Passeggero senza cinture? Risponde conducente

FaGal

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18 marzo 2004
Passeggero senza cintura?
Responsabile il guidatore



Condannato al risarcimento di un milione e mezzo di euro

ROMA — O metti la cintura o scendi. A questo scortese, ma efficace ultimatum potrà essere costretto l’automobilista alle prese con un passeggero riottoso al dispositivo di sicurezza. Perché la III sezione penale della Cassazione ha sentenziato che, in caso di incidente, per chi è al volante e consente al trasportato di tenere slacciata la cinghia si configura il concorso di colpa. E quindi l’obbligo di risarcimento danni.
La pronuncia dei giudici ( numero 4993) ha confermato la responsabilità civile di Giuseppe P., che aveva permesso alla sua fidanzata, Carolina L., di viaggiare sul sedile accanto a lui senza cintura. Tornavano a casa dopo una serata insieme. Si sono scontrati con un’altra macchina.
Giuseppe si è salvato grazie al dispositivo, la ragazza è stata sbalzata fuori, ha sbattuto la testa sull’asfalto ed è entrata in coma irreversibile. Per la Cassazione, anche se non ci sono norme precise in materia, « il conducente è tenuto, in base alle regole della comune diligenza e prudenza, ad esigere che il passeggero indossi la cintura di sicurezza e in caso di renitenza anche a rifiutarne il trasporto o sospendere la marcia » .
Spiegano i giudici che « se la messa in circolazione del veicolo in condizioni di insicurezza è ricollegabile all’omissione non solo del trasportato, ma anche del conducente, fra costoro si forma un consenso a viaggiare senza precauzioni, con accettazione dei relativi rischi » . Tra cui rientrano non solo i danni verso terzi, ma anche quelli subiti dal passeggero. Nel caso particolarmente tragico, Giuseppe è stato condannato a pagare un milione e mezzo di euro. Perché ritenuto responsabile delle conseguenze dell’incidente al 70 per cento: 50 per la guida e 20 per non aver imposto la cintura alla ragazza. Metà della cifra dovrà mettercela di tasca sua perché l’assicurazione copriva soltanto fino ad un massimo di 750.000 euro. Inutile è stato far presente che l’articolo 172 del Codice della Strada prevede che sia multato chi non porta la cintura, il conducente soltanto se il passeggero è minorenne.
Per il vice- ministro alle Infrastrutture, Mario Tassone, « il ragionamento della Corte ha una sua logica.
E’ giusto responsabilizzare di più il conducente, il legislatore si dovrà adeguare.
Continueremo la svolta culturale già cominciata con la patente a punti. Tutto, pur di salvare anche una sola vita umana » . Da quando è partita la riforma a punti ( 1 luglio 2003) ci sono stati 20.000 feriti e 1.500 morti in meno. Lo Stato ha risparmiato 6 miliardi di euro. Il numero di multe per mancato uso delle cinture ( 5 punti a infrazione) si è dimezzato.
Oltre ai comuni automobilisti, tra i più interessati alla questione potrebbero esserci i tassisti. « I passeggeri sul sedile posteriore la mettono poco, non ho mai saputo che ne fossimo responsabili noi » , commenta Carlo Bologna, leader delle auto bianche capitoline.
« Nel traffico del centro, togli e metti, togli e metti, diventa impossibile, mica lo possiamo legare il passeggero » . Il suo collega milanese, Raffaele Grassi, dice che tra il Duomo e dintorni si sono già attrezzati: « In auto, sul poggiatesta, teniamo una pubblicità che invita ad usare le cinture » . Questo anche prima di sapere che rischi si corrono. « Responsabili noi? Sul codice non c’è scritto niente, ma se cambia la legge ci adegueremo. Prima però vogliamo leggerla bene questa sentenza » .

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/cor180304re.html
 
News SICUREZZA. Cinture obbligatorie anche per i camion e gli autobus
13/03/2006 - 12:29
Con l'approvazione del Decreto Legislaslativo di attuazione di una Direttiva Comunitaria diventa obbligatorio l'uso delle cinture di sicurezza anche sui veicoli superiori alle 3,5 tonnellate.

L'approvazione del decreto legislativo di attuazione della direttiva comunitaria 2003/20/CE estende l'obbligo della cintura di sicurezza a tutte le categorie di autoveicoli adibiti al trasporto di persone e merci di massa superiore a 3,5 tonnellate, quindi autobus e camion. In particolare, tra le innovazioni inserite dal decreto legislativo c'è l'obbligo di assicurare al sedile i bambini di statura inferiore a m 1,50 facendo uso di un cuscino sollevatore ed adattatore che permetta al bambino di essere trattenuto dalle stesse cinture di sicurezza previste per gli adulti.

I bambini sino a 3 anni non possono viaggiare su veicoli vecchi sprovvisti di cinture di sicurezza, mentre quelli di età superiore e di altezza fino a m 1,50 non possono occupare un sedile anteriore. Il decreto proibisce anche l'installazione di seggiolini per bambini rivolti contromarcia sui posti protetti da airbag, a meno che non sia possibile disinserire l'airbag.

Inoltre, il provvedimento di attuazione della normativa comunitaria prevede alcune novità in tema di esenzione dall'uso delle cinture di sicurezza. In particolare, fino all'8 maggio 2009, sono esenti dall'obbligo di cinture i bambini inferiori a 10 anni trasportati in soprannumero nei posti posteriori, purché accompagnati da un passeggero di età non inferiore a 16 anni, solo sugli autoveicoli adibiti al trasporto promiscuo di persone e cose.

Sono altresì esentati dall'obbligo delle cinture alcune categorie di persone, tra cui:

gli appartenenti alle forze di polizia e ai corpi di polizia municipale e provinciale nell'espletamento di un servizio di emergenza;
i conducenti e gli addetti dei veicoli del servizio antincendio e sanitario in caso di intervento di emergenza;
gli appartenenti alle forze armate nell'espletamento di attività istituzionali in situazioni di emergenza;
le persone che risultino - sulla base di certificazione rilasciata dalla unità sanitaria locale o dalle componenti autorità di altro stato membro delle Comunità europee - affette da patologie particolari o presentino condizioni fisiche che costituiscono controindicazione specifica all'uso dei dispositivi di ritenuta;
le donne in stato di gravidanza - sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante.
Sono previste sanzioni amministrative a carico di:

chiunque non faccia uso dei dispositivi di ritenuta;
chiunque, pur facendo uso dei dispositivi di ritenuta, ne alteri o ne ostacoli il normale funzionamento;
chiunque importi o produca per la commercializzazione o commercializzi dispositivi di ritenuta non omologati.
2006 - redattore: VC

http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=6579
 
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