Padoa Schioppa..chi è costui?

ramirez

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Se nomineranno P.S. quale ministro dell'economia-tesoro cosa
dobbiamo aspettarci (vabbè non comanderà SOLO lui..)
Che idee ha? Chi ha sottomano qualche suo saggio, studio
articolo ecc. ecc.? C'azzecca?
 

overthecounter

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ramirez ha scritto:
Se nomineranno P.S. quale ministro dell'economia-tesoro cosa
dobbiamo aspettarci (vabbè non comanderà SOLO lui..)
Che idee ha? Chi ha sottomano qualche suo saggio, studio
articolo ecc. ecc.? C'azzecca?

Dopo Mario Draghi, Mr Britannia ed ex vicepresidente di Goldman Sachs, e Romano Prodi, gran svenditore del patrimonio pubblico dell'IRI ed ex consulente della suddetta banca, il Potere Finanziario sta piazzando un altro suo burattino in un posto chiave come il Ministero dell'Economia.

Ex CONSOB, ex Banca d'Italia ed ex membro della Board BCE, possiamo ben immaginare che Tommaso Padoa Schioppa farà gli interessi esclusivi dei poteri che rappresenta, come i suoi due degni compari.

Ecco una interessante descrizione del personaggio fatta da Maurizio Blondet:

Ora Padoa Schioppa applica il concetto alla concorrenza globale, soprattutto alla Cina che risucchia i nostri lavori a milioni.
Dice: è «distruzione creativa», un sano processo del capitalismo.
Voi tessili, calzaturieri, metalmeccanici che perdete il lavoro a causa dei cinesi pagati dodici volte meno di voi, dovete rallegrarvi: il bisogno aguzza l'ingegno.
E' per voi l'occasione di balzare verso nuovi lavori, più elevati e migliori.
Vi licenziano?
Bene.
Siate più inventivi, datevi da fare, escogitate idee nuove.
Viene da dire: senti chi parla.


Qui l'articolo completo: http://www.identitaeuropea.org/archivio/articoli/blondet_borghesia.html
 

claudio_rome

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overthecounter ha scritto:
Ora Padoa Schioppa applica il concetto alla concorrenza globale, soprattutto alla Cina che risucchia i nostri lavori a milioni.
Dice: è «distruzione creativa», un sano processo del capitalismo.
Voi tessili, calzaturieri, metalmeccanici che perdete il lavoro a causa dei cinesi pagati dodici volte meno di voi, dovete rallegrarvi: il bisogno aguzza l'ingegno.
E' per voi l'occasione di balzare verso nuovi lavori, più elevati e migliori.
Vi licenziano?
Bene.
Siate più inventivi, datevi da fare, escogitate idee nuove.


Bravo Padoa Schioppa, e' esattamente il personaggio che serve come ministro dell'economia italiana

P.S. Ho letto le prime 20 righe dell'articolo postate, un insieme di immense sciocchezze.
 

Darkghost

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Ah la sana teoria Shumpeteriana :) Quanti ricordi del corso di economia aziendale (con un prof. che era un rompimaroni da competizione...)
 

overthecounter

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claudio_rome ha scritto:
Bravo Padoa Schioppa, e' esattamente il personaggio che serve come ministro dell'economia italiana

P.S. Ho letto le prime 20 righe dell'articolo postate, un insieme di immense sciocchezze.

Complimenti per le profonde argomentazioni.

Ecco un altro po' di sciocchezze che si trovano in giro:

The total liberalization of the exchanges on a worldwide scale, marked objective of OMC, must be regarded at the same time as unrealizable, as harmful and as undesirable. It is a gigantic and tragic mystification. Reality is that the Globalization is the major cause of the mass unemployment and the inequalities which do not have ceased developing. Moreover, the application of the new doctrines is accompanied by the development of gigantic financial bubbles worsened by the potential instability of the worldwide financial and monetary system.

Maurice Allais, Premio Nobel per l'Economia nel 1982. Qui c'è il resto: http://allais.maurice.free.fr/English/monde02.htm

Globalization today is not working for many of the world's poor. It is not working for much of the environment. It is not working for the stability of the global economy.

Jospeh Stiglitz, Premio Nobel per l'Economia nel 2001, autore del best seller "Globalization And Its Discontents"
 

claudio_rome

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Non sono sciocchezze, sono profonde sciocchezze. Potrei citare 2 premi nobel per l'economia che affermano il contrario di quelli che hai citato.

