, Brescia, ecc. (già Bergamo è vicina e i pendolari da Bergamo sono parecchi).

Il punto è sempre lo stesso: queste città non hanno grande potere attrattivo su chi non ci vive per cui, smart o meno, la loro situazione non cambierà drasticamente.
Non significa che chi le scelga come casa sia stupido, semplicemente non sono la scelta più gettonata.
 
Io consiglierei Milano.

Potendo scegliere e potendo avere stipendi importanti, cercherei la soluzione che vedo meglio nel lungo periodo.

Basiglio comunque gravita su Milano. Non è che esci a Basiglio.
Biella ha per forza di cose una vita propria che sarà quella tipicamente da provincia. Se abiti a Basiglio hai la tua cerchia di persone a Milano, per quello dico è completamente diverso.

Se a Biella hai la tua cerchia di persone su Milano, significa che li vedi 2 volte l'anno.
Non ho capito se questa "socialità" che citi spesso è riferita ad un "single" o se ad uno sposato con o senza figli, ma anche se fosse, la socialità la coltivi nel posto dove vivi se con tale termine intendi le amicizie e conoscenze, non credo che centri il numero di abitanti del comune.

Se vivo a Biella mi farò le amicizie lì e a Milano ci andrò ogni tanto o per trovare alcuni conoscenti o per altre cose che la città offre. Stesso discorso per lo Smart Working, se ho la fortuna di farlo da casa per 3 o 4 giorni alla settimana, le rimanenti 1 o 2 per andare in ufficio a Milano non penso sarebbero onerose a tal punto da rinunciare a pagare la metà della metà che offre l'immobiliare di Biella.
 
Siamo in una situazione di incognita.

Il centro di Milano e' vuoto in sto periodo.

Tanti uffici hanno mantenuto i lavoratori in smart working e quindi sono vuoti. Turisti sono 4 gatti.

Tanti non sono piu' rientrati perche' tutti i lavori nel food, turismo, cultura, dove sono o precari o stagionali, sono spariti. Sulle pagine FB di stanze in affitto ci sono valanghe di annunci di ragazzi/e che lasciano le stanze.

Io credo che da qui in poi inizi il lento, e meritato, declino di Milano, dopo i fuochi di artificio dati da Expo.

Lo smark working, e l'universita' online, e' qui per rimanere e sono il futuro. Non ha piu' senso alla luce dei fatti e dell'esperienza smart working intercorsa vivere indebitati a vita in loculi schifosi in quartieri sempre piu ostili, alieni e inquinati.

Questo senza contare la crisi in cui siamo entrati e che nessuno sembra prendere sul serio tra un BONUS e l'altro.

Un lento declino ci può essere, ma l'università online è secondo me la morte.
Sarà che sono figlio di percorso scientifico e che non possa nemmeno immaginare una formazione trasformata in online.
(Poi si può fare tutto, anche evitare l'università e leggere i libri direttamente..)
 
Non ho capito se questa "socialità" che citi spesso è riferita ad un "single" o se ad uno sposato con o senza figli, ma anche se fosse, la socialità la coltivi nel posto dove vivi se con tale termine intendi le amicizie e conoscenze, non credo che centri il numero di abitanti del comune.

Se vivo a Biella mi farò le amicizie lì e a Milano ci andrò ogni tanto o per trovare alcuni conoscenti o per altre cose che la città offre. Stesso discorso per lo Smart Working, se ho la fortuna di farlo da casa per 3 o 4 giorni alla settimana, le rimanenti 1 o 2 per andare in ufficio a Milano non penso sarebbero onerose a tal punto da rinunciare a pagare la metà della metà che offre l'immobiliare di Biella.

Se i valori immobiliari continuano a salire a Milano, con i soldi risparmiati da Biella andremo in ufficio sopra il Duomo in elicottero...:D

A parte le battute, lui parla di movida, entertainment e al più di relazioni deboli, non di socialità.

La metà della metà, sì, senza volerlo ci hai preso...è più o meno così, il rapporto dei prezzi è 1 a 4 (o forse anche a 5).
 
Non ho capito se questa "socialità" che citi spesso è riferita ad un "single" o se ad uno sposato con o senza figli, ma anche se fosse, la socialità la coltivi nel posto dove vivi se con tale termine intendi le amicizie e conoscenze, non credo che centri il numero di abitanti del comune.

