nuovo accordo rc auto

FaGal

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Patto consumatori e compagnie
stralcio dell' articolo apparso su Economy di Andrea Telara in edicola n. 2 pagg. 109 - 110

RISPARMI? NON VE LI ASSICURIAMO
Per gli assicurati italiani i risprmi tariffari sulla Rc auto per ora sono solo un miraggio. L' appuntamento, infatti, è rimandato di un anno. Perché l' accordo siglato il 6 maggio scorso tra il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano, l' Ania, l' associazione che rappresenta le principali imprese assicuratrici, le federazioni dei consumatori (non tutte, visto che 4 su 12 si sono alzate dal tavolo di discussione e promettono ancora battaglia) non è un' intesa in senso formale, ma una semplice dichiarazione di intenti. In realtà nel settore dell' Rc auto la trattativa inizia solo ora: tavoli tecnici, commissioni di controllo, verifiche da parte di compagnie e consumatori. Così, entro 12 mesi, dovrebbe acquistare forma definitiva il vero compromesso storico tra imprese e assicurati. Certo, alcuni punti fermi sono già stati stabiliti e i benefici per l' automobilista sono in molti casi evidenti.
Un esempio tra tutti: quello dei furti e delle rottamazioni. D' ora in poi gli assicurati potranno mantenere la stessa classe di merito che avevano per l' auto rubata o demolita senza ripercorrere la costosissima trafila che va dalle classi riservate ai guidatori indisciplinati a quelle degli automobilisti primi della classe.
Per quanto riguarda gli indennizzi un provvedimento legislativo introdurrà il risarcimento diretto anche alle persone trasportate. Infine, uno snodo fondamentale riguarda l' impegno assunto dalle compagnie: le imprese assicuratricisi sono impegnate a lasciare invariata la classe bonus - malus anche per chi acquisti una seconda auto e abbia bisogno di una nuova polizza. Su questi temi la concordia sembra per ora generale e l' applicazione non dovrebbe dare luogo a molti problemi. E' sulle tariffe invece che restano all' orizzonte molte nubi. Tanto è bastata una precisazione del presidente dell' Ania, Fabio Cerchiai, per riaprire le polemiche. il patto per la moderazione è importante, ha detto in sostanza Cerchiai, ma se si verificheranno gli aumenti dei costi le compagnie saranno inevitabilmente costrette ad alzare i prezzi.
A difendere a spada tratta l' accordo è Paolo Landi, segretario di Adiconsum, uno dei firmatari dell' intesa. Le imprese assicurative, dice, sisono ormai impegnate a non calcare la mano sui prezzi delle polizze. <<Entro il 2004 i costi dei contratti dovrebbero crescere più o meno in linea con l' inflazione e comunque non oltre il 3%>>. sostiene Landi. Ma confrontando i preventivi offerti su internet dalle compagnie si ottengono risultati diversi a seconda delle città: un automobilista napoletano di 50 anni con classe di merito 10 e una macchina cilindrata medio - alta, paga in media circa 1.500 euro per l' rc auto, o poco più se si rivolge alla compagnia più conveniente. Ebbene, per lui le speranze dell' accordo non saranno vane, gli aumenti entro il 2004 non dovrebbero superare i 40 - 50 euro. Più fortunati i guidatori milanesi che già oggi, a parità di condizioni, sborsano molto meno rispetto ai napoletani: per chi possiede un' auto nel capoluogo lombardo gli aumenti dovrebbero fermarsi mediamente a 30 euro.
Certo non si tratta di cifre irrilevanti, se si considerano anche gli aumento più recenti. <<Un punto, però, è fondamentale>>. aggiunge Landi <<senza la moratoria sulle tariffe i premi avrebbero continuato la marcia degli anni passati e gli utenti, milanesi o napoletani che fossero, si sarebbero trovati a pagare tra gli 80 e 350 euro in più>>. Senza contare poi che nell' intesa di massima qualche agevolazione spetta in più ai neopatentati e possessori di ciclomotori, due categorie che guidano la classifica dei tartassati della Rc auto. Negli ultimi anni gli aumenti delle tariffe hanno toccato livelli record. secondo il recente rapporto Antitrust, dal 1994 (anno della liberalizzazione) a oggi, le batoste per i consumatori si sono ripetute ogni 12 mesi, puntuali come un orologio. da una simulazione dell' Antitrust su un portafoglio di polizze risulta che dal '94 al 2000 i premi medi sono aumentati del 96,5% con punte del 480%. E la tendenza alla crescita è andata accentuandosi. Si spiega così la soddisfazione di molte associazioni di consumatori preoccupate di rallentare, se non di fermare, questa tendenza.
Intanto Marzano prepara le carte per alcune modifiche legislative, prima fra tutte l' introduzione nell' ordinamento italiano della class action, ovvero l' azione giudiziaria collettiva. In pratica, se il progetto andrà in porto, le associazioni dei consumatori avranno la facoltà di ricorrere davanti al giudice di pace contro gli aumenti ingiustificati. Anche per i contenziosi di poche centinaia di euro, i privati potranno avvalersi dello scudo rappresentato dagli organismi di categoria. <<Ci sembra strano che il governo prenda un impegno così preciso dopo che la sua stessa maggioranza, con il decreto salva compagnie, ha messo il bastone tra le ruote a circa 40 mila ricorsi di singoli automobilisti contro il caro - polizze>> afferma Francesco Avallone, vicepresidente della Federconsumatori, uno dei leaders della fronda degli scontenti.
Resta da vedere che accadrà se qualche compagnia non terrà fede ai patti. Le federazioni dei consumatori hanno già avviato un monitoraggio su tutto il territorio nazionale per accertare il rispetto degli accordi, gli sconti, le agevolazioni concessi, il livello degli eventuali aumenti. La prima verifica formale con le compagnie assicurative è prevista il prossimo ottobre.
E c' è da scommettere che il fronte Rc auto rimarrà rovente per tutta l' estate
 
nemo profeta in patria sed in foro!

