Pantani

Bilos

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CVD
la macchina mediatica si è messa in moto e fornisce l'occasione a molti di (ri)tornare al centro della ribalta OK!
Condivido in gran parte l'analisi di Saviano che, peraltro, riprende un'opinione diffusa. E' sempre la straordinaria popolarità del personaggio che sta alla base del linciaggio mediatico del 1999 e della riapertura del caso nel 2014: occuparsi di Pantani permette di diventare famosi e le masse popolari hanno bisogno di un mostro contro cui sfogare le proprie frustrazioni come di un santo da riabilitare e per cui versare qualche lacrima.
 

maxxbor

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Sono passati troppi anni e tutti questi giornali che si venderebbero sulla riapertura delle indagini sulla morte di Marco Pantani non li vedo proprio, una scorreggia di Balotelli - per dirne una - farebbe più audience.

Sulla sua morte ci sono degli oggettivi riscontri che dovevano essere fatti e non sono stati fatti. Un suicida poi, per quel che io psicologicamente sappia, vive il suo dramma in tormentata solitudine, cosa gli fregava lamentarsi della momentanea presenza di importunatori?
E per rispetto della famiglia e deti tanti che gli volevano bene non avrebbe lasciato qualche scritto di spiegazione e scuse? :rolleyes:

Chi segue Cold Case su Sky lo può confermare, da minuscoli indizi sono riusciti a scavare nell'ombra di casi lontani anche decine di anni. :yes:
 

mattonaro

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manstein

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Pensate solo che a soli 16 anni!! si allenava (di tanto in tanto) con dilettanti e professionisti e sulla salita
del Carpegna arrivava con loro.
anche figueras....se x quello e tanti altri che poi si son persi per strada.......
 

manstein

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il commento piu' sensato e' quello di Boifava oggi sulla Gazza.......
 

airone44

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Anche Roberto Saviano, lo scrittore reso celebre dal romanzo "Gomorra", ha voluto dire la sua sulla riapertura del caso riguardante la morte di Marco Pantani e l'ha fatto attraverso il suo profilo ufficiale su Facebook.
Ecco il suo sfogo in versione integrale:

"La Procura di Rimini ha riaperto l’inchiesta sulla morte di Marco Pantani a seguito di una perizia medica voluta dalla famiglia. L’ipotesi è quella di omicidio volontario.

Non so davvero se questi indizi basteranno a ribaltare le indagini precedenti che avevano portato alla tesi di morte come conseguenza accidentale di overdose. Questo sarà la magistratura a stabilirlo.

La cosa certa è la nausea nel vedere che il paese che ora commosso chiede giustizia per Pantani è lo stesso che l’ha lasciato divorare dalle insinuazioni e dal fango. Sperare nella caduta di una persona eccellente come unico modo per confortare e giustificare la propria mediocrità è una tipica dinamica italiana.

Quando Pantani, sulla base dei regolamenti sportivi, fu squalificato per valori del sangue sballati, il primo sospetto fu l’uso di sostanze dopanti che poi, come venne acclarato in seguito, riguardava purtroppo l’intero sistema sportivo. Invece ci si accanì sul singolo come per emendare le colpe di tutti.

In ogni caso Pantani non fu mai condannato definitivamente in un tribunale ordinario. Dopo processi portati avanti sotto l’occhio inquisitore dei media, per due volte fu assolto dall'accusa di frode sportiva perché i fatti all'epoca non costituivano reato per la giustizia penale italiana: nel caso dell’ematocrito fuori norma durante i controlli alla Milano-Torino il 18 ottobre '95, dopo una condanna in primo grado nel 2000, fu assolto dall'accusa di frode sportiva dalla Corte d’Appello di Bologna nel 2001 perché “il fatto non era previsto dalla legge come reato”; nel caso dell’ematocrito fuori norma a Madonna di Campiglio durante il Giro d’Italia del ’99, fu assolto dall'accusa di frode sportiva dal tribunale di Tione nel 2003 perché “il fatto non era previsto dalla legge come reato”.

Per la legge italiana, quindi, Pantani era innocente. Sul piano mediatico, però, a nessuno, o quasi, sembrò così.

E per la vicenda della siringa di insulina trovata nella sua stanza a Montecatini durante il Giro d'Italia 2001, fatto che gli costò la squalifica per otto mesi dalle corse, Pantani venne alla fine assolto dalla Commissione di appello federale della Federciclismo "per non aver commesso il fatto".

Notizie di assoluzione che non ebbero lo stesso spazio che era stato riservato agli inciampi del Pirata sui media italiani, troppo spesso pronti a far trionfare la mediocrità.

Pantani, che tante volte si era rimesso in sella, non riuscì a rialzarsi da quelle cadute. Fu lasciato solo. Su di lui ci si accanì come mai era avvenuto prima in casi simili. Forse proprio perché lui era il più bravo. Ed essere bravi in questo paese è una condanna senza appello".
 