Se vivo a Biella mi farò le amicizie lì e a Milano ci andrò ogni tanto o per trovare alcuni conoscenti o per altre cose che la città offre. Stesso discorso per lo Smart Working, se ho la fortuna di farlo da casa per 3 o 4 giorni alla settimana, le rimanenti 1 o 2 per andare in ufficio a Milano non penso sarebbero onerose a tal punto da rinunciare a pagare la metà della metà che offre l'immobiliare di Biella.

Ed è tutto corretto.
Con socialità intendo l'insieme delle relazioni sociali di un individuo.

Molti utenti qui sul forum scambiano l'attrattiva che ha Milano (ma è una cosa tipica di ogni città mediogrande) per una frivolezza legata agli aperitivi.
Il mio punto di vista è che non si possa ridurre tutto a ciò e che una grande città, agli occhi di uno che viene da fuori, offra ben altri tipi di possibilità di interazione: sia per varietà di attività, sia per varietà di persone, sia per densità di opportunità.

A Milano i giovani crescono perché ci sono opportunità. Ma questo fa anche sì che altri giovani vogliano venire a Milano perché ha quest'anima giovane e quindi risulterà viva. Agli occhi di un estraneo la differenza è molta, indipendentemente dal single o meno.
Io non dubbi su chi vive a Biella, ma ho ben chiaro perché i ragazzi nemmeno la considerano. Per un ragazzo l'esperienza di andare ad abitare a Biella è decisamente poco significativo.
 
Se i valori immobiliari continuano a salire a Milano, con i soldi risparmiati da Biella andremo in ufficio sopra il Duomo in elicottero...:D

A parte le battute, lui parla di movida, entertainment e al più di relazioni deboli, non di socialità.

La metà della metà, sì, senza volerlo ci hai preso...è più o meno così, il rapporto dei prezzi è 1 a 4 (o forse anche a 5).

Non so parlando di movida e relazioni deboli.
Ma vi invito a provare.

Prendete e andate in un posto dove non conoscete nessuno: fate una cittadina da 40k abitanti, poi una da 200k e poi da 1M.

Basta una cosa del genere per capire ciò che intendo come socialità e il perché le grandi città risultino attrattive. Non sono "la movida".
A Biella ci saranno dei locali per spaccarsi il weekend, mica vivono a Ryad.

Poi se uno ha spiccate doti sociali se la cava pure a Cavatigozzi, ma è chiaro come i due contesti siano differenti.
Un ragazzo che viene a Milano condivide la casa, le serate e un pezzo di vita con altri come lui.
La densità di eventi di Milano è solo un catalizzatore, non è che a uno piaccia farsi 100 eventi da solo.
 
Non so parlando di movida e relazioni deboli.
Ma vi invito a provare.

Prendete e andate in un posto dove non conoscete nessuno: fate una cittadina da 40k abitanti, poi una da 200k e poi da 1M.

Basta una cosa del genere per capire ciò che intendo come socialità e il perché le grandi città risultino attrattive. Non sono "la movida".
A Biella ci saranno dei locali per spaccarsi il weekend, mica vivono a Ryad.

Poi se uno ha spiccate doti sociali se la cava pure a Cavatigozzi, ma è chiaro come i due contesti siano differenti.
Un ragazzo che viene a Milano condivide la casa, le serate e un pezzo di vita con altri come lui.
La densità di eventi di Milano è solo un catalizzatore, non è che a uno piaccia farsi 100 eventi da solo.

Io ho vissuto entrambe le realtà e so di cosa parlo, molti milanesi tra cui tu non avete mai vissuto la città di provincia (la città di provincia non è il dormitorio ben collegato, sono due cose ben differenti).

Le grandi città risultano attrattive principalmente per università e lavoro. Almeno fino ad oggi, ma i paradigmi cambiano nel tempo e come già successo in passato negli anni '80 la gente ha popolato gli hinterland, la collina, etc.etc. non mi stupirei se oggi con lo smart working possa cambiare il vento e riequilibrare il rapporto costo-opportunità tra metropoli e città più a misura d'uomo.

Al di là di questo nella vita non si rimane ragazzi per sempre. Prima o dopo arrivano gli "anta" e i bisogni cambiano.
 
Ultima modifica:
Io credo che il contesto tra Basiglio e Biella sia 100% differente dal punto di vista lavorativo (in un caso si può lavorare a Milano e nell'altro no), mentre dal punto di vista sociale le differenze sono minori. In entrambi i casi devi prendere la macchina: da Biella ci metti di più, ma è comunque meno di un'ora di auto. Vita sociale a Milano, per quanto meno che da residenti, se ne può fare e se ne fa.

