Minusvalenze e quotazione nell'attivo

aldo

Nuovo Utente
Registrato
13/2/00
Messaggi
27
Punti reazioni
1
Nel thread, di cui segue il link, si ipotizza che i fondi abbiano inserito a bilancio le minusvalenze fiscali dell'anno passato, come liquidità e conseguentemente come attivo.

Le domande (che sorgono spontanee) di conseguenza sono:

1) E' legale? Tenendo anche in considerazione lo scostamento di rendimento dal benchmark, per il quale il gestore può ottenere dei premi, non derivanti solo dalla sua abilità. O anche solo "falsare" le sue performance rispetto ad un fondo partito successivamente.

2) Come è possibile avere notizia del metodo di gestione di questa voce di bilancio .

Il thread è questo:

http://www.finanzaonline.com/forum/showthread.php?s=&threadid=167644

Bye
 
Caro Aldo,
credo che avremmo suscitato più interesse se avessimo parlato della Scassacocchi SIm e/o narrato di qualche P.F. ***********.

Senza offesa:rolleyes: :(
 
E' tutto previsto dalla normativa fiscale.

Quanto allo scostamento dal benchmark: prima di tutto il benchmark è un parametro di riferimento che serve a paragonarvi il risultato di gestione, non un parametro da rispettare tassativamente.

Comunque, un fondo azionario deve comunque investire almeno il 70% dell'attivo in azioni.

Inoltre, le commissioni di performance (quanto ai "premi" citati) non sono sempre rapportate al benchmark, ma anche ad altri parameetri (quali tassi di inflazione, anche se è assurdo).

Una precisazione: né io, né gli altri partecipanti alle Officine ci "lavoriamo", siamo presenti qui il più possibile ma compatibilmente con i nostri impegni lavorativi e personali.
 
x Voltaire
la mia era solo una battuta.
Leggo da tempo i tuoi POST e mi congratulo per la tua competenza ( credo di essere un tuo conterraneo).

Il problema è quel " deve investire almeno il 70% . .."

Ci sono alcuni fondi High Tech che attualmente hanno il 50% di liquidità ed i Gestori hanno spiegato la cosa con il credito d'imposta.

Da qui i miei dubbi.

Grazie per l'attenzione.

Genius;)
 
A volte capita che qualcuno creda che io ed altri assidui del FOL fossimo una sorta di dipendenti sempre presenti, ecco perché l'ho spiegato.

I gestori possono raccontare la storiella fino ad un certo punto, perché ci sono parametri da rispettare quanto al calcolo del 70% minimo di investimento in azioni, pertanto quella differenza derivante da liquidità non potrà durare a lungo.
 
Grazie Mille Voltaire


Bye
 
x Voltaire

Ti invito a leggere con attenzione il thread citato più sopra.

Se quanto afferma Ginus corrispondesse al vero sarebbe una cosa inquietante (non so se prevista o contemplata dalla normativa ma, comunque, inquietante).

Sai spiegarci, con la chiarezza che ti distingue, le modalità di tassazione dei fondi? (a me sembrava di ricordare che fossero commisurate al patrimonio... ritenevo che un'eventuale minusvalenza rappresentasse un credito di imposta ma non pensavo che potesse essere portata a bilancio -con conseguente sopravalutazione delle quote- non mi sembra, comunque "corretto").

Mi sembra, a questo punto, molto ma molto preferibile il trattamento fiscale delle sicav estere!

Questo "particolare"... non interessa nessuno?
 
Non c'è sopravvalutazione delle quote, perché il credito di imposta altro non è che il rovescio della tassazione delle plusvalenze sul maturato.

I fondi comuni e le sicav di diritto italiano pagano l'imposta sull'intero risultato di gestione, e non solamente sulle operazioni portate a termine.

Al 31 dicembre si effettuano i conteggi ai fini fiscali (la quota è calcolata netta quotidianamente in modo che tutti i sottoscrittori sinao trattati in egual misura, ovviamente): se c'è debito il gestore deve pagare l'imposta anche se non ha venduto (come accade per la stragrande maggioranza del portafoglio) i titoli su cui è in plusvalenza (pertanto abbiamo liquidità che fuoriesce dal fondo anche se le plusvalenze non sono state monetizzate concretamente).

Se accade il contrario ecco la compensazione.
 
re

Scritto da Voltaire
Non c'è sopravvalutazione delle quote, perché il credito di imposta altro non è che il rovescio della tassazione delle plusvalenze sul maturato.

I fondi comuni e le sicav di diritto italiano pagano l'imposta sull'intero risultato di gestione, e non solamente sulle operazioni portate a termine.

Al 31 dicembre si effettuano i conteggi ai fini fiscali (la quota è calcolata netta quotidianamente in modo che tutti i sottoscrittori sinao trattati in egual misura, ovviamente): se c'è debito il gestore deve pagare l'imposta anche se non ha venduto (come accade per la stragrande maggioranza del portafoglio) i titoli su cui è in plusvalenza (pertanto abbiamo liquidità che fuoriesce dal fondo anche se le plusvalenze non sono state monetizzate concretamente).

Se accade il contrario ecco la compensazione.


quindi il fondo acquista il 1 dicembra a 10 e la quotazione del 31 dicembre risulta 12, quindi il fondo paghera il 12,5% sul 20 %.
se il fondo rivende il 1 gennaio allo stesso prezzo deve pagare la doppia tassa o il prezzo di riferimento rimane quello del 31 dicembre?
non mi sembra molto chiaro
 
Indietro