Parmalat: che fare? (leggete questo, non l'altro)

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negusneg

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20/12/03
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Punti reazioni
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Sono stato a Milano sabato, alla meritoria iniziativa organizzata da Roberto Portinari con l'assistenza e la partecipazione di altre persone (fra l'altro erano presenti gli Avv.ti Cianci e Adami oltre ad un avvocato americano in rappresentanza dello studio Milberg Weiss etc. etc.).
Volevo chiarirmi un po' le idee sul da farsi e devo dire che alcuni interventi, in particolare quello dell'Avv. Cianci sulle prospettive del processo penale e di Pietro Adami sulla class action a New York, mi sono stati molto utili e come prima cosa vorrei ringraziarli per il loro contributo.
Data la complessità della situazione, però, devo ammettere che non ho risolto tutte le mie perplessità ed anche se ho capito che, a parte alcuni adempimenti urgenti nei prossimi mesi tipo l'insinuazione al passivo, c'è tempo per decidere quali inziative intraprendere e in quale sede, vorrei confrontarmi con voi per delineare una sorta di stato dell'arte della vicenda giudiziaria.
Oltre a tutto sono rimasto letteralmente sconvolto nell'osservare e scambiare due parole con alcune persone sedute vicine a me: gente dall'aria semplice che sicuramente si trovavano per la prima volta a dover affrontare questioni di procedura legale e fallimentare e manifestavano chiaramente il disagio (se non l'angoscia) di dover prendere decisioni su una materia di cui sono probabilmente totalmente all'oscuro, raccogliendo personalmente in mezzo a mille difficoltà informazioni ed indicazioni che possano essere in qualche modo utili a recuperare almeno una parte dei loro risparmi, nel totale disinteresse (o ignoranza o, peggio, disinformazione) dei loro intermediari, dei politici, della stampa, etc.
Vado a mangiare un boccone e proverò a delineare, dal mio punto di vista, questo stato dell'arte, e una proposta concreta.
 
Atto primo: insinuazione al passivo

Come è ormai noto la Parmalat e un buon numero di sue controllate, fra cui gran parte delle finanziarie che hanno materialmente emesso i bond, sono state ammesse alla procedura di liquidazione (csiddetta Prodi-bis integrata dal decreto Marzano).
A seconda della data in cui le varie società sono state messe in liquidazione la prima cosa da fare sarà iscriversi al passivo .
In pratica bisogna scrivere una raccomandata alla Procura di Parma nelle forme indicate dalla Procura stessa sul loro sito:
Avviso ai creditori Parmalat .
Il facsimile della domanda dovrebbe essere questo:
Aduc - Facsimile insinuazione al passivo
Consiglierei però di aspettare perchè a breve potrebbero esserci delle novità. Oltre a tutto il primo termine (a seconda della tipologia di obbligazioni che si hanno sottoscritto) è il 20 aprile.
Gira con insistenza la voce che il governo potrebbe inserire un emendamento al decreto Marzano per prevedere in qualche modo l'ammissione al passivo d'ufficio (o collettiva) di tutti gli obbligazionisti.
Mi auguro che sia così, anche se mi chiedo perchè non è ancora stato fatto. Magari con un altro decreto: possibile che in questo paese passino con motivazioni di urgenza solo provvedimenti che servono a togliere uno o due personaggi eccellenti da situazioni imbarazzanti e non si riesca con il consenso di tutti a varare una norma che provveda a semplificare gli adempimenti burocratici per decine di migliaia di persone? :mad:
L'insinuazione al passivo non è infatti un atto poi così banale: è vivamente consigliabile effettuarla tramite un avvocato perchè in assenza di un domicilio eletto a Parma eventuali comunicazioni relative al procedimento (anche solo che la nostra domanda non può essere accettata perchè presenta degli errori formali) verrebbero affisse presso la Cancelleria del Tribunale... col risultato che molto probabilmente non ne verremo mai a conoscenza.
Credo che dovremmo studiare un modo per esercitare la massima pressione per ottenere che i politici varino immediatamente un decreto che stabilisca che in casi come questo gli intermediari abbiano l'obbligo di trasmettere all'autorità giudiziaria l'elenco completo dei loro clienti che detengono in portafoglio titoli ammessi alla procedura di liquidazione e che si facciano carico di trasmettere a loro eventuali comunicazioni del Tribunale.
Fra l'altro mi risulta che un gran numero di pseudocomitati stia raccogliendo adesioni (e fior di quattrini) proprio con il pretesto di svolgere questo compito. Sarebbe un ottimo modo per togliere a questi sciacalli un facile pretesto :mad:
 