Da Biella a Milano centro ci vuole 1h30'... Potrei capire Novara che è una nota commute town milanese, ma non capisco l'ossessione per Biella, a questo punto buttiamoci dentro anche Torino tanto vale tutto e posso anche ubriacarmi tanto torno in treno.

Vorrei concludere con una domanda ipotetica: giovane coppia ancora senza figli, proveniente dal sud, lui chirurgo appena specializzato, lei maestra scuola materna. Possono scegliere se andare a Biella o a Milano, con due stipendi pubblici. Lui a Milano potrebbe guadagnare ulteriori soldi con contratti in cliniche private. Inoltre, come hai spiegato tu, a Biella sarebbe più difficile inserirsi socialmente. Dove gli consiglieresti di andare?

Questi discorsi ritornano ciclicamente, e ogni volta si fanno esempi estremi di dipendenti pubblici che possono lavorare praticamente ovunque. A quel punto saranno loro a scegliere la vita che preferiscono.

Ma forse non è chiaro che per molti altri "emigranti" non è così facile, non è solo una questione di socialità vs dormitorio, ma sul serio se voglio fare impresa a Biella che faccio? se ho una partita iva? se lavoro nel digitale? viceversa, se non ho competenze specializzate e voglio fare lavori nel settore turistico, ricettivo, vendita al dettaglio, segreteria? Se non ambisco ad altro che a lavorare nel settore che mi appassiona e ho studiato danza, arte, teatro, mediazione culturale, moda, beni culturali?

Milano ha una risposta, le province da 1,5 k/mq troppo spesso no.

La nostra coppia chirurgo+insegnante perchè dovrebbe andare a Biella e non in un paesino sperduto del Sud comprando in contanti a 20k? Così risparmia e accumula ancora di più... cioè dov'è che ti fermi?
 
con rispetto, dissento su quanto scrivi.
A livello demografico è la città che attratto più cittadini negli ultimi 10 anni (+13.5%, fonte Istat), tra il 2015 e il 2019 i residenti a Milano di età compresa tra i 18 e i 25 anni sono aumentati del 7,7% (fonte IlSole24Ore) e quelli tra i 26 e i 30 del 7,3% con previsioni di ulteriore crescita nei prossimi 15 anni fino a 1.5M di abitanti. Sicuramente la crisi in atto rappresenta un cambio di paradigma importante per certe dinamiche (accelerazione del lavoro remoto) e alcune persone sceglieranno di non trasferirsi più in città, ma non credo possa sovvertire il megatrend di rapida urbanizzazione.
A livello urbanistico, gli investimenti ed i miglioramenti presenti a Milano sono sotto gli occhi di tutti, non vedo il declino di cui parli (spesa pubblica pro-capite a Milano tripla rispetto a Roma, fonte)
A livello climatico, purtroppo è uno scenario peggiorativo a livello globale - non vedo come Milano possa essere tanto diversa ad esempio di altre città della Pianura Padana. Peggio fanno Torino, addirittura Lodi e Pavia (fonte Legambiente).
A livello sanitario, è vero, la situazione Covid19 è stata gestita malissimo, ma nel 2019 la provincia era fra i primi posti in Italia (8° posto fonte IlSole24Ore, addirittura il Niguarda fra i 50 migliori ospedali al mondo, fonte)

Quindi no, per me non ci sarà questo declino di cui parli.

Milano, che piaccia o no, è l'unica città italiana che regge nel contesto globale.
Semplicemente, in Italia non abbiamo alternative, per presenza e densità di investimenti, dinamismo, talenti, infrastrutture, ecc. ecc.

E lo dico a malincuore, quanto sarebbe infinitamente meglio avere la città economicamente più importante d'Italia sul mare?? :'(

I dati che citi sono sicuramente veritieri.

E' anche vero che milano e' la citta' piu' europea.

Ed e' anche vero che e' la citta' di Italia con piu' opportunita' lavorative.

MA

Ha piu' opportunita' lavorative perche' il resto d'Italia si sta desertificando economicamente, non perche' e' in boom economico visto che gli stipendi e opportunita' di lavoro sono al palo da un decennio o piu'.

L'immigrazione verso milano di giovani Italiani e' un'immigrazione della disperazione. E cmq il grosso degli immigrati, mi pare l'80%, sono dal terzo mondo.

