«Nel 2013 persi 250mila posti di lavoro»

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questa sarebbe la luce



addio
 
tacci loro:o



addio
 
Tra i contadini , molto tempo fa, circolava una storia circa un asino di un vecchio che era chiamato da tutti affettuosamente zio Ruggero.

Essendo molto povero, non aveva cibo a sufficienza per dare da mangiare al suo asino, così decise di insegnargli a digiunare.

Dopo un po' di tempo, qualcuno incontrò zio Ruggero da solo, senza il suo asino.

- Zio Ruggero, che fine ha fatto l'asino? Ha imparato finalmente a stare senza mangiare? - Gli domandarono.

E zio Ruggero tutto triste rispose: - Adesso che il mio asino aveva imparato a non mangiare, è morto! -



godi popolo


addio
 
Secondo diverse teorie buona parte di questi 250K sono individui che non hanno voglia di lavorare. La crisi non è dovuta all'euro, o a una classe dirigente inadeguata, ma degli italiani che non hanno voglia di lavorare. Quindi hanno smesso. :rolleyes:
 
Secondo diverse teorie buona parte di questi 250K sono individui che non hanno voglia di lavorare. La crisi non è dovuta all'euro, o a una classe dirigente inadeguata, ma degli italiani che non hanno voglia di lavorare. Quindi hanno smesso. :rolleyes:

E se tra questi rimasti senza lavoro ci fosse qualche P.Iva e/o commerciante le teorie più illuminate di Ap parlerebbero di una riduzione del numero di evasori
 
E se tra questi rimasti senza lavoro ci fosse qualche P.Iva e/o commerciante le teorie più illuminate di Ap parlerebbero di una riduzione del numero di evasori

Non ho i numeri, ma credo che in quei 250K ci siano parecchie partita iva e commercianti. Meno evasori eh? Non ci avevo pensato! :D
 
uomini di poca fede
la ripresa ci sarà nel 4° trimestre del 2013 :o
 
di cosa vi sorprendete?

"In un sistema economico fondato sulla crescita della produzione di merci, spiegano i promotori della decrescita, la concorrenza costringe le aziende ad aumentare la produttività adottando tecnologie sempre più performanti. Sistemi che consentono di produrre in poco tempo quantità sempre maggiori di merci, e con un numero sempre minore di addetti: più produttività e più offerta, ma meno occupazione. Di conseguenza: meno redditi, meno domanda, consumi in crisi. Squilibrio accentuato dalla globalizzazione, che delocalizza la produzione dove il lavoro costa meno: le retribuzioni sono così basse da rendere irrisorio il potere d’acquisto, e siamo daccapo. Senza ancora arrivare al problema del debito, che è “l’altra faccia della medaglia della crescita”.

Se esplode l’offerta di merci che restano invendute, nella “società della crescita” finora si è ricorso al debito, pubblico e privato: Stato, enti locali, famiglie e aziende. Fino ai record del debito aggregato, che sfiora il 200% del Pil.

Senza più sovranità finanziaria, l’incremento del debito diventa un suicidio, a causa degli interessi che lo fanno letteralmente esplodere. Se la domanda di merci continua ad essere sostenuta essenzialmente dal debito, le ricette tradizionali non funzionano più: le manovre per ridurre il debito deprimono i consumi e aggravano la crisi, mentre – al tempo stesso – ogni tentativo di far crescere i consumi non fa che gonfiare il debito."

Pallante: ?scordiamoci questi partiti, non lavorano per noi? | Decrescita - ilCambiamento.it
 
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