Atto secondo: la richiesta dei danni

Naturalmente l'insinuazione al passivo da sola non basta: essa serve unicamente agli obbligazionisti in quanto creditori per recuperare una parte di quello che han perso.
Non è una strada percorribile dagli azionisti, nè tantomeno potrà servire agli obbligazionisti se non per recuperare una piccola parte di quanto investito. Circolano stime che dicono che questa parte dovrebbe essere intorno al 20%, suddiviso fra contanti, nuovi titoli di credito con scadenza prolungata e azioni della "Nuova Parmalat".
Questo perchè, si dice, a fronte di un debito che pare si aggiri intorno ai 14.500.000.000 (14,5 mld) di euro, il valore delle attività della Parmalat può essere stimato in 3 mld €.
Ecco quindi che gli obbligazionisti (se vogliono recuperare almeno una parte di quell'80% che pare essere svanito nel nulla) e a maggior ragione gli azionisti, che rischiano di trovarsi in mano degli oggetti da scripofilia (non è una forma di perversione, si tratta di "certificati azionari originali d'epoca da collezione e per l'arredamento")
devono intraprendere una qualche forma di iniziativa legale per chiedere i danni a chi ritengono li abbia truffati.
 
A chi chiedere i danni

1) A Calisto Tanzi, alla famiglia, ai dirigenti della Parmalat, ai consiglieri di amministrazione della Spa. Questi i primi responsabili, e grazie a Dio sono praticamente tutti in galera.
A questo proposito vorrei però ricordare quello che ha sostenuto l'avvocato americano dello studio Milberg Weiss etc. etc.: there won't be cheques sent from jail. Come dire che dalla prigione non ci spediranno degli assegni...

2) Ai revisori dei conti (Deloitte e Grant Thornton) e al collegio dei sindaci della Spa: ai cosiddetti controllori, interni ed esterni.
Qui sicuramente c'è più trippa, ovviamente se parliamo delle società di revisione e nel caso in cui si riuscisse a provarne le responsabilità):
Grant Thornton International is the world's leading accounting, tax and business advisory organization dedicated to mid-size companies. Partners of the member firms of Grant Thornton provide personal attention and seamless service delivery to public and private clients around the globe. Our Guiding Principles serve as the foundation for each step we take toward achieving our vision.

Global U.S.

Revenues $1.84 bil. $485 mil

Staff 21,500 2,952

Partners 2,270 328

Offices 585 48


Deloitte Touche Tohmatsu is an organization of member firms devoted to excellence in providing professional services and advice. Through these firms, Deloitte serves more than one-half of the world's largest companies.

Deloitte: By the numbers

2003 2002 2001 2000
Revenues (US$) $15.1 $12.5 $12.4 $11.2
People 119,770 100,398 95,447 92,064
Countries 144 141 140 130
Offices 656 687 708 700


3) Alle agenzie di rating (vogliamo fare il nome?) sempre nel caso che ne venissero provate le responsabilità (scusate il piccolo disclaimer).

4) Alla Consob e alla Banca d'Italia se credete, come io penso, che il livello di controllo esercitato sulle banche e sulle società quotate in borsa sia stato, a dir poco, vergognoso.

5) A tutte le banche e le istituzioni finanziarie che a tutti i livelli hanno coperto e forse incoraggiato gli illeciti commessi da Parmalat e qui la lista rischia di non finire più, dalle principali banche italiane a parecchie di quelle estere.