X gli Italiani che ci vanno per lavorare diventa una TOMBA. Non mettono su famiglia e hanno una natalita' bassissima, se non nulla. Hanno uno stipendio medio di 1600 euro al mese a fronte a un costo della vita esorbitante. Spesso consumano patrimoni provenienti dal resto d'Italia per stare a Milano e avere un lavoro sotto pagato.

Basta abitare a milano per rendersene conto di come e' stressata e frustrata e aggressiva la gente. Nelle altre due citta' in cui vivo principalmente per lavoro, Amburgo e Shanghai, la gente e' paurosamente piu' serena e tranquilla. Questo malessere e' dato dalle misere entrate in un contesto di costo della vita altissimo.

Questa la situzione dell'italiano medio che cmq e' una razza in via di estinzione a Milano, essendo meta' di immigrazione di massa di prolifici abitanti del terzo mondo che sono i responsabili ormai x piu' della meta' delle nascite in citta'.....

Milano non ha futuro Italiano, tra 20 anni sara' come Parigi, Bruxell, Londra ricchissimi nativi Europei nel centro centro e il resto immigrati schiavi 2.0 tutto intorno in insediamenti off limits per gli Italiani.

Buona fortuna....
 
Non so parlando di movida e relazioni deboli.
Ma vi invito a provare.

Prendete e andate in un posto dove non conoscete nessuno: fate una cittadina da 40k abitanti, poi una da 200k e poi da 1M.

Basta una cosa del genere per capire ciò che intendo come socialità e il perché le grandi città risultino attrattive. Non sono "la movida".
A Biella ci saranno dei locali per spaccarsi il weekend, mica vivono a Ryad.

Poi se uno ha spiccate doti sociali se la cava pure a Cavatigozzi, ma è chiaro come i due contesti siano differenti.
Un ragazzo che viene a Milano condivide la casa, le serate e un pezzo di vita con altri come lui.
La densità di eventi di Milano è solo un catalizzatore, non è che a uno piaccia farsi 100 eventi da solo.

Secondo me quello che dici tu è valido per un single o al limite una coppia non sposata, ma è decisamente pericoloso dopo il matrimonio e comunque se si hanno figli.

Qualche messaggio fa avevo fatto l'esempio inventato del chirurgo del sud con la moglie maestra, lasciando di proposito implicito il rischio di un futuro divorzio.

Tu gli avresti suggerito di andare a Milano, ma secondo me sarebbe come giocare alla roulette russa. Non so la percentuale precisa, ma separazioni e divorzi sono ormai sufficientemente diffusi da dover purtroppo considerare l'eventualità in anticipo.

Con gli stipendi chirurgo + maestra a Milano devono fare mutuo bello pesante, se divorziano dopo 1-2 figli lui finisce fuori di casa e deve continuare a pagare le rate, trovarsi altra sistemazione, pagare mantenimento a moglie e prole ecc. Anche con uno stipendio ottimo si fa in fretta a diventare poveri se i costi da sostenere sono "milanesi".

La verità è che, date le attuali leggi sul divorzio, per un uomo è pericoloso comprare una casa che pesi molto sul totale del suo patrimonio netto. Quindi comprando a Milano o si è già belli ricchi o si rischia grosso.
 
Da Biella a Milano centro ci vuole 1h30'... Potrei capire Novara che è una nota commute town milanese, ma non capisco l'ossessione per Biella, a questo punto buttiamoci dentro anche Torino tanto vale tutto e posso anche ubriacarmi tanto torno in treno.



Questi discorsi ritornano ciclicamente, e ogni volta si fanno esempi estremi di dipendenti pubblici che possono lavorare praticamente ovunque. A quel punto saranno loro a scegliere la vita che preferiscono.

Ma forse non è chiaro che per molti altri "emigranti" non è così facile, non è solo una questione di socialità vs dormitorio, ma sul serio se voglio fare impresa a Biella che faccio? se ho una partita iva? se lavoro nel digitale? viceversa, se non ho competenze specializzate e voglio fare lavori nel settore turistico, ricettivo, vendita al dettaglio, segreteria? Se non ambisco ad altro che a lavorare nel settore che mi appassiona e ho studiato danza, arte, teatro, mediazione culturale, moda, beni culturali?

Milano ha una risposta, le province da 1,5 k/mq troppo spesso no.

