obbligazioni

bonfy

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8/9/04
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ciao .vorrei un consiglio se potete ...ho comprato un fondo obligazionario morgan stanly paesi emergenti valutato in dollari ..sono gia sotto del 10%, cosa mi consiglite di fare visto la situazione.... grazie
 
ora che il dollaro ha recuperato un po, il fondo va sempre piu giu non comprendo.....
 
è opportuno che nello specifico ti risponda qualche esperto del forum,vedrai che non si faranno attendere..
solo per curiosità..che ragionamento hai fatto??cioè come mai l'hai acquistato??hai solo quello o è solo una piccola parte di un portafoglio ben equipaggiato??
 
Forse per guadagnare il dollaro dovrebbe perdere:

Mia valuta EURO contro REAL - Guadagno se Real si apprezza cioè sa và da 2,70 a 2,60 e scende graficalmente. In questi giorni sta succedendo il contrario, il Real si sta deprezzando e il grafico sale.

Mia valuta DOLLARO contro Real - Guadagno se REAL va da 2,20 a 2,10 e scende graficalmente

Poi devi tramutare i dollari in euro, quindi tanto vale prendere un fondo valutato in euro
 
ho solo quello x la meta del mio portafoglio ...chi me la consigliato!!! un promotore fineco che da un fondo azionario me la fatto passare a questo.. :mad:
 
Bene, allora sai da solo che cosa fare a quel tizio :censored: ;)

Per curiosità, quando hai fatto questo fantasmagorico switch?
 
ero daccordo con lui che le borse avrebbero stornato ...e un mese fa mi ha telefonato x cambiarlo con questo ,basato sul debito di questi paesi....ora non so se aspettare o vendere ,visto e letto in giro che il dollaro potrebbe scendere ancora molto.........
 
bonfy ha scritto:
ero daccordo con lui che le borse avrebbero stornato ...e un mese fa mi ha telefonato x cambiarlo con questo ,basato sul debito di questi paesi....ora non so se aspettare o vendere ,visto e letto in giro che il dollaro potrebbe scendere ancora molto.........

un buon consiglio sarebbe stato di switchare sulla liquidità,ma il promotore mica ci guadagna niente....
un obbligazionario paesi emergenti è rischioso quasi al pari di un azionario....
in media è più volatile di un bilanciato e un pò meno di un azionario(poi bisogna vedere nello specifico come è messo il tuo fondo)...se poi ci metti anche la variabile dollaro,beh....
 
Scusa se rigiro il coltello nella piaga, ma lo sapevano anche i sassi che il dollaro sarebbe calato di brutto... a questo punto era meglio se ti tenevi l'azionario. Potresti comprare dei put sul dollaro, per coprirti dal cambio...
 
bonfy ha scritto:
ciao .vorrei un consiglio se potete ...ho comprato un fondo obligazionario morgan stanly paesi emergenti valutato in dollari ..sono gia sotto del 10%, cosa mi consiglite di fare visto la situazione.... grazie

1) Le quotazioni di tutti gli obbligazionari stanno calando per via dell'incremento progressivo dei tassi a fronte della spinta inflattiva prodotta dalla crescita dei prezzi delle materie prime che a loro volta crescono per equilibrare la perdita di valore del dollaro ed anche a causa della richiesta asiatica

2) A questo punto non ti consiglio di switchare su liquidità perchè così ormai consolideresti solo le perdite. Molto meglio aggiungere un fondo o ETF su commodities in modo che obbligazionario e commodities si bilancino tra loro. Le percentuali rispettive possono essere 85% obbligazionario e 15% commodities ma dovrai man mano trovare tu la giusta taratura.
 
avevo pensato anche io di diminuire il carico ....quali di qeuesti fondi o etf mi consigliate ?.
 
piu che altro...sarei curioso di sapere che cavolo di giustificazione ha usato o userà il promotore in questione
e non fare che non gli dici nulla...non lo puoi bastonare e insultare,ma una spiegazione come minimo ti è dovuta,che dici??
 
bonfy ha scritto:
ero daccordo con lui che le borse avrebbero stornato ...e un mese fa mi ha telefonato x cambiarlo con questo ,basato sul debito di questi paesi....ora non so se aspettare o vendere ,visto e letto in giro che il dollaro potrebbe scendere ancora molto.........