6) Agli intermediari finanziari qualora li riteniate responsabili di avervi spinto a fare investimenti troppo rischiosi o comunque non adeguati alla vostra situazione. Non a caso alcune banche hanno messo in piedi iniziative per prevenire un'ondata di reclami che potrebbe avere un effetto devastante.
Io stesso opero nel settore, ma vi posso assicurare che quando sento in televisione il pensionato che racconta come gli hanno fatto investire la liquidazione (110.000 €) unicamente in una obbligazione Parmalat, penso al mio collega che ha fatto l'operazione e mi auguro che venga presto dislocato a pulire delle latrine (insieme a coloro che l'hanno messo in quella posizione senza fornirgli una adeguata formazione o assistenza).
A proposito delle banche: occhio quando vi propongono risarcimenti parziali in cambio di una rinuncia da parte vostra ad intraprendere azioni legali. Spesso ci provano anche in situazioni in cui sono palesemente dalla parte del torto solo per scongiurare l'eventualità di un rimborso integrale. Purtroppo le persone che ne sono vittime sono anche le meno informate su queste cose (sicuramente non frequentano il FOL) e interpretano l'offerta della banca come un "gesto di buona volontà" :(
 
Ultima modifica:
Come chiedere i danni

Sarò per forza di cose sintetico data l'ora:

1) class action. Per il momento le adesioni sono chiuse, probabilmente verranno riaperte fra un anno o giù di lì (pietro66 = Pietro Adami può confermare o smentire). Nel frattempo il giudice di NY deciderà se gli italiani (azionisti ed obbligazionisti) possono essere ammessi. La class action non è incompatibile con altre azioni svolte in Italia, ovviamente a patto che non riguardi gli stessi soggetti (non posso farmi liquidare i danni da Citigroup sia a NY che in Italia).
Il vantaggio è che i tempi saranno più rapidi (2-3 anni), che non ci sono spese da anticipare (si fanno carico di tutto gli avvocati), che ci si può ritirare senza spese (nel caso in cui in Italia, ad esempio, parta un'iniziativa che si ritiene possa avere maggiore successo) e che il team di avvocati è molto agguerrito e professionale (anche perchè intascano una bella fetta del risarcimento, nel caso in cui lo riescano ad ottenere).
Lo svantaggio è che la parcella degli avvocati a fine causa può arrivare a mangiare circa un terzo del totale del risarcimento

2) causa penale a Milano, principalmente per il reato di aggiotaggio. Ci hanno spiegato che anche in sede penale ci si può costituire parte civile e, in caso di condanna, ottenere un risarcimento, oltre a tutto per i danni morali oltre che materiali. Se però ho capito bene in caso di assoluzione, prescrizione, insufficienza di prove insomma di non condanna non ho più diritto a risarcimenti (chiedo conferma ad esperti del ramo).
La causa dovrebbe partire a breve con rito abbreviato, mi interesserebbe sapere se ci sono dei termini per aderire o se lo si può fare nel corso del dibattimento.

3) causa penale a Parma, dovrebbe occuparsi dei reati di bancarotta fraudolenta e, credo, truffa aggravata. Valgono le stesse considerazioni (e domande) di cui sopra con l'avvertenza che questa causa avrà probabilmente tempi più lunghi. Già dalla condanna in primo grado però (se ho ben interpretato l'Avv. Cianci) potrebbero scattare i risarcimenti.

4) causa civile. Indipendente dalle prime due, finalizzata unicamente alla richiesta di risarcimento, non richiede necessariamente la condanna penale (è proprio così :confused: ).
 
