Mini-corso AT di Sella...

Last But Not Least...

IL DECALOGO DEL TRADER

01. "The trend is your friend": mai andare contro il trend

02. Mai mediare in perdita, semmai mediare in utile

03. Fissare i livelli di s/l prima di prendere una posizione e poi rispettarli

04. Fare stop-trailing

05. Evitare i mercati ed i titoli poco liquidi ed eccessivamente volatili (specie se si tratta di strumenti derivati)

06. Mantenere la calma, non essere avidi, né sperare contro l’evidenza

07. Non rischiare mai più del 5-10% del proprio patrimonio in una volta sola

08. Costituire un fondo ammortamento perdite con gli utili conseguiti

09. Non farsi assorbire troppo dall’attività di trading: alla lunga logora

10. DISCIPLINA: ricordarsi di osservare gli altri nove!


COMMENTO

01. "The trend is your friend": mai andare contro il trend

Prima di prendere una posizione, il trader dovrebbe prima di tutto definire l’orizzonte temporale sul quale intende operare (10 minuti, alcune ore, alcuni giorni) ed analizzare qual è il trend in tale orizzonte. Per periodi più lunghi valgono, mutatis mutandis, le stesse regole, però non si parla più di trading ma piuttosto di investimenti strategici di medio-lungo periodo.

Nel caso del trading infra-giornaliero - ad esempio un’operazione molto veloce, hit&run, sul FIB30, con obiettivi di utile molto limitati, per es. 100 punti - il trend rilevante sarà quello segnalato dalle candele a 5 minuti, mentre il grafico ad 1h.-30 min. designerà il major trend: l’ideale sarebbe prendere una posizione che sia nella direzione sia del major trend che del trend più a breve, mentre in caso di discordanza il rischio di errore sarà più alto. Il grafico con candele ad 1 minuto servirà quindi per definire il timing, cioè il momento preciso di entrata sul mercato. Se l’operazione fosse di trading, sempre sul FIB30, ma con un obiettivo di utile maggiore (per es. 300-500 punti) il major trend potrebbe essere dato dal grafico giornaliero, il medium trend dal grafico orario ed il minor trend dal grafico a 5 minuti.

Se, invece, l’orizzonte temporale è più lungo – ad esempio un’operazione di trading della durata di alcuni giorni sulle opzioni iso-alpha o MIBO – è ovvio che il trend rilevante sarà quello del grafico giornaliero, mentre il grafico orario-1/2 h potrà essere utilizzato per il timing.

In altri termini, l’analisi va dall’orizzonte più "lungo" a quello più "breve" (dove "lungo" e "breve" sono relativi al tipo di operatività scelta, che va dal trading veloce a quello più lento, dal gestore di medio-lungo periodo al cassettista), individuando i vari trend presenti uno dentro l’altro (un po’ come le Matrioske) ed utilizzando la scala temporale più "lunga" per individuare il trend maggiore e di medio periodo e quella più "breve" per il timing, cioè per definire il momento esatto di entrata sul mercato.

Analizzando il grafico di un qualsiasi strumento finanziario si potranno perciò individuare moltissimi trend, uno dentro l’altro come le scatole cinesi: un trend secolare, decennale, annuale, mensile, settimanale, giornaliero, orario, di dieci minuti o di 60 secondi… Questo significa che il concetto di trend è relativo e perciò non ha alcun senso dire che un’azione o un indice sono in un trend rialzista o ribassista senza precisare di quale trend si sta parlando. Un titolo azionario potrebbe essere ad esempio in un trend rialzista di lunghissimo e lungo periodo, in una fase di congestione laterale sul grafico settimanale, in un trend ribassista sul grafico giornaliero, in un trend rialzista sul grafico orario ed ancora in un trend ribassista sul grafico ad 1 minuto…qual è il trend in questo caso?