UN MESE FA????????????????????????

No, dai...

Allora, partiamo dall'inizio.

Le obbligazioni sono pericolose quando c'è aria di rialzo dei tassi. Tanto più sono pericolose, quanto più sono lunghe. E, da oramai qualche mese, i rialzi dei tassi sono più che una sensazione, sono un fatto (dichiarato, a più riprese, sia dalla BCE che dalla FED).
L'esposizione alla valuta è pericolosa quando si sente aria di rafforzamento della propria valuta. E da qualche mese c'è la consapevolezza, se non la certezza, che il dollaro sarebbe crollato. Ancora maggiore il pericolo per le microvalute (vedi Sole24 Plus di qualche mese fa).
In queste situazioni di dubbio, le obbligazioni Junk (ossia a basso rating), diventano carta straccia, visto che sono le prime a rischiare il default.

Il Morgan Stanley SICAV Emerging Markets Debt Fund B $ Acc, che è quello che hai tu o comunque uno simile, ha il portafoglio composto esclusivamente da:
- Bond lunghi e lunghissimi
- Junk Bond e Istituzionali di paesi a rating infimo
- Nessuna copertura della valuta

Morale: se per molti azionari c'era il dubbio, Salirà? Scenderà?, per quel prodotto non c'era alcun dubbio. Il 2006 non sarebbe stato il suo anno. Se fosse andato tutto bene, faceva poco. Se fosse andato tutto come previsto, sarebbe calato. Se fosse andato peggio del previsto, sarebbe crollato.

Adesso ti stampi questo post, e lo fai vedere al fenomeno che ti ha consigliato 'sta porcheria (che Morgan Stanley è una gran società, ma all'interno della gamma ci sono prodotti adatti ai diversi scenari macroeconomici, e questo non è certo quello adatto al momento).

Poi considera che quando un prodotto promette male, ma molto male, tutti lo vendono. Al che, la Sicav, per non vedersi il comparto vuoto, offre una provvigione maggiore ai collocatori, affinchè si impegnino a individuare gallinacei vari (scusa la franchezza) a cui fare finanziare una cassa in svuotamento.

Ciao

Nikkei
 
Performer ha scritto:
2) A questo punto non ti consiglio di switchare su liquidità perchè così ormai consolideresti solo le perdite.

scusa ma che ragionamento è?
anche se resta dentro ormai ha perso quel che ha perso, non trovi?
il problema è: da adesso in poi cosa conviene fare?
o, messa in altro modo, se dovesse investire ora, quel fondo con quella percentuale sul patrimonio sarebbe da prendere?
 
airluke ha scritto:
scusa ma che ragionamento è?
anche se resta dentro ormai ha perso quel che ha perso, non trovi?
il problema è: da adesso in poi cosa conviene fare?
o, messa in altro modo, se dovesse investire ora, quel fondo con quella percentuale sul patrimonio sarebbe da prendere?

In linea di principio, sono assolutamente d'accordo.
Va però considerato che, trattandosi di Sicav, l'OP ha a disposizione solamente lo switch su altro comparto della medesima società, mentre in caso di liquidazione potrebbe ottenere un credito d'imposta, da recuperare però solo con operazioni azionarie.
Diciamo quindi che per le Sicav, come per gli ETF, il concetto di 'consolidare le perdite', in minima parte esiste, nel senso che finchè non si vende non ci si accolla quello schifo di credito potenzialmente perso per sempre.

Quando invece si parlasse (ma non è questo il caso) di fondi comuni italiani, dove il NAV è netto, il ragionamento di Performer non starebbe minimamente in piedi.