Quando chiedere i danni

E qui torniamo all'argomento di questo 3D. Da quanto detto sopra mi sembra ovvio che è meglio aspettare.
Intanto che si chiarisca meglio la situazione reale della Parmalat e che Bondi faccia una proposta di ristrutturazione del debito.
Poi per vedere che direzione prendono le indagini di Milano e Parma.
Infine per capire bene da chi si vuole essere rappresentati.
Già ci sono sedicenti rappresentanti di comitati che sono finiti nel registro degli indagati (imputati di aggiotaggio) :eek:
Vi riporto una notizia (da Vita, nonprofit online, ma l'hanno battuta anche le agenzie) e faccio un'ultima proposta:

"Stiamo lavorando a un progetto sulla class action, non se ne occuperà il mio dicastero ma quello di Grazia e Giustizia". Lo ha dichiarato il ministro per le Attivita' produttive, Antonio Marzano, nel corso dell'audizione parlamentare sul risparmio in risposta ad alcuni parlamentari dell'opposizione che avevano criticato il decreto 'salva-compagnie' assicurative con cui il Governo aveva limitato i ricorsi collettivi.

La proposta è quella, come nel caso dell'insinuazione al passivo, di studiare tutte le forme di pressione utili per ottenere dal governo che i diritti dei risparmiatori possano essere difesi collettivamente, nella distinzione dei ruoli fra obbligazionisti ed azionisti, tramite un'azione (class action) che permetta la massima efficacia possibile e il minore impatto dal punto di vista delle spese.
Facciamo sentire la nostra voce, se possibile, tutti uniti. Anche solo per non dovere assistere allo squallido spettacolo dei comitati e/o studi di avvocati che si sbranano come sciacalli affamati davanti a una carogna :mad:
Oltre a tutto, se mi è consentita una considerazione personale, sono stati "limitati" i ricorsi collettivi: bene, io da dieci anni non ho avuto incidenti in automobile, eppure pur essendo nel frattempo passato ad una assicurazione on line spendo quasi il triplo di dieci anni fa :eek: :eek: :eek: . Complimenti!
 
Sembra che anche a Parma abbiano deciso di sveltire i tempi...

PARMA, 23 febbraio (Reuters) - I pm parmigiani che indagano sul crack Parmalat stanno pensando al rito immediato per alcuni degli arrestati nell'ambito dell'inchiesta sul dissesto finanziario del colosso alimentare. Lo riferiscono fonti legali, aggiungendo che i pm andrebbero all'immediato per le posizioni degli arrestati sui quali hanno prove più solide.
Commentando questa ipotesi, il legale di Calisto Tanzi, Fabio Belloni, si è detto contrario all'immediato, aggiungendo invece di proporre un "intervento periziale con incidente probatorio".
Anche la procura di Milano, che indaga sulle ipotesi di aggiotaggio e ostacolo all'attività di controllo nell'ambito dell'inchiesta Parmalat, intende chiedere almeno per alcuni dei circa 35 indagati il rito immediato, che consente di giungere all'emissione di una sentenza in tempi rapidi, escludendo l'udienza preliminare.
 
...

Parmalat: la strada delle class action
(24/02/2004)



Anche Altroconsumo allunga una mano ai risparmiatori sventurati che si ritrovano nel portafoglio obbligazioni Parmalat. “Abbiamo stipulato un accordo con uno studio legale americano per consentire agli italiani detentori dei bond di aderire alla class action in partenza negli Stati Uniti”, così Paolo Martinello, il presidente dell’associazione dei consumatori che vanta circa 300mila iscritti spiega l’iniziativa.

Sulla scorta dell’esempio dell’Aduc che per prima aveva trovato un accordo con lo studio Milberg Weiss Bershad Hynes & Lerach di San Diego, quindi anche Altroconsumo persegue la strada delle azioni collettive made in Usa.

Secondo Martinello, infatti, non ci sono preclusioni alla partecipazione di investitori italiani alla class action americana. “Sono oltre 4.500 i risparmiatori traditi che si sono rivolti ad Altroconsumo per questo problema – dice Martinello – perchè sono consapevoli che soggetti multinazionali come le banche, le società di revisione ecc. possono essere condannati a risarcire i danni causati ai risparmiatori di tutto il mondo compresi gli italiani”.