Questo significa che non esiste un solo tipo di operatività sul mercato, ma che tutto dipende dall’orizzonte temporale prescelto. Non vi è perciò contraddizione tra l’operatività del gestore che mantiene posizioni lunghe anche quando il mercato perde un punto percentuale (perché una variazione così piccola non può influire sulle scelte di asset allocation di lungo periodo) ed il trader che assume posizioni corte per lucrare sul piccolo storno di un punto utilizzando uno strumento con forte leva (future o opzioni). Quello che è fondamentale è la congruenza tra l’orizzonte temporale prescelto, il trend che si intende cavalcare, gli stop loss che si possono sostenere (sia finanziariamente sia psicologicamente) ed il tempo che si può dedicare per monitorare la posizione assunta (pronti a seguire i segnali di entrata e/o uscita dal mercato).
Per concludere, il trader deve sempre cercare di cavalcare il trend in atto (relativo all’orizzonte di operatività prescelto) resistendo alla tentazione di andare contro il mercato, giocando cioè sui piccoli storni, sui rimbalzi, ecc. Tale operatività, sebbene talvolta possa essere premiante, è fortemente speculativa e quindi a rischio, visto che il fattore tempo gioca a favore del trend in atto, e quindi contro la posizione assunta. Se proprio si vuole provare ad andare contro il mercato perché si crede di essere più furbi degli altri è perlomeno necessario lasciare ordini di stop loss molto stretti.


02. Mai mediare in perdita, semmai mediare in utile

Quando si è presa una posizione ed il mercato va dall’altra parte, generalmente scatta nel trader un giro mentale di questo tipo: il mercato è "troppo" alto – o "troppo" basso -; è su un certo livello però non dovrebbe essere lì e sicuramente si sposterà, prima o poi; il prezzo attuale è "sbagliato", ma i più non se ne sono ancora accorti; ecc., ecc. In altre parole, il trader non vuole chiudere la propria posizione in perdita, si dimentica dei buoni propositi iniziali di "stoppare" la perdita qualora il prezzo raggiunga un certo livello e quindi inizia ad auto-illudersi di essere il solo ad aver ragione mentre tutti gli altri si stanno sbagliando. Il suo stato d’animo iniziale era l’avidità, ora è la paura, presto sarà la speranza (quando ormai sarà talmente in perdita da non avere più coraggio di uscire dal mercato monetizzando una perdita esorbitante). Non c’è trader che non si sia trovato più di una volta in situazioni così stressanti – talvolta addirittura angoscianti - e difficili da gestire razionalmente, e questo a causa di mancanza di disciplina!

Ora, nel trading, non ci si può permettere di andare contro corrente: è molto meglio avere "torto" con il gregge che "ragione" da soli, perché il mercato non è assolutamente un meccanismo perfetto e razionale ma è mosso da sentimenti ed emozioni – la triade avidità-paura-speranza - e perciò può stare su livelli "sbagliati" anche per un periodo lungo – lungo sufficientemente per fare subire grosse perdite a chi è andato contro corrente. Quando poi si sente dire che nel "lungo termine" il titolo dovrebbe comunque risalire, si potrebbe rispondere, tra il serio ed il faceto, che nel "lungo periodo" saremo tutti morti! Il problema non è di stabilire – o di sperare – se il titolo in questione risalirà o meno, ma di capire fin dove potrà scendere prima di invertire il trend: nessuno vivrebbe molto bene con titoli in portafoglio in perdita potenziale del 50-60-70 per cento! Che fare poi se emergessero improvvise ed impreviste esigenze di liquidità che ci costringessero a liquidare le nostre posizioni?

L’esperienza insegna che molti dei cosiddetti "investimenti di lungo termine" non sono altro che speculazioni di breve termine sbagliate e che non si è avuto il coraggio di chiudere.