Bilos

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i have a dream me too

la curiosità che invece vorrei proprio levarmi io è questa: avere dei campioni di sangue di tutti i ciclisti attivi negli anni 90, analizzarli con le odierne tecnologie, vedere chi non assumeva EPO.
Sarei proprio curioso :rolleyes:
 

Zedemel

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la curiosità che invece vorrei proprio levarmi io è questa: avere dei campioni di sangue di tutti i ciclisti attivi negli anni 90, analizzarli con le odierne tecnologie, vedere chi non assumeva EPO.
Sarei proprio curioso :rolleyes:

Beh tutti, altrimenti non avrebbero messo il limite a 50..... poi hanno trovato anche il metodo per rilevare l epo
 

Cicciopaccio

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la curiosità che invece vorrei proprio levarmi io è questa: avere dei campioni di sangue di tutti i ciclisti attivi negli anni 90, analizzarli con le odierne tecnologie, vedere chi non assumeva EPO.
Sarei proprio curioso :rolleyes:

Già fatto...fu un'iniziativa del governo francese se non sbaglio. Mi pare pubblicarono i risultati lo scorso luglio.
 

maxxbor

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Ieri pomeriggio ho rinnovato un'emozione che non vivevo da qualche anno.
Diretto sulle colline romagnole per una cena con amici che spesso organizziamo, nel solito Agriturismo che da anni ci ospita in modo splendido, quando durante le vacanze spezzo il viaggio a Rimini, invece di fare la più comoda strada "ufficiale" ho svoltato verso la strada che arrivando da Cesenatico percorreva il giovane Pantani per allenarsi in salita.
Subito dopo la lunga galleria (di 3 km.) si deve uscire per S.Piero in B. e poi subito dopo si deve svoltare a sinistra in direzione Selvapiana e Acquapartita.
Dopo pochi chilometri un grande cartello in legno vi dirà che "state camminando sul Viale del Pirata" poi a Selvapiana troverete in piazza una stele a lui dedicata quindi fino ad Acquapartita la salita diventa ancora più dura (ho dovuto scalare le marce fino alla seconda) con tratti al 10%.
Pantani vi si allenava salivendo e scendendo più volte per poi rientrare, sempre in bici fino, fino a casa.
Come sempre mi è venuta la pelle d'oca e gli occhi mi si sono inumiditi. :'(
 

Zedemel

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Ieri pomeriggio ho rinnovato un'emozione che non vivevo da qualche anno.
Diretto sulle colline romagnole per una cena con amici che spesso organizziamo, nel solito Agriturismo che da anni ci ospita in modo splendido, quando durante le vacanze spezzo il viaggio a Rimini, invece di fare la più comoda strada "ufficiale" ho svoltato verso la strada che arrivando da Cesenatico percorreva il giovane Pantani per allenarsi in salita.
Subito dopo la lunga galleria (di 3 km.) si deve uscire per S.Piero in B. e poi subito dopo si deve svoltare a sinistra in direzione Selvapiana e Acquapartita.
Dopo pochi chilometri un grande cartello in legno vi dirà che "state camminando sul Viale del Pirata" poi a Selvapiana troverete in piazza una stele a lui dedicata quindi fino ad Acquapartita la salita diventa ancora più dura (ho dovuto scalare le marce fino alla seconda) con tratti al 10%.
Pantani vi si allenava salivendo e scendendo più volte per poi rientrare, sempre in bici fino, fino a casa.
Come sempre mi è venuta la pelle d'oca e gli occhi mi si sono inumiditi. :'(
OK!:'(
 

mattonaro

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Ieri pomeriggio ho rinnovato un'emozione che non vivevo da qualche anno.
Diretto sulle colline romagnole per una cena con amici che spesso organizziamo, nel solito Agriturismo che da anni ci ospita in modo splendido, quando durante le vacanze spezzo il viaggio a Rimini, invece di fare la più comoda strada "ufficiale" ho svoltato verso la strada che arrivando da Cesenatico percorreva il giovane Pantani per allenarsi in salita.
Subito dopo la lunga galleria (di 3 km.) si deve uscire per S.Piero in B. e poi subito dopo si deve svoltare a sinistra in direzione Selvapiana e Acquapartita.
Dopo pochi chilometri un grande cartello in legno vi dirà che "state camminando sul Viale del Pirata" poi a Selvapiana troverete in piazza una stele a lui dedicata quindi fino ad Acquapartita la salita diventa ancora più dura (ho dovuto scalare le marce fino alla seconda) con tratti al 10%.
Pantani vi si allenava salivendo e scendendo più volte per poi rientrare, sempre in bici fino, fino a casa.
Come sempre mi è venuta la pelle d'oca e gli occhi mi si sono inumiditi. :'(

Grazie, le tue parole mi hanno fatto emozionare.
 

Zedemel

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solite indagini alla c.azzo all'italiana.

povero Pirata:'(