In altri termini, in mancanza in Italia di una previsione legislativa che preveda le class action, ci si rivolge al Paese del capitalismo per eccellenza che dagli Anni 30 fa delle azioni collettive un baluardo della tutela dei consumatori contro la strapotenza economica delle multinazionali.

In realtà, spiega il presidente di Altroconsumo, è sul tavolo delle trattative governative un bozza di progetto di legge del ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano. Secondo indiscrezioni, il disegno di legge prevederebbe l’introduzione delle azioni collettive mitigate rispetto al modello americano.

In America è un’azione legale iniziata da un soggetto che chiede di essere autorizzato ad agire per sè e per gli altri colpiti dallo stesso fatto illecito. L’iniziativa è promossa da uno studio legale: in caso di sconfitta gli aderenti non sono tenuti a pagare alcuna spesa, mentre in caso di vittoria è lo stesso giudice stabilire il “quantum” dovuto agli avvocati.

La versione italiana prevederebbe una doppio azione giudiziale. La prima collettiva che può essere iniziata esclusivamente dalle associazioni dei consumatori. La seconda è invece individuale e riguarda i singoli aderenti alla class action che sulla scorta della sentenza favorevole possono richiedere il risarcimento dei danni.

Martinello la vede bene. “Sono sostanzialmente favorevole – dice –, in Parlamento potremmo fare degli ulteriori passi in avanti, ma per l’introduzione delle azioni collettive in Italia sarebbe già un grande passo in avanti”.

Sulla possibilità di trasporre tout court il modello americano in Italia è infatti risoluto: “Non è possibile – dice Martinello – perchè il modello americano favorisce la tutela della massa dei consumatori a scapito dei singoli (una volta che la class action si è chiusa nessuno può entrare in un secondo momento) e questo sarebbe incompatibile, per esempio, con l’art. 24 della Costituzione che sancisce l’inviolabilità del diritto del singolo ad agire in giudizio”.

Tobia De Stefano

http://www.miaeconomia.it/retrieval...gory=113&idarticle=64733&staticpage=&pagenum=
 
Re: Atto secondo: la richiesta dei danni

[ok
fammi sapere quando si parte con le cause civili e penali che ci sono anc'io:D :D
 
Buongiorno

Mio padre è detentore di bond parmalat,sino ad ora non ha preso nessuna iniziativa sul comitato di cui far parte per "intentare"un futuro rimborso.L'unica azione fatta sino ad ora è l'esposto alla G.D.F. spedito poi alla procura di Milano.
La banca che gli ha venduto i bond è la s.paolo.
Venerdi hanno spedito(s.paolo) questi documenti .
Devo partire per un lungo viaggio e mio padre mi mette "pressione"chiedendomi in continuazione di iscriverlo a qualche associazzione,prima che io vada via.
Sinceramente non so quale "pesce prendere"scegliere......
Qualcuno di voi ha fatto delle scelte al riguardo,oppure è ancora presto.


vi allego 2 dei 3 pdf mandati dalla banca(il 3° e troppo pesante per allegarlo)
 

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  • comitato_parmalat.pdf
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  • newletteradef%20parmalat-%20sanpaolo.pdf
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Re: Buongiorno

Scritto da Steel Horse
Mio padre è detentore di bond parmalat,sino ad ora non ha preso nessuna iniziativa sul comitato di cui far parte per "intentare"un futuro rimborso.L'unica azione fatta sino ad ora è l'esposto alla G.D.F. spedito poi alla procura di Milano.
La banca che gli ha venduto i bond è la s.paolo.
Venerdi hanno spedito(s.paolo) questi documenti .
Devo partire per un lungo viaggio e mio padre mi mette "pressione"chiedendomi in continuazione di iscriverlo a qualche associazzione,prima che io vada via.
Sinceramente non so quale "pesce prendere"scegliere......
Qualcuno di voi ha fatto delle scelte al riguardo,oppure è ancora presto.


vi allego 2 dei 3 pdf mandati dalla banca(il 3° e troppo pesante per allegarlo)