Quando la posizione è ormai in forte perdita potenziale, il nostro malcapitato trader è ormai pronto a cedere ad un’altra fortissima tentazione: mediare in perdita, al fine di migliorare il proprio prezzo di carico. Se prima era necessaria, ad esempio, una variazione del 10 % per ritornare in pari, dopo avere mediato raddoppiando la posizione iniziale, per andare in pari sarà sufficiente una variazione del 5 % . Questo ragionamento, seppur vero, è però molto insidioso poiché spinge il trader a aumentare la propria esposizione contro il mercato: non pago di avere ignorato gli stop loss iniziali, ora il trader vuole scommettere sulla fine del trend in atto, sperando di vendere al massimo (sell on top, se era corto) o di comprare sul minimo (bottom fishing, se era lungo). E’ evidente che molto difficilmente questa operazione potrà avere successo, perché individuare i livelli estremi di un trend non è dato a nessuno. Un proverbio inglese recita: "chi vuol fare bottom fishing finisce col fare cotton picking"!

Una soluzione leggermente meno rischiosa è quella di incrementare la propria posizione soltanto dopo un segnale chiaro di inversione, ma rimane comunque il rischio dei falsi segnali e di un’esposizione troppo grande – e quindi troppo coinvolgente anche da un punto di vista psicologico.

Il fatto però che alcune volte l’operazione del mediare in perdita funzioni (2 o 3 volte su 10, statisticamente) mantiene inalterata la forte attrattività di questa scelta perché consente di rinviare il momento in cui si incasseranno le perdite mantenendo la speranza-illusione che il mercato, finalmente, "giri" dandoci ragione. E’ molto difficile, infatti, ammettere di avere sbagliato, ed ancora più difficile è chiudere una posizione in perdita. Però è importante sottolineare come un trader che voglia avere risultati buoni non occasionalmente ma consistentemente nel lungo periodo debba assolutamente essere disciplinato ed attenersi rigorosamente ad un codice di operatività fisso. Non è sufficiente essere dei buoni analisti per guadagnare sul mercato, poiché l’esposizione personale conduce spesso a vedere ciò che si vorrebbe vedere invece di limitarsi a fotografare la realtà. Non si sottolineerà mai a sufficienza la necessità dell’auto-disciplina per un buon trader. Sicuramente evitare di mediare in perdita costituisce uno dei pilastri dell’operatività che non deve mai essere infranto. Se questo è vero per singoli titoli è ancora più vero per strumenti derivati, quali opzioni o futures: in tali casi mediare in perdita è assolutamente da evitare, perché le conseguenze di un errore sarebbero fatali.

Qualora il nostro trader abbia invece una posizione in utile, la scelta di incrementare la posizione, ovvero di mediare in utile, sebbene peggiori il prezzo di carico, è corretta da un punto di vista teorico. Si tratta infatti di investire seguendo il trend, secondo una strategia di "pyramiding", nella direzione giusta e con il tempo che gioca a favore. Il trader non dovrebbe però superare un livello di esposizione totale troppo alto o sproporzionato rispetto al proprio portafoglio complessivo e, in ogni caso, deve alzare il proprio stop-loss sul nuovo prezzo di carico complessivo. Non avrebbe senso, infatti, finire col chiudere in perdita una posizione che si trovava con un buon utile potenziale: se chiudiamo in perdita le posizioni giuste, cosa succederà con quelle sbagliate?!


