Motors Liquidation - ex GM - Ultimatum alla bancarotta

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General Motors: convertira' azioni privilegiate in ordinarie

DETROIT 28.11.2013 (MF-DJ)
General Motors convertira' tutte le azioni privilegiate in circolazione, pari a circa 100 milioni, in titoli ordinari con decorrenza dal 1* dicembre prossimo. Nel dettaglio, secondo quanto emerge da una nota, la casa automobilistica convertira' ogni titolo privilegiato in 1,3736 azioni ordinarie sulla base di un prezzo calcolato sulla media dei valori di borsa nei 40 giorni di scambi prima del 26 novembre. La conversione consentira' a General Motors di risparmiare una serie di costi legati ai titoli privilegiati e in particolare la distribuzione di dividendi trimestrali per 59,4 miliardi di dollari e annuali per 237,5 milioni. La casa di Detroit, che ad inizio anno ha riacquistato 120 milioni di azioni privilegiate in mano al Veba, il fondo pensionistico del sindacato Uaw, non corrisponde dividendi da quando e' stata salvata dal governo statunitense tra il 2008 e il 2009 attraverso l'accesso al Chapter 11. Secondo analisti ed esperti General Motors potrebbe tornare a remunerare gli azionisti dopo l'uscita del Dipartimento del Tesoro dall'azionariato prevista entro fine anno.

MF-DJ NEWS 28 nov 2013 08:36

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News

GM: Girsky, inaccettabili risultati Chevrolet in Europa

MILANO 05.12.2013 (MF-DJ)
I risultati finanziari e le prospettive in Europa del brand Chevrolet "erano inaccettabili". Lo ha affermato Stephen Girsky, vice presidente di General Motors, per spiegare le motivazioni alla base della decisione della casa di Detroit di presidiare l'Europa solo con i brand Opel e Vauxhall ritirando entro la fine del 2015 dal Vecchio Continente il marchio Chevrolet. Con tale decisione, General Motors ha abbandonato la strategia di trasformare Chevrolet nel suo marchio globale predominante e ha pertanto optato per rafforzare i brand Opel e Vauxhall. Chevrolet e' il maggior marchio di Gm e il quarto al mondo, ma ha solo l'1,2% di quota di mercato in Europa. Nei primi dieci mesi il brand americano ha venduto, secondo i dati dell'Acea, 125.750 veicoli nel Vecchio Continente. Nel complesso il gruppo General Motors ha visto le immatricolazioni calare del 5,6% nel periodo e la quota di mercato contrarsi di 0,2 punti percentuali all'8%. In Europa General Motors aveva deciso di posizionare Chevrolet come brand di auto di piccola dimensione con bassi prezzi, mentre Opel e Vauxhall sono indirizzati verso segmenti piu' elevati. Tuttavia, gia' lo scorso giugno, l'amministratore delegato Dan Akerson aveva ammesso la complessita' determinata dalla vendita parallela di due marchi come Opel e Chevrolet. Girsky ha quindi fatto presente come il ritiro di Chevrolet dall'Europa si tradurra' nella perdita dell'1% di quota di mercato. Il brand americano rimarra' dunque in Russia e nella Comunita' degli Stati Indipendenti, due mercati da poco passati dalla responsabilita' di GM China a GM Europe, dove Opel e Chevrolet sono "chiaramente definiti e piu' competitivi". General Motors elimina dunque i possibili ostacoli al turnaround di Opel, che peraltro sta mostrando i primi segnali positivi con una stabilizzazione delle quote di mercato negli ultimi mesi e prospettive di miglioramento per i prossimi anni. Girsky ha infatti previsto per la casa di Ruesselsheim un ritorno alla redditivita' "entro la meta' del decennio" dopo i 18 miliardi di dollari di perdite degli ultimi 10 anni. La decisione su Chevy non pregiudica la partnership con Psa Peugeot-Citroen, ha fatto infine presente GM, titolare dall'anno scorso del 7% della casa transalpina nell'ambito di un'alleanza globale finalizzata alla riduzione dei costi e allo sviluppo congiunto di nuovi modelli.

MF-DJ NEWS 05 dic 2013 16:24

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Titolo NewCo GM oltre quota 40 USD ... ! OK!
 