Ciao

Nikkei
 
aaaa .........ho capito tipo quando dovevano sbolognare i bond argentini ,che un tipo della banca mi a stressato da morire e non ha ottenuto niente x mia fortuna
 
Nikkei ha scritto:
UN MESE FA????????????????????????

No, dai...

Allora, partiamo dall'inizio.

Le obbligazioni sono pericolose quando c'è aria di rialzo dei tassi. Tanto più sono pericolose, quanto più sono lunghe. E, da oramai qualche mese, i rialzi dei tassi sono più che una sensazione, sono un fatto (dichiarato, a più riprese, sia dalla BCE che dalla FED).
L'esposizione alla valuta è pericolosa quando si sente aria di rafforzamento della propria valuta. E da qualche mese c'è la consapevolezza, se non la certezza, che il dollaro sarebbe crollato. Ancora maggiore il pericolo per le microvalute (vedi Sole24 Plus di qualche mese fa).
In queste situazioni di dubbio, le obbligazioni Junk (ossia a basso rating), diventano carta straccia, visto che sono le prime a rischiare il default.

Il Morgan Stanley SICAV Emerging Markets Debt Fund B $ Acc, che è quello che hai tu o comunque uno simile, ha il portafoglio composto esclusivamente da:
- Bond lunghi e lunghissimi
- Junk Bond e Istituzionali di paesi a rating infimo
- Nessuna copertura della valuta

Morale: se per molti azionari c'era il dubbio, Salirà? Scenderà?, per quel prodotto non c'era alcun dubbio. Il 2006 non sarebbe stato il suo anno. Se fosse andato tutto bene, faceva poco. Se fosse andato tutto come previsto, sarebbe calato. Se fosse andato peggio del previsto, sarebbe crollato.

Adesso ti stampi questo post, e lo fai vedere al fenomeno che ti ha consigliato 'sta porcheria (che Morgan Stanley è una gran società, ma all'interno della gamma ci sono prodotti adatti ai diversi scenari macroeconomici, e questo non è certo quello adatto al momento).

Poi considera che quando un prodotto promette male, ma molto male, tutti lo vendono. Al che, la Sicav, per non vedersi il comparto vuoto, offre una provvigione maggiore ai collocatori, affinchè si impegnino a individuare gallinacei vari (scusa la franchezza) a cui fare finanziare una cassa in svuotamento.

Ciao

Nikkei

Straquoto, più chiaro di così...
Però devo dire che se ci ero arrivato io... :D :D
OK! OK! per Nikkei, purtroppo non ti posso rivotare...
 
Nikkei ha scritto:
In linea di principio, sono assolutamente d'accordo.
Va però considerato che, trattandosi di Sicav, l'OP ha a disposizione solamente lo switch su altro comparto della medesima società, mentre in caso di liquidazione potrebbe ottenere un credito d'imposta, da recuperare però solo con operazioni azionarie.
Diciamo quindi che per le Sicav, come per gli ETF, il concetto di 'consolidare le perdite', in minima parte esiste, nel senso che finchè non si vende non ci si accolla quello schifo di credito potenzialmente perso per sempre.

Quando invece si parlasse (ma non è questo il caso) di fondi comuni italiani, dove il NAV è netto, il ragionamento di Performer non starebbe minimamente in piedi.

Ciao

Nikkei

si, certo, c'è anche la questione fiscale, ma secondo me non deve essere anteposta all'interesse generale
ipotizza di sapere che nel prossimo mese la sicav in questione perderà un altro 10% (è un'ipotesi, eh??): meglio maturare un po' di credito di imposta e perderlo, o perdere il 10%?
non so se ho reso l'idea..
 
airluke ha scritto:
si, certo, c'è anche la questione fiscale, ma secondo me non deve essere anteposta all'interesse generale
ipotizza di sapere che nel prossimo mese la sicav in questione perderà un altro 10% (è un'ipotesi, eh??): meglio maturare un po' di credito di imposta e perderlo, o perdere il 10%?
non so se ho reso l'idea..