Mi sembra una buona cosa, fossi cliente SPaolo aderirei, soprattutto perchè:
è gratuita sia l'adesione che la revoca;
non ti impedisce di aderire ad altre iniziative (ad esempio chiedere i danni alla stessa SPaolo, se hai un valido motivo per farlo);
puoi partire tranquillamente che pensano loro alle prime incombenze.
In particolare una delle prime cose da fare sarà l'insinuazione al passivo (entro aprile-giugno a seconda delle obbligazioni che possiedi) sempre che il governo, come auspicabile, non si dia da fare per permettere una procedura di adesione collettiva e d'ufficio per tutti (in fase di conversione in legge del decreto Marzano).
Per le cause occorrerà sicuramente un po' di tempo in più, speriamo non troppo, sennò questi vanno tutti in prescrizione :(
Personalmente non mi dispiacerebbe che Bondi, in base agli sviluppi dei processi a Milano e Parma, chiedesse la revocatoria di tutte le operazioni fatte da Parmalat con le banche negli ultimi anni: ci sarebbe da ridere, le banche sarebbero costrette a restituire a Parmalat miliardi di euro, oltre a tutto sarebbe l'unica soluzione equa anche per gli azionisti
Parti sereno e fatti un buon viaggio (ma ricordati di consultare il FOL da qualche Internet Cafè di tanto in tanto) :cool:
 
Re: Re: Buongiorno

Scritto da negusneg
Mi sembra una buona cosa, fossi cliente SPaolo aderirei, soprattutto perchè:
è gratuita sia l'adesione che la revoca;
non ti impedisce di aderire ad altre iniziative (ad esempio chiedere i danni alla stessa SPaolo, se hai un valido motivo per farlo);
puoi partire tranquillamente che pensano loro alle prime incombenze.
In particolare una delle prime cose da fare sarà l'insinuazione al passivo (entro aprile-giugno a seconda delle obbligazioni che possiedi) sempre che il governo, come auspicabile, non si dia da fare per permettere una procedura di adesione collettiva e d'ufficio per tutti (in fase di conversione in legge del decreto Marzano).
Per le cause occorrerà sicuramente un po' di tempo in più, speriamo non troppo, sennò questi vanno tutti in prescrizione :(
Personalmente non mi dispiacerebbe che Bondi, in base agli sviluppi dei processi a Milano e Parma, chiedesse la revocatoria di tutte le operazioni fatte da Parmalat con le banche negli ultimi anni: ci sarebbe da ridere, le banche sarebbero costrette a restituire a Parmalat miliardi di euro, oltre a tutto sarebbe l'unica soluzione equa anche per gli azionisti
Parti sereno e fatti un buon viaggio (ma ricordati di consultare il FOL da qualche Internet Cafè di tanto in tanto) :cool:

Personalmente non mi dispiacerebbe che Bondi, in base agli sviluppi dei processi a Milano e Parma, chiedesse la revocatoria di tutte le operazioni fatte da Parmalat con le banche negli ultimi anni: ci sarebbe da ridere, le banche sarebbero costrette a restituire a Parmalat miliardi di euro, oltre a tutto sarebbe l'unica soluzione equa anche per gli azionisti


:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: alleluja
 
Re: Re: Re: Buongiorno

Scritto da redon
:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: alleluja

Grande redon, devo dire che questa idea mi frulla in testa da qualche tempo leggendo i giornali, ma devo anche ammettere che il tarlo me l'hai messo tu con i tuoi post (che seguo sempre con grande attenzione). Sperem ;)
 
Re: Re: Re: Re: Buongiorno

Scritto da negusneg
Grande redon, devo dire che questa idea mi frulla in testa da qualche tempo leggendo i giornali, ma devo anche ammettere che il tarlo me l'hai messo tu con i tuoi post (che seguo sempre con grande attenzione). Sperem ;)

Anch'io ci pensavo. Magari!!!!:clap: :clap: :clap: :clap:
 
Scritto da Steel Horse
Venerdi hanno spedito(s.paolo) questi documenti



Se non saranno attivate procedure automatiche, Aduc-Investire Informati offrira' gratuitamente le istruzioni per presentare in proprio la domanda al Tribunale di Parma. Non sara' necessario, quindi, accettare clausole imposte dagli intermediari. Non ci piace il vincolo di disponibilita' delle azioni che i clienti SanPaoloImi aderenti al comitato dovranno accettare. Suggeriamo di restarne fuori, pertanto.

