mutui boom

FaGal

Nuovo Utente
Registrato
21/7/02
Messaggi
17.980
Punti reazioni
231
IMMOBILI In quattro anni l’indebitamento delle famiglie è raddoppiato


Mutui, un record da 100 miliardi

Rimborsi verso i 20 anni. Atteso un nuovo taglio delle rate


U n debito da 102 miliardi di euro. Le famiglie italiane sono sempre più esposte per acquistare la casa. A fine 2002, infatti, il totale dei mutui ha sfiorato i 102 miliardi di euro. Un valore molto alto rispetto ai 49 miliardi registrati nel dicembre 1998. Secondo i dati della Banca d’Italia, dunque, negli ultimi quattro anni il debito delle famiglie nei confronti delle banche è più che raddoppiato. Una crescita incredibile che ha come fattori scatenanti i tassi dei mutui sempre più favorevoli e l’allungamento della durata del rimborso che consente di ridurre il peso di ogni singola rata. Il maggior ricorso al mutuo è però dovuto anche alla forte salita dei prezzi del mattone. Secondo il Cresme , negli ultimi 15 anni sono stati registrati circa 11 milioni di acquisti di abitazioni, ma solo nel 53% dei casi è stato stipulato un mutuo. Così, per ogni famiglia che si è fatta finanziare a partire dal 1988, l’indebitamento medio, tenendo conto che molti prestiti si stanno esaurendo, si attesta poco sopra i 18 mila euro.

MUTUI - Nel solo 2002 il sistema bancario ha erogato prestiti alle famiglie per quasi 37 miliardi di euro, il 23,8% più dell’anno precedente. A Milano l’aumento è proseguito anche nei primi mesi di quest’anno. Datahouse segnala che in città e provincia sono state registrate 15.647 nuove ipoteche, il 14% in più rispetto ai primi quattro mesi del 2001 e il 3% sul 2002. Quanto all’importo medio erogato, la crescita è continua: secondo MutuiOnline www. mutuionline.it) è salito in due anni da 80.140 a 87.000 euro. Nello stesso periodo la durata media si è allungata da 15,7 a 17 anni e la percentuale rispetto al valore dell’immobile è passata dal 54,8 al 58%.
Al SanPaolo Imi il finanziamento medio è di 75.000 euro con una durata di 16 anni e mezzo e una percentuale sul valore dell’immobile vicina al 65%. Anche per Banca Ucb il mutuo è passato in un anno da 76.000 a 86.000 euro con una durata di 19 anni. In Abbey National Bank ha toccato 111.000 euro con una durata salita a oltre 23 anni. In Banca Fineco siamo a 100.000 euro con 23 anni. In questi ultimi due casi gioca a favore dell’incremento la possibilità di stipulare mutui fino a 30 anni e per il 100% del valore dell’immobile.

AFFITTI - I sindacati inquilini lo hanno segnalato più volte: i canoni sono saliti alle stelle. Oggi, in una grande città non si spendono meno di 800 euro al mese per un bilocale. Significa che la rata mensile di un mutuo può pesare sul bilancio familiare meno dell’affitto. Per questo motivo conviene acquistare la casa: potendo sopportare una rata mensile di 800 euro, ai tassi attuali ci si può far finanziare fino a 169.000 euro da restituire in 30 anni con un mutuo indicizzato e fino a circa 130.000 euro con un fisso.

I TIMORI - Ma con le famiglie così indebitate ci possono essere dei problemi? «In Italia - risponde Flavio Miglioli , direttore generale di Adalya banca immobiliare (gruppo Unicredito Italiano in collaborazione con Tecnocasa) - siamo tranquilli perché l’utilizzo della leva finanziaria è sano, serve per acquistare la casa e creare un asset futuro per la famiglia». Ma se dovesse esplodere la bolla speculativa? «Da noi lo stock dei mutui rappresenta solo il 10% del Pil, le famiglie sono meno esposte che in altri Paesi europei dove siamo al 50% e oltre», aggiunge Miglioli. Negli Usa, però, questo timore c’è stato? «Lì, come in Inghilterra, quando il valore della casa aumenta è possibile farsi rifinanziare il mutuo e utilizzare questo denaro per acquistare beni di consumo come l’auto o andare in vacanza oppure per investire in Borsa. I problemi possono sorgere quando i valori degli immobili calano e le banche si trovano esposte per cifre superiori. Da noi è difficile che accada perché la percentuale mutuata è mediamente attorno al 50-60%». La morosità, per altro minima, fino ad ora si è manifestata nei primi 5 anni di vita del mutuo, bisognerà vedere, con l’allungamento della durata, come si riproporrà in futuro il fenomeno.

TASSI - Le attese sono per un taglio della Bce in giugno. Secondo Gregorio de Felice , chief economist di Banca Intesa , l’apprezzamento dell’euro sul dollaro ha annullato i benefici del taglio del costo del denaro effettuato lo scorso marzo (al 2,5%), quindi «se si vuole evitare l’effetto restrittivo sull’economia occorre una nuova riduzione di 50 punti base prima dell’estate». I mutui indicizzati, ancorati all’Euribor, potrebbero, dunque, costare ancora meno, mentre il tasso fisso potrebbe diminuire al massimo di qualche frazione di punto. Poi è prevista una certa stabilità fino al primo trimestre 2004. Più in là le previsioni non vanno.

PREZZI - Tra il 1998 e il 2002 i valori immobiliari sono cresciuti mediamente di quasi il 30%, poco più del 10% solo l’anno scorso. E i prezzi del mattone non sembrano fermarsi: nei primi mesi di quest’anno Scenari immobiliari segnala un nuovo aumento del 4,6% che dovrebbe salire attorno al 7% a fine anno. Quindi, per far fronte all’acquisto, è stato un obbligo alzare la cifra del mutuo e allungare la durata del rimborso. L’aumento dei finanziamenti è dovuto anche all’incremento del numero delle compravendite. Per fare l’esempio di Milano, secondo Datathouse gli scambi di immobili in città e provincia nel 2002 sono stati 111.614, il 10,8% in più del 2001, e 32.603 tra gennaio e aprile di quest’anno (»1,6% sull’analogo periodo dell’anno scorso). E a Roma dalla Gabetti segnalano un forte aumento dell’intermediato quest’anno.

Renato Gentilini
Corriere della sera 12 maggio 2003
 
Indietro