Io avevo capito benissimo il tuo ragionamento. Anzi, sono un fautore del "valore assoluto" e non del "valore relativo". Cioè, come giustamente dici, se oggi ho 1 milione di euri, devo tassativamente valutarlo come tale, e non come "cavolo, prima era 2milioni" oppure "accidenti, prima era mezzo milione". Altrimenti, vado a vendere o acquistare non sulla base di ciò che verosimilmente potrà fare il prodotto, ma sulla base di pure considerazioni di cassetta.
E, finchè si parla di fondi comuni italiani, tutto quadra.
Ma quando si parla di Sicav o ETF, il discorso di valutare "da dove provenga questo controvalore" ha un senso, visto che se liquido in perdita, poi il credito non lo potrò recuperare con un guadagno su altri prodotti analoghi.
Certo, poi uno peserà quelle che sono le prospettive di rivalutazione, rispetto all'ammontare del credito d'imposta (che comunque è il 12.5% della perdita, mica brustolini), e farà le sue scelte.
Diciamo che, se un sistema statistico che dice "lascia correre i profitti e taglia le perdite", si basa sul concetto che qualche volta si vince e qualche volta si perde, e ciò che conta è vincere più euri di quanti se ne perdano, con prodotti come ETF o Sicav il problema è che sui guadagni si paga CASH il 12.5%, mentre sulle perdite si vanta un credito che sarà recuperabile forse un domani chissà, e solo con titoli azionari singoli. Quindi, il bilancio degli importi persi e guadagnati, che con un fondo comune italiano diventa vincente già dal 51% in guadagno e 49% in perdita, con prodotti fiscalmente 'brutali' diventa vincente solo a 57% in guadagno e 43% in perdita. Occorre quindi valutare con molta più attenzione il 'tagliare le perdite'.

Tutto qua, era solo una precisazione.

Ciao

Nikkei
 
Nikkei ha scritto:
Io avevo capito benissimo il tuo ragionamento. Anzi, sono un fautore del "valore assoluto" e non del "valore relativo". Cioè, come giustamente dici, se oggi ho 1 milione di euri, devo tassativamente valutarlo come tale, e non come "cavolo, prima era 2milioni" oppure "accidenti, prima era mezzo milione". Altrimenti, vado a vendere o acquistare non sulla base di ciò che verosimilmente potrà fare il prodotto, ma sulla base di pure considerazioni di cassetta.
E, finchè si parla di fondi comuni italiani, tutto quadra.
Ma quando si parla di Sicav o ETF, il discorso di valutare "da dove provenga questo controvalore" ha un senso, visto che se liquido in perdita, poi il credito non lo potrò recuperare con un guadagno su altri prodotti analoghi.
Certo, poi uno peserà quelle che sono le prospettive di rivalutazione, rispetto all'ammontare del credito d'imposta (che comunque è il 12.5% della perdita, mica brustolini), e farà le sue scelte.
Diciamo che, se un sistema statistico che dice "lascia correre i profitti e taglia le perdite", si basa sul concetto che qualche volta si vince e qualche volta si perde, e ciò che conta è vincere più euri di quanti se ne perdano, con prodotti come ETF o Sicav il problema è che sui guadagni si paga CASH il 12.5%, mentre sulle perdite si vanta un credito che sarà recuperabile forse un domani chissà, e solo con titoli azionari singoli. Quindi, il bilancio degli importi persi e guadagnati, che con un fondo comune italiano diventa vincente già dal 51% in guadagno e 49% in perdita, con prodotti fiscalmente 'brutali' diventa vincente solo a 57% in guadagno e 43% in perdita. Occorre quindi valutare con molta più attenzione il 'tagliare le perdite'.

Tutto qua, era solo una precisazione.

Ciao

Nikkei


ok, siamo in sintonia :yes: OK! :yes: OK! :yes:
 
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