03. Fissare i livelli di s/l prima di prendere una posizione e poi rispettarli

Prima di prendere una qualsiasi posizione sul mercato, il trader dovrebbe individuare non solo i livelli di entrata sul mercato, ma anche e soprattutto i livelli di uscita. Se, ad esempio, il nostro trader, dopo un’analisi del trend, ha deciso di assumere una posizione lunga sul FIB30 a 49100 (col mercato che vale 49300, supporto a 48900 e resistenza a 49500) potrebbe lasciare un ordine di acquisto a 49100 e, contestualmente, un ordine di vendita stop-loss a 48850-48800, per proteggersi nel caso il mercato vada nella direzione sbagliata. Nel caso riesca effettivamente ad andare lungo a 49100 potrebbe lasciare anche un ordine di vendita take-profit a 49400-49450, tenendo pero’ in mente che Banche e SIM in genere non accettano ordini O.C.O. ("one cancel the other", ovvero ordini con un livello di chiusura take-profit ed un livello di chiusura alternativo stop-loss: se uno dei due ordini viene eseguito, l’altro è automaticamente annullato). Quindi, una volta eseguito uno dei due ordini bisogna ricordarsi di annullare immediatamente l’altro, altrimenti si corre il rischio di trovarsi nuovamente in posizione dal lato opposto a quello iniziale, e senza neppure saperlo! La necessità di fissare dei livelli di stop-loss non ammette deroghe, sia per singoli titoli sia, e a maggior ragione, per strumenti derivati. L’unica differenza è che generalmente non si possono lasciare ordini stop-loss sui singoli titoli, poiché Banche e SIM non li accettano: in questo caso bisogna comunque individuare il livello dove "stoppare" le perdite e chiudere la posizione non appena il mercato tocchi tale livello. Mai cambiare idea: gli stop-loss vanne sempre eseguiti e non si possono mai cambiare in senso peggiorativo. Si tratta di semplice buon senso, cioè della necessità di preservare il proprio capitale, perso il quale nessuna futura attività di trading sarà più possibile: "cut the losses, let the profits run", ovvero "stoppare" le perdite e lasciare correre gli utili (per evitare di "guadagnare da poveri" e "perdere da ricchi"). Tuttavia, l’esperienza dimostra che tutti i trader prima o poi commettono l’errore di spostare gli stop-loss in senso peggiorativo, tanto è difficile accettare di chiudere in perdita!

I livelli di stop loss e di take profit vanno sempre fissati prima di prendere una posizione, a mente fredda, senza essere ancora coinvolti psicologicamente – e finanziariamente! – sul mercato. Prendere una posizione senza avere prima individuato i livelli di uscita e rinviando tale decisione "per vedere cosa fa il mercato" rappresenta un’imperdonabile leggerezza, segno di una totale assenza di disciplina. Sarà molto difficile allora riuscire a "stoppare" subito la perdita qualora il mercato vada contro la posizione assunta. Il coinvolgimento emotivo contribuirà ad aumentare l’incertezza spingendo il trader a comportamenti impulsivi e poco razionali.


04. Fare stop-trailing

Come deve comportarsi un trader che ha una posizione con un buon utile potenziale e sui livelli di take profit che si era prefisso? La prima cosa da fare è senza dubbio alzare lo stop loss sul prezzo di carico, in modo da non rischiare di chiudere in perdita una posizione vantaggiosa. La decisione di chiudere effettivamente sul livello di take profit inizialmente prefisso non è obbligatoria (a differenza di quando la posizione è in perdita e raggiunge lo stop loss, dove è necessario chiudere immediatamente). Esiste infatti un’altra alternativa: se il trend sembra particolarmente forte, il trader può decidere di mantenere aperta la posizione, alzando man mano sia lo stop loss che il take profit, in modo da "accompagnare" il mercato. In tal modo ci si assicura un profitto sempre maggiore lasciando aperta la possibilità di ulteriori guadagni, con il rischio di perdere soltanto una parte degli utili potenziali. Quando scatterà eventualmente uno stop loss (che sarà di fatto un take profit rispetto al prezzo di carico iniziale), il trader porterà a casa l’utile accumulato. Questa strategia si chiama stop trailing e consente di cavalcare trend forti con poche correzioni. Nel caso di trend più deboli e con movimenti fortemente erratici questa strategia non è consigliabile perché la probabilità che scattino gli stop loss è più alta. In tal caso conviene chiudere la posizione sul primo livello di take profit che ci si era prefissi.

In ogni caso attuare una strategia di stop trailing richiede una perfetta conoscenza dei livelli tecnici di supporto e di resistenza ed il polso della volatilità del mercato, in modo da fissare gli stop loss ed i take profit successivi in modo intelligente (cioè al di sotto dei livelli di supporto e resistenza).


