Non farò come i candidati attempati che assediano il Pd»

ceck78

Omnis homo mendax
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La severità Rosy Bindi? Trovo che chi è stato molto severo con gli altri non possa essere troppo indulgente con se stesso.


ROMA - Senatore Marco Follini, perché non ha chiesto la deroga alla direzione del Pd?
«Pietire un posto in Parlamento una volta di più, stride sia con il mio orgoglio che con il mio desiderio di essere discreto».

Perché pietire?
«Perché così è stata messa la cosa. È la rappresentazione di un partito onnipotente, che decide ma non si fa carico di una proposta. Un Pd assediato da candidati attempati, che devono presentarsi come fastidiosi postulanti».

Lei ha 58 anni, Marini ne ha 79 e non lascia...
«Ho fatto un gesto che corrisponde al mio carattere. Sono un uomo non troppo compiacente, ma cerco di essere un dirigente politico non così attaccato al potere».

Nel 2005 si dimise da vicepremier e poi anche da segretario dell'Udc... Perché ora si autorottama?
«Se il partito chiede a quelli politicamente più attempati di candidarsi lo capisco, ma se sono i candidati a implorare di rimanere una certa dignità viene meno. Per come sono cresciuto e per quello che mi hanno insegnato i miei genitori, nella mia testa suonano più forte i violini di Mendelssohn che gli elicotteri di Apocalypse now ».

Bersani non l'ha chiamata?
«È un uomo accorto e ha avuto l'abilità di non chiamarmi. Tutti gli altri che lo hanno fatto hanno ascoltato una risposta che potevano prevedere».

Le hanno fatto pressioni perché chiedesse la deroga?
«Ovvio che si, però era altrettanto ovvio che, una volta presa questa strada, io non facessi la conversione ad u».

Anna Finocchiaro aveva detto che mai avrebbe chiesto la deroga. Poi Bersani l'ha convinta...
«Tutto questo andirivieni e questo tergiversare e questo contraddire sé stessi, non giova alla credibilità della politica».

Bersani ha concesso troppo all'antipolitica?
«Antipolitica è una parola d'ordine profondamente ingiusta e l'esperienza di questi 20 anni ci dimostra che ogni volta che si è assecondato quel vento lì ci siamo trovati a mal partito. Ma è ovvio che quando la politica parla con lingua biforcuta e inscena la commedia dell'ipocrisia, offre ai suoi avversari argomenti poderosi».

Secondo lei il segretario poteva gestirla diversamente, questa storia del ricambio?
«La moda del giorno è quella di svestirsi di ogni responsabilità, io penso invece che la virtù di un potere temperato e sobrio consista nell'assumere la responsabilità di una scelta e soprattutto nel tenere un punto».

Rosy Bindi si è rifiutata di farsi rottamare.
«Eviterei di farmi altri amici, tra virgolette, però trovo che chi è stato molto severo con gli altri non possa essere troppo indulgente con se stesso».

Lei ha suggerito a Bersani di non allearsi con Vendola, perché ora non va con il centro montiano?
«Ribadisco il suggerimento. A me piace il Pd che sostiene Monti. Quanto al mio destino, il tema oggi non è all'ordine del giorno».

Sta dicendo che non lascerà il Pd?
«Io sono come uno dei tanti nipotini di De Gasperi, apprezzo il centro che guarda a sinistra e la sinistra che guarda al centro. Bersani e Monti sono complementari e se entrano in rotta di collisione è una rovina per loro stessi e per l'equilibrio politico del Paese».

Continuerà a fare politica?
«Il dio della politica con me è stato benevolo, in fondo io volevo solo fare il segretario dei giovani democristiani e mi è capitato di fare molto più. Ma non ho intenzione di andare ai giardinetti, la passione civile resta una delle grandi molle della mia vita».

Se Montezemolo le offrisse un seggio?
«Mi sembra di avere dimostrato un certo numero di volte che il mio problema non è il seggio».
«Niente deroga Non farò come i candidati attempati che assediano il Pd» - Corriere.it
 
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