MONTE PASCHI guarda alla BPER

alegu

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Il MPS guarda con interessa alla Bper.


BANCHE/ LE MOSSE DELLE QUATTRO 'GRANDI', TRA DOSSIER E SMENTITE
21/03/2006 19:48


Roma, 21 mar. (Apcom) - E' in fibrillazione il mondo del credito, in vista delle possibili future aggregazioni: al momento nessun progetto concreto, nessun dossier aperto. Soltanto ipotesi e studi avanzati da banche d'affari. Quel che e' certo e' che le possibili combinazioni tra le banche italiane, in particolare le quattro maggiori (Banca Intesa, SanPaolo Imi, Capitalia e Banca Mps), sono molteplici, e potrebbero coinvolgere anche istituti di medie dimensioni. Uno scenario in movimento che si chiarira' nelle prossime settimane dopo le elezioni politiche ed amministrative che interesseranno, in particolare, proprio Siena.


Dopo le indiscrezioni e le smentite delle scorse settimane, l'ipotesi di un matrimonio tra Intesa e Capitalia ha subito una battuta d'arresto. Le avance dell'istituto milanese, interessato ad una operazione amichevole con una logica industriale, sono state respinte da Roma.L'ad Matteo Arpe (che guida la banca dopo l'interdizione del presidente Cesare Geronzi) ha incassato l'appoggio degli azionisti, ma l'azionariato di Capitalia resta sostanzialmente debole, parcellizzato tra diversi azionisti alcuni dei quali (e' il caso di Abn Amro) potrebbero uscire gia' in autunno. E Capitalia, nonostante tutto, si conferma come preda del sistema, rientrando potenzialmente nelle mire espansionistiche di chi, come Banca Intesa, si vede soggetto aggregante pronto a crescere. Posizione analoga a quella del SanPaolo Imi, che continua a guardarsi attorno ma sembra non aver ancora individuato un preciso obiettivo.

Non basta infatti che i progetti rispondano a precise esigenze industriali: nonostante gli inviti del Governatore Draghi a spogliarsi da personalismi e campanilismi, sono sempre i problemi di governance e di vertice il nodo principale. Per la Banca Mps, fondamentale e' mantenere il ruolo di primo piano della Fondazione. Per questaragione a Siena si pensa ad aggregazioni con banche di medie dimensioni, come Banca popolare Italiana o Banca popolare dell'Emilia. Ipotesi a cui l'istituto starebbe guardando. Ma prima di qualunque passo concreto (verso banche medie o verso le grandi, progetti questi finora smentiti, ma che potrebbero tornare in auge) occorre guardare alle elezioni amministrative di maggio-giugno, visto il peso che il Comune ha su Fondazione e Banca.

A fine aprile, il Monte dovra' rinnovare interamente il consiglio e nominare un presidente che avra' il compito di far crescere la banca. Praticamente esclusa una riconferma di PierLuigi Fabrizi: storicamente, nessun presidente del Monte ha avuto piu' di due mandati. L'obiettivo condiviso da soci della fondazione ed enti locali (comune e provincia) e' un rafforzamento del legame tra l'azionista fondazione e la banca, un rapporto piu' stretto che consenta una piu' rapida capacita' decisionale, in un momento in cui si punta alla crescita ed allo sviluppo della banca. In quest'ottica si ipotizza il trasferimento a Rocca Salimbeni di un uomo chiave della Fondazione, come il presidente Giuseppe Mussari o il suo vice Gabriello Mancini. O sulla promozione dell'attuale vice presidente della banca, Stefano Bellaveglia, che con la fondazione ha uno stretto legame. La decisione potrebbe aversi già agli inizi di aprile, prima del termine ultimo per la presentazione della lista per il rinnovo del cda, il 19 aprile.

In attesa che il quadro si chiarisca, le quattro banche maggiori si puntano e si studiano, alternativamente. Ma non e' detto che alla fine un progetto concreto emerga, e non si puo' neanche escludere che non sia una banca estera a puntare decisamente su uno dei quattro big nazionali. Seguendo l'esempio del blitz vincente di Bnp Paribas su Bnl.



copyright @ 2006 APCOM
 
è una storia molto vecchia di cui ho parlato più volte, se ricordate. Sarebbe un completamento perfetto sul piano territoriale. Politicamente è fattibilissima;)
 
a siena è piu vicina CFI :D
 
e non dimentichiamoci che sono entrambe legate politicamente ai DS e al mondo delle cooperativa.......
 
BMPS-60322-2117.gif
 
:yes: E come socio forte ci mancherebbe UNIPOL per chiudere il cerchio........ :yes:
 
l'altro tassello è invece la BPI, che non a caso adesso è guidata dall'ex MPS divo gronchi.