05. Evitare i mercati ed i titoli poco liquidi ed eccessivamente volatili (specie se si tratta di strumenti derivati)

Il trader dovrebbe concentrare la propria attività su un numero limitato di strumenti, vista l’impossibilità si seguire efficacemente molte cose allo stesso tempo. Inoltre, deve evitare i mercati, i titoli, le scadenze (nel caso di strumenti derivati) poco liquidi, perché i rischi potenziali sono più alti. Un mercato sottile difficilmente può essere efficiente, perché la volatilità e l’erraticità saranno molto alte e gli spread mediamente superiori e, talvolta, assurdi (con il rischio aggiuntivo che manchi il denaro quando il prezzo crolla e la lettera quando il prezzo "vola", rendendo impossibile la chiusura di una posizione dal lato sbagliato).

Risulta evidente come volumi bassi e pochi operatori rendono il mercato, od il titolo, estremamente vulnerabili in caso di movimenti violenti sui mercati ed i titoli principali, col rischio di non riuscire a chiudere posizioni in perdita se non a prezzi molto peggiori di quelli teorici del momento. Anche una semplice attività di trading veloce è assolutamente sconsigliabile poiché pagare spread denaro-lettera talora molto elevati renderebbe molto improbabile riuscire a chiudere con profitto le proprie posizioni.

In particolare sui strumenti derivati è essenziale concentrare la propria attività di trading soltanto su mercati e titoli liquidi, dove l’open interest è elevato. Le scadenze da privilegiare sono sicuramente le più vicine nel tempo, perché su di esse si concentra il grosso dell’attività. E’ sempre opportuno fare un confronto tra i vari livelli di open interest, privilegiando quelli più alti. Sarà così più probabile pagare uno spread più basso per aprire e chiudere la posizione, nonché trovare una controparte con un interesse opposto al proprio per chiudere in un momento di forte nervosismo sul mercato.
 
...This Is The End.

06. Mantenere la calma, non essere avidi, né sperare contro l’evidenza

Sul mercato l’emotività è sempre una cattiva consigliera. Tutti i trader hanno provato sulla propria pelle – e sul proprio portafoglio! – le conseguenze nefaste di un approccio passionale al mercato. La triade avidità-paura-speranza descrive bene la successione di stati umorali di cui il trader è facilmente vittima.

Innanzitutto, il trader si trova sottoposto alla tentazione dell’avidità. Vuole guadagnare molto ed in tempi brevi. Questo atteggiamento è estremamente pericoloso perché porta la persona ad assumere posizioni troppo pericolose per le proprie finanze, per il tempo che può dedicare a seguire i propri investimenti, per il proprio equilibrio mentale. Molto spesso l’avidità è la madre della povertà!

Nel caso in cui il mercato vada nella direzione opposta a quella sperata, l’avidità lascia il posto ad una seconda passione, non meno pericolosa: la paura. A questo punto il trader si trova a gestire una posizione in perdita potenziale, eventualità che non aveva neppure preso in considerazione e che quindi non sa come affrontare. Se non trova il coraggio di "stoppare" immediatamente la posizione rischia di entrare in un meccanismo perverso ben noto agli operatori: il freezing. Perdite potenziali sempre più grandi impediscono psicologicamente di chiudere la posizione: in tali momenti, ci si auto-convince facilmente che il mercato è andato "troppo lontano- troppo in fretta" e che non può che invertire rotta. D’altronde se non si era chiusa la posizione quando la perdita era ancora relativamente piccola, come riuscire a chiuderla con una perdita molto maggiore?