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GM: Tesoro Usa vende ultime azioni ed esce da capitale

MILANO 10.12.2013 (MF-DJ)
Il governo degli Stati Uniti, attraverso il Dipartimento del Tesoro, ha venduto ieri le ultime azioni di General Motors ancora in mano uscendo cosi' definitivamente dal capitale della casa automobilistica e ponendo fine all'intervento di salvataggio del comparto automobilistico nazionale. La vendita delle azioni e' stata effettuata in concomitanza con il nuovo massimo storico del titolo GM a Wall Street di 40,9 dollari e ha spinto i corsi azionari a registrare subito dopo l'annuncio ufficiale un nuovo rialzo di ulteriori 30 centesimi di dollaro. La decisione del Tesoro Usa di completare la cessione delle azioni, in anticipo rispetto ai tempi indicati ad inizio anno, non solo conclude il controverso intervento governativo a salvaguardia del principale produttore automobilistico statunitense, ma apre anche la strada a nuove strategie finanziarie per la casa di Detroit, messa ora nelle possibilita' di soddisfare le richieste del mercato in termini di remunerazione degli azionisti sotto forma di distribuzione di dividendi e riacquisto delle azioni. Inoltre General Motors, liberandosi dal soprannome di Government Motors, potra' conquistare nuovi clienti finora poco propensi ad acquistare auto di un'azienda salvata dai contribuenti. Proprio i contribuenti hanno infatti pagato un conto salato per il salvataggio di GM per quanto le autorita' di Washington abbiano sempre fatto presente come l'intervento effettuato nel 2009, attraverso la procedura dell'amministrazione controllata del Chapter 11, sia stato funzionale al salvataggio di migliaia di posti di lavoro, di importanti attivita' produttive nel Nord-Ovest del Paese e, conseguentemente, di gettito fiscale altrimenti andato in fumo.Con le cessione delle azioni negli ultimi anni, subito dopo il ritorno in Borsa del titolo GM, i contribuenti hanno recuperato 39 miliardi dollari dei 49,5 miliardi spesi per il pacchetto di aiuti concesso nel 2009 perdendo dunque circa 10,5 miliardi. Ovviamente le perdite non faranno che alimentare il dibattito sull'utilita' dell'intervento governativo a favore non solo della casa di Detroit, ma anche di Chrysler Group, capace a sua volta di rimborsare integralmente e in anticipo di molti anni i prestiti statali anche grazie al successo del turnaround attuato dalla Fiat e dal suo amministratore delegato Sergio Marchionne. I critici del salvataggio hanno sempre accusato il governo di aver orchestrato fallimenti che hanno generato perdite per gli obbligazionisti e protetto solo le pensioni dei lavoratori sindacalizzati, mentre i sostenitori hanno sottolineato come il cuore dell'industria automobilistica e manifatturiera del Midwest sarebbe stata devastata dal fallimento di produttori e componentisti. A favore del salvataggio si e' ovviamente espresso ancora una volta il presidente Barack Obama. L'inquilino della Casa Bianca, in una dichiarazione ufficiale, ha definito un successo il pacchetto di aiuti facendo presente in particolare i 372.000 nuovi posti di lavoro creati nel settore automobilistico statunitense nel corso degli ultimi cinque anni e i solidi profitti registrati dalle "Big Three" di Detroit. "L'industria automobilistica americana e' tornata", ha sentenziato Obama. ÿÿÿÿÿ Il Dipartimento del Tesoro ha invece sottolineato come l'obiettivo del programma di aiuti per arginare la grande crisi finanziaria generata dai mutui subprime prima e dal fallimento di Lehman Brothers dopo non fosse quello di generare un profitto. La risposta dell'amministrazione Obama "ha contribuito a stabilizzare l'industria automobilistica e ad evitare un'altra Grande Depressione", ha infattiaffermato il segretario al Tesoro Jacob Lew. "Con la vendita finale di GM, questo capitolo