Friedrich von Hayek
Milton Friedman

Comunque i premi nobel per l'economia non sono certo degli esperti di economia. Vorrei ricordare che fino a pochi anni fa' Karl Marx era considerato un genio nella teoria economica.
 
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Voi tessili, calzaturieri, metalmeccanici che perdete il lavoro a causa dei cinesi pagati dodici volte meno di voi, dovete rallegrarvi: il bisogno aguzza l'ingegno.
E' per voi l'occasione di balzare verso nuovi lavori, più elevati e migliori.
Vi licenziano?
Bene.
Siate più inventivi, datevi da fare, escogitate idee nuove.


Appena dirà una cosa del genere in consiglio dei ministri o al parlamento vediamo la fine che farà. Questo dura ancora meno del suo omologo (Ruggiero) nel governo appena concluso.

:D :D
 

overthecounter

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claudio_rome ha scritto:
Non sono sciocchezze, sono profonde sciocchezze. Potrei citare 2 premi nobel per l'economia che affermano il contrario di quelli che hai citato.

Mi ri-complimento per le ancora più profonde argomentazioni

claudio_rome ha scritto:
Friedrich von Hayek
Milton Friedman

Von Hayek era un liberista e libertario, ed uno dei maggiori esponenti della scuola economica austriaca. Era contrario ai dazi, al protezionismo ed all'intervento governativo.

Anchi io sono contrario ai dazi: a quelli, enormi, che noi paghiamo nei confronti di Cina Asia, Est Europeo. Si chiamano previdenza, stato sociale, ambiente, qualità della vita. O li eliminiamo per tutti (cosa che vorrebbe il Tommaso e compagnia) oppure, vanno bilanciati con altrettanti dazi che noi facciamo pagare a loro.

Allais lo spiega magnificamente:
The liberalization of trade is only possible, advantageous, and desirable within the framework of regional groups of countries, economically and politically associated, grouping countries of comparable economic development, each regional group protecting itself reasonably with respect to the others.

Su Friedman non mi esprimo, i disastri della sua scellerata e fallimentare teoria monetarista sono stati talmente evidenti che anche lui se n'è dovuto ricredere.

claudio_rome ha scritto:
Comunque i premi nobel per l'economia non sono certo degli esperti di economia.

Vabbè, allora posterò le battute di Totò, così ci facciamo anche quattro risate.
 
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overthecounter

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claudio_rome ha scritto:
Comunque i premi nobel per l'economia non sono certo degli esperti di economia.

Dimenticavo: Joseph Stiglitz è stato vice presidente e capo economista della Banca Mondiale dal 1997 al 2000 ...
 

claudio_rome

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overthecounter ha scritto:
Allais lo spiega magnificamente:
The liberalization of trade is only possible, advantageous, and desirable within the framework of regional groups of countries, economically and politically associated, grouping countries of comparable economic development, each regional group protecting itself reasonably with respect to the others.

.....


Vabbè, allora posterò le battute di Totò, così ci facciamo anche quattro risate.

Se Allais ci spiegasse come mettere in pratica queste fantastiche teorie senza portare emigrazioni di massa ........ (per me portano "solo" ad una nuova guerra mondiale ... oltre ad essere umanamente, profondamente ingiuste)


Tra Toto' e Allais ... fai tu, mi fanno ridere entrambi
 

claudio_rome

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Domanda per overthecounter (e per chi lo sa):
Prima domanda:
La Cina, secondo Allais, fa' parte del "framework of regional groups of countries, economically and politically associated" insieme ad USA ed EU?

Seconda domanda:
USA ed EU fanno parte di questo "framework of regional groups of countries, economically and politically associated"?

Grazie.
 
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Sency

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In questo thread vengono chiaramente a galla 2 dei paradossi di questo incredibile paese:
1) La sinistra fa politiche spesso apertamente liberiste, in barba ai suoi elettori e ai suoi rappresentanti più di sinistra (che di economia non capiscono notoriamente nulla, sia gli elettori che gli eletti).
2) La profonda cultura statalista, dirigista e socialista dell'intellighenthia di destra, in barba ad elettori mediamente meno illiberali di quelli della sinistra.

Per OverTheCounter: è vero che lo stesso Friedman abbia autocriticato alcuni aspetti delle sue teorie. Però i risultati economici e le condizioni di vita di paesi che si sono ispirati esplicitamente al pensiero economico di Friedman (Cile ed Estonia) sono lì da confrontare coi paesi confinanti.
 