La paura – talvolta il panico – aprono così la strada all’ultima passione: la speranza. Il nostro malcapitato trader è diventato un cassettista: non ha più il coraggio di fare nulla, smette persino di seguire il mercato e di tenersi informato, e si abbandona alla speranza-illusione che "prima o poi" la situazione cambierà. Così inganna se stesso, vive male e rischia di subire perdite molto pesanti.
Per quanto l’avversione a incassare le perdite sia umanamente comprensibile, tuttavia rivela un approccio emotivo ed indisciplinato al mercato, e perciò foriero di grandi insuccessi. Una persona che affronti sistematicamente il mercato con questo "stile", e che se la sia cavata impunemente alcune volte, non può illudersi di farla franca indefinitamente. Il mercato non fa prigionieri: "a fool and his money are soon parted", "uno sciocco ed il suo denaro sono presto divisi", recita un proverbio inglese.


07. Non rischiare mai più del 5-10% del proprio patrimonio in una volta sola

L’attività di trading nasce dal desiderio di ottenere guadagni superiori a quelli ottenibili con strumenti il cui profilo di rischio è decisamente inferiore (BOT, CCT, ecc.). L’obiettivo è perciò di far crescere il proprio capitale, che è anche lo strumento che ci consente di operare.

Mettere a rischio una quota alta (superiore al 5-10% del proprio capitale) in una volta sola è estremamente imprudente, per due buoni motivi.

Innanzitutto, il capitale personale rappresenta per il trader quello che è l’ossigeno per un subacqueo: una risorsa preziosa, indispensabile, da utilizzare con parsimonia e cautela. Una volta distrutto il proprio capitale non è più possibile continuare con l’attività di trading, e sembra poco saggio ridursi in una situazione del genere.

Secondariamente, un rischio troppo alto comporterebbe un coinvolgimento emotivo eccessivo che andrebbe a pregiudizio della serenità e della lucidità con cui il trader avveduto affronta i mercati. Nessun guadagno possibile giustifica la perdita della propria serenità di vita, tanto più che fare trading in modo così aggressivo rischia di far perdere anche sul piano finanziario!


08. Costituire un fondo ammortamento perdite con gli utili conseguiti

I guadagni "facili" sono sempre diseducativi perché generano nella persona un irrealistico senso di onnipotenza, una visione distorta della realtà, che porta facilmente a scelte sbagliate, sia negli investimenti che nella vita.

Innanzitutto, il trader dovrebbe resistere alla forte tentazione di cambiare il proprio stile di vita anche quando stia vivendo una fase molto fortunata e proficua di guadagni. Non dovrebbe poi perdere di vista il rischio – direi quasi la "certezza" - che in futuro le cose non vadano altrettanto bene, e che la buona sorte gli possa anche voltare le spalle.

Per questi motivi sarebbe opportuno costituire un "fondo ammortamento perdite" con gli utili conseguiti. Man mano che il trader consegue degli utili dovrebbe accantonarne una parte in un fondo che investa su strumenti tranquilli, tipo un fondo monetario e senza rischio di cambio. A tale fondo non dovrebbe attingere in nessun caso tranne che per ripianare perdite di trading future. In altre parole bisogna considerare gli utili in un certo senso come "provvisori", come non del tutto certi, in modo da avere dei fondi per coprire eventuali perdite future, senza dovere intaccare il proprio capitale. La quota da accantonare dovrebbe essere inizialmente abbastanza alta, in modo da formare in tempi brevi uno "zoccolo duro". In seguito si potranno ridurre gli accantonamenti, quando si sia cioè costituito un plafond ritenuto adeguato all’operatività ed ai rischi che si intende correre. Tutte le regole suggerite hanno lo scopo di inculcare uno stile di gestione del proprio denaro e delle proprie scelte di trading (money management) che aiutano ad impostare correttamente – e proficuamente – la propria attività nel lungo periodo.


09. Non farsi assorbire troppo dall’attività di trading: alla lunga logora

Non è opportuno farsi assorbire troppo dall’attività di trading, per due buoni motivi.

Innanzitutto, non bisogna perdere di vista che l’attività di trading è un mezzo, tra molti altri, con il quale si cerca di aumentare il proprio reddito e la propria ricchezza, al fine di migliorare il proprio livello di vita. E’ evidente che fare del mezzo un fine significa andare incontro a pesanti frustrazioni. Non vale la pena fare tanta fatica per vivere male!