La nostra coppia chirurgo+insegnante perchè dovrebbe andare a Biella e non in un paesino sperduto del Sud comprando in contanti a 20k? Così risparmia e accumula ancora di più... cioè dov'è che ti fermi?

Sì, da Biella città a Milano centro ad oggi si impiega circa 1h30', ma perchè Biella e non il Sud Italia, perchè la prima ha servizi pubblici degni del nome, il Sud purtroppo no. Se stai male non muori in corsia! :wall: Comunque almeno alla pari di Biella c'è Vercelli, addirittura molto meglio collegata essendo sulla ferrovia (ma in città di sono meno opportunità). Cosa succede se i rappresentanti locali del territorio riuscissero a piazzare una fermata dell'AV dalle parti di Santhià* come si è fatto in Emilia vicino a Reggio?

A Biella (così come anche a Cremona o a Vicenza) non c'è lavoro per tutte le merceologie, ma per molte di più di quelle che credi. Se vuoi metter su un'impresa digitale o lavorare nelle vendite al dettaglio non vedo perchè non dovresti riuscirci :confused: (infatti ce ne sono, due nomi su tutti Hype e Bonprix). Certo, su questo ha ragione Cecc88, la magnitudo dei posti disponibili è molto diverso (siamo almeno in un rapporto di 1 a 10 anche solo per motivi demografici), questo non è neanche da dire perchè è ovvio, ma se vuoi intraprendere questa strada lo puoi fare senza troppi impedimenti.

Torino è utilizzata per andare a lavorare a Milano, comunque...

* avrebbe un bacino d'utenza piuttosto importante di almeno 300-400k persone perchè convoglierebbe su di sè almeno Biella, Vercelli, Casale Monferrato, Ivrea e la stessa Santhià più tutta la pianura centrale tra Torino e Milano.
 
Ultima modifica:
X gli Italiani che ci vanno per lavorare diventa una TOMBA. Non mettono su famiglia e hanno una natalita' bassissima, se non nulla. Hanno uno stipendio medio di 1600 euro al mese a fronte a un costo della vita esorbitante. Spesso consumano patrimoni provenienti dal resto d'Italia per stare a Milano e avere un lavoro sotto pagato.

Basta abitare a milano per rendersene conto di come e' stressata e frustrata e aggressiva la gente. Nelle altre due citta' in cui vivo principalmente per lavoro, Amburgo e Shanghai, la gente e' paurosamente piu' serena e tranquilla. Questo malessere e' dato dalle misere entrate in un contesto di costo della vita altissimo.

A tuo parere, l'atteggiamento tipico locale aggressivo imbruttito è rimasto simile nel corso degli anni oppure è peggiorato?

Il potere d'acquisto è calato, le famiglie sono sempre meno e si sfasciano sempre di più, orari di lavoro sempre più lunghi, sempre più precarietà e meno sicurezze in tutto…

Credo di sapere già la risposta alla domanda sopra, ma mi interessa la tua opinione e se hai qualche ulteriore considerazione da aggiungere sull'argomento.
 
ma perchè Biella e non il Sud Italia, perchè la prima ha servizi pubblici degni del nome, il Sud purtroppo no.

Perchè Biella e non un paesino in qualche valle lombarda, piemontese o veneta?

Cosa succede se i rappresentanti locali del territorio riuscissero a piazzare una fermata dell'AV dalle parti di Santhià come si è fatto in Emilia vicino a Reggio?

Non succederebbe niente, come non è successo niente quando hanno messo il Frecciabianca Novara-Milano o il treno espresso Milano-Bergamo.
Anzi, cosa succede se ti sposti in una di quelle città perchè migliorano i collegamenti e lo smart working e poi d'improvviso ti tolgono il treno diretto (com'è successo nei due casi sopra citati) o cambi azienda per una che ti chiede 4gg in sede?

A Biella (così come anche a Cremona o a Vicenza) non c'è lavoro per tutte le merceologie, ma per molte di più di quelle che credi. Se vuoi metter su un'impresa digitale o lavorare nelle vendite al dettaglio non vedo perchè non dovresti riuscirci :confused:

Quindi perchè le imprese digitali vengono aperte quasi tutte a Milano se non c'è nessun problema ad aprirle a Biella?
Dai, sul serio, a Biella c'è lo stesso humus culturale / imprenditoriale di una città come Milano? Lo sai quante professionalità servono per avviare un'azienda tech, a livello sia di consulenti che di partnership che più semplicemente di talenti da assumere?