Mps, la carta di Fabrizi: nozze con Bpi e Bper - di Massimo Restelli -



Una doppia fusione di Mps con Popolare Emilia Romagna e con Bpi, da cui estrarre 740 milioni di sinergie. A poche settimane dalla fine del suo secondo mandato (il 29 aprile), il presidente Pier Luigi Fabrizi prova l'ultima chance accarezzando l'idea di trasformare il Monte dei Paschi in un soggetto aggregante del risiko bancario nazionale. E portando dalla sua le simpatie dei sindacati.
La strada è contenuta in due studi che una delle principali banche d'affari europee ha fatto recapitare a Siena. Dossier, quindi, non commissionati direttamente da Rocca Salimbeni, ma che soppesano opportunità industriali, sinergie e rischi non solo di un'ipotetica fusione con Bpi, ma anche di quella, ancora più futuribile, con Bper.
Lodi sarebbe la prima a essere integrata, ma sarebbe stato il potenziale combinato dei due matrimoni a catalizzare un prevedibile consenso sia tra i sindacati, sia nel vertice. A partire da Fabrizi, la cui visione sul futuro delle banca si è spesso discostata da quella della Fondazione Mps di Giuseppe Mussari. Dopo la tornata comunale del 28 maggio Mussari potrebbe subentrare a Fabrizi e sarebbe forse più propenso a un grande matrimonio. Il bivio in questo caso è scegliere tra Sanpaolo e Banca Intesa, con il rischio però di vedere Mps «fagocitata» dallo stesso dislivello del valore in Borsa. Un timore che Fabrizi ora sfrutta per giocare la propria carta e proporre ai soci una strada alternativa. Bpi e Bper sono due popolari e quindi l'impresa appare difficile, ma consentirebbe a Siena di avere la regia di un gruppo da 20 miliardi di capitalizzazione
 
Mps: Fabrizi, mega-aggregazioni no, alleanze con popolari si' (stampa)
Radiocor - Roma, 23 mar - La strada da seguire per il Monte Paschi di Siena e' quella dell'alleanza con le Popolari e non quella delle aggregazioni con big del settore come Intesa e San Paolo. E' la linea di Pier Luigi Fabrizi, presidente di Mps. 'La banca deve si' crescere - spiega Fabrizi in una dichiarazione riportata da 'Il Corriere della Sera' - ma salvaguardando la sua indipendenza strategica. Se il Monte dei Paschi partecipa ad una grande aggregazione il territorio perde la sua 'industria' e vive solo di rendita finanziaria'. Cosa 'diversa', aggiunge Fabrizi, 'se la banca riuscira' a crescere aggregando altre realta', ad esempio una o piu' banche , legate quanto noi ai rispettivi territori. In questo modo, tra l'altro, il patrimonio di professionalita' del Monte non verrebbe disperso'. Varie le opzioni prese in considerazione anche con la consulenza di banche d'affari. Fra gli studi recenti, citato anche da 'Il Giornale', ce n'e' uno che stima in 367 milioni l'anno le sinergie generate da una integrazione fra il Monte e la ex Lodi e in 373 milioni quelle legate ad un'operazione Mps-Popolare dell'Emilia Romagna.
 
bè penso che il matrimonio si possa fare, sono complementari !!!!
no nriesco però a capire quando l'articolo dice : Dalla fusione con Lodi lo studio stima 367 milioni di sinergie nette (cui se ne aggiungerebbero 373 per l'eventuale fusione con Bper) e 129 filiali in eccesso in termini Antitrust. Una fusione con il gruppo di Guido Leoni porterebbe, invece, a cedere 319 sportelli."

cosa intendono cedere 319 sportelli ????
 
intanto sulla notizia BPER sale al massimo di periodo a 47 euro con buoni volumi (oltre il doppio della media degli ultimi 3 mesi)
 
madonna e chi compra tenendo conto che il titolo è al ristretto ???
non penso sia la stessa MPS giusto ?
cmq mi hanno detto che sono tutte storie, in quanto MPS è molto politicizzata e se on vengono le elezioni e non si sa chi sale al governo MPS non si muove .....
 