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overthecounter

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claudio_rome ha scritto:
Domanda per overthecounter (e per chi lo sa):
Prima domanda:
La Cina, secondo Allais, fa' parte del "framework of regional groups of countries, economically and politically associated" insieme ad USA ed EU?

Ti sembra che la Cina sia "economicamente e socialmente sviluppata" come gli USA e l'UE ?

claudio_rome ha scritto:
Seconda domanda:
USA ed EU fanno parte di questo "framework of regional groups of countries, economically and politically associated"?

Grazie.

Direi gli USA al loro interno + Canada rispondono alla definizione di Allais.

Da Bloomberg di qualche giorno fa: "EU Is Raising U.S. Sanctions to $37 Mln Over Company Handouts"

http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=10000085&sid=aMMcrD.mFsOg&refer=europe

I paesi della UE rispondono alla definizione di Allais, ed il libero flusso di persone e capitali al suo interno è completamente condivisibile e funzionale ad abbattere le inefficienze dei singoli paesi.

Per chi non lo sapesse, la UE attua una politica di protezionismo estremo nei riguardi dell'agricoltura, fornendo forti sovvenzioni agli agricoltori europei, che mettono fuori mercato qualsiasi prodotto alimentare dei paesi in via di sviluppo. Questo per lo scopo, assolutamente condivisibile, di garantirsi l'autosufficienza alimentare. I legami sempre più stretti con la Russia inoltre mirano ad ampliare l'autosufficienza al settore energetico. La Francia, forse il paese più nazionalista, ha già provveduto da sola puntando tutto sul nucleare.

La UE secondo me ha affrettato troppo l'allargamento ad est, vista la diversità di condizioni economiche e sociali.

L'aspetto "umanitario" della globalizzaizone è una favola: da un punto di vista strettamente economico, la libera e selvaggia circolazione dei capitali e delle merci fra paesi sviluppati in maniera non uniforme produce un solo ed unico effetto: la massimizzazione del ritorno del capitale investito, a scapito della remunerazione del lavoro. Quindi massimizza i dividendi a chi possiede le quote di tale capitale. Non mi risulta che chi lavora per 60$ al mese sia azionista di qualcosa.

Un modello sostenibile per i paesi in via di sviluppo è, a mio avviso, quello che sta nascendo in America Latina, dove si sta formando un'area di libero scambio tra paesi simili per cultura e progresso economico. Di un'area simile si discute anche nel sud-est asiatico.

La differenza fondamentale è che lo sviluppo economico solido e sostenibile è fatto in un mercato comune interno, fatto da paesi "simili" nel quale chi produce e chi consuma sono le stesse persone, almeno per i beni fondamentali. Le bilance commerciali di queste aree dovrebbero tendere all'equilibrio (quella UE praticamente lo è).

Potremmo azzardare che tali aree potrebbero avvicinarsi al modello delle Optimal Currency Areas del Premio Nobel R. Mundell (padre dell'euro).

Quando le aree di libero scambio comprendono paesi troppo diversi, succedono tutti i problemi elencati da Allais.

Per Sency: il mio non è un discorso politico. Non ha senso secondo me parlare di idee di destra o di sinistra, ma solo di idee giuste o sbagliate.

Riguardo ai disastri del monetarismo mi riferivo in particolar modo al Giappone.
 

claudio_rome

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Perfetto, quindi mi pare di capire che Allais "approvi" le seguenti regioni con libero scambio

A) Europa (senza l'est)
B) USA e Canada
C) America del Sud
D) Cina (forse con Vietnam?)

Quindi secondo Allais gli interscambi ormai gia' esistenti fra
A e B, C, D, "resto del mondo"
B e A, C, D, "resto del mondo"
C e A, B, D, "resto del mondo"
D e A, B, C, "resto del mondo"
"resto del mondo" e A, B, C, D

come li vuole regolare? Secondo quanto lui scrive non ci puo' essere "liberalization of trade" fra questi gruppi.

Di conseguenza all'ormai esistente interscambio commerciale secondo Allais si puo':

1) eliminarlo del tutto
2) quel che e' fatto e fatto; ma assolutamente l'interscambio non deve ne aumentare ne diminuire
3) l'interscambio deve diminuire fino a portarlo a zero.
4) va "regolato"


Sig. Allais ci spieghi come fare.