importante nella storia della nostra nazione e' ormai chiuso". Alcuni funzionari hanno precisato che il governo perdera' circa 15 miliardi di dollari con il solo piano di salvataggio del settore automobilistico, che oltre a GM e Chrysler, ha riguardato anche Ally Financial, l'ex braccio finanziario della casa oggi guidata da Dan Akerson. Le risorse sono state erogate attraverso un fondo apposito noto come Tarp (Troubled Asset Relief Program), istituito in prima istanza per aiutare alcune delle principali istituzioni finanziarie statunitensi come il colosso assicurativo American International Group e i proprietari di case in difficolta' nel pagamento delle rate dei mutui. ÿÿÿÿÿ Per GM la vendita segna la conclusione di un capitolo umiliante della sua storia e in particolare del coinvolgimento del governo nelle sue strategie e politiche aziendali comela remunerazione dei dirigenti. "L'uscita del Tesoro degli Usa dall'azionariato chiude solo un capitolo nella storia di turnaround in corso di GM", ha pero precisato Akerson. "Saremo sempre grati per la seconda possibilita' che ci e' stata concessa. Stiamo facendo del nostro meglio per approfittarne". Secondo i termini del piano di salvataggio, i funzionari federali hanno avuto l'ultima parola sulla retribuzione dei cinque top-manager ai vertici dell'azienda e di 20 ulteriori dirigenti tra i piu' pagati nell'organigramma. La societa' ha inoltre scelto di non distribuire dividendi per l'intero periodo di presenza del governo nell'azionariato. Ora l'uscita dal governo potrebbe dare adito agli investitori, in particolare quelli cosiddetti attivisti, per fare pressioni sui vertici affinche' vengano riavviate politiche di remunerazione degli azionisti anche attraverso l'utilizzo delle enormi riserve di liquidita'. A tal proposito Akerson ha propagandato la "forza dello stato patrimoniale" di GM con quasi 27 miliardi di dollari in cassa come un baluardo necessario contro una futura crisi. La casa di Detroit potra' beneficiare anche a livello commerciale della nuova liberta' conquistata. GM ha sofferto la reazione dell'opinione pubblica al piano di salvataggio con il nomignolo di "Government Motors" che ha danneggiato immagine e vendite a differenza di Ford Motor, capace di attraversare il periodo di crisi senza aiuti statali e senza accedere al Chapter 11. Proprio ieri, Mark Reuss, responsabile delle attivita' nordamericane, ha parlato poche ore prima dell'annuncio del Tesoro preventivando la possibilita' di attrarre nuovi potenziali acquirenti immediatamente dopo l'uscita dalli''azionariato del Dipartimento.ÿ"Penso ci siano persone che ci prenderanno in considerazione sin da subito, soprattutto gli acquirenti di pick-up", ha affermato Reuss a margine di un evento a Warren, nel Michigan. "La gente pensera' quello che vuole sul piano di salvataggio, ma se si guarda a cio' che e' stato fatto, se si guardano le decine di migliaia di persone che possono mettere il cibo sulle loro tavole delle imprese di servizi che sono ancora aperte, non c'e' modo di quantificare l'impatto del piano in termini di numeri". Secondo il Center for Automotive Research di Ann Arbor, il think tank che ha sostenuto l'intervento degli Usa nel 2008, il salvataggio di GM e Chrysler e' costato circa 13,7 miliardi di dollari ma ha anche salvaguardato 1,2 milioni di posti di lavoro nel 2009 e preservato 39,4 miliardi di dollari tra imposte e oneri sociali nel biennio 2009-2010. "Nel complesso le cose sono andate particolarmente bene", ha affermato il mese scorso Steve Rattner, lo "Zar dell'Auto" responsabile del programma di salvataggio del settore. "General Motors e' stata salvata, i posti di lavoro sono stati salvaguardati e il costo dei contribuentie' stato molto limitata rispetto al danno economico che si sarebbe verificato con la liquidazione della societa'".

