My Way - Bca 121 - caso limite

ghekko1966

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Banca 121 e il ragazzo down

Andrea Piconese è un ragazzo di 23 anni affetto da ritardo mentale medio grave, inabile al lavoro al 100%. In seguito alla perizia dell’Usl di Lecce percepisce una pensione di 600 euro al mese. La metà dell’importo, 300 euro, viene versata con la stessa periodicità a Banca 121.E ciò avverrà per un totale di 360 rate, fino al 31 marzo 2030, quando Andrei finirà di pagare un prestito di 99,5 milioni di lire al tasso fisso del 6,04% che l’istituto di credito gli ha fatto. Il finanziamento serve per contribuire all’acquisto di 124mila euro in obbligazioni trentennali emesse da European Investment Bank e di quote del fondo comune Spazio finanza concentrato (entrambi del gruppo Banca 121), 45,7 milioni. Il piano complessivo di investimenti, che prende il nome di My Way, è stato fatto sottoscrivere dall’agenzia 4 di Lecce il 13 aprile 2000 al ragazzo affetto da sindrome di Down. Adesso il contratto è oggetto di una contestazione da parte della famiglia di Andrea, che, non riuscendo a smobilitare il capitale, ha chiamato a rappresentarla contro l’istituto di credito l’avvocato Antonio Tanza (vicepresidente di Adusbef). Il legale ha inviato, a metà dello scorso marzo, una raccomandata alla Consob chiedendo “se è legittimo il comportamento dell’intermediario che venda un suo prodotto ad un ragazzo affetto da sindrome di Down”. Nella lettera si dice che i funzionari di banca non avrebbero consegnato copia dei documenti al cliente e che avrebbero “fatto apporre una serie di firme su fogli in bianco”. Quando in seguito ci recammo dal responsabile di filiale per uscire dall’investimento, spiega Maurizio Piconese, il padre di Andrei: “Ci misero davanti ad una complicata formula matematica (F x Σn 1/(1+r) x (i-n+1)/12) dicendo che sciogliere il contratto sarebbe stato estremamente oneroso”. “Ora non sarà più necessario”, spiega Tanza, “perché è invalido, in quanto firmato da un ragazzo assolutamente incapace”. Banca 121 replica “di aver operato correttamente, in base ai primi accertamenti svolti, nel rispetto delle regole di comportamento poste dalla normativa vigente”.



Ci chiediamo: quale codice consulta Banca 121, che ritiene di aver operato correttamente quando avrebbe spiegato (nel rispetto delle regole di comportamento poste dalla normativa vigente) il contenuto delle operazioni finanziarie ad un ragazzo naturalmente incapace, ma legalmente non interdetto, facendogli firmare contratti altamente vessatori, specie se si pensa che le somme del finanziamento My Way, sottoscritto nei locali di Banca 121 Spa, sono state erogate da European Investment Bank e sono interamente finite (alla faccia del conflitto di interessi) in obbligazioni trentennali emesse da European Investment Bank e di quote del fondo comune Spazio finanza concentrato (entrambi del gruppo Banca 121) !!!

Vi informeremo degli sviluppi della vertenza e, principalmente, della risposta della CONSOB e di BANKITALIA, autorità preposte al controllo dei risparmi degli italiani e della correttezza del loro operare.

Ricordiamo a noi stessi che per la normativa in vigore (il Testo Unico della Finanza, cioè il D.Lgs. n. 58/1998 l’intermediario finanziario è tenuto ad eseguire i servizi di investimento in conformità ad una serie di obblighi di comportamento e con la diligenza richiesta in un settore economico particolarmente complesso: dalla violazione di detti doveri discende l’obbligo del risarcimento del danno, conseguenza del proprio inadempimento, sulla base dell’art. 1223 c.c., sia sotto il profilo della perdita subita (danno emergente) che sotto quello del mancato guadagno (lucro cessante).

Nella fase precontrattuale (quella che precede la sottoscrizione del contratto), gli intermediari autorizzati, banche e Sim, sono tenute all’osservanza dell’obbligo del dovere di acquisire le informazioni necessarie dai clienti (art. 211 lett. b prima parte T.U.f.), dell’obbligo di operare in modo che i clienti siano sempre adeguatamente informati (art. 211 lett. b seconda parte T.U.f.), dell’obbligo di fornire ai clienti le informazioni adeguate prima di fornire il servizio di gestione (art. 282 Regolamento Consob n. 11522).

Nella fase esecutiva dei contratti di investimento vengono in considerazione le regole di comportamento attraverso le quali si è inteso tutelare gli interessi degli investitori successivamente alla costituzione del rapporto.

L’intermediario deve assicurare, comunque, ai clienti trasparenza ed equo trattamento ed è tenuto a svolgere sempre una gestione indipendente e a salvaguardare i diritti dei clienti sui beni affidati.

Inoltre gli intermediari finanziari devono comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza (nonché professionalità) nell’interesse del cliente e per l’integrità dei mercati.

Le banche e le SIM sono proprio sicure di agire correttamente ?

Il caso PICONESE che speriamo essere l’unico, ci fa fortemente dubitare.
 
Il contratto mi sembra palesemente nullo...anche un avvocato di serie C la dovrebbe vincere,questa causa.....per quello che riguarda la banca,direi che si sono comportati in maniera spregevole....è l'unico aggettivo adatto......il ritorno in pubblicità (negativa) spero che li penalizzi duramente....
 
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