INTERVISTA / Il presidente Ania: i giudici di pace? Ciclostilavano le sentenze contro di noi


«Rc auto, patto anti-rincari a rischio»

Cerchiai: per ridurre i costi prima applicare la legge. Subito le tabelle sul danno biologico


ROMA - Le compagnie assicurative sono di nuovo sul piede di guerra. A sei mesi dall’approvazione della riforma della Rc auto, una delle norme considerate fondamentali per il contenimento dei costi del risarcimento, la tabella unica nazionale per la quantificazione del danno biologico, non ha ancora visto la luce. Di più. Il ministro della Salute Girolamo Sirchia ha modificato la commissione che stava finendo di elaborarla. Risultato probabile: si ricomincerà tutto daccapo. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Ania (associazione delle imprese assicurative) Fabio Cerchiai. Crede ancora che la riforma Marzano non potrà influire sul livello delle tariffe?
«La riforma approvata dal Parlamento è diversa da quella presentata dal ministro. E’ solo un passo nella giusta direzione».
Qual è il passo successivo?
«Intanto applicare la legge: è singolare che dopo sei mesi di lavoro, il ministro Sirchia modifichi la composizione della commissione che stava lavorando sul danno biologico. Quanto tempo dobbiamo aspettare ancora?».
Non vorrà ritirare l’adesione al patto per la moderazione tariffaria?
«Per moderare le tariffe bisogna ridurre i costi. Le microlesioni costituiscono il 60% dei costi di risarcimento per danni fisici. La tabella è fondamentale. Così come è importante che questa preveda maggiori risarcimenti per le grandi invalidità, minori per le microlesioni. In Francia i primi due punti non sono neppure riconosciuti. Per noi sarebbe un risparmio del 15-20%».
La riforma pone un tetto alla discrezionalità del giudice nella valutazione del danno. Non basta?
«Contro quella norma sono pronti i ricorsi alla Corte Costituzionale. Non si vuol capire che il "praticato" dei giudici ha un costo che si trasferisce sui prezzi».
Non si può ridurli diversamente questi prezzi?
«Vediamo. Per i danni materiali, c’è il costo dei pezzi di ricambio e della manodopera. I primi sono fissati: si possono ottenere sconti o si può tagliare l’Iva. Per la manodopera abbiamo fatto un accordo con i carrozzieri. L’Antitrust l’ha bocciato senza però darci alternative. Mentre il Parlamento ha giudicato incostituzionale la riparazione diretta».
Su quali altre voci si può agire?
«Non certo sugli oneri diretti: le provvigioni degli agenti, l’informatica, il personale».
Allora?
«Resta il costo dei sinistri: ad esempio, quello del contenzioso, degli avvocati. Torneremo a proporre che nei primi 90 giorni dall’incidente le parti cerchino l’accordo senza assistenza legale».
Se tutti questi costi sono incomprimibili, come riuscirete a ridurre le tariffe?
«Ridurre? Abbiamo solo detto che raffredderemo il tasso d’incremento perché per la prima volta siamo vicini all’equilibrio tra premi incassati e risarcimenti pagati. Il nostro è solo un invito, perché le imprese possono legittimamente pensare a guadagnare di più. Nel frattempo il costo dei risarcimenti deve calare, altrimenti tra un anno saremo punto e a capo».
L’Antitrust sostiene che gli assicurati potrebbero scegliere tra le polizze se a offrirle fosse un agente plurimandatario.
«Illusione. L’agente promuoverebbe di più la polizza della compagnia che lo remunera meglio...».
Insomma che deve fare un consumatore? In alcune città assicurare un motociclo costa più che comprarlo.
«Risarcire un danno del motociclo ci costa 3.500 euro, contro i 3.100 dell’auto e i 2.200 del ciclomotore. E’ così perché c’è quasi sempre un danno alla persona. Diciamo basta ai patentini e alle macchinine dati ai quattordicenni».
Se le compagnie assicurative non hanno colpe perché hanno un’immagine così negativa?
«Perché hanno spiegato poco le proprie ragioni».
Ma se il decreto sui rimborsi viene chiamato «salvacompagnie» persino dal ministro Marzano...
«Sbagliato. Non è un regalo: i giudici di pace si limitavano a giudizi sommari e ciclostilavano le sentenze a noi avverse per diffonderle».
Vi è avversa anche la delega sulle pensioni che è in approvazione in Parlamento?
«Nella versione attuale non dà pari dignità ai piani previdenziali individuali rispetto ai fondi chiusi o aperti. E’ un errore: il lavoratore deve poter scegliere liberamente dove collocare il Tfr».

Antonella Baccaro


Economia

Corriere della sera
 
SUL SITO DELLA CODACONS C'è LA LISTA DEI NOSTRI BRAVI RAPPRESENTANTI PARLAMANTARI CHE HANNO VOTATO A FAVORE DEL DECRETO CONTRO GLI ASSICURATI

NON VOTATELI

www.codacons.it
 
diamo ...

all' ANIA ciò che dell' ANIA (ma si sbrighino a rendere ai consumatori quanto...:D :D :D :D :D :D :D :D )
 

Allegati

  • ania270503.pdf
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