nuove combinazioni bancarie
Spunta l’ipotesi Monte-Intesa
Le difficoltà su Capitalia spingono l’istituto milanese a dirottare i suoi interessi sulla Mps

gianmarco gallizzi
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Più avvincente degli ultimi faccia a faccia politici (e non è difficile), più intrigante dell’ultimo calendario della procace valletta di turno (impresa già più ardua), più controverso del calciomercato interista (operazione ai limiti dell’impossibile): è il gioco delle coppie bancario 2006!
Per prendervi parte non è richiesta quota di partecipazione: tutti invitati e coinvolti. I giochi sono ormai aperti e infatti negli ultimi tempi si è via via assistito a piccole infatuazioni che si sono sbriciolate nel breve volgere di qualche giorno o a flirt più profondi che sono riusciti a conservare ancora intatte le possibilità di trovare sbocchi concreti. Solo per citare gli ultimi, si possono ricordare gli approcci tra Intesa e Capitalia e quelli tra San Paolo e Montepaschi. Ora, comincia però a prendere corpo con sempre maggiore insistenza anche una terza ipotesi interessante, viene accreditata infatti la possibilità di un incipiente feeling tra Intesa e Montepaschi. I due istituti di credito italiano hanno ricevuto perfino la benedizione del segretario dei Ds, Piero Fassino, che ha dichiarato nei giorni scorsi : «Non è un mistero che ci siano contatti in corso tra Monte dei Paschi di Siena e Intesa da una parte e Monte dei Paschi e San Paolo dall’altra». Parole che pesano, perché pronunciate dal leader di un partito non certo avulso rispetto alle vicende della banca di Siena. Si consideri inoltre, a completamento del quadretto, che il presidente della banca meneghina Giovanni Bazoli è in corsa per un posto da ministro dell’Economia in un eventuale governo di centrosinistra con Prodi premier. Le difficoltà incontrate nei confronti di Capitalia quindi, a seguito della «mossa meravigliosa» messa in atto da Arpe con l’acquisto del 2%, hanno obbligato Intesa a guardare a ipotesi alternative. Le ambizioni su Capitalia rimangono tuttavia intatte, ma la necessità di crescere per Bazoli e l’a.d. Passera è un punto fermo inderogabile e si rivela quindi necessaria la predisposizione di strategie alternative piuttosto che correre il rischio di portare avanti una guerra dispendiosa con Geronzi che ad aprile riprenderà in mano le redini dell’istituto dopo l’interdizione dagli incarichi del Tribunale di Parma.
Si stanno intanto delinenando anche quelli che saranno i futuri componenti il vertice di Rocca Salimbeni. Il nuovo presidente dovrebbe essere Giuseppe Mussari, ora alla guida della Fondazione di Montepaschi, che avrà come vice Francesco Gaetano Caltagirone, socio privato da diversi anni dell’istituto toscano. La lista completa dei nomi del team curata dal segretario dei Ds locali, Franco Ceccuzzi, verrà diramato alla vigilia delle elezioni.
Monte dei Paschi è quindi sempre più al centro di questo risiko e i dossier aperti all’interno dei suoi uffici più importanti sono anche altri. La strada che porta a Piazza San Carlo tra le braccia di Enrico Salza, ad esempio, è sempre aperta, anche se presenta un incognita non da poco, il Monte dei Paschi potrebbe rischiare seriamente di perdere la sua autonomia dall’unione con il San Paolo che gode di una capitalizzazione ben più alta: addirittura il doppio.
Anche la Banca popolare italiana si presenta come eventuale valida alternativa. Il costo da sostenere non sarebbe improponibile, circa 4,85 miliardi di euro, e si potrebbe mantenere la posizione di controllo. In un secondo momento, dopo aver fagocitato il “boccone Bpi”, da Siena si potrebbe muovere l’assalto anche alla Banca popolare dell’Emilia Romagna attraverso un esborso di 3,2 miliardi di euro. La Fondazione manterrebbe a questo punto una quota ancora maggioritaria, seppur limata, pari a poco più del 30%. Tale nuova “creatura” sarebbe in grado di competere con i player maggiori, grazie ad un “arsenale” di 4.000 sportelli e una capitalizzazione complessiva vicino ai 20 miliardi di euro.
g.gallizzi@lapadania.net
26/03/2006
 
Bperino ha scritto:
bazoli è una mezza piovra e mps vuole la sua autonomia. Meglio il giro con le popolari. Si completano territorialmente molto bene e vogliono essere anche loro autonome. PBER è una gran bella banca
 
scusami non ho capito cosa intendi .....da come ho capito dalle parole di Fabrizi, lui vorrebbe acquisire le due popolari , cioè incorporandole, e non lasciandole autonome ......o mi sbaglio ?
 
Bperino ha scritto:
scusami non ho capito cosa intendi .....da come ho capito dalle parole di Fabrizi, lui vorrebbe acquisire le due popolari , cioè incorporandole, e non lasciandole autonome ......o mi sbaglio ?
fabrizzi non è in scadenza di mandato?
Credo che dovranno offrire larga autonomia, altrimenti le popolari non si mettono nemmemo al tavolo delle trattative. Almeno sulla base del loro comportamento passato:rolleyes:
 
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