obbligazioni argentina

mibo2

Nuovo Utente
Registrato
13/12/00
Messaggi
211
Punti reazioni
0
ho investito 150 milioni di lire in un obbligazione argentina(scadenza 2004) pochi mesi prima che andasse in default.
Posso agire legalmente contro la banca sostenendo che non mi ha messo al corrente del pericolo della situazione?
Tra l'altro ho sempre fatto titoli di stato quindi non sono mai stato propenso al rischio.
Vorrei sapere se c'è gia stato un precedente e come è andato, vorrei sapere che possibilita ho prima di rivolgermi ad un avvocato.
Attendo fiducioso una risposta, sicuramente il problema sara gia stato trattato molte volte ma per me è molto importante.
Grazie
p.s. avevo gia altri sessanta milioni di argentina fatta tre anni prima e scadenza 2005
 
re

Ma questo argomento non interessa proprio a nessuno?
Mi rivolgo in particolare a verm&solitair e voltaire, per sapere se ci sono associazioni che hanno gia agito contro le banche o se sono utili invece le associazioni anche all'interno delle banche che agiscono direttamente contro l'argentina
Grazie
 
Scritto da mibo2
agire legalmente contro la banca sostenendo che non mi ha messo al corrente del pericolo della situazione?


L'intermediario non ha obbligo di agiornare sulla situazione dell'emittente, e del suo grado di rischio.

Ciò che deve fare è, al momento dell'acquisto/sottoscrizione, valutare la sua adeguatezza in base al grado di rischio dell'investitore, basandosi sulle informazioni rilasciate (eventualmente, non c'è obbligo) dall'investitore stesso (orizzonte temporale, esperienza, ed altro) o, comunque, sulle informazioni in proprio possesso (età, lavoro, precedenti investimenti). Ad esempio, il fatto che già possedessi titoli argentini può giocare a tuo sfavore come tipologia, ma è da considerare la dimensione.



Copio un mio intervento in merito all'inadeguatezza:


Si definisce "non adeguata" una disposizione che il cliente chiede di mettere in pratica ma che non è allineata (adeguata, appunto) al proprio profilo di investitore per almeno una delle caratteristiche seguenti: tipologia, oggetto, frequenza e dimensione.

Per cercare di distinguere l'eventuale caratteristica di non adeguatezza, l'intermediario deve utilizzare tutti i dati di cui dispone, sia quelli generali (età, professione, ecc.) sia quelli specifici che il cliente ha rilasciato all'apertura del rapporto (esperienza in tema di strumenti finanziari, ecc.: il cliente che non comunica tali dati deve specificatamente indicarlo con un'apposita dichiarazione sul contratto).

Se ravvisa gli estremi di inadeguatezza, l'intermediario deve avvertire il cliente, e porre in essere la disposizione solo se il cliente conferma l'intenzione (in pratica, firma per presa visione delle caratteristiche di inadeguatezza).

Se l'intermediario pone in essere un'operazione non adeguata senza aver raccolto l'autorizzazione specifica del cliente, il cliente stesso puo' pretendere il risarcimento dell'eventuale danno cagionatogli dall'operazione stessa.

Per valutare le caratteristiche di non adeguatezza, a volte, bisogna studiare per bene tutte le caratteristiche dell'investitore, delle comunicazioni che ha fornito all'intermediario, alla sua operatività precedente e successiva sina in quantità (dimensione) che in qualità (tipologia, oggetto, frequenza), perché a volte il confine tra adeguatezza ed inadeguatezza è parecchio sottile.

Nel caso in cui l'intermediario non disponga dei dati che il cliente non ha voluto comunicare, deve basarsi sui dati che ha a disposizione, dai generici (età, professione, ecc.), a quelli che il cliente ha voluto eventualmente comunicare (anche se non tutti quelli previsti), all'operatività condotta dal cliente in precedenza.

Comunicazione n. DI/30396 del 21 aprile 2000


Gli intermediari non sono esonerati dall'obbligo di valutare l'adeguatezza dell'operazione disposta dal cliente anche nel caso in cui l'investitore abbia rifiutato di fornire le informazioni sulla propria situazione finanziaria, obiettivi di investimento e propensione al rischio; nel caso, la valutazione andrà condotta, in ossequio ai principi generali di correttezza, diligenza e trasparenza, tenendo conto di tutte le notizie di cui l'intermediario sia in possesso (es.: età, professione, presumibile propensione al rischio del cliente alla luce anche della pregressa ed abituale operatività; situazione del mercato).
 
Ultima modifica:
Scritto da mibo2
Ma questo argomento non interessa proprio a nessuno?


Scusa se non hai letto la risposta nell'arco delle 24 ore che, al massimo, impiego per replicare...qui tra poco mi servirà una segretaria:D
 
Personalmente ritengo che si possa agire contro la banca se si può dimostrare che è stata la banca stessa a proporre l'investimento e lo abbia fatto senza usare la normale diligenza, vale a dire senza informare il cliente dei rischi insiti nell'investimento stesso (ma come si fa a dimostrarlo?).