Non sto dicendo che non si possa, ma che può essere infinitamente più difficile.

Torino è utilizzata per andare a lavorare a Milano, comunque...

Se vabbè anche Bologna, dai, rimaniamo entro il 95esimo percentile please?
 
Milano non ha futuro Italiano, tra 20 anni sara' come Parigi, Bruxell, Londra ricchissimi nativi Europei nel centro centro e il resto immigrati schiavi 2.0 tutto intorno in insediamenti off limits per gli Italiani.

Be' però "non ha futuro Italiano" (che significa, in ogni caso? parliamo solo della nazionalità dei residenti?) è ben diverso da dire "non ha futuro" tout-court.
Questo potrebbe anche essere ininfluente alla fin fine per valutazioni puramente immobiliari, come oggetto di questo thread.

Sull'altro discorso, pure interessante, dell'attrattività di Milano quale conseguenza della desertificazione del resto d'Italia (era un argomento parecchio chiacchierato lo scorso autunno, dopo un battibecco fra il ministro per il sud Provenzano e il sindaco Sala), e di un "immigrazione della disperazione" (sic), quali soluzioni avremmo, in Italia?
Cosa manca a Milano per diventare "più serena e tranquilla" come Amburgo e Shanghai, visto che le citi, o perché questo non avviene in un'altra grande città italiana?
 
A tuo parere, l'atteggiamento tipico locale aggressivo imbruttito è rimasto simile nel corso degli anni oppure è peggiorato?

Il potere d'acquisto è calato, le famiglie sono sempre meno e si sfasciano sempre di più, orari di lavoro sempre più lunghi, sempre più precarietà e meno sicurezze in tutto…

Credo di sapere già la risposta alla domanda sopra, ma mi interessa la tua opinione e se hai qualche ulteriore considerazione da aggiungere sull'argomento.

Da adolescente, anni 90, a Milano facevano brutto i ragazzini tra di loro. Si rubavano le scarpe, i giubbotti, facevano semi gruppetti che si azzuffavano....ovvero cio' che hanno sempre fatto i maschi adolescenti. Gli adulti in quegli anni erano impegnati al lavoro che li ripagava bene e non avevano tempio di star dietro ai figli.

Oggi gli imbruttiti sono i 30-40-50 enni perche' corrono come dei matti per 4 lire. Sono frustrati, incaaaaati e profondamente depressi.

Mentre i ragazzini stanno piu' tranquilli stando incollati alla PLAY, e con i genitori e nonni che li foraggiano di tutto essendo spesso figli unici di figli unici, e cmq sono pochi ormai.

Questi gli Italiani.

Gli stranieri il grosso, quelli arrivati in Italia, lavora duro e non ha tempo da perdere. Ma molti altri sono in giro a far nulla, elemosinare in ogni angolo, bighellonare etc etc....finche' qualcuno gli da la carita' che sia lo stato o cittadini stanno tranquilli....poi ci sono quelli che spacciano che sono chiaramente una minoranza ma sono in % esponenzialmente di piu che gli Italiani. Poi ci sono le prime seconde generazioni che sono molto giovani ancora e pochi in eta' adolescente, intenti spesso in comportamenti da selvaggi, ma ancora contenuti per via del loro numero esiguo.

Io li ho viste le seconde terze generazioni in Francia due decenni fa'. Rendono le zone delle citta' dove vivono invivibili per noi nativi Europei. Se l'equbvalente lo facessero i Francesci verrebbero accusati di razzismo e ci manderebbero l'ONU, mentre se il razzismo e' da parte dei colorati e' tutto OK.

Milano non ha futuro per noi Nativi Europei, salvo se siamo super ricchi e possiamo vivere nel centro storico serviti e riveriti. Ricordatevelo tra 20 anni che vi ho avvertito.
 
Mi intrometto, nella mia esperienza dell'ultimo anno su Milano le agenzie fanno di tutto per farti percepire una concorrenza infinita, letteralmente o mi dai un assegno o ora o domani l'hai già persa. Neanche tempo di pensarci una notte, più di una volta mi hanno chiamato uno o due giorni dopo per proposte ricevute. Succede solo nella mia fascia di ricerca (trilocale max 300k) o fanno così in generale?
Prima del COVID qualcuno mi ha addirittura detto che le case "stanno finendo".

Fanno così con tutti, è la loro strategia.
 
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