MF-DJ NEWS 10 dic 2013 08:50

:cool:
 
qualcuno di voi ha comprato gli isin us62010u1016-us37045v1008-us37045v1180-us37045v1263...poco dopo lo swap del 2011..?


mi sa che si è guadagnato tanto lì eccetto per gli sfortunati che lo avevano in portafoglio prima del 2011..

us62010u1016 è passato da una quotazione di circa 10 a fine 2011 a 50 ora...:):)

ciao a tutti
 
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GM: Corte Detroit, non responsabile obblighi pensionati "Old GM"

MILANO 12.12.2013 (MF-DJ)
General Motors non e' responsabile del pagamento di 450 milioni dollari promessi dalla "Old GM" per soddisfare i benefit sanitari dei pensionati della casa automobilistica prima dell'ingresso nella procedura di bancarotta controllata. Lo ha stabilito il giudice federale Avern Cohn, della corte distrettuale di Detroit. Il sindacato United Auto Workers avevano citato in giudizio la "nuova" GM nel 2010, sostenendo come fosse obbligata in virtu' di un precedente accordo ad effettuare il pagamento per coprire le prestazioni mediche per i pensionati della sua ex controllata Delphi Corp. ÿÿÿÿÿ Il giudice ha pero' stabilito che l'intesa del 2009 tra GM e Uaw per il salvataggio della casa di Detroit ha superato tutti i precedenti accordi. "La nuova GM ha assunto solo cio' che era in tale accordo e il pagamento di 450 milioni di dollari non era tra tali obblighi. Se la nuova GM ha un obbligo morale per quanto riguarda il pagamento e' un'altra questione non pertinente", ha scritto Cohn in un parere di 34 pagine. Il sindacato, secondo una nota del presidente Bob King, sta ora valutando la decisione del giudice per stabilire se presentare ricorso in appello. "Siamo delusi della decisione della Corte su un caso che ha l'obiettivo di proteggere i benefici per i pensionati che hanno lavorato tutta la vita per contribuire a rendere di successo GM e Delphi. Questo pagamento al Veba (il fondo pensionistico e sanitario del sindacato, ndr), potrebbe contribuire a garantire che i pensionati possano ottenere i servizi sanitari di cui hanno bisogno", ha affermato King. La disputa deriva da un accordo del 2006 tra il sindacato e la "vecchia" GM, la ex General Motors Corp. liquidata nell'ambito del salvataggio orchestrato dal governo federale, in seguito al fallimento della ex controllata Delphi. Allora la casa automobilistica aveva accettato di iniettare 450 milioni dollari nel fondo Voluntary Employee Benefits Association per fornire assistenza sanitaria ai pensionati di Delphi, molti dei quali erano impiegati della stessa GM prima della scissione. Il Veba 2005 e' stato successivamente integrato in un fondo fiduciario e sanitario di maggiori dimensioni, che offre assistenza sanitaria ai pensionati soci. Dopo il fallimento, GM ha sottolineato di non essere piu' obbligata a effettuare i pagamenti al fondo perche' il contratto di vendita che ha trasferito la maggior parte delle attivita' nel un nuovo gruppo controllato dal governo ha riguardato solo gli obblighi della nuova societa' verso i pensionati. Il sindacato, che ha sostenuto il piano di salvataggio governativo, ha quindi citato in giudizio la nuova GM chiedendo il rispetto delle promesse della vecchia societa'.

MF-DJ NEWS 12 dic 2013 10:42

:cool:
 
4a distribuzione titoli della NewCo GM

Stasera ho verificato nel ptf offline la presenza dei nuovi titoli della NewCo GM (azioni+w16+w19) e domani dovrei trovarmeli nel ptf online; tuttavia, ho notato la scomparsa dei titoli GUIC GM (indispensabili per le future distribuzioni); speriamo sia una scomparsa temporanea ...?! :rolleyes:
 

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GENERAL MOTORS - Attesa a Wall Street, torna il dividendo 13/01/2014 13:37 - WS

General Motors potrebbe muoversi in rialzo oggi, dopo che ieri il CFO (direttore finanziario), Dan Amman, ha detto che la società "è più vicina che mai" a distribuire il suo primo dividendo dalla crisi finanziaria del 2008.

Amman ha parlato con i giornalisti nella giornata inaugurale del Salone dell'Auto di Detroit: "Ci è chiaro che gli investitori stanno anticipando il dividendo", ha detto.
Il manager ha partecipato alla presentazione della GMC Canyon, un pick up di media dimensione, che andrà a fare concorrenza in America alla F-150 della Ford, alla Ram 1500 della Chrysler e alla Tacoma della Toyota, il modello leader in questo segmento.

GM annuncerà i risultati del quarto trimestre 2013 il prossimo 6 febbraio. Positivi gli analisti: il 78% consiglia di comprare con un target price medio di 46,8 dollari, rispetto a un prezzo di chiusura di venerdì di 40 dollari. Nessun analista ha raccomandazione di vendere.