Anch'io ho investito in argentina e il problema mi riguarda.
Tuttavia, incassando cedole al 9, 10% ero consapevole dei rischi che correvo anche se, alla luce dei fatti, ho certamente fatto l'errore di sottovalutarli.

Non escluderei comunque che qualcuno abbia approfittato delle scarse competenze di qualche cliente per "rifilargli" i disgraziati titoli argentini.

Attualmente è in fase di attuazione un programma di 6/7 importanti gruppi bancari italiani che si prefiggono di poter rappresentare gli investitori italiani al fine di tutelare la loro parità di trattamento in fase di rinegoziazione del debito argentino.

Quanto prima dunque la banca (dove i titoli sono depositati) dovrebbe inviarci una "doppia delega" che, secondo me, conviene firmare per poter, appunto, essere rappresentati.

Sono gradite eventuali informazioni e/o integrazioni.

Saluti
 
Con altri amici stiamo valutando un'azione legale, la prima cosa da fare a titolo cautelare per interrompere eventuali termini prescrizionali è la messa in mora della Repubblica Argentina inviando una raccomandata a/r con specificato i titoli dei quali non sono state pagate le cedole. La delega alle banche è del tutto inutile perchè quando si arriverà ad una soluzione questa sarà per tutta la globalità dei risparmiatori non solo per quelli che si sono fatti rappresentare per delega. La causa verso la banca è certamente fondata per quei soggetti che avendo sempre investito in reddito fisso non sono stati messi al corrente dalle banche del rischio che correvano, non è fondata per persone che hanno sempre investito in borsa ed erano a conoscenza del rischio.
 
Esiste già un comitato creditori argentina che opera a livello nazionale per la tutela dei risparmiatori italiani.

Comunque ognuno è libero di tutelare come crede i propri interessi.
Personalmente ritengo che una cordata di banche (mi sembra: unicredito, MpS, Intesa, San Paolo IMI ecc) possa rappresentare con maggiore autorevolezza ed efficacia i piccoli risparmiatori rispetto a ricorrere ad azioni individuali contro uno stato insolvente.

Diversamente non vedo quali, al momento, possano essere le vie d'uscita.

Grazie
 
re

per quanto riguarda quello che diceva giotto trader, vi giuro che quando ho chiesto all'operatore(per la seconda tranche argentina da 150.000 milioni)se esisteva la pur minima possibilita di non riprendere il mio denaro mi ha risposto" impossibile" non è mai successo prima, tant'è vero che in confidenza ha riconosciuto la sua responsabilita, adesso potrei bastonarlo ma non credo che sarebbe una grossa soddisfazione.
Ora agire da solo contro uno stato mi sembra da matti, anche se uno studio di avvocati a roma è riuscito a pignorare i beni argentini in italia, non credo che l'azione legale possa andare oltre.
Unirsi in un comitato costituito dalle banche non è sbagliato ma considerato che poi in ogni caso alla fine se si vince si vince tutti meglio tentare la strada dell'azione legale contro la banca.
Per quanto riguarda infatti l'inadeguatezza che citava voltaire,
sul mio contratto di conto corrente c'è una crocetta proprio sopra dove c'è scritto che la banca è al corrente della mia situazione patrimoniale e quindi relativa al mio grado di rischi.
Entrambe le operazioni le ho firmate di persona ma non ho firmato per nessuna operazione di inadeguatezza, come avrebbe dovuto essere invece.
Volevo sapere se esiste un termine di prescrizione per quanto riguarda sia l'azione contro le banche che quella contro l'argentina.
Sto pensando di rivolgermi ad un avvocato ma vorrei sapere quante probabilita ho di vincere.
Grazie a Voltaire e a tutti quelli che mi hanno risposto
 
PURTROPPO Mibo 2 ,anche la mia famiglia ha conosciuto il default
argentino, infatti gli stessi furboni dei fondi hanno propinato a mia
mamma 50 milioni di Buenos Aires ( buenos per el fuego).
Faccio notare che mia madre ha 63 anni è vedova, e l'unica entrata che ha è data da 650 euro di pensione al mese
E questo non vi basta per definire la banca criminale !!!?
Tengo a precisare che nella sottoscrizione è stata totalmente influenzata dall'adetto titoli, ( non credo che una pensionata che non sa neanche cosa sia un Bot, sapesse cosa stava facendo!)
però in questo caso nella sottoscrizione la banca ha pensato bene di apporre la dicitura"investimento ad alto rischio " o un fac simile; proprio a questo riguardo volevo chiedere ai nostri due luminari Voltaire e Verm&Solitair cosa ci consigliano di fare ?

GRAZIE ancora e un saluto a tutti.

Max.
 