Inoltre, anche se il nostro trader è molto disciplinato ed opera nel modo più corretto, non può evitare di andare incontro a momenti difficili, di incertezza, ansia, paura.

Tutto ciò è sicuramente logorante nel lungo periodo. E’ perciò necessario limitare l’operatività ad un livello sostenibile nel lungo termine, nonché compatibile con gli altri doveri di stato. Ci si guadagna in salute, e probabilmente anche nel portafoglio!


10. DISCIPLINA: ricordarsi di osservare gli altri nove!

DISCIPLINA DISCIPLINA DISCIPLINA. Per quanto i nove principi menzionati siano accettati da tutti i trader di buon senso e con un poco di esperienza, nondimeno vengono quotidianamente violati, in tutto o in parte, dalla maggior parte degli operatori finanziari. Se una persona con una buona capacità di analisi riuscisse ad acquisire un forte senso di auto-disciplina e si attenesse ad un codice operativo fisso i risultati non mancherebbero di essere positivi. Per questo motivo sarebbe necessario rileggersi tale "decalogo" ogni qualvolta si intende prendere una posizione, promettendo a se stessi di rispettarlo fedelmente. Continuare a rileggerlo fintantoché l’operazione è in essere costituisce un pro-memoria quanto mai salutare, che dovrebbe impedire di andare fuori rotta!

L’esperienza dimostra purtroppo che quasi tutti, prima o poi, ricadono negli stessi errori – e nelle stesse perdite!

Nella speranza che tutto questo "lavoro" di copia-incolla possa esservi utile..... un saluto a tutti gli amici del FOL !!!

MaxVaro-TraderTestaQuadra
 
uppo xchè la leggerò con calma
 
Sì, c'è parecchio da leggere....

ma credo ke ne valga la pena!
Se debbo essere sincero non l'ho letto tutto nemmeno io ma l'idea del post è nata proprio x quello: se lo "lascio" sul sito non lo leggerò mai tutto, debbo "personalizzarlo" in qualche modo....

Mi rendo conto che sarebbe stato + comodo allegare un file da scaricare ma non ci sono riuscito... il FOL non digerisce i .DOC del word e cmq. sarebbe risultato troppo grosso!

Dai post ke fai sul FOL mi sembri molto curiosa/o (scusa, ma il dubbio è lecito... viste alcune toppate che ho preso in precedenza... FW!) e questo è un p.to fondamentale x imparare...
Beh, quando l'hai letto fammi sapere cosa ne pensi....

Ho anche un altro post sul genere sul FOL Nasdaq... debbo rimetterci le mani sopra perchè non ho finito di tradurlo!
E' l'educational di investtech, sito che ho avuto modo di apprezzare grazie a Marino....
See You Soon!
Max
 
Aggiornamento

Ho aggiornato il testo del corso di AT effettuando alcune correzioni ortografiche e grammaticali (aggiornato fino alla sezione medie mobili inclusa).

MaxVaro
 
UP!

Spero di finire il lavoro di correzione al + presto...
 
UP!

Spariti tutti i grafici... mi toccherà tornarci sopra appena ho tempo...
Max
 
ottima sintesi. in effetti, i grafici con le bandiere i cunei etc aiuterebbero a capire di più.

Stefano
 
Scritto da stevesteve
ottima sintesi. in effetti, i grafici con le bandiere i cunei etc aiuterebbero a capire di più.

Stefano

Credo ke li abbiano eliminati d'ufficio x "alleggerire" il post... appena sono un po' tranquillo ci rimetto le mani sopra... adesso non ce la faccio psicologicamente....
Max
 
MaxVaro ha scritto:
Spariti tutti i grafici... mi toccherà tornarci sopra appena ho tempo...
Max

senza fretta eh ;) :D
 
siamo ancora in attesa uff... :(
 
up
ancora niente .... chissa' cos'altro avra' da fare ... :mmmm:
 
Indietro