Servizio informazioni su Parmalat: http://investire.aduc.it/php/parmalat.php
 
Scritto da Voltaire
Non ci piace il vincolo di disponibilita' delle azioni che i clienti SanPaoloImi aderenti al comitato dovranno accettare. Suggeriamo di restarne fuori, pertanto.

Servizio informazioni su Parmalat: http://investire.aduc.it/php/parmalat.php

Ti riferisci al fatto che chiedono che i titoli restino depositati presso il SPaolo? Mi sembra normale visto che accettano di pagare le spese. Così steel horse è libero di andare in vacanza tranquillo.
Se quando torna qualcosa non lo convince può sempre decidere di ritirarsi dal comitato "L’adesione è gratuita e non comporterà anche in futuro obblighi, pagamenti o rinunce di alcun genere. In particolare ciascun aderente mantiene intatti gli eventuali diritti per agire a titolo personale verso chiunque." e di trasferire i suoi titoli in un'altra banca.
O nel terzo pdf (quello troppo pesante) c'erano delle altre clausole capestro? :confused:
 
Scritto da negusneg
Ti riferisci al fatto che chiedono che i titoli restino depositati presso il SPaolo? Mi sembra normale visto che accettano di pagare le spese. Così steel horse è libero di andare in vacanza tranquillo.
Se quando torna qualcosa non lo convince può sempre decidere di ritirarsi dal comitato "L’adesione è gratuita e non comporterà anche in futuro obblighi, pagamenti o rinunce di alcun genere. In particolare ciascun aderente mantiene intatti gli eventuali diritti per agire a titolo personale verso chiunque." e di trasferire i suoi titoli in un'altra banca.
O nel terzo pdf (quello troppo pesante) c'erano delle altre clausole capestro? :confused:
Grazie per le risposte.:)
Se siete interessati a leggere lo statuto ovvero il file pesante,che purtroppo non posso allegare neanche in un copia e incolla perche sono fotocopie di un fax..........ve lo mando via e.mail sè me la date in un mp

x voltaire all'aduc l'ho inscritto qualche giorno fà..........
volevo aderire alla class action da tempo.............a suon di pensarci mi è scaduto il tempo.
 
PARMALAT: ABI, ALLO STUDIO MODALITA' PER AGEVOLARE CREDITORI

(ANSA) - ROMA, 1 MAR - Agevolare l'ammissione al passivo degli obbligazionisti travolti dal crac Parmalat, canalizzandone le domande: questo l'obiettivo dell'Abi che ha in corso contatti con il Tribunale di Parma per individuare le precise modalità operative. E' quanto riferisce una circolare inviata dall'associazione bancaria agli istituti associati, precisando che l'iniziativa intende contenere gli appesantimenti amministrativi per gli organi competenti derivanti dalla numerosità delle posizioni degli obbligazionisti da gestire nel caso in cui le domande di ammissione al passivo dovessero essere singolarmente trattate. L'obiettivo, si legge nella circolare, "é quello di 'canalizzare' tali domande nell'interesse sia della clientela sia delle procedure di amministrazione straordinaria". L' associazione conta quindi di inviare, nella prima decade di marzo, la modulistica (lettera di comunicazione alla clientela, modulo di acquisizione dell'incarico, modello di domanda di ammissione al passivo) che le banche possono utilizzare per consentire un'ordinata ammissione al passivo dei propri clienti che hanno obbligazioni Parmalat. L'Abi sottolinea infine che iniziative analoghe sono in corso anche con gli organi della procedura straordinaria di Giacomelli. (ANSA).
 
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