Fai un'azione legale contro la banca vedrai che pagano e come se pagano,il problema è che nessuno lo fa perchè ha paura. Per quanto riguarda l'azione legale contro la Repubblica Argentina non c'è niente di strano il problema è individuare proprietà non usate per fine diplomatico, dopo di che anche uno stato è come un qualsiasi altro insolvente.
 
Da un lato hanno fatto firmare (senza spiegare nulla) l'inadeguatezza, ma ci sono aspetti (età, reddito) che possono assumere rilevanza ancora maggiore del rispetto della forma.
 
Concordo pienamente con Voltaire, una persona che non ha mai assunto rischi nei suoi investimenti ed investe tutti i suoi risparmi in Argentina anche se ha firmato .........
 
Come ho già detto, non escludo che in alcuni (o molti) casi ci sia stata mala fede nel proporre investimenti in titoli argentini.
E gli interventi precedenti lo dimostrano.

Tuttavia, oggi, credo che lo scopo principale sia quello di rientrare in possesso dei nostri soldi o, quantomeno, ridurre i danni.

Comunque se qualcuno pensa che si possano ravvisare responsabilità da parte di banche e che esista una strada per intervenire legalmente, la indichi tranquillamente.

Tuttavia, e non voglio dissuadere nessuno da iniziative del genere, credo che non sia necessario ricordare che ciò che si sostiene va dimostrato e spesso la ragione, e perdonate il mio pessimismo, sta dalla parte di chi ha più forza nel proprio portafoglio (e le banche ne hanno).

In questa disgraziata vicenda sono comunque coinvolti migliaia di piccoli investitori, società ecc. e le risposte che saranno date non potranno non avere riflessi anche a livello politico (ad esempio: pensate che un interessamento o non interessamento del governo italiano non sia e non sarà notato dai cittadini?)

In ogni caso insisto nel ribadire l'importanza di delegare la cordata di banche a rappresentarci.
Chi ha avuto tale iniziativa avrà interesse a dimostrarne l'efficacia

Saluti
 
Sapete cosa penso ?

Penso che il crack era annunciato da più segnali, e infatti quello che non perdono a mia mamma è di non avermi ascoltato ma di aver creduto a chi le vendeva fumo.
Penso inoltre che nessuno presterebbe soldi all' "ubriacone di piazza"specialmente ora: non dimentichiamoci che stiamo vivendo
una delle crisi finanziare più lunghe e più incerte dell' ultimo secolo.
si è vero, in europa il tenore di vita è nettamente migliorato rispetto agli anni 30 ( più o meno ci sono quattrini a disposizione di tutti, il sistema creditizio è ben articolato e promette denaro per tutti).
Ma la reale situazione economica ? ben quella la sentiamo tutti i giorni alla televisione , e non credo che gli Stati Uniti, o i grossi colossi siano disposti ad intervenire a favore di uno stato straniero in questo particolare momento in cui tutti sono occupati a far quadrare i conti messi alla frusta da 32 mesi di crisi borsistica.
l'economia mondiale stenta a decollare, e chi ha perso denaro, non è più disposto a perderne.
questo non mi sembra un quadro florido per sperare in una manna che cade ......
Si c'è la strada dell'azione legale : Io ingenuamente vi confesso
che piuttosto di perdere tutto acetterei anche del terreno argentino !! anche se nessuno se lo piglia
Comunque scusate il mio pessimismo; ma sapete com'è .... la cosa migliore che puo' accadere ad un pessimista è di essere smentito dai fatti !!

Un saluto a tutti

Max
 
Gentile Max84,

se fossimo veramente consapevoli della nostra precarietà e che tutto, in un attimo, nel bene e nel male, può cambiare, la nostra esistenza e le nostri azioni assumerebbero un diverso significato.
Spesso me lo ripeto, spesso lo dimentico.

Stai tranquillo, tutto si sistemerà.

Intanto perdona tua madre che è la cosa più impotrante

Ciao
 
Le tue parole Giotto Trader sono cariche di saggezza e fanno trasparire l'ottimismo, nonchè l'autocontrollo di chi ha dimestichezza con gli investimenti.
Ti ringrazio perche serve di piu' un'ottimista , che cento pessimisti incalliti come me.

Scusate lo sfogo , ma prima la borsa ,poi questa, e lo stress delle azioni legali......è un po' deprimente, non vogliatemene ma se un povero Cristo deve lottare in continuazione perchè non sà piu' a chi affidare i propri risparmi ,ben scusate ma siamo alla frutta. E'gia' difficile risparmiare 2 lire con i tempi che corrono .

Comunque in realtà mia madre l'ho già perdonata , perchè gli affetti familiari non hanno prezzo e sono l'unica richezza che finche' c' è vita nessuno ci puo toccare.

Un salutone.

Max
 
spese per azione legale

volevo chiedere gentilmente a questo punto a che spese andrei incontro iniziando azione legale contro la banca, mi rivolgo in particolare a voltaire e verm&solitaire.
Grazie
 
Indietro