Mostre ed articoli di interesse IV

Stefano Perrini

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Accattivante video di presentazione di Frieze Masters da parte del Direttore Nathan Clements-Gillespie. Tra gli highlights c’è anche la “nostra” Lucia Marcucci:

Frieze Masters highlights
 

mmt

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mi sa che il mio passaporto non sarà pronto in tempo
 

Stefano Perrini

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Interessante articolo uscito per la rubrica "Green is the New Black" (sponsorizzata da Crozier Fine Arts) di The Art Newspaper, dove Louisa Buck esamina come le principali fiere d'arte stiano muovendosi per ridurre il loro impatto ambientale.

Are art fairs going green at last?
 

mmt

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esatto, il trasferimento a Parigi da Londra è diventato evidente e non solo nel mondo dell'arte.
Londra non sarà più la piazza di prima.
 

Stefano Perrini

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Una delle notizie più importanti per il mercato dell’arte dell’ultima settimana non è stata ancora commentata qui. Si tratta della nomina di Noah Horowitz come CEO di Art Basel, al posto di Marc Spiegler, che lascia il gruppo MCH. Evito di commentare troppo, anche perché ho partecipato a diversi incontri pubblici con Marc Spiegler, mentre non conosco per niente Noah Horowitz. I primi commenti che ho letto interpretano però questa notizia come uno spostamento dell’asse verso New York (il cuore del mercato) e il tentativo di adeguarsi a un modello di business sempre meno basato sull’affitto di spazi a gallerie che hanno crescenti difficoltà a sostenere i costi delle fiere, guardando con molto attenzione allo sviluppo di partnership e nuove sinergie con i media. Vedremo.


Marc Spiegler Steps Down as Global Director of Art Basel, Noah Horowitz Joins as CEO
 

Stefano Perrini

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Interessante articolo sul sito di Art Basel che si interroga su un potenziale ritorno all’informale da parte delle nuove generazioni di artisti, ciò che chiamano Neo-Espressionismo Astratto e pensano possa segnare la prossima edizione della fiera di Miami. Alcune delle proposte mi sembrano interessanti, altre, francamente, molto meno. Trovo, comunque, giusto fare una riflessione sul tema.
Cosa comporterà questa tendenza per il mercato non è facile da prevedere. Mi verrebbe da dire che se, da un lato, potrebbe contribuire a formare un gusto favorevole all’arte informale e alla riscoperta dei maestri storici, dall’altro temo che parte del sistema mainstream possa aver interesse a mantenere nell’ombra alcuni artisti dell’informale storico, per timore di far sfigurare i giovani campioni o evidenziarne la poca originalità. Sarebbe interessante conoscere il parere di chi colleziona questo genere. Comunque, staremo a vedere.

Is Abstract Expressionism back?
 

eSide

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Interessante articolo sul sito di Art Basel che si interroga su un potenziale ritorno all’informale da parte delle nuove generazioni di artisti, ciò che chiamano Neo-Espressionismo Astratto e pensano possa segnare la prossima edizione della fiera di Miami. Alcune delle proposte mi sembrano interessanti, altre, francamente, molto meno. Trovo, comunque, giusto fare una riflessione sul tema.
Cosa comporterà questa tendenza per il mercato non è facile da prevedere. Mi verrebbe da dire che se, da un lato, potrebbe contribuire a formare un gusto favorevole all’arte informale e alla riscoperta dei maestri storici, dall’altro temo che parte del sistema mainstream possa aver interesse a mantenere nell’ombra alcuni artisti dell’informale storico, per timore di far sfigurare i giovani campioni o evidenziarne la poca originalità. Sarebbe interessante conoscere il parere di chi colleziona questo genere. Comunque, staremo a vedere.

Is Abstract Expressionism back?

Sarei curioso di sapere, da chi frequenta l'arte contemporanea internazionale, se si dà tanta importanza a figurativo vs astratto o in generale all'assoluta originalità del linguaggio come vedo si fa qui in Italia. Mi sembra che i grandi musei internazionali (di arte contemporanea) diano molto spazio ad artisti contemporanei che fanno pittura figurativa, oggi come negli anni passati. Giusto ieri sono entrato sul sito della Tate dove il 24 inagura la mostra dedicata a Lynette Yiadom-Boakye. Qui in italia sembra che dalla fine degli anni 40, salvo poche eccezioni, e parentesi pop art e transavanguardia a parte, se fai figurativo sei fuori dal tempo, ma anche se fai informale. Io mi sono innamorato dell'arte contemporanea vedendo Pollock a New York e considero il mio artista preferito in assoluto Rothko, quindi stravedo per l'espressionismo informale, ma qui in Italia se considero qualcosa di diverso da Vedova (che invece non amo) mi sento un "fesso" perché si dice - "l'informale aveva senso negli anni '50, dopo è pura maniera". Io penso che ci sono artisti che riescono a dire qualcosa di nuovo, altri no, a prescindere da quale linguaggio usano e in che anni l'anno usato. Poi ci stà che i primi ad utilizzare un linguaggio abbiamo uno spazio a parte nella storia dell'arte, rispetto a chi viene dopo. Se venisse "riabilitata" la pittura informale, non solo quella storica, ma soprattutto quella successiva e recente, anche qui in Italia, ne sarei ben felice, quella che merita ovviamente...
 

Stefano Perrini

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Tra i tanti capolavori e record di questi giorni, mi piace segnalare anche "Torse de jeune fille" di Louis Anquetin, ritratto della bellissima modella Juliette Vary. È stato pagato € 884.800 a Clermont-Ferrand.


clF.jpg


Qui l'articolo dove se ne parla:

Le Torse de jeune fille de Louis Anquetin vendu 884.800 € à Clermont-Ferrand
 

Stefano Perrini

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È aperta fino al 29 gennaio a Filadelfia una grande mostra dedicata a Henri Matisse, che si concentra sugli anni '30 e che arriverà poi anche in Francia l'anno prossimo.
Molto bello il video di presentazione:

Matisse in the 1930s