P.S.
Personalmente preferisco Toto' con i suoi "e io pago" e "la matematica non e' un'opinione", mi sembrano piu' intelligenti.

P.P.S. Solo pensando a 2 gruppi "non omogenei" secondo Allais. Cina ed USA o Cina e UE. Se penso all'interscambio che e' dell'ordine delle centinai di MILIARDI di dollari ..... e lo vuoi "regolare" ...... "ma fammi il piacere"
 
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overthecounter

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claudio_rome ha scritto:
P.S.
Personalmente preferisco Toto' con i suoi "e io pago" e "la matematica non e' un'opinione", mi sembrano piu' intelligenti.

Ho cercato di fare un discorso serio, e la risposta a quanto chiedi è già nel mio post precedente. Tuttavia vedo che ho perso tempo, quindi non ne perdo altro per rispondere ulteriormente all'ignoranza ed alla supponenza di chi paragona le idee di un Premio Nobel alle battute di Totò.

Volevo solo aggiungere, per amor di cronaca, che Maurice Allais non fu solo un economista, ma anche un grande fisico: fu infatti lo scopritore dell'effetto Allais, tuttora spiegato solo parzialmente, che metterebbe in dubbio la Teoria della relatività Generale di Einstein. Niente male per un comico.

http://www.economist.com/science/displayStory.cfm?story_id=3104321
 

claudio_rome

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Dissento.

Nel tuo post non c'e' nessuna risposta alle mie domande.


P.S. Un grande fisico ed un grande economista. Come prendere un esperto di matematica ed un esperto di mozzarelle di bufala. Perdonami, tutto e' possibile a questo mondo ..... permettimi di dubitarne il valore (per uno che va contro le teorie elaborate da Einstein ........).
E non mi tirar fuori il premio Nobel per l'economia come esempio di "reale" merito scientifico ....perche' NON lo e'.
 
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claudio_rome

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Vorrei aggiungere che anche se si e' a favore delle idee di Allais (io in ogni caso non lo sono, con un po' di tempo e' facile dimostrare il perche') il vero problema e' che e' pura teoria, assolutamente impossibile da mettere in pratica.

A cosa ci serve questa teoria?
 

ramirez

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Sency ha scritto:
In questo thread vengono chiaramente a galla 2 dei paradossi di questo incredibile paese:
1) La sinistra fa politiche spesso apertamente liberiste, in barba ai suoi elettori e ai suoi rappresentanti più di sinistra (che di economia non capiscono notoriamente nulla, sia gli elettori che gli eletti).2) La profonda cultura statalista, dirigista e socialista dell'intellighenthia di destra, in barba ad elettori mediamente meno illiberali di quelli della sinistra
.

Per OverTheCounter: è vero che lo stesso Friedman abbia autocriticato alcuni aspetti delle sue teorie. Però i risultati economici e le condizioni di vita di paesi che si sono ispirati esplicitamente al pensiero economico di Friedman (Cile ed Estonia) sono lì da confrontare coi paesi confinanti.
concordo. Ma perchè? da cosa dipende?
sul fatto che elettori ed eletti non capiscano di economia....
l'ho già scritto....purtroppo l'economia sembra facile ..alcuni concetti basilari
si assimilano subito..sin da piccoli....il problema è che si pensa
che quei criteri valgano per tutto e per sempre...
 

Sency

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Le idee di Allais in sintesi:

- Se un'area economica è omogenea al suo interno, allora bisogna liberalizzare il mercato. Ma allora cosa commerciare se già l'area è omogenea?

- Se due aree economiche hanno strutture economiche e produzioni eterogenee tra loro (quindi complementari), allora per la pace sociale, non devono commerciare tra loro. Con buona pace della teoria dei vantaggi comparati. Praticamente le enorme estensioni agricole dell'est Europa non devono essere sfruttate per mantenere in piedi quella schifezza comunista che è la PAC.

- Secondo Allais è quindi corretto coltivare le arance in Danimarca e allevare i Salmoni sul Nilo, poichè le due ragioni non possono commerciare, con buona pace anche di Adam Smith (senza stare a scomodare i Nobel).

Riguardo alla remunerazione del capitale VS lavoro, se il problema è quello, c'è una bella proposta americana per smantellare in toto lo stato sociale e dare a tutti un assegno di 10.000 dollari l'anno.