Homepage Websim

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General Motors: ripristina distribuzione dividendi

MILANO 15.01.2014 (MF-DJ)
General Motors ripristina la distribuzione dei dividendi sospesa nel 2008, poco prima dell'accesso alla procedura dell'amministrazione controllata del Chapter 11. La decisione e' uno degli ultimi atti di natura finanziaria dell'amministratore delegato Dan Akerson, da domani sostituito ufficialmente da Mary Barra, la prima donna la comando di una grande azienda automobilistica. Nel dettaglio, il Cda ha approvato la distribuzione di un dividendo trimestrale di 30 centesimi di dollaro, con pagamento il 28 marzo, per un esborso complessivo, secondo i dati di FactSet, di quasi 1,67 miliardi di dollari. Il ripristino del dividendo, giunto a pochi giorni dall'annuncio di Ford su un aumento delle cedole trimestrali del 25% a 0,125 dollari, soddisfa ovviamente le aspettative di diversi investitori, che stanno facendo pressione sui vertici affinche' utilizzi parte della cassa di circa 30 miliardi di dollari accumultato grazie alla ripresa dle mercato statunitense per remunerare gli azionisti in particolare dopo l'uscita dello scorso dicembre dalla compagine azionaria del Dipartimento del Tesoro Usa. Proprio la presenza nell'azionariato del Tesoro statunitense ha rappresentato un ostacolo per le aspettative del mercato nonostante il miglioramento dei risultati finanziari della casa di Detroit negli ultimi anni. General Motors ha pagato l'ultimo dividendo di 25 centesimi per azione il 10 giugno del 2008, pochi mesi prima di chiedere l'intervento salvifico del governo di Washington nell'ambito dell'amministrazione controllata. Il consiglio di amministrazione ha approvato il ripristino del dividendo sulla base del prospettive finanziarie per il 2014. "Il consiglio ritiene che i nostri investitori debbano condividere ilnostro successo ed e' lieto di annunciare un dividendo trimestrale per i titolari di azioni ordinarie", ha affermato Akerson. ÿÿÿÿÿ Il successo di General Motors nel risollevarsi dall'amministrazione controllata e' simboleggiato dalle performance finanziarie. Il 30 settembre scorso la casa di Detroit ha infatti chiuso il quindicesimo trimestre consecutivo in utile, a dimostrazione della decisa inversione di tendenza dopo uno dei peggiori fallimenti nella storia delle aziende statunitensi. General Motors ha ovviamente beneficiato della ripresa delle vendite negli Stati Uniti e della crescita in mercati emergenti come la Cina. Nel 2013 l'intera industria automobilistica statunitense ha registrato il suo miglior anno in termini di vendite dal 2007 e diversi dirigenti hanno preventivato ulteriori miglioramenti per tutto il 2014. Proprio grazie agli Stati Uniti e alla Cina, la casa di Detroit ha chiuso il 2013 con vendite in aumento 4% a/a a 9.714.652 veicoli, garantendosi, in attesa dei dati di Toyota, quantomeno il secondo posto nella classifica dei top-seller annuali, visto che e' riuscita a respingere gli attacchi di Volkswagen nonostante il sorpasso tedesco sul mercato cinese. Il gruppo di Wolfsburg. Il gruppo tedesco ha infatti messo a segno l'anno scorso una crescita del 4,8% a 9,5 milioni, ma con i mezzi pesanti ha raggiunto il record di 9,7 milioni di veicoli consegnati, ad un soffio dunque dal livello di GM, fino al 2007 e per 77 anni consecutivi regina incontrastata del settore. Toyota Motor e' invece riuscita conquistare il primo posto nel 2008 mantenendolo per tre anni consecutivi. Nel 2011 ha infatti perso il trono mondiale a causa delle conseguenze del sisma in Giappone ma con 9,75 milioni di veicoli commercializzati e' riuscito a riconquistarlo nel 2012 e probabilmente a confermarlo anche l'anno scorso visto he alla fine del terzo trimestre era davanti agli americani di circa 160 mila veicoli.

MF-DJ NEWS 15 gen 2014 09:00

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NewCo GM - Pagamento dvd Q1 2014

Ricordo a tutti gli azionisti della NewCo GM che domani 28 marzo va in pagamento il dvd trimestrale di 0,30 USD ... il primo corposo dvd dopo circa 5 anni di interruzione ... :cool:
 

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Ricco dvd trimestrale NewCo GM in carniere ... OK!
 

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NewCo GM ... titolo per investitori di lungo corso

Altra distribuzione di titoli della NewCo GM giunta in carniere ... :)
 

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